Versione PDF di: Cartolarizzazione: Guida Semplice a ABS e MBS. Cosa Sono?

Questa è una versione PDF del contenuto. Per la versione completa e aggiornata, visita:

https://blog.tuttosemplice.com/cartolarizzazione-guida-semplice-a-abs-e-mbs-cosa-sono/

Verrai reindirizzato automaticamente...

Cartolarizzazione: Guida Semplice a ABS e MBS. Cosa Sono?

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 13 Novembre 2025

La finanza, a volte, sembra un universo complesso e lontano dalla vita di tutti i giorni. Eppure, molti dei suoi meccanismi hanno un impatto diretto sulla nostra economia, sulla stabilità delle banche e persino sulla possibilità di ottenere un mutuo. Uno di questi meccanismi, tanto potente quanto discusso, è la cartolarizzazione. Sebbene il termine possa suonare ostico, il concetto alla base è più semplice di quanto si pensi. Si tratta, in sostanza, di trasformare prestiti e altri crediti, che per loro natura non sono facilmente vendibili, in titoli finanziari negoziabili sul mercato.

Immagina una banca che ha concesso migliaia di mutui. Quei mutui rappresentano un valore enorme, ma sono “bloccati”: la banca dovrà attendere anni, a volte decenni, per incassare tutte le rate. La cartolarizzazione permette alla banca di “sbloccare” subito quel valore, cedendo i crediti a una società appositamente creata che, a sua volta, emette obbligazioni per gli investitori. Questo processo libera liquidità che la banca può usare per concedere nuovi prestiti, alimentando così l’economia. In questo articolo, esploreremo cosa sono la cartolarizzazione e i suoi prodotti più noti, gli Asset-Backed Securities (ABS) e i Mortgage-Backed Securities (MBS), analizzando il loro funzionamento, i vantaggi, i rischi e il loro ruolo nel contesto italiano ed europeo.

Cos’è la Cartolarizzazione? Un Viaggio nel Cuore della Finanza

Per capire la cartolarizzazione, pensiamo a un frutteto. Il proprietario ha centinaia di alberi che produrranno frutti per molti anni. Invece di aspettare ogni stagione per raccogliere e vendere, decide di “impacchettare” i diritti sui futuri raccolti di un gruppo di alberi e venderli oggi a degli investitori. In cambio, ottiene subito liquidità per piantare nuovi alberi o migliorare il frutteto. La finanza fa qualcosa di molto simile: prende attività che generano flussi di cassa futuri (come le rate di un mutuo o di un prestito al consumo) e le trasforma in “pacchetti” negoziabili, cioè i titoli.

Il processo tecnico, regolato in Italia dalla Legge 130/1999, coinvolge tre attori principali:

  • L’Originator: è il soggetto (solitamente una banca o una finanziaria) che detiene i crediti originali e decide di cederli.
  • La Società Veicolo (SPV): è una società creata ad hoc con l’unico scopo di acquistare i crediti dall’Originator. Questa società è un patrimonio separato, proteggendo gli investitori da un eventuale fallimento della banca.
  • Gli Investitori: sono coloro che acquistano i titoli emessi dalla SPV, scommettendo sulla capacità dei debitori originali di ripagare i loro prestiti. I flussi di cassa generati dai crediti (le rate pagate) vengono usati per remunerare questi investitori.

Questo meccanismo sposta il rischio di credito dall’Originator agli investitori, un modello noto come originate-to-distribute (crea per distribuire), opposto al modello bancario tradizionale originate-to-hold (crea per detenere).

  • L’Originator: è il soggetto (solitamente una banca o una finanziaria) che detiene i crediti originali e decide di cederli.
  • La Società Veicolo (SPV): è una società creata ad hoc con l’unico scopo di acquistare i crediti dall’Originator. Questa società è un patrimonio separato, proteggendo gli investitori da un eventuale fallimento della banca.
  • Gli Investitori: sono coloro che acquistano i titoli emessi dalla SPV, scommettendo sulla capacità dei debitori originali di ripagare i loro prestiti. I flussi di cassa generati dai crediti (le rate pagate) vengono usati per remunerare questi investitori.

