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Groenlandia, Meloni gioca di sponda con Londra e Berlino: asse contro i dazi

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 20 Gennaio 2026

La tensione internazionale ha raggiunto livelli di guardia nelle ultime 48 ore, con l’Artico che si trasforma improvvisamente nel nuovo teatro di scontro tra le due sponde dell’Atlantico. Al centro della contesa c’è la Groenlandia, territorio autonomo danese su cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rinnovato le proprie mire, scatenando una reazione a catena che coinvolge diplomazia, economia e strategie militari. In questo scenario incandescente, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta tessendo una complessa tela diplomatica, giocando di sponda con Londra e Berlino per arginare l’escalation senza rompere definitivamente con Washington.

Mentre i mercati finanziari registrano perdite significative e le cancellerie europee sono in fermento, l’Italia cerca di ritagliarsi un ruolo di primo piano nella gestione della crisi. Nonostante Roma non figuri tra i paesi immediatamente colpiti dalle sanzioni commerciali americane, la premier italiana ha attivato un canale diretto con i leader dei paesi coinvolti e con i vertici della NATO, nel tentativo di organizzare una risposta comune che salvaguardi l’unità dell’Alleanza Atlantica e la sovranità europea.

La crisi dell’Artico e la rappresaglia commerciale

La miccia è stata innescata dall’esercitazione militare congiunta "Arctic Endurance", coordinata dalla Danimarca per rafforzare la sicurezza dell’isola. L’operazione ha visto la partecipazione di truppe provenienti da otto nazioni europee: Francia, Germania, Regno Unito, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi e, appunto, la Norvegia. La risposta della Casa Bianca non si è fatta attendere: interpretando la mossa come una sfida diretta alle ambizioni statunitensi sull’isola, Donald Trump ha annunciato l’imposizione di dazi del 10% sulle importazioni da questi otto paesi, minacciando di mantenerli in vigore fino a quando non verrà raggiunto un accordo per l’acquisto della Groenlandia.

Secondo quanto riportato da diverse fonti internazionali, tra cui LaPresse e Il Post, la decisione americana ha colto di sorpresa molti osservatori per la sua rapidità e durezza. I dazi, che dovrebbero entrare in vigore dal primo febbraio, rischiano di penalizzare fortemente le economie europee, con le borse che hanno già reagito nervosamente: Piazza Affari ha segnato un calo dell’1,32%, mentre Parigi e Francoforte hanno registrato perdite ancora più marcate.

La strategia di Meloni: sponda con gli alleati e dialogo NATO

In questo contesto, la posizione dell’Italia appare delicata ma strategica. Giorgia Meloni, impegnata in una missione diplomatica in Asia tra Tokyo e Seul, ha evitato di inviare truppe italiane in Groenlandia nella prima fase, una scelta che ha temporaneamente messo l’Italia al riparo dalle tariffe punitive di Trump. Tuttavia, la premier non è rimasta a guardare. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, Meloni sta "giocando di sponda" con il Cancelliere tedesco e il Primo Ministro britannico, offrendo sostegno politico e cercando di organizzare un fronte compatto che riporti la discussione all’interno dei canali istituzionali.

Durante un punto stampa a Seul, Meloni ha definito l’aumento dei dazi "un errore" che non condivide, sottolineando la necessità di evitare un’escalation. La premier ha rivelato di aver avuto colloqui telefonici sia con Donald Trump che con il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. L’obiettivo di Palazzo Chigi è chiaro: spostare il baricentro della crisi dal piano bilaterale USA-UE a quello multilaterale della NATO, dove l’Italia può esercitare la sua influenza di mediatrice. "La questione della sicurezza nell’Artico è seria", ha dichiarato Meloni, "ma va affrontata nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, senza divisioni che avvantaggerebbero solo attori ostili".

