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Una notte agrodolce per i colori giallorossi, ma che resterà indelebile nella storia del club e, forse, del calcio italiano. Se l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino brucia ancora, l’Olimpico ha però assistito alla nascita di una nuova stella. Antonio Arena, classe 2009, ha fatto il suo esordio tra i grandi e gli è bastato meno di un minuto per gonfiare la rete. Una favola moderna che parte da Sydney e arriva nella Capitale, accendendo l’entusiasmo dei tifosi e degli addetti ai lavori.
Mentre il mondo dello sport guarda spesso ai grandi campioni affermati della Serie A o alle stelle della F1 e della MotoGP, a volte le storie più belle arrivano dai giovanissimi. In una serata complicata per la squadra di Gasperini, il bagliore di questo sedicenne ha illuminato la scena, ricordando a tutti perché il calcio è capace di regalare emozioni uniche, paragonabili a una medaglia alle Olimpiadi o a un punto decisivo nel tennis.
Nato a Sydney il 10 febbraio 2009 da genitori di origini calabresi, Antonio Arena ha il calcio nel sangue e un passaporto che racconta una storia di emigrazione e ritorno. Cresciuto calcisticamente in Australia, ha deciso giovanissimo di attraversare l’oceano per inseguire il suo sogno in Italia. La sua prima tappa è stata Pescara, dove ha bruciato le tappe con una rapidità impressionante.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport e confermato dai dati ufficiali della Lega, Arena aveva già scritto un pezzo di storia diventando il primo giocatore nato nel 2009 a segnare tra i professionisti in Italia, con la maglia del Pescara in Serie C. L’estate scorsa, il passaggio alla Roma per circa 2 milioni di euro: un investimento che il club giallorosso ha fatto con convinzione, strappandolo a una folta concorrenza.
Fisico imponente (188 cm), mancino naturale e un fiuto del gol da veterano, Arena non è il classico attaccante statico. Sa muoversi su tutto il fronte offensivo, caratteristica che ha subito colpito Gian Piero Gasperini, tecnico sempre attento ai giovani talenti, che non ha esitato a gettarlo nella mischia in un momento cruciale della stagione.
La cronaca della serata del 13 gennaio 2026 sembra scritta da uno sceneggiatore di Hollywood. Minuto 80 di Roma-Torino: i granata conducono 2-1 e l’attacco giallorosso fatica a sfondare. Gasperini richiama in panchina Bailey e manda in campo il numero 68, Antonio Arena. L’Olimpico, deluso per il risultato, accoglie il ragazzo con un misto di curiosità e speranza.
Passano appena 60 secondi. Wesley scende sulla fascia sinistra e pennella un cross perfetto al centro dell’area. Arena, con un movimento da predatore d’area, prende il tempo al difensore esperto Maripan e incorna di testa, battendo il portiere Paleari. È il gol del momentaneo 2-2. Lo stadio esplode in un boato liberatorio che va oltre il semplice pareggio: è la celebrazione di un predestinato.
Secondo le statistiche riportate da Mediaset Infinity, Arena diventa così il più giovane marcatore della storia recente della Roma in Coppa Italia, segnando al suo esordio assoluto con la prima squadra. Un impatto devastante che ricorda, con le dovute proporzioni, gli esordi folgoranti di grandi campioni del passato, non solo nel calcio ma anche in sport come il basket, dove i rookie prodigio sono spesso celebrati.
Nonostante la sconfitta finale per 3-2, arrivata con la beffa del gol di Ilkhan al 90′, la prestazione di Arena è la nota lieta su cui la Roma deve costruire. In un periodo fitto di impegni, tra campionato e coppe, avere un’alternativa così fresca e affamata è un lusso per Gasperini. Il tecnico, intervistato nel post-partita dai canali ufficiali di AS Roma, ha elogiato la mentalità del ragazzo: “Ha personalità da vendere, non ha avuto paura. Il futuro è dalla sua parte”.
Ora la sfida sarà gestire la pressione. I riflettori sono tutti puntati su di lui e il trend di ricerca “antonio arena”, schizzato a oltre 20.000 interrogazioni in poche ore, testimonia l’hype generato. Ma chi lo conosce bene, dai tempi del Pescara fino alla Primavera giallorossa, assicura che Antonio ha la testa sulle spalle, solida come quella di un veterano.
La notte del 13 gennaio 2026 ci consegna un verdetto amaro per la Roma in Coppa Italia, ma dolce per il calcio italiano che scopre un nuovo gioiello. Antonio Arena, il “canguro” di Sydney con il cuore italiano, ha dimostrato che l’età è solo un numero quando c’è il talento. Se il buongiorno si vede dal mattino, o meglio, dal primo minuto di gioco, ne vedremo delle belle. La Roma ha trovato il suo nuovo gladiatore, pronto a combattere nell’arena dell’Olimpico per molti anni a venire.
Antonio Arena è un giovane attaccante della Roma, nato nel 2009 a Sydney da genitori di origini calabresi. È salito alla ribalta delle cronache sportive per aver segnato al suo debutto assoluto con la prima squadra giallorossa in Coppa Italia contro il Torino, realizzando un gol di testa meno di un minuto dopo il suo ingresso in campo a soli 16 anni.
Arena è un attaccante mancino naturale con un fisico imponente di 188 cm. Nonostante la stazza, non è una punta statica ma un giocatore mobile che sa agire su tutto il fronte offensivo. Il tecnico Gasperini lo ha apprezzato proprio per la sua capacità di muoversi e per il suo fiuto del gol, paragonabile a quello di un veterano.
Il giovane talento ha stabilito due primati importanti. È diventato il più giovane marcatore della storia recente della Roma in Coppa Italia segnando all esordio. Inoltre, prima del suo arrivo nella Capitale, aveva già scritto la storia con il Pescara diventando il primo giocatore nato nel 2009 a segnare tra i professionisti in Italia nel campionato di Serie C.
La Roma ha acquistato il cartellino di Arena dal Pescara per una cifra di circa 2 milioni di euro, superando una folta concorrenza. Il ragazzo è cresciuto calcisticamente in Australia prima di trasferirsi in Abruzzo, compiendo un percorso di emigrazione di ritorno per inseguire il sogno di giocare nel calcio italiano.
Il debutto ufficiale è avvenuto il 13 gennaio 2026 durante la sfida di Coppa Italia tra Roma e Torino allo Stadio Olimpico. Il tecnico Gasperini lo ha mandato in campo al minuto 80 al posto di Bailey e il giocatore ha impiegato appena sessanta secondi per segnare la rete del momentaneo pareggio.