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Franchigia e Scoperto: Cosa sono e come funzionano

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 18 Ottobre 2025

Nel mondo dei liberi professionisti e delle imprese, stipulare una polizza di Responsabilità Civile professionale non è solo un obbligo di legge per molte categorie, ma un vero e proprio scudo a protezione del proprio patrimonio. Tuttavia, per trasformare questo strumento in un alleato efficace, è fondamentale comprenderne ogni clausola, specialmente quelle che a prima vista possono apparire complesse: la franchigia e lo scoperto. Questi termini, spesso usati come sinonimi, nascondono in realtà meccanismi molto diversi che incidono direttamente sull’entità del risarcimento e sul costo del premio assicurativo. Capire la loro funzione è il primo passo per una scelta consapevole e per evitare brutte sorprese proprio nel momento del bisogno.

Questo articolo si propone di fare chiarezza, spiegando in modo semplice e diretto cosa sono la franchigia e lo scoperto, come funzionano e quali sono le differenze sostanziali. Analizzeremo esempi pratici e forniremo consigli utili per aiutare ogni professionista a valutare la polizza più adatta alle proprie esigenze, bilanciando al meglio costi e benefici. L’obiettivo è trasformare un groviglio di termini tecnici in una conoscenza chiara e spendibile, per proteggere la propria attività con piena consapevolezza.

Il Contesto Assicurativo: Tradizione e Innovazione nel Mercato Europeo

Il mercato assicurativo europeo, e in particolare quello italiano, è il risultato di una lunga evoluzione che affonda le sue radici in una cultura mediterranea spesso orientata alla prudenza e alla gestione familiare del rischio. Tradizionalmente, l’approccio alla protezione era basato su garanzie solide e collaudate, pensate per professioni storiche e rischi ben definiti. Questo modello, sebbene affidabile, oggi si scontra con un mondo del lavoro in continua trasformazione, caratterizzato dall’emergere di nuove figure professionali, come i consulenti digitali e i freelance, e da rischi sempre più immateriali, come quelli legati alla sicurezza informatica.

In questo scenario, l’innovazione gioca un ruolo cruciale. Le compagnie assicurative sono chiamate a superare i vecchi schemi per offrire soluzioni flessibili e personalizzate. Franchigia e scoperto diventano così strumenti non solo per contenere i costi, ma anche per modellare le polizze sulle reali necessità dei nuovi professionisti. La sfida è bilanciare la solidità della tradizione con la dinamicità richiesta dall’innovazione, creando prodotti che siano al tempo stesso comprensibili, accessibili e capaci di rispondere a un panorama di rischi in costante mutamento, tutelando efficacemente il lavoro e la creatività di ogni professionista.

La Franchigia: Il Tuo Primo Contributo al Rischio

La franchigia rappresenta una delle clausole più comuni e importanti in una polizza assicurativa. Comprenderla a fondo è essenziale per valutare correttamente la copertura offerta e il proprio coinvolgimento economico in caso di sinistro.

Cos’è la Franchigia in Parole Semplici?

La franchigia è una somma fissa, stabilita nel contratto di assicurazione, che rimane a carico dell’assicurato in caso di sinistro. In pratica, è la parte di danno che la compagnia assicurativa non rimborsa. Possiamo immaginarla come una sorta di “quota di partecipazione” al danno. Se un professionista causa un danno a un cliente per 5.000 euro e la sua polizza ha una franchigia di 500 euro, l’assicurazione risarcirà 4.500 euro, mentre i restanti 500 euro saranno a carico del professionista stesso. Se il danno fosse inferiore alla franchigia, ad esempio 300 euro, l’intero costo del risarcimento spetterebbe all’assicurato.

