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Ti è mai capitato di vedere la “rotellina della morte” girare proprio nel momento clou di una partita di Serie A in streaming o durante una videochiamata di lavoro cruciale? In Italia, la situazione della connettività è un paradosso affascinante: viviamo in un Paese dove l’innovazione digitale corre veloce, ma deve spesso fare i conti con infrastrutture storiche e una geografia complessa. Non è raro trovarsi in un borgo medievale con una connessione instabile, mentre a pochi chilometri di distanza, in una città metropolitana, si viaggia a 1 Gigabit al secondo.
La frustrazione di una rete lenta non è solo una questione di pazienza, ma di produttività e qualità della vita. Spesso, però, la colpa non è del provider, ma di come configuriamo la nostra rete domestica o di come interpretiamo i dati. Capire se il problema risiede nel “tubo” che porta internet a casa nostra o nel nostro Wi-Fi è il primo passo per risolvere il disservizio.
L’Italia sta attraversando una fase di transizione epocale grazie al “Piano Italia 1 Giga” e agli investimenti di operatori come Open Fiber e FiberCop. Secondo i dati più recenti del 2025, il nostro Paese si posiziona intorno al 57° posto globale per la velocità della banda larga fissa, con una media di download che varia notevolmente da regione a regione. Città come Genova e Milano spesso guidano le classifiche per velocità, mentre le aree rurali faticano ancora a tenere il passo.
Il mercato italiano è unico: abbiamo una competizione feroce sui prezzi, tra le più basse d’Europa, che ha reso la banda ultralarga accessibile a molti. Tuttavia, la conformazione del nostro territorio e l’urbanistica dei nostri centri storici rendono il cablaggio un’impresa titanica. Spesso, quello che viene venduto come “Fibra” non è tecnicamente uguale per tutti, e qui nasce la prima grande confusione per il consumatore.
In Italia, la distinzione fondamentale è tra il “Bollino Verde” (FTTH) e il “Bollino Giallo” (FTTC). Non tutta la fibra è uguale: la differenza di prestazioni può essere abissale.
Per capire perché il tuo speedtest potrebbe deluderti, devi sapere cosa arriva dentro la tua presa a muro. La terminologia tecnica nasconde differenze sostanziali che impattano la vita di tutti i giorni, dallo smart working allo streaming in 4K.
È la “vera” fibra ottica. Il cavo in fibra di vetro arriva direttamente dentro il tuo appartamento, fino al modem. È la tecnologia che garantisce le prestazioni migliori, con velocità che oggi possono raggiungere i 2.5 o addirittura 10 Gigabit al secondo. È immune alle interferenze elettromagnetiche e non soffre la distanza dalla centrale.
Questa è la cosiddetta “fibra misto rame”. La fibra ottica arriva solo fino all’armadio in strada (il cabinet), mentre l’ultimo tratto (l’ultimo miglio) fino a casa tua viaggia sul vecchio doppino telefonico in rame. Qui le prestazioni crollano drasticamente all’aumentare della distanza dall’armadio: se abiti a 500 metri dalla cabina, potresti navigare a velocità molto inferiori rispetto a quanto promesso. Per approfondire come scegliere la tecnologia giusta, puoi consultare la guida sulla migliore connessione internet casa.
Effettuare uno speedtest non significa semplicemente cliccare su “VAI”. Se esegui il test mentre tuo figlio scarica un aggiornamento della console o mentre la TV trasmette un film in 4K, il risultato sarà falsato. Il test misura la banda residua disponibile in quel preciso istante, non la capacità massima della linea.
Per ottenere un dato scientificamente rilevante, devi eliminare le variabili interne. Il Wi-Fi, per sua natura, è instabile e soggetto a interferenze (muri spessi, microonde, reti dei vicini). Un test via Wi-Fi ti dirà quanto va veloce il tuo Wi-Fi, non necessariamente quanto va veloce la tua linea internet.
