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Ecco Moya, il robot umanoide cinese con temperatura corporea reale

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 7 Febbraio 2026

Il confine tra uomo e macchina si è fatto improvvisamente più sottile a Shanghai, dove la startup cinese DroidUp (nota anche come Zhuoyide Robotics) ha svelato al mondo Moya, un robot umanoide che promette di rivoluzionare il settore della tecnologia biomimetica. Presentato presso la Zhangjiang Robotics Valley, Moya non si limita a imitare i movimenti umani con una precisione sorprendente, ma introduce una caratteristica finora inedita e per molti inquietante: il calore corporeo. Secondo i suoi creatori, questo androide rappresenta il primo vero passo verso una nuova generazione di “robot intelligenti incarnati” (embodied AI), progettati non solo per eseguire compiti, ma per stabilire una connessione quasi biologica con l’interlocutore.

L’annuncio ha immediatamente scatenato discussioni accese tra esperti di intelligenza artificiale e osservatori internazionali. Se da un lato l’ingegneria dietro Moya è innegabilmente avanzata, dall’altro il suo realismo estremo ha riacceso il dibattito sulla cosiddetta “Uncanny Valley” (la valle inquietante), quella sensazione di disagio che si prova di fronte a simulacri troppo simili all’essere umano. Con un prezzo stimato di circa 1,2 milioni di yuan (circa 160.000 euro) e un lancio previsto per la fine del 2026, Moya si candida a diventare il nuovo punto di riferimento per l’assistenza e la compagnia, sfidando i colossi occidentali del settore.

Un cuore caldo di silicio: la rivoluzione termica

La caratteristica che distingue nettamente Moya dai suoi predecessori metallici è la temperatura della sua pelle sintetica. Secondo quanto dichiarato da Li Qingdu, fondatore di DroidUp, il robot è dotato di un sistema di regolazione termica che mantiene la superficie esterna tra i 32°C e i 36°C. “Un robot che serve veramente la vita umana dovrebbe essere caldo, quasi come un essere vivente con cui le persone possono connettersi”, ha affermato Li in un’intervista rilasciata a Shanghai Eye.

Questa funzionalità non è puramente estetica ma funzionale agli scopi per cui Moya è stato progettato: l’assistenza sanitaria, l’educazione e la compagnia. In contesti come ospedali o case di cura, il contatto fisico con una macchina fredda può risultare alienante; al contrario, la simulazione del calore umano mira a facilitare l’accettazione psicologica del robot da parte di pazienti e anziani. La pelle, realizzata con materiali compositi avanzati, nasconde strati che imitano la morbidezza dei tessuti biologici e persino la struttura muscolare, rendendo il tatto indistinguibile, o quasi, da quello umano.

Specifiche tecniche e biomimetica avanzata

Sotto il profilo puramente ingegneristico, Moya è un concentrato di innovazione. Il robot è alto 1,65 metri e pesa circa 32 kg, una leggerezza ottenuta grazie all’utilizzo di “muscoli a reticolo” e materiali leggeri ad alta resistenza. La piattaforma su cui si basa è il telaio “Walker 3”, un’evoluzione dei modelli precedenti che, secondo i dati forniti dall’azienda, garantisce una precisione nella camminata e nella postura pari al 92% di quella umana. I video diffusi dal South China Morning Post mostrano Moya camminare, annuire e mantenere il contatto visivo con una fluidità che, sebbene mostri ancora lievi rigidità meccaniche, si avvicina notevolmente alla naturalezza biologica.

Il volto di Moya è un altro capolavoro di ingegneria biomimetica. Grazie a un complesso sistema di attuatori e telecamere integrate negli occhi, il robot è in grado di replicare micro-espressioni facciali, passando dalla gioia alla tristezza in frazioni di secondo in risposta agli stimoli dell’interlocutore. L’AI integrata permette al robot di percepire l’ambiente, ragionare e agire nello spazio reale, superando i limiti dei robot pre-programmati. La modularità del design consente inoltre di personalizzare l’aspetto, cambiando i tratti somatici o il genere del robot mantenendo inalterato l’hardware sottostante.