Tipologie di Franchigia: Assoluta e Relativa

Esistono principalmente due tipi di franchigia. La franchigia assoluta è la più diffusa nelle polizze professionali: l’importo stabilito viene sempre dedotto dal risarcimento dovuto dalla compagnia. Se il danno è di 2.000 euro e la franchigia è di 500 euro, la compagnia paga 1.500 euro. La franchigia relativa, meno comune in questo ambito, funziona in modo diverso: se l’ammontare del danno è inferiore alla soglia della franchigia, l’assicurato paga l’intero importo; se invece il danno supera tale soglia, è la compagnia a coprire l’intero costo, senza detrarre nulla. Sebbene possa sembrare più vantaggiosa, le polizze con franchigia relativa tendono ad avere un costo maggiore.

Perché Esiste la Franchigia?

La franchigia ha un duplice scopo. Innanzitutto, serve a responsabilizzare l’assicurato, incentivandolo ad adottare comportamenti prudenti per evitare sinistri di lieve entità. Sapere di dover contribuire economicamente spinge a una maggiore attenzione nello svolgimento della propria attività. In secondo luogo, permette alle compagnie assicurative di contenere i costi, escludendo dalla gestione tutti quei piccoli sinistri il cui costo amministrativo supererebbe l’importo del danno stesso. Questa riduzione dei costi si traduce, in linea di principio, in un premio assicurativo più basso per il cliente.

Lo Scoperto: Una Partecipazione Percentuale al Danno

Accanto alla franchigia, un’altra clausola fondamentale da conoscere è lo scoperto. Sebbene il suo scopo sia simile, il suo funzionamento si basa su un principio diverso che ne modifica l’impatto economico per l’assicurato.

Cos’è lo Scoperto Assicurativo?

Lo scoperto è una clausola che lascia a carico dell’assicurato una parte del danno calcolata in percentuale sull’ammontare del danno stesso. A differenza della franchigia, che è un importo fisso e predeterminato, lo scoperto è un valore variabile. Il suo importo esatto può essere conosciuto solo dopo che il sinistro è avvenuto e il danno è stato quantificato. Ad esempio, con uno scoperto del 10% su un sinistro da 10.000 euro, l’assicurato dovrà coprire 1.000 euro (il 10% del danno), mentre la compagnia assicurativa risarcirà i restanti 9.000 euro.

Scoperto con Minimo e Massimo

Poiché lo scoperto è una percentuale, il suo valore potrebbe diventare molto elevato in caso di danni ingenti. Per questo motivo, i contratti assicurativi prevedono spesso dei limiti minimi e massimi. Una clausola potrebbe recitare: “scoperto del 10% con un minimo di 500 euro e un massimo di 5.000 euro”. Questo significa che, indipendentemente dal calcolo percentuale, la quota a carico dell’assicurato non potrà mai essere inferiore a 500 euro né superiore a 5.000 euro. Questi limiti servono a rendere più prevedibile l’esborso per l’assicurato e a bilanciare il rischio tra le parti.

Il Ruolo dello Scoperto nelle Polizze Professionali

Lo scoperto viene spesso utilizzato per tipologie di rischio ad alta frequenza o la cui entità è difficile da prevedere. La sua funzione principale è quella di creare una forte condivisione del rischio, assicurando che il professionista rimanga direttamente coinvolto nella gestione del sinistro. Questo meccanismo, noto come “avere la pelle in gioco” (skin in the game), è un potente incentivo alla prudenza e alla prevenzione. Spesso, nelle polizze professionali, lo scoperto si trova in combinazione con una franchigia; in questi casi, di solito si applica l’importo che risulta più alto tra i due, a svantaggio dell’assicurato.

Franchigia vs Scoperto: Qual è la Differenza Fondamentale?

Comprendere la distinzione tra franchigia e scoperto è cruciale per non confondere due meccanismi che, pur condividendo l’obiettivo di ripartire il rischio, funzionano in modo molto diverso. La loro applicazione determina in modo significativo l’importo finale del risarcimento e la quota di danno che rimane a carico del professionista assicurato.

La differenza essenziale è semplice: la franchigia è un importo fisso, mentre lo scoperto è un importo variabile, calcolato in percentuale sul danno.

