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Agenzia delle Entrate, novità 2026: Irpef, POS e controlli. Cosa cambia

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 7 Gennaio 2026

Il 2026 si apre con un’impennata di attenzione verso l’amministrazione finanziaria italiana. Nella giornata odierna, 7 gennaio 2026, il trend di ricerca “Agenzia delle Entrate” ha superato la soglia delle 5.000 interrogazioni sui principali motori di ricerca, segnalando un’urgenza informativa che coinvolge milioni di contribuenti, dalle famiglie alle imprese. Non si tratta di una curiosità passeggera, ma della reazione diretta all’entrata in vigore delle numerose misure contenute nella Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025), che ridisegna in modo sostanziale il rapporto tra Fisco e cittadini.

Le novità sono strutturali e toccano le tasche degli italiani fin dalla prima busta paga di gennaio. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 ORE, l’interesse è catalizzato principalmente dalla riforma delle aliquote IRPEF e dalle nuove regole stringenti sui pagamenti elettronici, che segnano un ulteriore passo verso la digitalizzazione totale degli adempimenti fiscali. A questo si aggiunge il debutto operativo del nuovo “algoritmo” di selezione per i controlli fiscali, uno strumento che promette di rendere le verifiche meno casuali e più mirate, basandosi su un’analisi predittiva del rischio evasione.

Anche la Repubblica e Il Foglio sottolineano come il mese di gennaio 2026 rappresenti uno spartiacque. Tra scadenze imminenti, come quella del 16 gennaio per i versamenti IVA e le ritenute, e le nuove opportunità legate al Concordato Preventivo Biennale, i professionisti del settore e i contribuenti sono alla ricerca di chiarimenti operativi. In questo scenario, il sito dell’Agenzia delle Entrate è diventato il punto di riferimento imprescindibile per scaricare le nuove circolari attuative e i software di calcolo aggiornati.

Nuova IRPEF 2026: come cambiano le buste paga

Il cuore della manovra fiscale che ha acceso i riflettori sull’Agenzia delle Entrate è senza dubbio la revisione delle aliquote IRPEF. La misura più attesa, ora pienamente operativa dal 1° gennaio, è il taglio della seconda aliquota che passa dal 35% al 33%. Questa modifica riguarda la fascia di reddito compresa tra i 28.000 e i 50.000 euro. Si tratta di un intervento che, secondo le stime governative, porterà un beneficio tangibile nelle buste paga del ceto medio, alleggerendo il prelievo fiscale mensile.

Tuttavia, il meccanismo prevede un correttivo per i redditi più alti. Per i contribuenti che dichiarano oltre 200.000 euro, infatti, è prevista una riduzione delle detrazioni spettanti pari a 440 euro, una sorta di clausola di salvaguardia per bilanciare il gettito. È fondamentale, dunque, che i sostituti d’imposta aggiornino tempestivamente i software paghe per applicare le nuove ritenute corrette fin dalle competenze di gennaio 2026.

Un altro capitolo cruciale riguarda la detassazione dei premi di produttività. Per il biennio 2026-2027, l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato crolla dal 5% all’1%. Una misura aggressiva volta a incentivare la contrattazione di secondo livello e a lasciare più denaro netto in tasca ai lavoratori. Il limite del premio agevolabile è stato inoltre innalzato da 3.000 a 5.000 euro, offrendo alle aziende una leva potente per premiare il merito senza appesantire eccessivamente il costo del lavoro.

La rivoluzione del POS e i registratori telematici

Se l’IRPEF tocca i dipendenti, la vera rivoluzione per commercianti ed esercenti riguarda la gestione degli incassi. Da gennaio 2026 scatta l’obbligo di collegamento telematico tra il POS e il Registratore di Cassa. Non si tratta più solo di accettare i pagamenti elettronici, ma di garantire che ogni transazione digitale generi automaticamente e univocamente il documento commerciale fiscale, eliminando alla radice la possibilità di “dimenticare” lo scontrino dopo aver incassato con carta.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il sistema deve garantire la corrispondenza univoca tra l’importo transato e quello inviato ai server del Fisco. Per chi non si è ancora adeguato, sono previste finestre temporali ristrette: chi possedeva un POS attivo al 31 gennaio 2026 ha tempo fino a metà aprile per completare l’integrazione tecnica, ma per i nuovi dispositivi l’obbligo è pressoché immediato. Questa misura, definita da molti osservatori come il “Grande Fratello” degli incassi, mira a chiudere il cerchio sulla tracciabilità dei corrispettivi, rendendo la vita durissima agli evasori totali o parziali.

Parallelamente, l’Agenzia ha potenziato l’uso dei dati. Da quest’anno, i controlli non saranno più basati su liste selettive statiche, ma su un algoritmo dinamico che incrocia in tempo reale i dati dei corrispettivi telematici, delle fatture elettroniche e dei conti correnti. Il sistema assegna un punteggio di rischio a ogni Partita IVA: chi presenta anomalie statistiche rispetto al proprio settore di appartenenza (i vecchi Studi di Settore, ora evoluti negli ISA e potenziati dall’IA) riceverà con maggiore probabilità lettere di compliance o visite ispettive.

Concordato Preventivo Biennale e Rottamazione Quinquies

Tra le parole chiave più digitate spicca anche “Concordato Preventivo Biennale” (CPB). Dopo il debutto sperimentale, il 2026 vede la piena maturazione di questo istituto. I contribuenti che hanno aderito alla proposta del Fisco entro lo scorso autunno si apprestano ora a versare le imposte calcolate sul reddito concordato. Il vantaggio è evidente: per due anni, indipendentemente dagli utili effettivi (che potrebbero essere superiori), le tasse si pagheranno su una base imponibile predeterminata, offrendo certezza dei costi e protezione dagli accertamenti.