Questo meccanismo sposta il rischio di credito dall’Originator agli investitori, un modello noto come originate-to-distribute (crea per distribuire), opposto al modello bancario tradizionale originate-to-hold (crea per detenere).

  • L’Originator: è il soggetto (solitamente una banca o una finanziaria) che detiene i crediti originali e decide di cederli.
  • La Società Veicolo (SPV): è una società creata ad hoc con l’unico scopo di acquistare i crediti dall’Originator. Questa società è un patrimonio separato, proteggendo gli investitori da un eventuale fallimento della banca.
  • Gli Investitori: sono coloro che acquistano i titoli emessi dalla SPV, scommettendo sulla capacità dei debitori originali di ripagare i loro prestiti. I flussi di cassa generati dai crediti (le rate pagate) vengono usati per remunerare questi investitori.

Questo meccanismo sposta il rischio di credito dall’Originator agli investitori, un modello noto come originate-to-distribute (crea per distribuire), opposto al modello bancario tradizionale originate-to-hold (crea per detenere).

Asset-Backed Securities (ABS): Oltre i Mutui

Gli Asset-Backed Securities (ABS) sono la categoria più ampia di titoli derivanti da una cartolarizzazione. Il termine “Asset-Backed” significa letteralmente “garantito da attività”. Queste attività possono essere di varia natura, purché generino flussi di cassa prevedibili. È un universo estremamente variegato che mostra la flessibilità di questo strumento finanziario.

Qualunque flusso di cassa futuro, sufficientemente stabile e prevedibile, può potenzialmente essere cartolarizzato. Dalle rate dell’auto a noleggio ai ricavi dei biglietti di un concerto, la finanza ha trovato il modo di trasformare in titoli una vasta gamma di attività economiche.

Alcuni degli esempi più comuni di crediti sottostanti agli ABS includono:

  • Prestiti per l’acquisto di auto: le rate mensili pagate dai proprietari di veicoli.
  • Crediti al consumo: i rimborsi di prestiti personali non finalizzati.
  • Crediti commerciali: le fatture che un’azienda vanta verso i suoi clienti.
  • Canoni di leasing: i pagamenti periodici per l’utilizzo di un bene.
  • Flussi da carte di credito: i pagamenti futuri attesi dai titolari di carte.

La creazione di ABS permette alle aziende di finanziarsi in modo alternativo al tradizionale credito bancario, diversificando le fonti di liquidità e migliorando la gestione del proprio bilancio.

  • Prestiti per l’acquisto di auto: le rate mensili pagate dai proprietari di veicoli.
  • Crediti al consumo: i rimborsi di prestiti personali non finalizzati.
  • Crediti commerciali: le fatture che un’azienda vanta verso i suoi clienti.
  • Canoni di leasing: i pagamenti periodici per l’utilizzo di un bene.
  • Flussi da carte di credito: i pagamenti futuri attesi dai titolari di carte.

La creazione di ABS permette alle aziende di finanziarsi in modo alternativo al tradizionale credito bancario, diversificando le fonti di liquidità e migliorando la gestione del proprio bilancio.

  • Prestiti per l’acquisto di auto: le rate mensili pagate dai proprietari di veicoli.
  • Crediti al consumo: i rimborsi di prestiti personali non finalizzati.
  • Crediti commerciali: le fatture che un’azienda vanta verso i suoi clienti.
  • Canoni di leasing: i pagamenti periodici per l’utilizzo di un bene.
  • Flussi da carte di credito: i pagamenti futuri attesi dai titolari di carte.

La creazione di ABS permette alle aziende di finanziarsi in modo alternativo al tradizionale credito bancario, diversificando le fonti di liquidità e migliorando la gestione del proprio bilancio.

Mortgage-Backed Securities (MBS): I Mattoni della Finanza

I Mortgage-Backed Securities (MBS) sono una specifica e importantissima tipologia di ABS. Come suggerisce il nome, sono titoli garantiti esclusivamente da un portafoglio di mutui ipotecari, sia residenziali che commerciali. Storicamente, sono stati tra i primi strumenti a essere cartolarizzati su larga scala, nati negli Stati Uniti negli anni ’70 per sostenere il mercato immobiliare e il sogno della casa di proprietà. Il loro funzionamento è identico a quello degli altri ABS: una banca raggruppa un gran numero di mutui e li cede a una SPV, che emette gli MBS per gli investitori.

