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Chiara e Achille, l’abbraccio dei genitori a Linate: un patto oltre il dolore

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 6 Gennaio 2026

Il cielo grigio di Milano sembra essersi abbassato sulla pista dell’aeroporto militare di Linate, quasi a voler proteggere un dolore troppo grande per essere esposto alla luce del sole. Sono le 12:50 del 5 gennaio 2026 quando il C-130 dell’Aeronautica Militare tocca terra, riportando in patria i corpi di cinque delle sei giovani vittime italiane della strage di Crans-Montana. Tra loro ci sono Chiara Costanzo e Achille Barosi, due sedicenni uniti da un destino crudele e, ora, dall’amore straziante delle loro famiglie. In quel momento di silenzio assordante, rotto solo dal rumore dei motori che si spengono, si consuma un gesto che vale più di mille discorsi ufficiali: l’abbraccio tra i genitori di Chiara e quelli di Achille.

Secondo quanto riportato da Avvenire, quell’abbraccio «è come un patto. Che adesso va ricostruito». Non è solo un gesto di consolazione reciproca, ma la fondazione di una nuova, terribile quotidianità con cui queste famiglie dovranno convivere. Sulla pista, ad attendere i feretri, non ci sono solo i parenti distrutti dal dolore, ma anche le più alte cariche dello Stato, a testimonianza di come questa tragedia abbia scosso profondamente l’intera politica italiana. Il rientro delle salme segna la fine dell’angosciosa attesa iniziata la notte di Capodanno e l’inizio del tempo del lutto, che culminerà domani con i funerali solenni nel capoluogo lombardo.

La cronaca di queste ore ci restituisce l’immagine di un Paese che, almeno per un giorno, mette da parte le divisioni per stringersi attorno a chi ha perso tutto. Le bare di legno chiaro, benedette da un sacerdote direttamente sulla pista, sono state accolte con un picchetto d’onore, mentre le autorità presenti chinavano il capo in segno di rispetto. È il momento del ritorno a casa, il più doloroso, quello in cui la realtà della perdita diventa tangibile, pesante come il marmo.

Il cordoglio delle istituzioni e l’unità del Governo

Ad accogliere i ragazzi a Linate era presente una delegazione istituzionale di altissimo livello. In rappresentanza del Parlamento, era presente il Presidente del Senato Ignazio La Russa, affiancato da diversi ministri del Governo e dalle autorità locali. Secondo le agenzie di stampa, erano presenti anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. La presenza trasversale delle forze politiche sottolinea la gravità dell’accaduto: una tragedia che ha colpito al cuore la generazione più giovane, quella su cui il Paese dovrebbe costruire il proprio futuro.

In un periodo storico in cui il dibattito pubblico è spesso polarizzato, specialmente quando all’orizzonte si profilano scadenze amministrative o elezioni, il silenzio rispettoso delle istituzioni a Linate ha rappresentato un segnale forte. Non c’è stato spazio per le polemiche o per le dichiarazioni di circostanza; la politica ha fatto un passo indietro per lasciare spazio al dolore delle famiglie. Il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini e il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano hanno assistito alle operazioni di sbarco dei feretri, confermando l’impegno dello Stato nel supportare i familiari anche nelle complesse procedure burocratiche internazionali che hanno caratterizzato questi giorni drammatici.

Secondo quanto riferito da La Prealpina, il C-130 ha trasportato a Milano anche le salme di Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini, che proseguiranno poi il viaggio verso Bologna e Genova, le loro città d’origine. Il feretro di Riccardo Minghetti, invece, è stato trasferito su un altro volo diretto a Roma Ciampino. Un viaggio triste che attraversa l’Italia da nord a sud, unendo la penisola in un unico abbraccio di cordoglio.