Per chi è rimasto fuori o ha pendenze pregresse, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto la cosiddetta “Rottamazione Quinquies”. Non un condono generalizzato, ma una definizione agevolata mirata per specifici carichi affidati all’Agente della Riscossione. Le cartelle esattoriali potranno essere sanate pagando solo l’imposta dovuta, senza sanzioni e interessi di mora, con piani di rateizzazione che si estendono fino a cinque anni. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblicherà a breve le modalità operative per presentare le domande, e c’è grande attesa per conoscere i dettagli tecnici che permetteranno a molte imprese di ripulire il proprio bilancio dai debiti tributari.

Welfare aziendale e Fringe Benefits

Non mancano le buone notizie sul fronte del welfare. La soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici è stata ritoccata verso l’alto, passando da 8 a 10 euro giornalieri. Un piccolo aumento che, su base annua, rappresenta un sostegno concreto al potere d’acquisto dei lavoratori, specialmente in un contesto di inflazione ancora da monitorare. Inoltre, vengono confermate e rafforzate le agevolazioni per i fringe benefits (come auto aziendali, prestiti agevolati e polizze), con un occhio di riguardo per i dipendenti con figli a carico, per i quali le soglie di non imponibilità restano più elevate.

Queste misure di welfare si intrecciano con la detassazione degli straordinari e del lavoro notturno e festivo per il settore turistico e della ristorazione, prorogata e potenziata per tutto il 2026. L’obiettivo è sostenere un comparto strategico per il PIL nazionale, rendendo più pesanti le buste paga di chi lavora quando gli altri riposano.

Scadenze Fiscali: il calendario di Gennaio

L’agenda del contribuente per gennaio 2026 è fitta. Oltre alla gestione delle novità normative, ci sono gli adempimenti ordinari che non ammettono ritardi. Il 16 gennaio è la prima data rossa sul calendario: scade il termine per il versamento dell’IVA mensile di dicembre 2025, delle ritenute d’acconto su lavoro dipendente e autonomo, e dei contributi INPS. È anche il momento per i sostituti d’imposta di versare l’imposta sostitutiva sugli incrementi di produttività, ora con la nuova aliquota agevolata.

Verso fine mese, il 31 gennaio, attenzione al Canone RAI. Entro questa data deve essere presentata la dichiarazione sostitutiva di non detenzione dell’apparecchio televisivo per chi vuole evitare l’addebito in bolletta elettrica per l’anno in corso. Una scadenza spesso dimenticata che genera ogni anno contenziosi e richieste di rimborso farraginose.

Conclusioni

L’avvio del 2026 si configura come un momento di profonda trasformazione per il sistema fiscale italiano. L’Agenzia delle Entrate non è più solo l’ente preposto alla riscossione, ma diventa il fulcro di un’infrastruttura digitale complessa che monitora, analizza e, in alcuni casi, “concorda” il prelievo fiscale in anticipo. Il boom di ricerche registrato in queste ore testimonia la consapevolezza degli italiani: ignorare le nuove regole non è più possibile. Tra vantaggi da cogliere (come il taglio dell’IRPEF e la detassazione dei premi) e nuovi obblighi da rispettare (POS collegati e compliance), la parola d’ordine per quest’anno sarà “aggiornamento”. Per professionisti e imprese, la sfida sarà quella di navigare in questo mare di novità senza incorrere nelle maglie sempre più strette dei controlli automatizzati.

Domande frequenti

Come cambiano le aliquote IRPEF 2026 e chi risparmia in busta paga?

Dal primo gennaio 2026 la seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, garantendo un risparmio netto ai lavoratori del ceto medio. Tuttavia, per chi dichiara oltre 200.000 euro è prevista una riduzione delle detrazioni pari a 440 euro come clausola di salvaguardia. I sostituti d imposta devono aggiornare i software paghe per applicare le nuove ritenute corrette fin dalle competenze di gennaio.

Quando scatta l obbligo di collegamento tra POS e registratore telematico?

La normativa prevede l integrazione obbligatoria tra POS e registratore di cassa a partire da gennaio 2026, affinché ogni transazione elettronica generi automaticamente un documento commerciale fiscale univoco. Per chi possedeva un terminale attivo al 31 gennaio 2026 esiste una finestra di adeguamento tecnico fino a metà aprile, mentre per i nuovi dispositivi l obbligo è immediato.

Quali sono le novità sulla tassazione dei premi di produttività per i dipendenti?

Per il biennio 2026-2027 l aliquota dell imposta sostitutiva sui premi di risultato crolla drasticamente dal 5% all 1%, una misura volta a lasciare più denaro netto ai lavoratori. Inoltre, il limite massimo del premio agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro, offrendo alle aziende una leva potente per incentivare il merito senza appesantire eccessivamente il costo del lavoro.

Come funziona la Rottamazione Quinquies per sanare i debiti fiscali?

La Legge di Bilancio 2026 introduce una definizione agevolata per specifici carichi affidati all Agente della Riscossione, permettendo di pagare solo l imposta dovuta senza sanzioni né interessi di mora. I contribuenti possono aderire a piani di rateizzazione estesi fino a cinque anni, attendendo la pubblicazione delle modalità operative ufficiali da parte dell Agenzia delle Entrate Riscossione.

In che modo il nuovo algoritmo dell Agenzia delle Entrate seleziona i controlli?

Dal 2026 i controlli fiscali si basano su un sistema di analisi predittiva che incrocia in tempo reale fatture elettroniche, corrispettivi telematici e conti correnti. Questo algoritmo assegna un punteggio di rischio a ogni Partita IVA, superando le vecchie liste statiche e concentrando le verifiche sui soggetti che presentano anomalie statistiche rispetto al proprio settore di appartenenza.