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L’attesa sta per finire e l’aria che si respira è già elettrica, carica di quella tensione positiva che solitamente precede le grandi finali. Oggi, 10 gennaio 2026, mentre la Fiamma Olimpica prosegue il suo viaggio trionfale attraverso l’Italia, gli occhi della Marca sono puntati sul calendario: il fuoco sacro di Milano Cortina 2026 sta per abbracciare il trevigiano. Non è solo un evento sportivo, è un appuntamento con la storia che promette di accendere i cuori come e più di una domenica di campionato.
Dopo aver illuminato la Liguria e mentre si appresta a scalare le vette verso il Piemonte e la Valle d’Aosta, la Torcia si prepara al suo ingresso trionfale in Veneto. L’entusiasmo è alle stelle, paragonabile a quello che vediamo nei circuiti di F1 o sulle piste della MotoGP, dove la passione brucia veloce e intensa. Ma qui, il fuoco dura per sempre.
Secondo quanto riportato da TrevisoToday e confermato dal programma ufficiale, il territorio della Marca sarà protagonista assoluto tra pochi giorni. Segnatevi queste date: il viaggio della fiaccola nella provincia di Treviso si snoderà principalmente tra il 21 e il 22 gennaio 2026.
Il 21 gennaio, la carovana olimpica toccherà luoghi simbolo di bellezza e storia. Arriverà da Bassano del Grappa per poi toccare la perla di Asolo, proseguire verso Montebelluna, cuore pulsante del distretto calzaturiero sportivo, e Castelfranco Veneto. La giornata si chiuderà con il passaggio a Cittadella e l’arrivo a Padova. Ma è il 22 gennaio la data cerchiata in rosso per il capoluogo: la Fiamma arriverà nel cuore di Treviso intorno alle 11:45. Immaginate Piazza dei Signori gremita, un’immagine che ricorda le grandi celebrazioni per lo scudetto del calcio o le vittorie della nazionale di basket.
Dopo la tappa nel capoluogo, il fuoco proseguirà verso Porto Marghera per poi illuminare Venezia. Un itinerario che non è solo geografico, ma emozionale, unendo la tradizione veneta con il sogno a cinque cerchi.
Mentre Treviso attende, l’Italia intera si commuove ascoltando le storie dei tedofori che in queste ore stanno portando la luce olimpica. Tra loro spicca la figura di Andrea Macrì, atleta paralimpico di scherma e para ice hockey. In una toccante intervista rilasciata a La Stampa, Macrì ha descritto la sua partecipazione come un momento di riscatto e orgoglio puro.
“Scegliermi tra i tedofori è una prova di inclusione. Vivo un onore incredibile”, ha dichiarato l’atleta. Le sue parole risuonano forte, ricordandoci che le Olimpiadi (e le Paralimpiadi) sono molto più di una competizione: sono un messaggio di speranza. Macrì, sopravvissuto alla tragedia del liceo Darwin di Rivoli nel 2008, incarna lo spirito di resilienza che è l’essenza stessa dello sport, ben oltre i riflettori della Serie A o i tornei del Grande Slam di tennis.
Per capire cosa aspetta i trevigiani, basta guardare a quanto accaduto appena ieri, 9 gennaio. La Torcia ha attraversato Chiavari e il Tigullio, scatenando una festa popolare indimenticabile. Secondo Primocanale, l’accoglienza è stata trionfale. Fertonani (Cds) ha commentato l’evento con parole che trasudano passione: “Grande onore da sportivo”.
Le strade si sono riempite di famiglie, bambini e appassionati, in una scena che ha ricordato l’entusiasmo collettivo che solitamente accompagna i grandi giri ciclistici o le parate per le vittorie mondiali. È la dimostrazione che il fuoco di Olimpia ha il potere unico di fermare il tempo e unire le generazioni.
In questi giorni, le distinzioni tra le varie discipline sembrano svanire. Non importa se sei un tifoso sfegatato di calcio che vive per la domenica, se segui ogni curva della F1 con il fiato sospeso, o se preferisci il silenzio concentrato di un match di tennis. Il passaggio della Fiamma Olimpica è il punto d’incontro di tutte queste passioni.
Vediamo campioni di ogni disciplina, dal basket alla MotoGP, unirsi idealmente in questa staffetta. È come se l’adrenalina di una gara e la tattica di una partita si fondessero in un unico, lungo abbraccio che attraversa lo stivale. Milano Cortina 2026 non è solo sci e ghiaccio: è la celebrazione dello sport italiano nella sua totalità, capace di farci alzare in piedi sul divano proprio come un gol al novantesimo minuto in Serie A.
Mancano pochi giorni all’arrivo della Fiamma nel trevigiano. Il consiglio per tutti gli appassionati è di non perdere l’occasione di scendere in strada il 21 e 22 gennaio. Che siate amanti dello sport o semplici cittadini, vedere passare quel fuoco significa assistere a un pezzo di storia che si scrive sotto i nostri occhi. Prepariamo le bandiere e la voce: Treviso è pronta a brillare di luce olimpica.
Il passaggio è programmato per i giorni 21 e 22 gennaio 2026. Nella prima data la torcia attraverserà centri come Asolo, Montebelluna e Castelfranco Veneto. Il momento centrale nel capoluogo avverrà il 22 gennaio, quando intorno alle ore 11:45 il fuoco sacro giungerà in Piazza dei Signori prima di dirigersi verso Venezia.
Il tragitto coinvolge varie località simbolo del territorio. Arrivando da Bassano del Grappa, il corteo tocca Asolo e Montebelluna, noto centro del distretto sportivo, per poi passare a Castelfranco Veneto. Dopo una sosta a Padova, la fiamma rientrerà nel trevigiano puntando al cuore della città di Treviso e proseguendo poi verso Porto Marghera.
I tedofori sono atleti e cittadini che diffondono un messaggio di speranza e inclusione, come testimonia la presenza del campione paralimpico Andrea Macrì. Portare la fiamma rappresenta un onore che va oltre la competizione sportiva, simboleggiando resilienza e unione tra le generazioni in vista dei Giochi di Milano Cortina 2026.
Il punto di osservazione migliore è Piazza dei Signori nel centro di Treviso, dove il passaggio è previsto nella mattinata del 22 gennaio. Si suggerisce di raggiungere la piazza con anticipo per vivere appieno la grande atmosfera di festa collettiva che accompagna questo storico evento verso le Olimpiadi invernali.