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Arbitro Assicurativo al via: come funziona il nuovo strumento Ivass

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 16 Gennaio 2026

Da ieri, 15 gennaio 2026, il panorama della tutela dei consumatori in Italia si è arricchito di un tassello fondamentale: è diventato pienamente operativo l’Arbitro Assicurativo (AAS). Istituito presso l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), questo nuovo organismo indipendente e imparziale nasce con l’obiettivo di offrire una via alternativa, rapida ed economica per la risoluzione delle controversie tra assicurati e compagnie, senza la necessità di ricorrere immediatamente alla giustizia ordinaria.

L’attivazione dell’AAS rappresenta una svolta attesa da tempo nel settore, allineando finalmente il comparto assicurativo a quello bancario e finanziario, dove strumenti analoghi come l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) operano con successo da anni. Secondo le stime diffuse dagli esperti del settore, il nuovo organismo potrebbe intercettare una fetta significativa degli oltre 113.000 reclami che ogni anno vengono indirizzati alle compagnie, alleggerendo il carico sui tribunali civili e garantendo risposte più celeri ai cittadini.

Il funzionamento dell’Arbitro è stato disegnato per essere accessibile a tutti: la procedura è interamente digitale e non richiede l’assistenza obbligatoria di un avvocato. Con un costo simbolico e tempi certi, l’AAS si propone di ristabilire l’equilibrio nel rapporto tra contraenti e imprese di assicurazione, intervenendo su questioni che spaziano dalla RC Auto alle polizze vita, fino alle coperture per la casa e la salute.

Come funziona la procedura di ricorso

Il cuore del sistema è la piattaforma online accessibile tramite SPID o CIE, attraverso la quale è possibile inoltrare la domanda. Il costo per avviare la pratica è fissato a 20 euro, una somma che viene rimborsata al ricorrente nel caso in cui la decisione dell’Arbitro sia a lui favorevole, anche solo parzialmente. La procedura è documentale, il che significa che non sono previste udienze o testimonianze: la decisione si basa esclusivamente sulle prove scritte fornite dalle parti.

Un aspetto cruciale riguarda i tempi. L’organismo ha l’obbligo di pronunciarsi entro 90 giorni dalla data in cui il fascicolo risulta completo. Questo termine può essere prorogato di ulteriori 90 giorni, ma solo in casi di particolare complessità. Si tratta di tempistiche decisamente più contenute rispetto alla media della giustizia civile italiana, un fattore che rende l’AAS uno strumento estremamente competitivo per la gestione delle liti di modesta entità.

I requisiti preliminari: il reclamo

È fondamentale sottolineare che non ci si può rivolgere all’Arbitro Assicurativo “a freddo”. Prima di presentare ricorso, il cittadino deve aver obbligatoriamente inviato un reclamo formale alla compagnia di assicurazione o all’intermediario coinvolto. Solo se la risposta non arriva entro 45 giorni, oppure se l’esito non è soddisfacente, si acquisisce il diritto di adire l’AAS. Il ricorso deve essere presentato entro 12 mesi dalla data di invio del reclamo iniziale.

Competenze e soglie di valore

L’Arbitro Assicurativo ha competenza su una vasta gamma di controversie, ma esistono dei limiti di valore ben precisi che variano a seconda della tipologia di polizza. Per quanto riguarda le richieste di risarcimento o pagamento di somme, le soglie sono le seguenti:

  • Polizze Vita (caso morte): fino a 300.000 euro.
  • Altre Polizze Vita: fino a 150.000 euro.
  • Polizze Danni (es. casa, infortuni, malattie): fino a 25.000 euro.
  • RC Auto (azione diretta del danneggiato): fino a 2.500 euro.

Se la controversia non riguarda una richiesta economica, ma l’accertamento di diritti o obblighi derivanti dal contratto (ad esempio la validità di una clausola o la corretta informazione pre-contrattuale), non è previsto alcun limite di valore. Restano invece esclusi dalla competenza dell’AAS i sinistri gestiti dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada e le questioni che richiedono accertamenti complessi, come perizie mediche o cinematiche approfondite, che non possono essere risolte con la sola analisi dei documenti.