Chiara e Achille: sogni spezzati a 16 anni

Ma chi erano Chiara e Achille? Dietro i nomi scanditi nei telegiornali ci sono le vite di due adolescenti pieni di sogni e progetti. Chiara Costanzo, 16 anni, era una studentessa brillante del liceo scientifico Moreschi di Milano. Secondo le testimonianze raccolte dal Corriere della Sera, Chiara era una ragazza solare, appassionata di ginnastica acrobatica, disciplina che praticava con dedizione e successo. Sebbene vivesse a Milano, il suo legame con Arona, sul Lago Maggiore, era fortissimo: lì la sua famiglia è molto conosciuta e lì Chiara tornava spesso. La notizia della sua morte ha gettato nello sconforto entrambe le comunità.

Achille Barosi, coetaneo di Chiara, frequentava invece il liceo artistico delle Orsoline (o secondo altre fonti il Collegio San Carlo, entrambi istituti storici milanesi). Le descrizioni che arrivano dagli amici e dai docenti dipingono il ritratto di un giovane creativo, con il sogno di diventare architetto. Secondo Il Giorno, Achille amava il disegno e aveva una sensibilità profonda, capace di legami autentici. La madre, Laura, lo ha ricordato sui social con una foto che lo ritrae mentre abbraccia il cane di famiglia, accompagnata dalla didascalia «Piccolo grande Achille». Due vite parallele, incrociatesi tragicamente nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana per festeggiare un Capodanno che doveva essere solo gioia e musica.

La dinamica dell’incidente, ancora al vaglio degli inquirenti svizzeri, parla di un incendio scoppiato forse a causa di fuochi d’artificio o decorazioni infiammabili, che ha trasformato la discoteca in una trappola mortale. I due ragazzi, insieme agli altri amici italiani, non hanno avuto scampo nel caos che ne è seguito. La conferma della loro identità, arrivata solo dopo l’esame del DNA, ha prolungato l’agonia delle famiglie per giorni interminabili, fino al tragico epilogo ufficializzato nel fine settimana.

Il lutto di Milano e Arona: luci spente e bandiere a mezz’asta

La reazione delle comunità locali è stata immediata e commossa. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di mercoledì 7 gennaio, data in cui si svolgeranno i funerali. Secondo quanto riportato da MilanoToday, le esequie di Chiara Costanzo si terranno alle 14:45 nella Basilica di Santa Maria delle Grazie, uno dei luoghi simbolo della cristianità ambrosiana. Quasi contemporaneamente, o in orari compatibili per permettere agli amici comuni di partecipare, si svolgerà l’addio ad Achille Barosi nella Basilica di Sant’Ambrogio, dove è stata allestita la camera ardente.

Anche Arona, città d’origine della famiglia Costanzo, ha voluto dare un segnale forte di vicinanza. Il sindaco Alberto Gusmeroli ha annunciato che le luci della Rocca Borromea rimarranno spente fino al giorno del funerale. «Purtroppo, molte stelle si sono accese in cielo – ha dichiarato il primo cittadino secondo Prima Novara – saranno loro a illuminare la Rocca». Un gesto simbolico che unisce idealmente il lago alla metropoli, in un dolore che non conosce confini amministrativi.

Le scuole frequentate dai ragazzi, il liceo Moreschi e l’istituto artistico, sono sotto shock. Al rientro dalle vacanze natalizie, i compagni troveranno dei banchi vuoti. Secondo le dichiarazioni dei presidi riportate dalla stampa locale, sono stati attivati servizi di supporto psicologico per aiutare gli studenti a elaborare il trauma. Non è facile spiegare a dei sedicenni perché i loro amici non torneranno più, vittime di una fatalità che appare tanto assurda quanto ingiusta.

Conclusioni

L’abbraccio tra i genitori di Chiara e Achille sulla pista di Linate rimane l’immagine simbolo di questa tragedia. Come sottolineato da Avvenire, è un “patto” non scritto, un’alleanza nel dolore che sarà necessaria per affrontare i giorni, i mesi e gli anni a venire. La cronaca si spegnerà, i riflettori della politica italiana si sposteranno inevitabilmente su altri temi, dalle riforme alle prossime elezioni, ma per queste famiglie il tempo si è fermato a quel maledetto Capodanno del 2026.