Questi strumenti, però, sono indissolubilmente legati alle sorti del mercato immobiliare e sono diventati tristemente famosi per il ruolo centrale che hanno avuto nella crisi finanziaria globale del 2008. In quegli anni, le banche iniziarono a concedere mutui subprime, ovvero prestiti a clienti con un alto profilo di rischio e scarse garanzie. Questi mutui ad alto rischio venivano poi “impacchettati” in MBS complessi e venduti a investitori di tutto il mondo. Quando il mercato immobiliare statunitense crollò e i debitori subprime smisero di pagare, il valore di questi titoli precipitò, innescando un effetto domino che portò al fallimento di grandi istituzioni finanziarie e a una crisi sistemica.

Il Mercato della Cartolarizzazione in Italia e in Europa

Dopo la crisi del 2008, il mercato della cartolarizzazione ha subito una profonda revisione normativa, con l’introduzione di regole più stringenti per garantire maggiore trasparenza e sicurezza. Il Regolamento (UE) 2017/2402, ad esempio, ha creato un quadro armonizzato a livello europeo, promuovendo le cartolarizzazioni Semplici, Trasparenti e Standardizzate (STS) per aiutare gli investitori a identificare prodotti di alta qualità. In Italia, l’autorità di vigilanza è condivisa tra Consob e Banca d’Italia.

Oggi il mercato europeo è significativo. Nel secondo trimestre del 2025, in Europa sono stati emessi prodotti cartolarizzati per 78,9 miliardi di euro, con un volume totale circolante che ha superato i 1.253 miliardi di euro. Anche in Italia, la cartolarizzazione è uno strumento consolidato. Il mercato delle cartolarizzazioni immobiliari, ad esempio, ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro nel 2025, con un numero di società veicolo in crescita. Questo strumento si sta rivelando utile non solo per le grandi banche, ma anche per le Piccole e Medie Imprese (PMI), che possono accedere a nuove forme di finanziamento per sostenere la crescita e l’innovazione. In un contesto culturale come quello mediterraneo, tradizionalmente legato al “mattone” e al risparmio tangibile, la cartolarizzazione rappresenta un’innovazione che sfida le abitudini, trasformando beni concreti come gli immobili in strumenti finanziari astratti e globali.

Vantaggi e Rischi: Le Due Facce della Medaglia

La cartolarizzazione è uno strumento a doppio taglio. Se usata correttamente, offre notevoli benefici al sistema finanziario. Se gestita senza la dovuta cautela, può generare rischi significativi. È fondamentale comprendere entrambi i lati per avere un quadro completo.

I Vantaggi per Banche e Sistema Finanziario

I benefici principali per gli originator, come le banche, sono evidenti. In primo luogo, la cartolarizzazione fornisce liquidità immediata, trasformando crediti a lungo termine in denaro contante da reinvestire. Questo permette di concedere nuovi prestiti a famiglie e imprese, stimolando l’economia. In secondo luogo, consente di trasferire il rischio di credito a una vasta platea di investitori, riducendo l’esposizione della singola banca. Infine, migliora gli indici di bilancio e patrimoniali, aiutando le banche a rispettare i requisiti normativi sul capitale. Per gli investitori, invece, offre l’opportunità di diversificare il portafoglio e ottenere rendimenti interessanti.

I Rischi per Investitori e Stabilità Globale

I rischi, come ha dimostrato la storia, non vanno sottovalutati. Il pericolo principale è legato alla qualità dei crediti sottostanti. Se i debitori originali non pagano, il valore dei titoli crolla e gli investitori perdono il loro capitale. Un altro rischio deriva dalla complessità e dalla mancanza di trasparenza di alcune strutture, che possono nascondere la reale rischiosità degli asset. Questo problema, noto come asimmetria informativa, è stato una delle cause della crisi del 2008.

Secondo la Banca d’Italia, i rischi di modello e quelli derivanti dal disallineamento di interessi tra chi gestisce i crediti e gli investitori finali sono maggiori nelle cartolarizzazioni rispetto ad altre attività finanziarie.