La franchigia offre il vantaggio della prevedibilità. Fin dalla stipula del contratto, l’assicurato sa esattamente quale sarà la sua massima esposizione economica per ogni sinistro che superi tale soglia. Questo la rende facile da comprendere e da budgettizzare. È un valore assoluto, espresso in euro (es. 1.000 €). Lo scoperto, al contrario, introduce un elemento di incertezza, poiché il suo valore effettivo dipende dall’entità del danno. Un danno piccolo comporterà uno scoperto piccolo, ma un danno ingente farà aumentare proporzionalmente la quota a carico dell’assicurato, sebbene spesso mitigata da limiti minimi e massimi.

L’Impatto sul Premio Assicurativo: Un Equilibrio Delicato

La scelta tra diverse opzioni di franchigia e scoperto non è solo una questione di come verrà gestito un eventuale sinistro, ma ha un impatto diretto e immediato sul costo della polizza. Esiste una relazione inversa ben precisa: a una franchigia o a uno scoperto più alti corrisponde, generalmente, un premio assicurativo più basso. Questa dinamica permette una certa personalizzazione della polizza, ma richiede un’attenta valutazione strategica da parte del professionista.

Accettare una franchigia elevata può sembrare un modo intelligente per risparmiare sul costo annuale dell’assicurazione. Tuttavia, questa scelta comporta l’assunzione di un rischio maggiore. Il professionista deve chiedersi: “In caso di sinistro, sarò in grado di sostenere senza difficoltà l’esborso richiesto dalla franchigia?”. D’altra parte, optare per una franchigia molto bassa o nulla garantisce una maggiore tranquillità, ma si traduce in un premio più oneroso. La decisione finale dipende da un delicato equilibrio tra la propria propensione al rischio, la capacità finanziaria e il livello di protezione desiderato. È fondamentale trovare il giusto compromesso, come nella scelta di un massimale adeguato, per non vanificare l’efficacia della copertura assicurativa.

Come Scegliere la Combinazione Giusta per la Tua Attività

Selezionare la franchigia e lo scoperto ideali non è una decisione da prendere alla leggera. Richiede un’analisi approfondita della propria situazione professionale e finanziaria. Una scelta sbagliata potrebbe tradursi in un risparmio irrisorio sul premio a fronte di un’esposizione a rischi economici significativi.

Analisi del Rischio Professionale

Ogni professione ha un profilo di rischio unico. Un architetto è esposto a reclami per errori di progettazione che possono avere conseguenze economiche enormi, mentre un consulente di marketing potrebbe affrontare rischi legati alla violazione del copyright o alla diffamazione. È fondamentale analizzare la frequenza e la potenziale gravità dei sinistri tipici del proprio settore. Professioni con un’alta probabilità di sinistri di piccolo importo potrebbero beneficiare di una franchigia più bassa, mentre quelle con rischi rari ma potenzialmente catastrofici potrebbero gestire meglio una franchigia più alta per abbattere il premio. È un’analisi che richiede specificità, come quella necessaria per una RC Pro per architetti e ingegneri.

Valutazione della Propria Capacità Finanziaria

La domanda chiave da porsi è: “Qual è l’importo massimo che posso permettermi di pagare di tasca mia in caso di sinistro, senza mettere a rischio la stabilità finanziaria della mia attività o personale?”. Una franchigia da 5.000 euro può essere sostenibile per uno studio associato con un fatturato elevato, ma potrebbe essere paralizzante per un giovane freelance. È importante essere onesti con se stessi e scegliere un importo che rappresenti una spesa gestibile. Ricordare sempre che una franchigia troppo alta, sebbene riduca il premio, può trasformare la polizza in uno strumento quasi inutile per i danni di media entità.

