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Disastro ferroviario in Andalusia: scontro tra treni Iryo e Renfe, oltre 20 morti

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 19 Gennaio 2026

È una mattina di lutto e sgomento quella che si è aperta oggi, 19 gennaio 2026, per la Spagna e per l’intera comunità europea. Un gravissimo incidente ferroviario ha scosso l’Andalusia nella serata di ieri, trasformando un tranquillo viaggio domenicale in una tragedia di proporzioni devastanti. Secondo quanto riportato dalle principali agenzie di stampa e confermato da fonti governative, due treni ad alta velocità si sono scontrati nei pressi della stazione di Adamuz, in provincia di Cordova. Il bilancio provvisorio, che si aggrava di ora in ora, parla di almeno 21 vittime e oltre cento feriti, di cui venticinque in condizioni critiche.

L’incidente ha coinvolto un convoglio della compagnia privata Iryo, partecipata dalla società italiana Trenitalia, e un treno della compagnia statale spagnola Renfe. La notizia ha immediatamente fatto il giro del mondo, dominando i trend di ricerca con la chiave “incidente treno andalusia” e sollevando interrogativi non solo sulla sicurezza delle infrastrutture, ma anche sulle implicazioni che un evento di tale portata può avere nel delicato scacchiere dei trasporti continentali. Le immagini che giungono dal luogo del disastro mostrano lamiere contorte e vagoni rovesciati tra gli uliveti della Sierra Morena, testimonianza di un impatto violentissimo che ha richiesto la mobilitazione di un imponente dispositivo di soccorso.

Mentre le squadre di emergenza continuano a lavorare senza sosta per estrarre i passeggeri ancora intrappolati tra i rottami, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle cause e sulle conseguenze di questo evento. In un contesto di geopolitica delle infrastrutture sempre più interconnesso, dove i confini nazionali sfumano grazie ai trattati di liberalizzazione del mercato ferroviario, il disastro di Adamuz non è solo una tragedia umana, ma un evento che tocca le corde della diplomazia italo-spagnola e la gestione della sicurezza nelle reti transeuropee.

La dinamica dello scontro ad Adamuz

Secondo le prime ricostruzioni fornite dal gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnola Adif e riportate da Il Fatto Quotidiano, la catena degli eventi ha avuto inizio intorno alle 19:40 di domenica 18 gennaio. Il treno Iryo, un ETR 1000 di fabbricazione italiana partito da Malaga e diretto a Madrid Puerta de Atocha con 317 persone a bordo, è deragliato all’altezza dei deviatoi di ingresso della stazione di Adamuz. La dinamica esatta del deragliamento è ancora oggetto di indagine, ma l’ipotesi tecnica prevalente riguarda un possibile malfunzionamento dello scambio.

Il deragliamento non si è limitato alla fuoriuscita dai binari: il convoglio Iryo ha invaso la linea adiacente proprio nell’istante in cui sopraggiungeva, in direzione opposta, un treno Alvia della Renfe che viaggiava da Madrid verso Huelva. L’impatto è stato inevitabile e devastante. Secondo AGI e altre fonti locali, le ultime carrozze del treno Iryo si sono ribaltate, mentre il treno Alvia è stato colpito violentemente, deragliando a sua volta. Un giornalista della radio nazionale spagnola (RNE), Salvador Jimenez, che viaggiava sul treno Iryo, ha descritto il momento dell’incidente come “un terremoto”, raccontando in diretta il terrore dei passeggeri e le prime, caotiche fasi di evacuazione attraverso i finestrini infranti.

Il bilancio delle vittime e la macchina dei soccorsi

La scena che si è presentata ai soccorritori è stata definita “dantesca” dal sindaco di Adamuz, Rafael Moreno. Secondo quanto riferito dalla Guardia Civil e ripreso dal Giornale di Puglia, il numero delle vittime confermate è salito a 21, ma le autorità temono che il bilancio possa ulteriormente aggravarsi. Tra i feriti, molti versano in condizioni gravi e sono stati trasportati d’urgenza negli ospedali di Cordova e Siviglia. La complessità delle operazioni di salvataggio è elevata: i vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per tagliare le lamiere dei vagoni accartocciati, dove diversi passeggeri risultavano ancora incastrati.

La Giunta dell’Andalusia ha attivato immediatamente il livello 1 di emergenza della Protezione Civile. Il presidente andaluso Juanma Moreno ha espresso profonda preoccupazione e cordoglio, monitorando personalmente le operazioni. La linea ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia è stata completamente sospesa, causando il blocco di migliaia di viaggiatori e richiedendo l’attivazione di servizi sostitutivi su gomma. La risposta dei servizi di emergenza è stata massiccia, ma la gravità dell’incidente ha messo a dura prova le risorse locali, richiedendo supporto anche dalle regioni limitrofe.

Riflessi sulla geopolitica e la diplomazia ferroviaria

L’incidente di Adamuz assume una rilevanza particolare se analizzato attraverso la lente degli esteri e della cooperazione internazionale. Il treno coinvolto, l’Iryo, rappresenta infatti il fiore all’occhiello della presenza italiana in Spagna. Iryo è un marchio del consorzio ILSA, partecipato al 51% da Trenitalia (Gruppo FS Italiane). L’ingresso di Trenitalia nel mercato spagnolo è stato reso possibile dai trattati europei che hanno imposto la liberalizzazione del trasporto ferroviario, aprendo la strada a una competizione che ha portato benefici ai consumatori ma che ora si trova a fronteggiare una delle sue pagine più buie.

