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Mentre i mercati delle materie prime continuano a registrare una volatilità senza precedenti in questo inizio di 2026, arriva un monito deciso da una delle più autorevoli società di ricerca indipendenti. BCA Research ha lanciato un chiaro avvertimento agli investitori: smettere di inseguire i prezzi dell’argento. Nonostante il metallo prezioso sia stato protagonista di una corsa rialzista che ha attirato l’attenzione globale, gli analisti suggeriscono che le attuali valutazioni siano disconnesse dai fondamentali economici reali.
La nota, pubblicata nelle ultime ore e ripresa da Investing.com, evidenzia come il recente balzo delle quotazioni sia alimentato più dalla speculazione e dalla paura di perdere l’occasione (la cosiddetta “FOMO”) che da una solida domanda industriale. In un contesto in cui l’economia globale mostra segnali contrastanti e le tensioni geopolitiche spingono i beni rifugio, BCA invita alla prudenza, suggerendo che il profilo di rischio-rendimento dell’argento sia ora decisamente sbilanciato verso il basso.
Secondo Roukaya Ibrahim, chief commodity strategist di BCA Research, gli indicatori tecnici attuali segnalano condizioni di “ipercomprato estremo”. L’analista sottolinea che le forze speculative sono il motore principale di questo movimento parabolico, che appare eccessivo se confrontato con la realtà del settore manifatturiero. “Le probabilità di un significativo calo dei prezzi dell’argento sono aumentate”, si legge nel report, che mette in guardia contro l’euforia irrazionale che sta dominando il sentiment degli investitori retail.
Un punto cruciale dell’analisi riguarda la discrepanza tra prezzo e utilizzo reale. Secondo i dati citati da BCA, la domanda del settore industriale è stata in realtà deludente nel corso del 2025, registrando addirittura una contrazione. Questo dato contrasta nettamente con la narrazione rialzista che vede l’argento come beneficiario automatico della transizione energetica e tecnologica.
Uno degli aspetti più allarmanti evidenziati nel report è il fenomeno della “distruzione della domanda”. I prezzi elevati raggiunti dal metallo stanno spingendo i produttori, in particolare nel settore del fotovoltaico cinese, a cercare alternative più economiche. BCA rileva che i produttori di pannelli solari stanno accelerando la transizione verso metalli vili o riducendo la quantità di argento utilizzata per unità (il cosiddetto thrifting), minando così le prospettive di consumo a lungo termine.
Inoltre, il mercato sembra aver mal interpretato le dinamiche provenienti dalla Cina. Voci di corridoio riguardanti presunti cambiamenti nelle politiche di esportazione di Pechino hanno alimentato gli acquisti speculativi. Tuttavia, BCA Research chiarisce che “non c’è essenzialmente alcun cambiamento nella politica cinese sulle esportazioni di argento”, smontando una delle tesi rialziste più diffuse nelle sale operative nelle ultime settimane.
Mentre l’argento è sotto la lente per i suoi eccessi, l’oro continua a consolidare il suo status di asset rifugio per eccellenza. Con le quotazioni del metallo giallo che hanno sfondato la soglia psicologica e tecnica dei 4.700 dollari l’oncia, spinti anche dalle recenti tensioni geopolitiche (inclusi i timori legati alle nuove tariffe e alle dispute diplomatiche internazionali, come il caso Groenlandia), la dinamica tra i due metalli si fa interessante.
Per chi opera in borsa e cerca esposizione ai metalli preziosi, BCA conclude che l’oro offre ancora “il profilo rischio-rendimento più convincente”. A differenza dell’argento, che soffre la debolezza della domanda industriale legata a un PIL globale incerto, l’oro beneficia direttamente dell’instabilità macroeconomica e della ricerca di sicurezza da parte delle banche centrali e degli investitori istituzionali.
In sintesi, l’avvertimento di BCA Research suona come un campanello d’allarme per chiunque stia valutando di entrare ora sul mercato dell’argento sperando in ulteriori guadagni facili. Con indicatori tecnici tirati, una domanda fisica in calo e una speculazione ai massimi, il rischio di una correzione violenta è concreto. Gli investimenti in questa fase richiedono una selezione rigorosa: inseguire i prezzi sui massimi, avvertono gli esperti, potrebbe rivelarsi una strategia costosa in un 2026 che si preannuncia complesso per i mercati finanziari.
Secondo la analisi di BCA Research, il metallo giallo offre attualmente un profilo rischio rendimento migliore rispetto al metallo bianco. Mentre il mercato dell argento è spinto da una speculazione eccessiva e soffre di una domanda industriale debole, l oro si conferma il bene rifugio per eccellenza. Con quotazioni sopra i 4700 dollari la oncia, esso beneficia delle tensioni geopolitiche e della instabilità macroeconomica, rendendolo una scelta più prudente per gli investitori istituzionali.
Gli esperti avvertono che il rally è a rischio perché le attuali valutazioni sono disconnesse dai fondamentali economici. Roukaya Ibrahim di BCA segnala condizioni di ipercomprato estremo alimentate dalla paura di perdere la occasione di guadagno. Inoltre, la richiesta del settore manifatturiero è stata deludente nel 2025, creando una discrepanza pericolosa tra il prezzo elevato e il reale utilizzo del metallo, aumentando così le probabilità di una correzione violenta verso il basso.
Il fenomeno della distruzione della domanda si verifica quando i prezzi troppo alti spingono i produttori industriali a cercare alternative più economiche. Nello specifico, il report evidenzia come i produttori cinesi di pannelli solari stiano riducendo la quantità di argento utilizzata per unità o passando a metalli vili. Questo processo minaccia le prospettive di consumo a lungo termine, smentendo la narrazione che vede il metallo prezioso come beneficiario automatico della transizione energetica.
Nonostante le voci di corridoio che hanno alimentato recenti acquisti speculativi, non vi è stato alcun cambiamento sostanziale nella politica cinese sulle esportazioni. BCA Research ha chiarito che le speculazioni riguardanti nuove restrizioni o modifiche normative da parte di Pechino sono infondate. Il mercato ha interpretato erroneamente queste dinamiche, contribuendo a gonfiare artificialmente i prezzi senza un reale supporto normativo o fondamentale.
Le previsioni per l oro restano positive grazie al suo status di asset rifugio. Avendo superato la soglia tecnica e psicologica dei 4700 dollari, il metallo giallo continua a essere sostenuto dalle banche centrali e dagli investitori che cercano protezione contro le incertezze globali, come le dispute diplomatiche e le nuove tariffe. A differenza dell argento, l oro non dipende dalla domanda industriale e trae vantaggio diretto dalle difficoltà della economia globale.