Resta il compito, per la comunità civile e per le istituzioni, di non lasciare che questo patto rimanga isolato. La sicurezza dei luoghi di divertimento, la tutela dei giovani all’estero e il supporto psicologico alle famiglie colpite non possono essere solo argomenti da campagna elettorale o da indignazione momentanea. Devono diventare priorità strutturali dell’azione di Governo e Parlamento, affinché l’abbraccio di Linate non sia solo un addio, ma la promessa che tragedie simili non debbano ripetersi mai più. Domani Milano si fermerà per l’ultimo saluto, ma la ricostruzione di quel patto, citato dalla stampa cattolica, richiederà l’impegno di tutti, ben oltre il giorno del funerale.

Domande frequenti

Chi erano Chiara Costanzo e Achille Barosi?

Chiara Costanzo e Achille Barosi erano due studenti milanesi di sedici anni, vittime della tragedia avvenuta a Capodanno a Crans-Montana. Chiara frequentava il liceo scientifico Moreschi ed era una promessa della ginnastica acrobatica, con forti legami anche con la città di Arona. Achille, studente di liceo artistico, era un giovane creativo che sognava di diventare architetto. Le loro vite si sono spezzate tragicamente insieme a quelle di altri coetanei, e le loro salme sono rientrate in Italia il 5 gennaio 2026 accolte dal dolore delle famiglie e delle istituzioni.

Cosa è successo all’aeroporto di Linate durante il rientro delle salme?

Il 5 gennaio 2026, un C-130 dell’Aeronautica Militare è atterrato a Linate riportando in patria i corpi di cinque delle vittime italiane. Ad attendere i feretri c’erano le massime cariche dello Stato e i parenti distrutti dal dolore. Il momento più toccante è stato l’abbraccio tra i genitori di Chiara e quelli di Achille sulla pista, descritto come un patto silenzioso oltre il dolore e simbolo dell’unione di due famiglie colpite dalla stessa terribile perdita, mentre le autorità presenti chinavano il capo in segno di rispetto.

Quando e dove si svolgeranno i funerali a Milano?

I funerali solenni sono previsti per mercoledì 7 gennaio, giornata in cui il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino a Milano. Le esequie di Chiara Costanzo si terranno nella Basilica di Santa Maria delle Grazie, mentre l’addio ad Achille Barosi avrà luogo nella Basilica di Sant Ambrogio. Anche la città di Arona parteciperà al lutto spegnendo le luci della Rocca Borromea in segno di rispetto. Le scuole frequentate dai ragazzi hanno attivato servizi di supporto psicologico per aiutare i compagni a elaborare il lutto.

Quali autorità erano presenti ad accogliere i feretri?

Ad accogliere le salme a Linate era presente una delegazione istituzionale di alto livello, a testimonianza dell’unità del Paese di fronte alla tragedia. Tra le autorità figuravano il Presidente del Senato Ignazio La Russa, diversi ministri del Governo, il governatore della Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. La presenza trasversale delle forze politiche ha segnato un momento di tregua dalle polemiche, con le istituzioni unite nel supportare le famiglie anche nelle complesse procedure burocratiche del rientro.

Quali sono le cause della tragedia di Crans-Montana?

I giovani hanno perso la vita a causa di un incendio scoppiato nel locale Le Constellation durante i festeggiamenti di Capodanno. Secondo le prime ricostruzioni ancora al vaglio degli inquirenti svizzeri, le fiamme potrebbero essere state innescate da fuochi d artificio o decorazioni infiammabili, trasformando la discoteca in una trappola mortale. L identificazione ufficiale delle vittime è stata possibile solo dopo l esame del DNA, prolungando l attesa delle famiglie fino al tragico epilogo del rientro in Italia.