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Le borse europee archiviano una settimana all’insegna della volatilità e dell’incertezza, chiudendo l’ultima seduta in territorio negativo. Gli investitori continuano a monitorare con apprensione le mosse della Casa Bianca, dove la seconda amministrazione Trump sta delineando una politica commerciale sempre più aggressiva, mentre sul fronte energetico si registra una nuova fiammata dei prezzi del gas. A Piazza Affari, il FTSE MIB ha terminato la seduta di venerdì 16 gennaio con una flessione dello 0,11%, attestandosi a quota 45.799 punti, zavorrato principalmente dalle vendite sul comparto del lusso e dalle nuove turbolenze che investono il settore bancario.
Il clima sui mercati finanziari appare interlocutorio: da un lato c’è il sollievo per un accordo sui dazi USA-UE meno pesante del previsto (15% contro il 30% minacciato), dall’altro pesa la retorica protezionistica del National Security Strategy 2025 e i rinnovati attacchi del Presidente Trump alla Federal Reserve. In questo scenario complesso, gli investitori preferiscono alleggerire le posizioni sugli asset più rischiosi, penalizzando i listini del Vecchio Continente.
A Milano, la maglia nera della seduta spetta a Brunello Cucinelli, che ha lasciato sul terreno il 5,38%. Il titolo della casa di moda di Solomeo ha subito il contraccolpo del downgrade operato dagli analisti di Bank of America, che hanno abbassato la raccomandazione a "Neutral". La decisione riflette un sentiment di cautela diffuso su tutto il settore del lusso, penalizzato dal rallentamento della domanda globale e dalle incertezze legate ai consumi in Cina.
Tuttavia, è il comparto bancario a catalizzare l’attenzione degli operatori, con il ritorno prepotente del risiko finanziario. Banca MPS ha registrato una perdita del 4,18% (chiudendo a 8,818 euro), trascinando al ribasso anche Mediobanca (-3,94%). A scatenare le vendite sono state le indiscrezioni riportate dal Financial Times riguardanti presunte tensioni tra l’amministratore delegato di Siena, Luigi Lovaglio, e il secondo azionista Francesco Gaetano Caltagirone.
Secondo le ricostruzioni di stampa, al centro dello scontro ci sarebbero divergenze strategiche su una possibile fusione tra l’istituto senese e Piazzetta Cuccia, oltre alle implicazioni sulla governance di Generali. Nonostante le smentite arrivate dal gruppo Caltagirone, che ha parlato di "normale confronto interno", e il sostegno espresso da Delfin al management, il mercato ha reagito con nervosismo, temendo una nuova fase di instabilità ai vertici. Da segnalare, per MPS, anche l’impatto tecnico del collocamento di un bond European Covered Premium da 750 milioni di euro.
In controtendenza rispetto al listino, spiccano le performance positive di Campari (+3,8%) e del settore difesa: Fincantieri guadagna il 3,23% grazie alle prospettive del nuovo piano strategico per l’Artico, mentre Leonardo sale dell’1,72% dopo l’annuncio dell’acquisizione della statunitense Enterprise Electronics Corporation.
Il contesto macroeconomico europeo resta dominato dalla "variabile Trump". Sebbene l’accordo preliminare su una tariffa unica del 15% per l’export UE verso gli USA sia stato accolto come il "male minore" rispetto alle minacce iniziali, le preoccupazioni per la tenuta dell’economia dell’Eurozona rimangono alte. La pubblicazione della nuova strategia di sicurezza nazionale americana ha confermato la volontà di Washington di disimpegnarsi parzialmente dallo scacchiere europeo, aumentando la pressione sui governi locali affinché incrementino la spesa per la difesa e l’autonomia strategica.
Le altre piazze europee hanno seguito l’andamento milanese: Francoforte e Parigi hanno chiuso in rosso, scontando i timori per un rallentamento dell’export industriale, in particolare nel settore automotive (con Stellantis in calo del 3,02% a Milano).
A complicare il quadro per l’economia reale è il ritorno della volatilità sul fronte energetico. I futures sul gas naturale al TTF di Amsterdam hanno registrato un balzo del 9%, superando i 36 euro al megawattora. Si tratta dei livelli più alti da luglio scorso, spinti da una "tempesta perfetta": l’arrivo di un’ondata di gelo sul continente che ha fatto impennare la domanda per il riscaldamento e il riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche che mettono a rischio le catene di approvvigionamento.
Questo rally riaccende i timori sull’inflazione, proprio mentre l’Istat certifica una risalita dell’indice dei prezzi al consumo in Italia all’1,2% nel mese di dicembre. Un costo dell’energia più alto potrebbe erodere i margini delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie, frenando la già debole ripresa del PIL.
La settimana finanziaria si chiude dunque con un bilancio in chiaroscuro. Se da un lato lo spread BTP-Bund si mantiene su livelli storicamente bassi (chiusura a 62 punti base), segnale di una persistente fiducia nella stabilità del debito italiano, dall’altro l’azionario sconta un mix di rischi politici ed economici non trascurabili. L’attenzione degli investitori per la prossima ottava sarà focalizzata sulle eventuali conferme delle strategie industriali di MPS e Mediobanca e sull’evoluzione dei prezzi energetici, vere variabili impazzite di questo inizio 2026.
Le borse europee hanno registrato perdite a causa dell’incertezza legata alla politica commerciale aggressiva della nuova amministrazione Trump e ai timori per i dazi USA-UE. A pesare sui listini, in particolare sul FTSE MIB di Milano, sono stati anche il calo del settore lusso, le tensioni sul comparto bancario e una nuova fiammata dei prezzi del gas naturale dovuta al freddo e alla geopolitica.
I titoli hanno subito forti vendite a seguito di indiscrezioni su presunte tensioni tra l’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, e l’azionista Caltagirone. Il mercato teme divergenze strategiche riguardanti una possibile fusione tra l’istituto senese e Mediobanca, oltre a ripercussioni sulla governance di Generali, nonostante le smentite ufficiali parlino di un normale confronto interno.
L’accordo preliminare per una tariffa unica del 15% sull’export UE verso gli USA è stato accolto come un male minore rispetto al 30% minacciato inizialmente, ma restano forti preoccupazioni. La strategia protezionistica americana e il parziale disimpegno dagli affari europei rischiano di penalizzare l’export industriale, specialmente nel settore automotive, e di rallentare la crescita economica dell’Eurozona.
Il prezzo del gas al TTF di Amsterdam è balzato del 9% a causa di una tempesta perfetta: un’ondata di gelo in Europa ha fatto impennare la domanda per il riscaldamento, mentre le tensioni geopolitiche mettono a rischio le catene di approvvigionamento. Questo rialzo riaccende i timori sull’inflazione e potrebbe erodere i margini delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie.
Il titolo della casa di moda ha perso oltre il 5% a causa del downgrade degli analisti di Bank of America, che hanno abbassato la raccomandazione a Neutral. La decisione riflette un clima di cautela generale sul settore del lusso, penalizzato dal rallentamento della domanda globale e dalle incertezze legate ai consumi nel mercato cinese.