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La seduta finanziaria di oggi, 14 gennaio 2026, si apre all’insegna di un moderato ottimismo per i listini del Vecchio Continente, sostenuti da una nuova ondata di acquisti sui beni rifugio che ha spinto i metalli preziosi verso vette inesplorate. Mentre gli investitori digeriscono gli ultimi dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti, l’attenzione resta alta sulle mosse delle banche centrali e sulle tensioni geopolitiche che continuano a influenzare il sentiment globale.
Le piazze europee mostrano segnali di tenuta, consolidando i guadagni in una giornata caratterizzata dalla corsa sfrenata dell’oro e dell’argento. Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa finanziaria, l’indice Euro Stoxx 50 e gli altri maggiori listini dell’area euro viaggiano in territorio positivo, beneficiando in particolare della buona performance dei comparti farmaceutico e dei metalli. Un clima di cauta fiducia sembra prevalere, nonostante le incertezze legate allo scenario internazionale.
A catalizzare l’attenzione degli operatori è senza dubbio il mercato delle materie prime, dove l’oro ha aggiornato il suo record storico, confermandosi l’asset preferito in fasi di incertezza. Parallelamente, anche Piazza Affari si muove in sintonia con il trend europeo, registrando progressi interessanti su specifici titoli industriali e utility, mentre lo spread BTP-Bund si mantiene su livelli contenuti, segnalando una certa stabilità sul fronte del debito sovrano.
I mercati azionari europei hanno avviato le contrattazioni con il segno più. Secondo i dati di mercato, Piazza Affari mostra un rialzo del +0,55% per l’indice FTSE MIB, allineandosi al trend positivo delle altre borse. Anche Francoforte, con il DAX, e Parigi, con il CAC 40, registrano variazioni positive, seppur moderate, rispettivamente attorno alla parità e al +0,4-0,5%. Londra si accoda al trend rialzista, confermando un sentiment costruttivo diffuso a livello continentale.
Il settore farmaceutico e quello dei metalli e minerario stanno offrendo il supporto maggiore agli indici, bilanciando la debolezza di altri comparti. Gli investitori sembrano scommettere su una tenuta degli utili aziendali, in attesa di ulteriori conferme dalla stagione delle trimestrali che sta entrando nel vivo, specialmente negli Stati Uniti con i colossi bancari.
La vera notizia del giorno riguarda le commodities. L’oro ha toccato un nuovo massimo storico, superando la soglia psicologica e tecnica dei 4.639 dollari l’oncia nelle prime ore di contrattazione, per poi assestarsi in area 4.633 dollari. Secondo gli analisti, questo rally è alimentato da un mix di fattori: le aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, supportate da dati sull’inflazione USA più deboli del previsto, e la persistente domanda di beni rifugio legata alle tensioni geopolitiche globali.
Non è da meno l’argento, che ha messo a segno un balzo ancora più marcato. Il metallo prezioso ha registrato un incremento superiore al 3%, superando quota 90 dollari l’oncia (toccando punte di 91,55 dollari secondo alcune rilevazioni). Questo movimento conferma l’argento come uno degli asset più performanti di questo inizio 2026, beneficiando sia della sua natura di bene rifugio sia della domanda industriale.
Sul listino milanese, la seduta evidenzia performance contrastanti tra i vari settori. Tra i migliori titoli di giornata spicca Buzzi, che avanza con decisione superando il +3%, seguita dal comparto delle utility. Enel e Terna mostrano solidi guadagni, rispettivamente intorno all’1,8% e all’1,3%, beneficiando probabilmente delle prospettive di tassi di interesse più bassi che rendono più attraenti i titoli a forte dividendo.
Sul fronte opposto, si registrano prese di beneficio su alcuni titoli che avevano corso molto di recente o che sono più esposti alle dinamiche settoriali specifiche. Leonardo e Saipem figurano tra i peggiori della seduta, con cali frazionali. Anche il settore del lusso e alcuni industriali come StMicroelectronics mostrano una certa debolezza, muovendosi in territorio leggermente negativo o poco sopra la parità.
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, si respira un clima di relativa tranquillità. Lo spread BTP-Bund ha aperto stabile per poi scendere leggermente, attestandosi in area 62-63 punti base. Il rendimento del decennale italiano si aggira intorno al 3,43-3,48%, confermando la fiducia degli investitori nella tenuta dei conti pubblici italiani in questo frangente.
Il quadro macroeconomico è dominato dall’attesa per le prossime mosse della Federal Reserve. I recenti dati sull’inflazione statunitense, risultati stabili o leggermente inferiori alle attese (attorno al 2,7%), hanno rafforzato le scommesse del mercato su un possibile allentamento della politica monetaria. Inoltre, l’attenzione degli operatori è rivolta ai dati sui prezzi alla produzione e alle vendite al dettaglio USA, attesi nel pomeriggio, che potrebbero fornire ulteriori indizi sulla salute della prima economia mondiale.
In sintesi, la giornata del 14 gennaio 2026 fotografa mercati finanziari che guardano con speranza al futuro prossimo, scommettendo su un “atterraggio morbido” dell’economia e su un supporto dalle banche centrali. La corsa record di oro e argento funge da promemoria delle incertezze latenti, ma la tenuta delle borse europee e la stabilità dello spread suggeriscono che, per il momento, prevale la voglia di investire. Saranno cruciali i prossimi dati macroeconomici e le trimestrali USA per capire se questo moderato ottimismo potrà consolidarsi nelle prossime settimane.
Il rally delle materie prime è guidato dalle aspettative di un taglio dei tassi USA e dalla domanda di beni rifugio dovuta alle tensioni globali. Il metallo giallo ha superato i 4.639 dollari per oncia mentre l argento ha oltrepassato i 90 dollari, confermandosi come asset difensivi primari in questo scenario di incertezza.
I listini europei mostrano un trend positivo sostenuto dai settori farmaceutico e minerario, con Milano che registra un rialzo dello 0,55 per cento. Gli investitori mantengono un cauto ottimismo scommettendo sulla tenuta degli utili societari e attendendo conferme dalla stagione delle trimestrali in arrivo dagli Stati Uniti.
A Milano brillano titoli come Buzzi e le utility tra cui Enel e Terna, favoriti dalle prospettive di tassi in calo che avvantaggiano le società ad alto dividendo. Al contrario, si registrano vendite e prese di beneficio su titoli industriali come Leonardo e Saipem dopo le recenti corse al rialzo.
Il differenziale tra i titoli italiani e tedeschi appare stabile attorno ai 62 punti base, indicando una fase di serenità per il debito sovrano. Il rendimento del decennale italiano si attesta poco sotto il 3,50 per cento, riflettendo la fiducia del mercato nella stabilità dei conti pubblici nazionali.
I dati sui prezzi al consumo statunitensi, risultati inferiori alle attese attorno al 2,7 per cento, rafforzano le speranze di un allentamento monetario da parte della Federal Reserve. Questo scenario favorisce gli acquisti su azioni e materie prime, spingendo gli operatori a scontare un atterraggio morbido per la principale economia mondiale.