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Milano, 15 gennaio 2026 – Il panorama dei rischi aziendali globali ha subito una trasformazione radicale, seppur nel segno di una preoccupante continuità per quanto riguarda le minacce digitali. È quanto emerge dalla quindicesima edizione dell’Allianz Risk Barometer 2026, pubblicata questa mattina, che disegna uno scenario in cui la tecnologia rappresenta sia la più grande opportunità che la più temibile minaccia per l’economia mondiale.
Secondo il report, che raccoglie le opinioni di migliaia di esperti di gestione del rischio in oltre 90 paesi, i rischi informatici si confermano al primo posto della classifica per il quinto anno consecutivo. Tuttavia, la vera notizia di quest’anno è l’ascesa fulminea dell’Intelligenza Artificiale (AI), che ha compiuto un balzo senza precedenti passando dal 10° posto del 2025 al 2° posto nel 2026, venendo citata come preoccupazione principale dal 32% degli intervistati. Questo scenario pone nuove sfide per il settore delle assicurazioni, chiamato a ridisegnare le proprie strategie di protezione e gestione dei risarcimenti.
Nonostante gli investimenti massicci in sicurezza IT effettuati dalle aziende nell’ultimo biennio, i rischi informatici mantengono il primato assoluto. Secondo gli analisti di Allianz, la minaccia non riguarda più solo il furto di dati, ma la paralisi operativa. Gli attacchi ransomware, in particolare, si sono evoluti verso modelli di “tripla estorsione”: cifratura dei dati, minaccia di pubblicazione e attacchi DDoS simultanei per forzare il pagamento.
Per le compagnie di assicurazioni, questo trend si traduce in una pressione costante sui premi delle polizze cyber. La frequenza e la severità dei sinistri hanno reso necessario un adeguamento delle tariffe e l’introduzione di criteri di sottoscrizione molto più rigidi. Le aziende che non dimostrano standard elevati di resilienza digitale faticano ormai a trovare copertura o devono fronteggiare costi assicurativi significativamente più alti rispetto al passato.
Il dato più eclatante del 2026 è senza dubbio il posizionamento dell’Intelligenza Artificiale. Se nel 2025 l’AI era entrata timidamente nella top 10, quest’anno si è insediata stabilmente al secondo gradino del podio. Le preoccupazioni non riguardano l’AI in sé come tecnologia, ma le sue applicazioni malevole e le conseguenze impreviste.
Gli esperti segnalano tre aree critiche:
Questo scenario sta spingendo il mercato verso la creazione di nuove polizze specifiche per la responsabilità civile da AI, distinte dalle classiche coperture cyber, per tutelare le imprese da richieste di risarcimenti derivanti da violazioni del copyright o danni causati da algoritmi non supervisionati.
Nonostante il predominio tecnologico, i rischi “fisici” non sono scomparsi. L’interruzione di attività (Business Interruption) rimane una preoccupazione centrale, spesso strettamente correlata proprio ai blocchi informatici. A seguire, le catastrofi naturali continuano a impattare pesantemente sui bilanci assicurativi.
L’aumento degli eventi climatici estremi ha ripercussioni dirette su rami tradizionali come la RCA (Responsabilità Civile Auto) e le polizze property. Le grandinate record e le alluvioni del 2024 e 2025 hanno costretto le compagnie a rivedere i premi anche per le coperture auto accessorie, rendendo la gestione del rischio climatico una priorità tanto quanto quella digitale.
L’Allianz Risk Barometer 2026 evidenzia anche cambiamenti sottili ma significativi nei rami vita e infortuni. L’integrazione dell’AI nel settore sanitario e nella diagnostica sta modificando le aspettative di vita e la gestione delle malattie croniche, influenzando le valutazioni attuariali.
Inoltre, l’automazione spinta e l’interazione uomo-macchina introducono nuove tipologie di infortuni sul lavoro, non più solo fisici ma anche psicosociali, legati allo stress da controllo algoritmico. Le compagnie stanno rispondendo con prodotti welfare più flessibili, capaci di adattarsi a un mercato del lavoro in rapida mutazione.
L’Allianz Risk Barometer 2026 ci consegna l’immagine di un mondo aziendale in cui la volatilità è la nuova norma. Con i rischi informatici saldamente al comando e l’Intelligenza Artificiale che scala le classifiche a velocità record, la distinzione tra sicurezza fisica e digitale è ormai del tutto sfumata.
Per le imprese italiane, il messaggio è chiaro: la stipula di polizze assicurative non può più essere un atto burocratico, ma deve diventare parte integrante di una strategia di gestione del rischio olistica. In un contesto dove i premi riflettono un’esposizione al rischio crescente, la prevenzione e l’investimento in tecnologie sicure rimangono l’unica via per garantire la sostenibilità del business nel lungo periodo.
Secondo l’Allianz Risk Barometer 2026, i rischi informatici mantengono il primo posto per il quinto anno consecutivo, confermandosi la minaccia più persistente. Tuttavia, la novità rilevante è l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale, balzata dal decimo al secondo posto. Questi due fattori tecnologici dominano la classifica, superando le preoccupazioni tradizionali e obbligando le aziende a rivedere le proprie strategie di gestione del rischio.
L’AI è diventata la seconda preoccupazione globale non per la tecnologia in sé, ma per le sue applicazioni malevole e le conseguenze impreviste. Gli esperti segnalano pericoli come attacchi informatici potenziati dall’AI, campagne di phishing iper-realistiche, la diffusione di deepfake che danneggiano la reputazione aziendale e possibili perdite finanziarie dovute a errori algoritmici o decisioni automatizzate senza supervisione.
L’evoluzione delle minacce, in particolare i ransomware a tripla estorsione, ha causato un aumento della frequenza e della gravità dei sinistri. Di conseguenza, le compagnie assicurative hanno alzato i premi e introdotto criteri di sottoscrizione molto più rigidi. Le aziende che non dimostrano standard elevati di resilienza digitale faticano a trovare copertura o devono affrontare costi assicurativi significativamente più alti rispetto al passato.
Nonostante il predominio dei rischi tecnologici, gli eventi climatici estremi come grandinate record e alluvioni continuano a pesare sui bilanci delle compagnie. Questo ha ripercussioni dirette sui rami tradizionali come la Responsabilità Civile Auto e le polizze property, costringendo gli assicuratori a rivedere le tariffe e rendendo la gestione del rischio climatico una priorità assoluta per la sostenibilità del business.
L’integrazione spinta dell’automazione e l’interazione uomo-macchina stanno introducendo nuove tipologie di infortuni, non più solo fisici ma anche psicosociali, come lo stress derivante dal controllo algoritmico. Inoltre, l’uso dell’AI in ambito sanitario sta modificando le aspettative di vita e la gestione delle malattie croniche, influenzando le valutazioni attuariali e spingendo verso prodotti welfare più flessibili.