Efficacia delle decisioni e meccanismo reputazionale

Una delle caratteristiche distintive dell’AAS, comune ad altri sistemi di risoluzione stragiudiziale, è che le sue decisioni non sono legalmente vincolanti come una sentenza del giudice. Tuttavia, il sistema prevede un forte meccanismo di “moral suasion” basato sulla reputazione. Se una compagnia assicurativa decide di non conformarsi alla decisione dell’Arbitro, la notizia dell’inadempimento viene resa pubblica sul sito dell’AAS per un periodo di 5 anni e deve essere evidenziata anche sulla home page della compagnia stessa per 6 mesi.

Questo meccanismo di “naming and shaming” si è rivelato molto efficace in ambito bancario, spingendo gli operatori a rispettare le pronunce per evitare danni d’immagine. Inoltre, resta sempre salva la possibilità per entrambe le parti di rivolgersi al giudice ordinario qualora non siano soddisfatte dell’esito della procedura arbitrale.

La struttura dell’organismo

A garanzia dell’imparzialità, l’Arbitro opera attraverso un Collegio composto da cinque membri. Il Presidente, attualmente la Professoressa Concetta Brescia Morra, è affiancato da due membri designati dall’IVASS, uno designato dalle associazioni di categoria delle imprese (o degli intermediari) e uno designato dal Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU). Questa composizione mista assicura che tutte le prospettive siano adeguatamente rappresentate nel processo decisionale.

Conclusioni

L’avvio dell’Arbitro Assicurativo segna un passo avanti significativo per la tutela dei diritti degli assicurati in Italia. Con la sua operatività dal 15 gennaio 2026, si colma un vuoto normativo e si offre ai cittadini uno strumento agile per far valere le proprie ragioni. Sebbene il limite di 2.500 euro per la RC Auto possa sembrare contenuto per alcuni sinistri stradali, l’ampia copertura sulle polizze vita e danni rende l’AAS un alleato prezioso per la trasparenza e l’equità del mercato assicurativo. Saranno i prossimi mesi a dirci se, come auspicato dall’IVASS, questo strumento riuscirà a ridurre il contenzioso civile e a migliorare la fiducia tra compagnie e clienti.

Domande frequenti

Come si presenta la domanda di ricorso all’Arbitro Assicurativo?

La procedura è interamente digitale e si effettua accedendo alla piattaforma online dedicata tramite credenziali SPID o CIE. Non è obbligatoria l’assistenza di un avvocato, rendendo l’iter accessibile a tutti i cittadini. Per avviare la pratica è richiesto il pagamento di un contributo di 20 euro, che viene rimborsato qualora la decisione finale sia favorevole, anche solo parzialmente, al ricorrente.

Quali sono i requisiti necessari prima di rivolgersi all’AAS?

Non è possibile rivolgersi direttamente all’Arbitro senza passaggi preliminari. Il consumatore deve aver prima inviato un reclamo formale alla propria compagnia assicurativa. Il diritto di ricorso scatta solo se la compagnia non risponde entro 45 giorni o se fornisce una risposta insoddisfacente. Inoltre, la domanda all’AAS deve essere inoltrata entro 12 mesi dalla data di presentazione del reclamo iniziale.

Quali sono i limiti di importo per i risarcimenti gestiti dall’Arbitro?

Le soglie di competenza variano in base alla tipologia di polizza: fino a 2.500 euro per la RC Auto, 25.000 euro per le polizze danni (come casa o infortuni), 150.000 euro per le polizze vita e fino a 300.000 euro per il caso morte. Se la controversia riguarda l’accertamento di diritti o la validità di clausole senza richieste economiche immediate, non è previsto alcun limite di valore.

Cosa succede se l’assicurazione non rispetta la decisione dell’Arbitro?

Sebbene le decisioni non siano vincolanti come una sentenza del giudice, il sistema utilizza un meccanismo reputazionale molto forte. Se la compagnia non si adegua a quanto stabilito, la notizia dell’inadempimento viene pubblicata sul sito dell’AAS per 5 anni e deve apparire sulla home page della compagnia stessa per 6 mesi. Questo deterrente spinge le imprese a rispettare le pronunce per evitare danni d’immagine.

Quali sono i tempi di attesa per ottenere una decisione?

L’Arbitro Assicurativo è progettato per essere molto più rapido della giustizia ordinaria. L’organismo deve pronunciarsi entro 90 giorni dalla data in cui il fascicolo della controversia risulta completo. Solo in casi di particolare complessità, questo termine può essere prorogato di ulteriori 90 giorni, garantendo comunque tempistiche certe per la risoluzione della lite.