Tra etica e Cybersecurity: le sfide del futuro

L’avvento di macchine così sofisticate porta con sé inevitabili interrogativi. Oltre al senso di inquietudine suscitato dal realismo visivo, emergono criticità legate alla cybersecurity e alla privacy. Un robot progettato per vivere nelle nostre case, monitorare la nostra salute e interpretare le nostre emozioni raccoglie una quantità di dati sensibili senza precedenti. Secondo gli analisti del settore, garantire che questi “compagni artificiali” siano blindati contro attacchi informatici sarà una delle sfide principali per DroidUp e per l’intero comparto delle startup robotiche cinesi.

Le reazioni sui social media cinesi e occidentali sono state miste. Mentre alcuni utenti lodano il progresso tecnologico, altri paragonano Moya agli androidi della serie TV Westworld, temendo un futuro in cui la distinzione tra reale e artificiale diventi impossibile. Nonostante ciò, il mercato sembra pronto: DroidUp punta a settori commerciali e di servizio dove l’interazione umana è cruciale, scommettendo che il bisogno di assistenza supererà la diffidenza iniziale.

Conclusioni

Il debutto di Moya segna una data storica nel calendario della robotica mondiale. Non si tratta più solo di costruire macchine efficienti, ma di creare entità che possano integrarsi nel tessuto emotivo e sociale dell’umanità. Se la promessa di un robot “caldo” e empatico si tradurrà in un successo commerciale o rimarrà un esperimento confinato nella “Uncanny Valley” dipenderà non solo dalla tecnologia, ma dalla nostra disponibilità ad accettare una nuova forma di convivenza. Ciò che è certo è che, con Moya, il futuro della tecnologia umanoide ha fatto un passo deciso verso una realtà che fino a ieri apparteneva solo alla fantascienza.

Domande frequenti

Qual è il prezzo del robot umanoide Moya e quando sarà disponibile?

Il prezzo stimato per il robot Moya si aggira intorno a 1,2 milioni di yuan, che corrispondono a circa 160.000 euro al cambio attuale. La startup cinese DroidUp ha previsto il lancio ufficiale sul mercato per la fine del 2026. Questo posizionamento di prezzo lo rende un prodotto destinato inizialmente a settori professionali come l assistenza sanitaria e l educazione, sfidando i colossi occidentali del settore robotico.

Perché il robot Moya è dotato di temperatura corporea reale?

La caratteristica rivoluzionaria di Moya è la capacità di mantenere la sua pelle sintetica a una temperatura compresa tra i 32 e i 36 gradi Celsius. Secondo i creatori, simulare il calore biologico serve a facilitare l accettazione psicologica del robot, specialmente in contesti di cura e assistenza agli anziani. Il contatto con una superficie calda riduce la sensazione di alienazione tipica delle macchine fredde, favorendo una connessione emotiva più profonda con l utente.

Quali sono le specifiche tecniche e le capacità motorie di Moya?

Moya è alto 1,65 metri e pesa solamente 32 kg, una leggerezza ottenuta grazie all uso di materiali compositi e muscoli a reticolo. Basato sulla piattaforma Walker 3, il robot vanta una precisione nella camminata e nella postura pari al 92 per cento di quella umana. Inoltre, grazie a un sistema avanzato di attuatori e telecamere, è in grado di replicare micro-espressioni facciali e mantenere il contatto visivo, reagendo agli stimoli ambientali in tempo reale.

Quali rischi per la privacy e la sicurezza comporta l uso di robot umanoidi?

L integrazione di robot come Moya nella vita domestica solleva serie preoccupazioni riguardo alla cybersecurity e alla gestione dei dati sensibili. Poiché questi androidi sono progettati per monitorare la salute e interpretare le emozioni, raccolgono informazioni estremamente personali. Gli analisti avvertono che garantire la protezione di questi dispositivi contro gli attacchi informatici sarà una delle sfide cruciali per evitare violazioni della privacy degli utenti.

Che cos è la Uncanny Valley in relazione al robot Moya?

La Uncanny Valley, o valle inquietante, descrive la sensazione di disagio che le persone provano di fronte a robot che appaiono quasi, ma non perfettamente, umani. Il realismo estremo di Moya, unito alla sua pelle calda e ai movimenti fluidi, ha riacceso questo dibattito etico e psicologico. Il successo commerciale del robot dipenderà dalla capacità della tecnologia di superare questa diffidenza istintiva, trasformando l inquietudine in empatia e accettazione sociale.