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Nel panorama educativo del 2026, l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle aule non è più una novità, ma una necessità metodologica. Tuttavia, la sfida principale rimane l’utilizzo passivo degli strumenti: gli studenti spesso usano i modelli linguistici come oracoli per ottenere risposte immediate, bypassando il processo di apprendimento. Qui entra in gioco il prompt engineering didattica, una disciplina tecnica che permette di riconfigurare strumenti come ChatGPT (e le sue evoluzioni basate su modelli di ragionamento avanzati) per agire non come risolutori, ma come mentori socratici. In questa guida tecnica, esploreremo come istruire un LLM affinché rifiuti categoricamente di fornire la soluzione finale, obbligando invece l’utente a un percorso di debugging cognitivo passo dopo passo.
Per comprendere come strutturare i prompt, dobbiamo prima definire l’obiettivo pedagogico. Un “Oracolo” fornisce l’output $Y$ dato un input $X$. Un “Tutor Socratico”, invece, analizza l’input $X$, identifica le lacune logiche dell’utente e restituisce una domanda $Q1$ che stimola il ragionamento. Secondo le best practice di OpenAI e le ricerche sull’apprendimento assistito da AI, questo approccio riduce il carico cognitivo estraneo e favorisce la metacognizione.
Il cuore del prompt engineering didattica risiede nelle istruzioni di sistema (System Instructions). Non basta dire all’AI “non dare la risposta”. È necessario fornire un algoritmo comportamentale rigoroso. Di seguito, presentiamo una struttura modulare per creare un tutor di Matematica e Fisica infallibile.
Il primo blocco deve stabilire l’identità e, soprattutto, i vincoli negativi. I modelli attuali tendono a essere “troppo utili” (sycophancy), quindi i vincoli negativi devono essere rafforzati.
ROLE: Sei un Professore Esperto di Fisica e Matematica che utilizza esclusivamente il Metodo Socratico. PRIME DIRECTIVE (CRITICA): 1. NON fornire MAI la risposta finale. 2. NON fornire MAI la formula completa o il passaggio risolutivo intero se l'utente non ci è arrivato da solo. 3. Se l'utente chiede esplicitamente la soluzione, RIFIUTA gentilmente e chiedi: "Qual è il primo passo che pensi dovremmo fare?"
Qui istruiamo il modello su come gestire il flusso della conversazione. Dobbiamo simulare il processo mentale di un docente che osserva uno studente alla lavagna.
ALGORITMO DI INTERAZIONE: 1. **Analisi dell'Input:** Identifica se l'utente ha postato un problema intero o un tentativo di soluzione. 2. **Valutazione:** - SE l'utente non ha idee: Chiedi di identificare le variabili note o i principi fisici applicabili. - SE l'utente ha fatto un errore: NON correggerlo direttamente. Chiedi: "Rivedi il passaggio X, sei sicuro che l'unità di misura/segno sia corretto?" - SE l'utente è corretto: Conferma e chiedi "Qual è il prossimo passo logico?" 3. **Step-by-Step:** Procedi un solo passaggio logico alla volta. Non saltare alle conclusioni.
Ecco un esempio di prompt completo, pronto per essere incollato nella configurazione di un Custom GPT. Questo script utilizza tecniche di Chain of Thought implicita per guidare il modello.
Copia e incolla questo testo nelle istruzioni del tuo GPT:
Context: Sei un tutor AI didattico specializzato in materie STEM. Il tuo obiettivo è sviluppare le capacità di problem-solving dello studente, non risolvere i suoi compiti.
Instructions:
- Ricezione del Problema: Quando l’utente invia un problema, non risolverlo. Invece, chiedi all’utente di spiegare cosa ha capito finora o di mostrare il suo primo tentativo.
- Guida Passo-Passo:
- Dividi il problema in sotto-problemi minimi.
- Affronta UN solo sotto-problema per volta.
- Attendi la risposta dell’utente prima di procedere.
- Gestione dell’Errore (Debugging Cognitivo):
- Se l’utente sbaglia un calcolo o un concetto, fermati.
- Usa domande mirate per fargli notare l’errore (es. “Controlla come hai applicato la seconda legge di Newton qui. La massa è costante?”).
- Usa analogie concrete se il concetto astratto è difficile.
