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Bonus Mobili 2026: tetto 5mila euro e aliquota al 50%

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 22 Gennaio 2026

Il panorama delle agevolazioni fiscali per la casa si arricchisce di nuove conferme con l’avvio del nuovo anno. In data odierna, 22 gennaio 2026, l’attenzione dei contribuenti italiani è focalizzata sulle disposizioni definitive relative al Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026. Secondo quanto riportato dalle principali testate nazionali, tra cui la Repubblica, Sky TG24 e Il Sole 24 ORE, la misura è stata prorogata mantenendo l’impianto strutturale già noto, ma con paletti finanziari ben definiti che richiedono un’attenta pianificazione delle spese.

L’interesse verso i sussidi statali rimane altissimo, come testimoniato dai trend di ricerca che vedono voci come “bonus sociale” superare le 200 interrogazioni nelle ultime ore, segnale inequivocabile di una cittadinanza alla ricerca di sostegno economico e chiarezza normativa. Il Bonus Mobili 2026 si inserisce in questo contesto come uno degli incentivi più stabili, seppur ridimensionato rispetto ai massimali del passato, offrendo un’opportunità concreta per chi sta affrontando lavori di ristrutturazione edilizia.

Le regole del 2026: tetto e aliquota

Il cuore della normativa per il 2026 risiede nella conferma dei parametri economici. La detrazione fiscale Irpef è stata fissata con un’aliquota del 50%. Questo significa che i contribuenti potranno recuperare la metà delle spese sostenute, ma con un limite preciso: il tetto di spesa massimo è di 5.000 euro per unità immobiliare. Di conseguenza, lo sconto fiscale effettivo non potrà superare i 2.500 euro totali.

È fondamentale sottolineare che la detrazione non viene rimborsata in un’unica soluzione. Come per le annualità precedenti, il recupero della somma spettante avverrà attraverso la dichiarazione dei redditi, ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Secondo le disposizioni dell’Agenzia delle Entrate, il limite dei 5.000 euro riguarda la singola unità abitativa, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

Il vincolo della ristrutturazione

Un aspetto cruciale, spesso oggetto di confusione, è il legame indissolubile tra l’acquisto degli arredi e i lavori edilizi. Il Bonus Mobili non è un incentivo autonomo: spetta esclusivamente ai contribuenti che usufruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio (il cosiddetto Bonus Ristrutturazioni). Per accedere all’agevolazione nel 2026, è indispensabile che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione sia anteriore a quella in cui vengono sostenute le spese per l’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.

Nello specifico, per gli acquisti effettuati nel corso del 2026, l’intervento di recupero edilizio deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio 2025. La prova della data di avvio dei lavori è fornita dalle eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl, se obbligatoria.

Cosa si può acquistare: requisiti e classi energetiche

L’incentivo copre l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici. Tra i mobili agevolabili rientrano letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione. Sono invece esclusi porte, pavimentazioni (come il parquet), tende e tendaggi.

Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, la normativa impone rigidi requisiti di efficienza energetica per promuovere la sostenibilità. Secondo le regole vigenti, l’acquisto è agevolabile solo se gli apparecchi appartengono a classi non inferiori alle seguenti:

  • Classe A per i forni;
  • Classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie;
  • Classe F per i frigoriferi e i congelatori.

È prevista un’eccezione per gli elettrodomestici per i quali non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Inoltre, nell’importo delle spese sostenute possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Modalità di pagamento e tracciabilità

Per ottenere la detrazione è obbligatorio effettuare i pagamenti con modalità tracciabili. Sono ammessi bonifici bancari o postali, carte di credito o di debito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi non tracciabili. A differenza di altri bonus edilizi, per il Bonus Mobili non è necessario utilizzare il bonifico “parlante” (quello soggetto a ritenuta), anche se il suo utilizzo non pregiudica il diritto all’agevolazione.

I documenti da conservare per eventuali controlli includono l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni, che devono riportare la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Conclusioni

Il Bonus Mobili 2026 si conferma uno strumento utile per le famiglie italiane impegnate in progetti di riqualificazione abitativa, pur con un massimale di spesa contenuto a 5.000 euro. La proroga della misura, con un’aliquota al 50%, garantisce continuità a chi ha avviato lavori a partire dal 2025, offrendo un supporto tangibile per l’arredamento e l’efficientamento energetico domestico. Come sempre, per evitare errori nella fruizione del beneficio, si raccomanda di verificare attentamente la corrispondenza tra le date dei lavori e quelle degli acquisti, conservando con cura tutta la documentazione fiscale necessaria.

Domande frequenti

Qual è il limite massimo di spesa e quanto si recupera con il Bonus Mobili 2026?

Il tetto di spesa confermato per il 2026 è fissato a 5.000 euro per singola unità immobiliare. Poiché la detrazione IRPEF è stabilita al 50 per cento, il rimborso massimo ottenibile in dichiarazione dei redditi ammonta a 2.500 euro totali. Tale somma non viene restituita in un unica soluzione, bensì ripartita in dieci quote annuali di pari importo a partire dalla dichiarazione relativa all anno in cui è stata sostenuta la spesa.

È possibile richiedere il Bonus Mobili senza aver fatto lavori di ristrutturazione?

No, questo incentivo non è autonomo ma è strettamente legato agli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Per accedere al beneficio nel 2026, è indispensabile che la data di inizio dei lavori di ristrutturazione sia antecedente al momento in cui si acquistano i mobili o gli elettrodomestici. Nello specifico, per gli acquisti fatti nel 2026, i lavori edilizi devono essere iniziati a partire dal primo gennaio 2025.

Quali mobili ed elettrodomestici rientrano nella detrazione del 50%?

L agevolazione copre l acquisto di mobili nuovi come letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi e apparecchi di illuminazione, includendo anche le spese di trasporto e montaggio. Per i grandi elettrodomestici sono richieste classi energetiche minime: classe A per i forni, classe E per lavatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori. Sono invece esclusi elementi come porte, pavimenti e tendaggi.

Quali metodi di pagamento bisogna usare per ottenere la detrazione?

Per avere diritto al bonus è obbligatorio effettuare pagamenti con mezzi tracciabili come bonifici bancari o postali, carte di credito o di debito. Non sono ammessi pagamenti in contanti o tramite assegni. È fondamentale conservare la ricevuta della transazione e le fatture di acquisto che riportino natura, qualità e quantità dei beni acquisiti, documenti necessari in caso di controlli da parte del fisco.