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Groenlandia, l’Europa risponde a Trump: «Fa parte della Nato, confini inviolabili»

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 6 Gennaio 2026

BRUXELLES – Una risposta ferma, corale e senza precedenti. È quella che l’Europa ha consegnato oggi, 6 gennaio 2026, all’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, in seguito alle rinnovate e sempre più insistenti mire di Washington sulla Groenlandia. In una giornata che segna forse il punto più basso nelle relazioni transatlantiche dal dopoguerra, i leader delle principali potenze europee hanno fatto fronte comune per difendere l’integrità territoriale del Regno di Danimarca, ribadendo un principio cardine: i confini sono inviolabili e la Groenlandia non è in vendita.

La tensione è salita alle stelle nelle ultime 48 ore, dopo che il Presidente degli Stati Uniti, fresco di un’operazione militare controversa in Venezuela, ha esplicitamente citato la necessità di «occuparsi della Groenlandia» entro venti giorni, definendola essenziale per la sicurezza nazionale americana. Le parole di Trump, che ha giustificato le sue ambizioni citando la crescente presenza di navi russe e cinesi nell’Artico, hanno scatenato un terremoto diplomatico. Secondo quanto riportato dalle agenzie internazionali, la replica del Vecchio Continente non si è fatta attendere: una dichiarazione congiunta firmata, tra gli altri, dal Presidente francese Emmanuel Macron, dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz, dalla Premier italiana Giorgia Meloni e dal Primo Ministro britannico Keir Starmer, ha blindato Copenaghen.

Il fronte comune europeo: «La Groenlandia appartiene al suo popolo»

Il documento diffuso dalle cancellerie europee è netto. «La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e a loro sole, decidere sulle questioni che le riguardano», si legge nella nota ufficiale. I leader europei hanno sottolineato come il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale siano principi sanciti dalla Carta dell’ONU e non negoziabili. È significativo che l’Italia, attraverso la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, abbia sottoscritto prontamente l’appello, nonostante i tentativi di mantenere un canale di dialogo aperto con la Casa Bianca.

Secondo fonti diplomatiche citate dalla stampa internazionale, la dichiarazione mira a smontare la narrazione di Trump secondo cui la Danimarca non sarebbe in grado di proteggere l’isola dalle ingerenze di potenze rivali. Al contrario, i firmatari ricordano che gli alleati europei «stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l’Artico sicuro», evidenziando come la sicurezza della regione debba essere garantita collettivamente all’interno della cornice NATO, di cui la Danimarca è membro fondatore.

L’ultimatum di Copenaghen e il rischio per la NATO

Le parole più dure sono arrivate da Copenaghen. La Prima Ministra danese Mette Frederiksen, in un intervento ripreso dalle principali testate mondiali, ha lanciato un avvertimento che ha il sapore di un ultimatum storico. «Se gli Stati Uniti decidessero di attaccare militarmente un altro paese della NATO, tutto si fermerebbe. Questo includerebbe la fine della NATO stessa e dell’architettura di sicurezza costruita dopo la Seconda Guerra Mondiale», ha dichiarato Frederiksen all’emittente TV2.

La premier danese ha definito le pressioni americane «inaccettabili» e ha risposto direttamente alle provocazioni giunte da oltreoceano, inclusa una mappa della Groenlandia coperta dalla bandiera a stelle e strisce pubblicata sui social da figure vicine all’amministrazione Trump con la didascalia «PRESTO». Anche il Primo Ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, ha respinto al mittente le minacce, invitando Washington ad abbandonare quelle che ha definito «fantasie di annessione».

Geopolitica dell’Artico: risorse e strategie

Dietro lo scontro diplomatico si cela una partita cruciale di geopolitica ed esteri. La Groenlandia non è solo la più grande isola del mondo, ma un hub strategico fondamentale posizionato tra Nord America, Europa e Russia. Lo scioglimento dei ghiacci ha reso più accessibili le sue immense risorse minerarie, incluse le terre rare vitali per l’industria tecnologica, accendendo gli appetiti delle superpotenze.

Trump sostiene che il controllo dell’isola sia necessario per la difesa missilistica USA e per contrastare l’espansionismo di Mosca e Pechino. Tuttavia, come sottolineato dagli analisti, trattare un alleato storico come la Danimarca alla stregua di un territorio da conquistare rischia di sgretolare le fondamenta stesse dell’Alleanza Atlantica. La Commissione Europea, per bocca dei suoi portavoce, ha ribadito che «i confini sono un principio inviolabile» e che l’UE userà ogni strumento diplomatico per sostenere Copenaghen in questa crisi.

Conclusioni

La giornata del 6 gennaio 2026 potrebbe passare alla storia come il momento in cui l’alleanza transatlantica ha tremato fin dalle fondamenta. La compattezza dimostrata dai leader europei, da Meloni a Merz, invia un segnale chiaro a Washington: l’Europa non intende cedere su principi fondamentali come la sovranità nazionale, nemmeno di fronte al suo alleato più potente. Mentre il mondo osserva con apprensione la scadenza dei “20 giorni” evocata da Trump, resta da capire se la diplomazia riuscirà a ricucire uno strappo che appare, al momento, profondo e pericoloso.

Domande frequenti

Perché Trump vuole controllare la Groenlandia?

Donald Trump ritiene il territorio fondamentale per la sicurezza nazionale americana e per contrastare l espansionismo di Russia e Cina nell Artico. Inoltre, lo scioglimento dei ghiacci permette l accesso a giacimenti di terre rare vitali per il settore tecnologico, rendendo la zona un punto strategico di enorme valore economico e militare.

Quale è stata la reazione dei leader europei?

I capi di stato di Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno firmato una dichiarazione congiunta per proteggere la sovranità della Danimarca. Il documento ribadisce che la Groenlandia non è in vendita e che i confini nazionali sono inviolabili, opponendosi fermamente alle mire di annessione espresse da Washington.

Cosa accadrebbe alla NATO se gli USA attaccassero la Danimarca?

Secondo la premier danese Mette Frederiksen, un attacco militare americano contro un membro fondatore della NATO causerebbe la fine immediata dell Alleanza Atlantica. Questo scenario comporterebbe il crollo del sistema di sicurezza globale costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, interrompendo ogni collaborazione difensiva tra le due sponde dell oceano.

Per quale motivo la Groenlandia è così importante oggi?

La regione artica è diventata un crocevia geopolitico tra le superpotenze per via della sua posizione geografica e delle risorse naturali. Oltre al valore per la difesa missilistica, il sottosuolo groenlandese custodisce minerali preziosi per l industria moderna, scatenando una competizione internazionale che coinvolge Stati Uniti, Cina e Russia.

Come si è posizionata l Italia in questa crisi diplomatica?

Il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, ha sottoscritto l appello europeo a sostegno di Copenaghen. Pur mantenendo il dialogo con la Casa Bianca, Roma ha confermato che il rispetto dell integrità territoriale è un principio non negoziabile, allineandosi totalmente con gli altri partner europei nella difesa dei confini danesi.