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Borse deboli tra rischi geopolitici e attesa Fed: crolla Intel, scatto di Milano

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 24 Gennaio 2026

Le piazze finanziarie globali archiviano un’altra settimana all’insegna della volatilità e dell’incertezza, chiudendo l’ottava con un sentiment prevalentemente debole. La seduta di venerdì ha evidenziato ancora una volta la fragilità del contesto macroeconomico attuale, stretto nella morsa di rischi geopolitici persistenti e l’attesa spasmodica per le prossime mosse della Federal Reserve. Mentre Wall Street ha mostrato segni di nervosismo, appesantita da trimestrali deludenti nel settore tecnologico, Piazza Affari si è mossa in controtendenza, galvanizzata da un improvviso ritorno del risiko bancario.

Gli investitori si trovano a navigare in acque complesse: da un lato la tenuta dei dati economici statunitensi, dall’altro il timore che le tensioni internazionali possano riaccendere le pressioni inflazionistiche. In questo scenario, la prudenza è d’obbligo, e i portafogli si riposizionano in vista dell’appuntamento cruciale della prossima settimana con la banca centrale americana. La chiusura di venerdì, dunque, non è solo un bilancio di fine settimana, ma un preludio a giorni che si preannunciano decisivi per il trend di breve termine dei mercati.

Secondo quanto riportato dalle principali agenzie finanziarie, il clima di avversione al rischio è stato palpabile su tutti i listini, con l’eccezione di specifici settori o piazze interessate da notizie corporate di rilievo. L’attenzione degli operatori rimane focalizzata sulla sostenibilità delle valutazioni azionarie in un contesto di tassi ancora elevati e su come le aziende stiano gestendo le sfide operative, come dimostrato clamorosamente dal caso Intel.

Wall Street: il tonfo di Intel e la rotazione settoriale

La borsa americana ha vissuto una seduta difficile, dominata dalle notizie provenienti dal fronte societario. Il protagonista in negativo è stato senza dubbio Intel. Secondo i dati di chiusura riportati da Investing.com e TradingEconomics, il titolo del colosso dei chip ha subito un crollo verticale, perdendo oltre il 13% del proprio valore in una sola seduta. A scatenare le vendite è stata una guidance (previsioni sugli utili futuri) decisamente inferiore alle attese degli analisti, che ha gettato ombre sulla capacità dell’azienda di competere efficacemente nell’era dell’intelligenza artificiale, nonostante gli sforzi di ristrutturazione.

Il calo di Intel ha trascinato al ribasso il sentiment sul settore dei semiconduttori, anche se altri player come Nvidia e AMD hanno mostrato una maggiore resilienza, sostenuti dalla domanda strutturale per i chip legati all’AI. Tuttavia, il messaggio arrivato dal mercato è chiaro: gli investitori non sono più disposti a perdonare passi falsi o prospettive incerte, punendo severamente qualsiasi segnale di debolezza nei fondamentali.

Nonostante la debolezza del comparto tecnologico, l’indice S&P 500 ha cercato di limitare i danni, sostenuto da una rotazione verso settori più difensivi. Secondo gli analisti di Bloomberg, questo movimento riflette la cautela in vista della riunione della Fed: gli operatori preferiscono alleggerire le posizioni sui titoli growth ad alta valutazione per rifugiarsi in comparti considerati più sicuri in caso di volatilità prolungata.

Piazza Affari: il risiko bancario accende Milano

In un panorama europeo tendenzialmente grigio, Piazza Affari si è distinta per una performance relativa migliore, chiudendo in territorio positivo (+0,24% per il FTSEMib, secondo SoldiOnline). A tenere banco non sono state le dinamiche macroeconomiche, bensì una clamorosa operazione di mercato che ha riacceso i riflettori sul settore bancario italiano.

La notizia del giorno, confermata da fonti finanziarie, riguarda l’intenzione del Monte dei Paschi di Siena (MPS) di lanciare un’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) su Mediobanca. L’annuncio ha provocato un terremoto sui prezzi dei due titoli: secondo i dati di Borsa Italiana, le azioni di Mediobanca sono schizzate in alto, registrando un rally superiore al 7%, mentre MPS ha pagato dazio, chiudendo in calo di quasi il 7%. Il mercato sta valutando i termini dello scambio (2,3 azioni MPS per ogni azione Mediobanca) e le implicazioni strategiche di un’operazione che potrebbe ridisegnare gli equilibri della finanza italiana.

Questo movimento ha sostenuto l’intero indice milanese, compensando la debolezza di altri comparti come il lusso e l’industria. Gli analisti sottolineano come il ritorno dell’M&A (Fusioni e Acquisizioni) sia un segnale di vitalità per il mercato italiano, capace di attrarre liquidità e interesse speculativo anche in fasi di mercato generali complesse.