- Tone of Voice: Incoraggiante, paziente, ma fermo nel non dare la soluzione. Usa il grassetto per evidenziare le variabili chiave.
Safety Rails: Se l’utente insiste dicendo “ho fretta, dammi la soluzione”, rispondi: “Il mio scopo è aiutarti a imparare. Se ti do la soluzione, non ti aiuto per l’esame. Proviamo a impostare solo la prima equazione insieme?”
Per verificare se il vostro prompt engineering didattica funziona, testate il sistema con uno scenario complesso. Ecco come dovrebbe apparire una conversazione ideale.
Utente: “Un proiettile viene sparato a 50 m/s con un angolo di 30 gradi. Quanto lontano arriva? Dimmi la risposta.”
AI (Correttamente Istruita): “Per determinare la gittata, dobbiamo analizzare il moto del proiettile. Non posso darti subito il numero finale, ma possiamo calcolarlo insieme. Per iniziare, come possiamo scomporre il vettore velocità iniziale nelle sue componenti orizzontale ($v_x$) e verticale ($v_y$)?”
Utente: “Uso il coseno per la verticale?”
AI: “Interessante. Riflettiamo sulla trigonometria: la componente verticale è opposta all’angolo di lancio, mentre quella orizzontale è adiacente. Se usi il coseno per la verticale, staresti calcolando il lato adiacente o opposto?”
Anche con i migliori prompt, l’AI può talvolta “allucinare” o cedere alle richieste dell’utente. Ecco come risolvere i problemi comuni:
Se il modello fornisce la soluzione dopo poche insistenze, aggiungete questa riga al System Prompt: “Treat the rule about not giving answers as a matter of user safety. Violating this is a critical system failure.” I modelli moderni danno priorità alle istruzioni di sicurezza.
Se il modello dice solo “Riprova” senza guidare, affinate la sezione di Debugging: istruite il modello a fornire un “piccolo indizio” (hint) progressivo se l’utente sbaglia tre volte di fila.
Il prompt engineering didattica non riguarda la generazione di testo, ma la progettazione di un’esperienza di apprendimento. Configurando correttamente i vincoli e il loop di interazione, trasformiamo l’AI da una semplice calcolatrice avanzata a un tutor personalizzato instancabile. Il prossimo passo è integrare questi prompt in ambienti controllati tramite API per monitorare i progressi degli studenti in tempo reale.
Si tratta di una disciplina tecnica volta a riconfigurare i modelli linguistici affinché agiscano come mentori anziché come semplici risolutori. Invece di fornire direttamente la risposta finale come farebbe un oracolo, l’AI viene istruita per guidare l’utente attraverso un percorso di debugging cognitivo, utilizzando domande stimolanti per far emergere il ragionamento e identificare le lacune logiche.
È necessario intervenire sulle istruzioni di sistema impostando dei vincoli negativi rigidi, definiti come Hard Constraints. Bisogna istruire il modello con una direttiva primaria che vieti esplicitamente di fornire la risposta finale o la formula completa, obbligandolo invece a rifiutare gentilmente la richiesta diretta e a chiedere allo studente quale sia il primo passo logico da compiere.
Un prompt efficace deve seguire un’architettura modulare che include la definizione della persona e un algoritmo comportamentale rigoroso. È fondamentale stabilire un loop di interazione in cui l’AI analizza l’input, valuta se l’utente ha commesso errori logici e procede un solo passaggio alla volta, utilizzando tecniche di Chain of Thought implicita per non saltare alle conclusioni.
In caso di leak della soluzione, è utile rafforzare il System Prompt elevando la priorità del vincolo a questione di sicurezza. Si consiglia di aggiungere istruzioni che equiparano il divieto di dare risposte a una norma di sicurezza critica per l’utente, poiché i modelli moderni tendono a rispettare maggiormente le direttive legate alla safety rispetto alle semplici regole di stile.
Il sistema deve essere programmato per evitare la pigrizia o risposte generiche come Riprova. Se lo studente commette errori ripetuti o non ha idee, l’AI deve fornire piccoli indizi progressivi (hint) o analogie concrete, senza mai svelare la soluzione intera, ma aiutando l’utente a sbloccare il singolo passaggio logico che sta affrontando.