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Certificazione Unica 2026: sanzioni, scadenze e ravvedimento

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 16 Gennaio 2026

L’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato il modello definitivo per la Certificazione Unica 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025, confermando un calendario di scadenze articolato e un sistema sanzionatorio che richiede la massima attenzione da parte dei sostituti d’imposta. Con la data odierna del 16 gennaio 2026, si apre ufficialmente la campagna dichiarativa che vedrà milioni di certificazioni viaggiare verso il Fisco e i contribuenti.

La corretta gestione dei tempi è cruciale non solo per evitare sanzioni amministrative, ma anche per garantire ai cittadini la disponibilità dei dati nella dichiarazione precompilata. Il mancato rispetto delle scadenze o l’invio di dati errati comporta l’applicazione di penali che possono raggiungere importi significativi, sebbene il legislatore e la prassi amministrativa offrano strumenti per regolarizzare la propria posizione in modo agevolato.

In questo scenario, diventa fondamentale per aziende e professionisti comprendere non solo il calendario degli invii, ma soprattutto le modalità di calcolo delle sanzioni e le opportunità offerte dal ravvedimento operoso, istituto che l’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito essere applicabile anche a questa tipologia di adempimento.

Scadenze Certificazione Unica 2026: il calendario

Il calendario fiscale per il 2026 conferma il sistema del “doppio binario” per la trasmissione telematica delle certificazioni. La data spartiacque è il 16 marzo 2026. Entro questo termine devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate le Certificazioni Uniche contenenti redditi dichiarabili tramite il modello 730 precompilato, come i redditi di lavoro dipendente, i redditi di pensione e alcuni redditi assimilati. La stessa data vale per la consegna della CU al percipiente (lavoratore o collaboratore).

Esiste tuttavia una finestra temporale più ampia per altre tipologie di reddito. Secondo le istruzioni ministeriali, le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite la dichiarazione precompilata (come i redditi di lavoro autonomo professionale abituale non occasionale) possono essere trasmesse entro il termine di presentazione del Modello 770, fissato al 31 ottobre 2026 (che slitta a lunedì 2 novembre 2026). Inoltre, per i redditi di lavoro autonomo abituale e le provvigioni, è prevista una scadenza intermedia al 30 aprile 2026.

Importi delle sanzioni per invio tardivo o errato

Il regime sanzionatorio per la Certificazione Unica 2026 è disciplinato dall’articolo 4, comma 6-quinquies del D.P.R. 322/1998. La norma prevede una sanzione base di 100 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata. È importante sottolineare che per questa violazione non si applica il principio del “cumulo giuridico”: le sanzioni si sommano per ogni singola CU irregolare, fino a un tetto massimo di 50.000 euro per anno e per sostituto d’imposta.

Tuttavia, il legislatore ha previsto una riduzione della sanzione se l’errore viene corretto in tempi brevi. Se la certificazione corretta viene trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza ordinaria (quindi entro il 15 maggio per la scadenza di marzo), la sanzione scende a 33,33 euro per ogni CU (un terzo della base), con un massimale annuo ridotto a 20.000 euro.

Esiste infine una soglia di tolleranza: non si applica alcuna sanzione se la trasmissione corretta viene effettuata entro 5 giorni dalla scadenza o dalla ricezione della comunicazione di scarto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il Ravvedimento Operoso: regole e codici tributo

Una delle novità più rilevanti consolidate nell’ultimo periodo riguarda l’applicabilità del ravvedimento operoso anche alle sanzioni per la Certificazione Unica. Superando precedenti interpretazioni restrittive, l’Agenzia delle Entrate (con la Circolare n. 12/E del 2024) ha ammesso la possibilità di ridurre le sanzioni applicando le percentuali dell’art. 13 del D.Lgs. 472/97.

Il calcolo varia a seconda del momento in cui avviene la regolarizzazione:

  • Se si corregge l’errore entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione base di 100 euro si riduce a 1/9, pari a 11,11 euro per ogni CU.
  • Se la regolarizzazione avviene entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo (Modello 770), la riduzione è a 1/8, pari a 12,50 euro per CU.

È fondamentale prestare attenzione al codice tributo per il versamento tramite modello F24. A seguito della soppressione del vecchio codice 8906 (avvenuta nel 2023), per il versamento delle sanzioni da ravvedimento relative all’invio della dichiarazione (e non al mancato versamento delle ritenute) si utilizza generalmente il codice 8911 (“Sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie”).

Conclusioni

La gestione della Certificazione Unica 2026 richiede precisione e puntualità. Sebbene il sistema sanzionatorio preveda importi elevati in caso di inadempienze massive, gli strumenti di correzione come l’invio entro i 60 giorni e il ravvedimento operoso offrono vie d’uscita sostenibili per chi commette errori in buona fede. I sostituti d’imposta sono invitati a verificare con attenzione i dati prima dell’invio del 16 marzo, poiché la correttezza di queste informazioni è il primo tassello per la fluidità dell’intero sistema fiscale italiano.

Domande frequenti

Quali sono le scadenze principali per la Certificazione Unica 2026?

Il calendario fiscale prevede un doppio binario. La data fondamentale è il 16 marzo 2026 per le certificazioni relative ai redditi inseribili nel 730 precompilato e per la consegna al lavoratore. Per i redditi esenti o non dichiarabili tramite precompilata, come quelli di lavoro autonomo professionale abituale, la trasmissione può avvenire entro il 2 novembre 2026 insieme al Modello 770.

A quanto ammontano le sanzioni per invio tardivo o errato della CU?

La sanzione base è di 100 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, con un tetto massimo di 50 mila euro per sostituto di imposta. Tuttavia, se la correzione avviene entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce a 33,33 euro per singola CU, con un massimale annuo che scende a 20 mila euro.

Come funziona il ravvedimento operoso per la Certificazione Unica?

Agenzia delle Entrate consente di ridurre le sanzioni tramite ravvedimento. Se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la somma da versare scende a 11,11 euro per certificazione, pari a un nono del minimo. Se si provvede entro il termine della dichiarazione dell anno successivo, la sanzione è pari a 12,50 euro, ovvero un ottavo del minimo.

Quale codice tributo usare per pagare le sanzioni della CU?

Per il versamento delle sanzioni ridotte tramite modello F24, relative alla trasmissione della dichiarazione, si deve utilizzare il codice tributo 8911 denominato Sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie. Il vecchio codice 8906 è stato soppresso e non deve essere utilizzato per questa procedura.

Esiste una tolleranza per correggere la CU senza pagare sanzioni?

Sì, il legislatore prevede una soglia di tolleranza. Non viene applicata alcuna sanzione se la trasmissione corretta dei dati viene effettuata entro 5 giorni dalla scadenza ordinaria oppure entro 5 giorni dalla ricezione della comunicazione di scarto telematico inviata dai sistemi fiscali.