Leggere Attentamente il Contratto

Prima di firmare qualsiasi polizza, è imperativo leggere con la massima attenzione il Set Informativo Precontrattuale (che include il DIP, Documento Informativo Precontrattuale). Questo documento contiene tutti i dettagli su franchigie, scoperti, massimali, esclusioni e condizioni operative. Non bisogna esitare a chiedere chiarimenti al proprio broker o consulente assicurativo su ogni punto poco chiaro. Una guida completa alla RC professionale può essere un ottimo punto di partenza, ma la comprensione del proprio contratto specifico è l’unico modo per garantire una tutela reale ed efficace.

Conclusioni

Franchigia e scoperto non sono clausole da temere, ma strumenti di personalizzazione della propria polizza professionale. Lungi dall’essere semplici “trappole” contrattuali, rappresentano un meccanismo di condivisione del rischio tra assicurato e compagnia, con un impatto diretto tanto sul premio quanto sulla gestione di un eventuale sinistro. La franchigia, con il suo importo fisso, offre certezza e prevedibilità. Lo scoperto, basato su una percentuale, lega la partecipazione dell’assicurato all’entità del danno, promuovendo una maggiore prudenza.

La chiave per una tutela efficace risiede nella consapevolezza. Comprendere a fondo la differenza tra questi due concetti, analizzare il proprio profilo di rischio e valutare realisticamente la propria capacità finanziaria sono passaggi imprescindibili. Solo attraverso una scelta informata, supportata da un’attenta lettura del contratto e dal dialogo con un consulente esperto, un professionista può trasformare la propria assicurazione da un mero costo obbligatorio a un solido e affidabile baluardo a protezione del proprio futuro e della propria serenità lavorativa.

Domande frequenti

Qual è la differenza pratica tra franchigia e scoperto?

La **franchigia** è un importo *fisso* stabilito nel contratto che rimane sempre a carico dell’assicurato. Se il danno è inferiore o uguale a questa cifra, l’assicurazione non interviene. Se il danno è superiore, la compagnia paga solo la differenza. Lo **scoperto**, invece, è una *percentuale* del danno che resta a carico dell’assicurato. Il suo valore, quindi, non è fisso ma varia in base all’entità del danno e si conosce solo dopo che il sinistro è avvenuto.

Come scelgo tra una polizza con franchigia e una con scoperto?

La scelta dipende dalla tua propensione al rischio e dalle tue esigenze. Una **franchigia** offre più certezza: sai esattamente quale sarà il tuo esborso in caso di sinistro. Lo scopo della franchigia è solitamente quello di escludere i danni di piccola entità dalla copertura. Lo **scoperto**, invece, ti coinvolge proporzionalmente in ogni sinistro, incentivando una maggiore prudenza. In generale, la presenza di una di queste clausole permette di abbassare il costo del premio assicurativo.

Franchigia e scoperto alti significano sempre un premio più basso?

Sì, di norma è così. Accettando una franchigia o uno scoperto più elevati, ti assumi una parte maggiore del rischio e, di conseguenza, la compagnia assicurativa riduce il costo della polizza (il premio). È un modo per personalizzare la copertura in base al tuo budget e alla tua tolleranza al rischio. Valuta attentamente se il risparmio sul premio giustifica l’esborso potenziale in caso di sinistro.

È possibile che una polizza professionale abbia sia la franchigia che lo scoperto?

Sì, molte polizze, incluse quelle professionali, prevedono una combinazione di entrambe le clausole. Spesso la formula è “scoperto del 10% con un minimo di 500 euro”. In questo caso, al verificarsi di un danno, si calcola il valore dello scoperto (la percentuale sul danno) e lo si confronta con l’importo della franchigia (il minimo fisso). All’assicurato verrà addebitato l’importo che tra i due risulta più alto.

Posso avere una polizza professionale senza franchigia o scoperto?

Sì, è possibile stipulare polizze professionali senza franchigia né scoperto. Questa opzione offre una copertura più completa, poiché la compagnia si fa carico dell’intero risarcimento fin dal primo euro, ma comporta un premio assicurativo più elevato. È una scelta da considerare se la tua attività presenta un rischio significativo di sinistri o se preferisci evitare spese impreviste a tuo carico in caso di richiesta di risarcimento.