Tensioni geopolitiche e materie prime

Sullo sfondo delle dinamiche azionarie, i rischi geopolitici continuano a rappresentare una variabile impazzita difficile da prezzare. Le tensioni in Medio Oriente e il perdurare del conflitto in Ucraina mantengono alta l’allerta. Secondo un report di Reuters, i timori di un’escalation che possa coinvolgere le rotte commerciali o le forniture energetiche stanno sostenendo i prezzi del petrolio e dell’oro, quest’ultimo sempre più visto come bene rifugio per eccellenza.

Inoltre, l’incertezza politica legata alle future mosse dell’amministrazione USA in tema di dazi commerciali aggiunge un ulteriore strato di complessità. Le aziende esposte all’export, in particolare nel settore automotive e del lusso europeo, mostrano segni di sofferenza, temendo che nuove barriere tariffarie possano erodere i margini di profitto nel corso dell’anno. Questo scenario, secondo gli esperti di strategia globale, potrebbe frenare la crescita del PIL nell’Eurozona, rendendo ancora più delicato il compito della Banca Centrale Europea.

L’attesa per la Federal Reserve

Tutti gli occhi sono ora puntati sulla prossima settimana. Il comitato di politica monetaria della Federal Reserve (FOMC) si riunirà il 28 e 29 gennaio per decidere sui tassi di interesse. Secondo il CME FedWatch Tool, che monitora le aspettative dei trader sui tassi, la probabilità che la Fed lasci il costo del denaro invariato è altissima, sfiorando il 95%.

Tuttavia, non è tanto la decisione sui tassi a preoccupare, quanto il linguaggio che verrà utilizzato nel comunicato finale e nella conferenza stampa del governatore Jerome Powell. Gli investitori cercano indizi su quando inizierà il ciclo di tagli dei tassi. Dati recenti sull’inflazione (PCE) e sulla tenuta del mercato del lavoro suggeriscono che la Fed non ha fretta di allentare la stretta monetaria. Un atteggiamento troppo “falco” (aggressivo) da parte di Powell potrebbe innescare una correzione sui mercati azionari, che hanno già prezzato uno scenario di “soft landing” (atterraggio morbido) dell’economia.

Secondo gli strateghi di Goldman Sachs, la Fed ribadirà la sua dipendenza dai dati (data-dependent), evitando di impegnarsi su una tempistica precisa per i tagli. Questo significa che la volatilità rimarrà una compagna fedele degli investitori anche nelle prossime settimane, con ogni dato macroeconomico (occupazione, inflazione) capace di spostare gli aghi della bilancia.

Conclusioni

La settimana si chiude dunque con un bilancio in chiaroscuro. Se da un lato le notizie societarie come il crollo di Intel ricordano che le valutazioni devono essere supportate da risultati concreti, dall’altro la vitalità del settore bancario italiano dimostra che esistono ancora opportunità di valore. I mercati entrano ora in una fase di attesa vigile: i rischi geopolitici restano il “cigno nero” sempre in agguato, ma è la Federal Reserve a detenere le chiavi del trend di breve periodo. La prossima ottava sarà cruciale per capire se le borse avranno la forza di tentare nuovi allunghi o se prevarrà la cautela, spingendo gli indici verso un consolidamento o una correzione più marcata. Per gli investitori, la parola d’ordine rimane diversificazione e prudenza.

Domande frequenti

Perché il titolo Intel è crollato in borsa?

Il valore delle azioni Intel è sceso drasticamente a causa di una guidance sugli utili futuri inferiore alle aspettative degli analisti. Il mercato teme che la società non riesca a competere con efficacia nel settore della intelligenza artificiale, nonostante gli sforzi di ristrutturazione in atto, provocando una massiccia ondata di vendite.

Quali novità riguardano il risiko bancario tra MPS e Mediobanca?

Piazza Affari è stata spinta al rialzo dalla notizia di una possibile Offerta Pubblica di Scambio da parte di Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca. Questa operazione ha innescato un forte rally per il titolo Mediobanca e un calo per MPS, riaccendendo il vivo interesse speculativo sul comparto finanziario italiano.

Cosa si aspettano i mercati dalla prossima riunione della Federal Reserve?

Gli investitori prevedono che la Fed manterrà i tassi di interesse invariati nella riunione di fine gennaio. La massima attenzione è rivolta alle parole del governatore Powell per intuire le tempistiche dei futuri tagli, poiché i dati macroeconomici attuali suggeriscono che la banca centrale non ha fretta di allentare la politica monetaria.

In che modo le tensioni geopolitiche influenzano i mercati finanziari?

I conflitti in corso in Medio Oriente e Ucraina generano incertezza, spingendo i capitali verso beni rifugio come il metallo giallo e sostenendo il prezzo del petrolio. Inoltre, i timori per possibili dazi commerciali e instabilità politica penalizzano i settori legati alle esportazioni, come il lusso e il comparto automobilistico europeo.

Perché la borsa di Milano si muove in controtendenza rispetto a Wall Street?

Mentre Wall Street soffre per la debolezza dei titoli tecnologici e i timori sui tassi, Milano ha registrato performance positive grazie al ritorno delle operazioni di fusione e acquisizione nel settore bancario. Questo dinamismo interno ha permesso al listino italiano di attrarre liquidità nonostante il clima generale di avversione al rischio.