Secondo gli analisti, questo evento potrebbe innescare tensioni o comunque richiedere un’attenta gestione della diplomazia economica tra Roma e Madrid. La sicurezza del treno ETR 1000, considerato uno dei più moderni e sicuri al mondo, non sembra essere in discussione, poiché le prime evidenze puntano a un guasto dell’infrastruttura (i binari/scambi) piuttosto che del materiale rotabile. Tuttavia, in un periodo storico caratterizzato da conflitti ibridi e instabilità, la resilienza delle infrastrutture critiche è un tema di sicurezza nazionale. Le cancellerie dei due paesi sono in stretto contatto: il Ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, ha già interloquito con le controparti italiane per garantire la massima trasparenza nelle indagini.

Le reazioni politiche e le indagini in corso

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il Ministro Puente, recatosi al centro di emergenza di Atocha, ha dichiarato che “l’indagine sarà rigorosa e rapida”, sottolineando che è prematuro attribuire responsabilità definitive. Tuttavia, le indiscrezioni raccolte da Il Fatto Quotidiano riguardo al possibile guasto dello scambio ferroviario pongono l’accento sulla manutenzione della rete gestita da Adif. Se confermata, questa ipotesi scagionerebbe il vettore italo-spagnolo Iryo, spostando l’attenzione sugli investimenti infrastrutturali spagnoli.

In Italia, la notizia è stata accolta con apprensione. La Farnesina e le autorità consolari si sono attivate per verificare l’eventuale presenza di cittadini italiani tra le vittime o i feriti, dato che la tratta Malaga-Madrid è molto frequentata anche da turisti e professionisti internazionali. Al momento, non vi sono conferme ufficiali sulla nazionalità di tutte le vittime. Questo incidente ricorda quanto la cooperazione transfrontaliera sia vitale non solo per l’economia, ma anche per la gestione delle crisi in un’Europa senza frontiere.

Conclusioni

Il disastro ferroviario in Andalusia del 18 gennaio 2026 segna una ferita profonda nel sistema dei trasporti europeo. Mentre si contano le vittime e si prega per i feriti, si apre ora una fase delicata di accertamento della verità. L’inchiesta dovrà chiarire se vi siano state negligenze nella manutenzione dei binari o errori umani, in un contesto dove la tecnologia dovrebbe garantire standard di sicurezza elevatissimi. La tragedia di Adamuz non è solo un fatto di cronaca, ma un monito sulla necessità di mantenere alta la guardia sulla sicurezza delle infrastrutture critiche, pilastro fondamentale per la stabilità e la libera circolazione in un continente che, pur lontano dai conflitti bellici diretti, deve combattere quotidianamente per la sicurezza dei propri cittadini.

Domande frequenti

Quali sono le cause dell’incidente ferroviario avvenuto in Andalusia?

Le prime ricostruzioni indicano che il disastro è stato innescato dal deragliamento del treno Iryo all’altezza di uno scambio presso la stazione di Adamuz. Il convoglio ha invaso il binario opposto colpendo il treno Renfe che sopraggiungeva. L’ipotesi tecnica prevalente riguarda un malfunzionamento dell’infrastruttura ferroviaria, specificamente dello scambio, e non un guasto del materiale rotabile.

Quante persone sono rimaste coinvolte nello scontro tra i treni Iryo e Renfe?

Il bilancio provvisorio riporta almeno 21 vittime e oltre cento feriti, di cui venticinque versano in condizioni critiche. Le operazioni di soccorso sono state estremamente complesse e hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per estrarre i passeggeri dalle lamiere, motivo per cui le autorità temono che il numero dei decessi possa purtroppo aumentare col passare delle ore.

Qual è il coinvolgimento dell’Italia nel disastro ferroviario spagnolo?

L’Italia è coinvolta direttamente poiché il treno Iryo appartiene al consorzio ILSA, partecipato al 51% da Trenitalia, e il convoglio deragliato è un ETR 1000 di fabbricazione italiana. La Farnesina e le autorità consolari si sono attivate immediatamente per verificare l’eventuale presenza di cittadini italiani tra i passeggeri della tratta Malaga-Madrid, molto frequentata anche da turisti e professionisti.

Dove è avvenuto esattamente l’impatto tra i due treni ad alta velocità?

Lo scontro si è verificato nei pressi della stazione di Adamuz, situata nella provincia di Cordova, in un’area caratterizzata dagli uliveti della Sierra Morena. L’incidente ha interessato la linea ad alta velocità che collega Madrid all’Andalusia, bloccando una delle arterie ferroviarie più importanti del Paese.

Quali sono le conseguenze per chi deve viaggiare tra Madrid e l’Andalusia?

A seguito dell’incidente, la linea ad alta velocità è stata completamente sospesa, causando il blocco di migliaia di viaggiatori. Le autorità hanno attivato servizi sostitutivi su gomma per mitigare i disagi, mentre sono in corso le indagini e le operazioni di ripristino della sicurezza sulla rete ferroviaria gestita da Adif.