Infine, esiste un rischio sistemico. Se il mercato della cartolarizzazione è molto grande e interconnesso, il crollo di una sua parte può contagiare l’intero sistema finanziario, come accaduto con i mutui subprime. Per questo, oggi le autorità di vigilanza come la BCE e la Banca d’Italia monitorano costantemente questo mercato.

Conclusioni

La cartolarizzazione è un meccanismo finanziario sofisticato che ha profondamente trasformato il modo in cui il credito viene creato, gestito e distribuito. Strumenti come gli ABS e gli MBS hanno permesso di rendere liquidi asset che non lo erano, liberando capitali cruciali per l’economia reale e offrendo nuove opportunità di investimento. Dalle grandi banche alle PMI, molti attori economici oggi la utilizzano per diversificare le fonti di finanziamento e gestire meglio il proprio bilancio.

Tuttavia, la crisi del 2008 ha insegnato una lezione fondamentale: la potenza di questo strumento richiede una regolamentazione rigorosa e una gestione del rischio impeccabile. La complessità, la potenziale mancanza di trasparenza e il rischio di un disallineamento di interessi tra chi origina i crediti e chi li acquista sono pericoli reali. Oggi, grazie a un quadro normativo più solido in Europa e a una maggiore consapevolezza, la cartolarizzazione continua a essere un pilastro della finanza moderna, un ponte tra il risparmio tradizionale e l’innovazione dei mercati globali, dove il trading algoritmico e le nuove tecnologie giocano un ruolo sempre più centrale.

Domande frequenti

Che cos'è la cartolarizzazione in parole semplici?

La cartolarizzazione è un'operazione finanziaria che trasforma un insieme di crediti, come mutui o prestiti, in titoli negoziabili (chiamati ABS o MBS). In pratica, una banca o un'altra società 'impacchetta' questi crediti e li cede a una società veicolo, che a sua volta emette obbligazioni per venderle a degli investitori. Questo permette alla banca di ottenere liquidità immediata e trasferire il rischio.

Qual è la differenza tra ABS e MBS?

Sono entrambi titoli derivati da una cartolarizzazione, ma si differenziano per il tipo di credito sottostante. Gli MBS (Mortgage-Backed Securities) sono garantiti esclusivamente da un portafoglio di mutui ipotecari. Gli ABS (Asset-Backed Securities) sono più generici e possono essere garantiti da un'ampia varietà di altre attività, come prestiti per l'acquisto di auto, crediti al consumo, fatture commerciali o canoni di leasing.

Perché le banche usano la cartolarizzazione?

Le banche ricorrono alla cartolarizzazione principalmente per tre motivi. Primo, ottengono liquidità immediata dalla vendita dei crediti, che possono riutilizzare per concedere nuovi finanziamenti. Secondo, trasferiscono il rischio di insolvenza dei debitori agli investitori che acquistano i titoli. Terzo, 'ripuliscono' il proprio bilancio da attività illiquide, migliorando gli indici patrimoniali e rispettando più facilmente le normative di vigilanza.

Quali sono i rischi della cartolarizzazione per un investitore?

Il rischio principale per chi investe in titoli cartolarizzati è il 'rischio di credito', ovvero la possibilità che i debitori originali non riescano a pagare le rate dei loro prestiti. Se le insolvenze aumentano, i flussi di cassa che alimentano i titoli si riducono e il loro valore può crollare, causando perdite. La crisi finanziaria del 2008, innescata dai mutui subprime americani, è l'esempio più noto di come la scarsa qualità dei crediti sottostanti possa generare un rischio sistemico.

La cartolarizzazione è comune in Italia e in Europa?

Sì, è un'operazione molto diffusa. In Italia, è stata usata in modo significativo dalle banche per gestire i crediti deteriorati (NPL – Non-Performing Loans), cedendoli e migliorando la stabilità dei loro bilanci. A livello europeo, esiste una normativa specifica, il Regolamento (UE) 2017/2402, che stabilisce un quadro comune per le cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate (STS) al fine di aumentare la sicurezza e la fiducia degli investitori.