Il caso Norvegia e la lettera di Trump

Un capitolo a parte merita la Norvegia, che nelle ultime ore è balzata in testa ai trend di ricerca con oltre 500 interrogazioni specifiche. Oslo, membro della NATO ma non dell’UE, si trova in una posizione particolarmente esposta. Oltre a essere colpita dai dazi per la sua partecipazione alle manovre in Groenlandia, la Norvegia è stata destinataria di una missiva personale inviata da Trump al premier Jonas Gahr Støre. Nel testo, dai toni polemici, il presidente americano avrebbe espresso il proprio disappunto per la mancata assegnazione del Premio Nobel per la Pace, legando provocatoriamente la questione al suo impegno per la stabilità globale.

Questo episodio ha ulteriormente infiammato l’opinione pubblica norvegese ed europea, consolidando il fronte del Nord Europa contro le pretese di Washington. La solidarietà espressa dagli altri partner europei, inclusa l’Italia, dimostra come la questione groenlandese stia diventando un test cruciale per la tenuta dei rapporti transatlantici.

Conclusioni

La giornata del 20 gennaio 2026 segna uno spartiacque nelle relazioni geopolitiche occidentali. Mentre Meloni cerca di ricucire lo strappo giocando di sponda con le cancellerie di Londra e Berlino, la minaccia dei dazi e le ambizioni territoriali americane sulla Groenlandia pongono l’Europa di fronte a una scelta obbligata: compattarsi in una difesa comune della sovranità o cedere alle pressioni economiche. La strategia italiana di mediazione attiva, pur rischiosa, potrebbe rivelarsi fondamentale per riportare la disputa sui binari della diplomazia, evitando che la "guerra fredda" dell’Artico si trasformi in un conflitto commerciale a tutto campo.

Domande frequenti

Qual è il ruolo di Giorgia Meloni nella crisi della Groenlandia?

La premier italiana sta attuando una strategia diplomatica di mediazione, collaborando strettamente con Londra e Berlino. Pur avendo evitato il dispiegamento di truppe e le conseguenti sanzioni immediate, Meloni ha aperto canali di dialogo con Trump e la NATO. Il suo obiettivo è spostare la crisi dal piano bilaterale a quello multilaterale, definendo i nuovi dazi un errore da correggere senza fratturare il patto atlantico.

Perché gli Stati Uniti hanno imposto dazi ai paesi europei?

La decisione nasce come rappresaglia contro la esercitazione militare Arctic Endurance, coordinata dalla Danimarca con altri sette paesi europei. Il presidente USA ha interpretato questa mossa come una sfida alle sue ambizioni di acquisto della Groenlandia, imponendo tasse doganali del 10 per cento sulle importazioni dalle nazioni coinvolte fino al raggiungimento di un accordo territoriale.

L Italia è colpita dalle sanzioni commerciali americane?

Al momento Roma non rientra tra i paesi colpiti dalle sanzioni commerciali, poiché non ha partecipato con truppe alla prima fase delle manovre militari nella regione artica. Tuttavia, la economia italiana risente comunque delle tensioni globali, come dimostrano le perdite registrate a Piazza Affari e il nervosismo generale dei mercati finanziari europei.

Cosa è successo tra Trump e la Norvegia riguardo al Nobel?

La Norvegia è doppiamente coinvolta nella crisi. Oltre a subire i dazi per la partecipazione alle manovre, è stata oggetto di una lettera inviata da Trump al premier Støre. Nel testo, il presidente americano ha espresso disappunto per il mancato conferimento del Premio Nobel per la Pace, legando la questione al suo ruolo nella stabilità globale e infiammando la opinione pubblica del Nord Europa.

Quali paesi europei sono coinvolti nelle tensioni sull Artico?

Le nazioni direttamente colpite dalle tariffe punitive sono otto: Francia, Germania, Regno Unito, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia e Danimarca. Questi stati hanno partecipato alla operazione di sicurezza coordinata da Copenaghen, scatenando la reazione commerciale di Washington che vede minacciati i propri interessi strategici sulla isola.