Esistono decine di siti per misurare la velocità, ma non tutti hanno la stessa infrastruttura server. Per il contesto italiano, alcuni sono più indicati di altri per via della localizzazione dei server di prova.
Ookla Speedtest è lo standard globale e permette di scegliere manualmente il server più vicino (ad esempio, selezionando un server a Roma o Milano se ti trovi in Italia). Un’altra opzione valida è nPerf, che offre un’analisi dettagliata anche sulla qualità della navigazione e dello streaming. Se noti rallentamenti specifici su alcune piattaforme, potresti trovare utile leggere come risolvere quando WhatsApp Web è lento, poiché spesso è un sintomo di problemi di latenza più che di velocità pura.
Se il tuo obiettivo non è solo curiosità, ma hai bisogno di contestare un disservizio al tuo operatore per recedere dal contratto senza penali, gli speedtest commerciali non bastano. In Italia esiste uno strumento ufficiale con valore probatorio.
Il progetto MisuraInternet dell’AGCOM mette a disposizione il software Ne.Me.Sys. Questo programma va installato sul PC e monitora la linea per 24 ore, effettuando misurazioni periodiche. Al termine, rilascia un certificato ufficiale (PDF) che attesta la qualità della linea. Se i valori sono inferiori al minimo garantito contrattualmente, questo documento è l’unica “arma” legale in mano al consumatore italiano.
Siamo ossessionati dai “Mega” in download, ma la qualità di una connessione moderna dipende da altri fattori, spesso ignorati.
Se lo speedtest via cavo dà ottimi risultati ma navighi male in salotto, il problema è la tua rete locale. Le case italiane, spesso costruite con mattoni pieni o cemento armato, sono nemiche giurate del segnale Wi-Fi a 5GHz, che è veloce ma penetra poco le pareti.
Posiziona il router in un punto centrale della casa, possibilmente in alto e lontano da ostacoli metallici o acquari. Evita di nasconderlo dentro mobili o dietro la TV. Se la casa è grande, considera un sistema Wi-Fi Mesh invece dei vecchi “ripetitori”, che spesso dimezzano la banda. Problemi di disconnessione frequente possono dipendere anche da canali Wi-Fi saturi; se riscontri cadute di linea, verifica le soluzioni per quando la connessione si interrompe spesso.
Ricorda: una connessione stabile a 100 Mega è preferibile a una connessione a 1 Gigabit che si disconnette ogni dieci minuti. La stabilità è la vera velocità.
A volte, nonostante un buon segnale, la navigazione sembra “strozzata” su certi servizi. Alcuni operatori applicano forme di traffic shaping nelle ore di punta. Inoltre, la sicurezza dei dati durante i test è importante. Se sospetti che il tuo provider limiti la banda su specifici siti o vuoi proteggere la tua privacy durante la navigazione, potrebbe essere utile approfondire l’uso di una VPN consultando la nostra guida su privacy e sicurezza online.
Misurare la velocità di internet in Italia richiede consapevolezza tecnica e un pizzico di pazienza. Non fermarti al numero più grande che vedi sullo schermo: analizza il ping, verifica la stabilità e, soprattutto, assicurati di testare la linea nelle condizioni corrette. Che tu abbia una FTTH ultraveloce a Milano o una FTTC in un borgo appenninico, conoscere i limiti e le potenzialità della tua connessione è l’unico modo per navigare senza stress e ottenere il servizio per cui stai pagando.
Per una famiglia di 4 persone che usa streaming e smart working contemporaneamente, una connessione sopra i 100 Mbps è ideale. Tuttavia, anche 30-50 Mbps stabili possono bastare per l'uso base senza troppi blocchi.
Spesso la colpa è del Wi-Fi. Muri spessi, distanza dal router o interferenze dei vicini riducono drasticamente la velocità. Prova sempre col cavo per vedere la velocità reale che arriva al modem.
La velocità (download) è la quantità di dati che puoi scaricare al secondo, come la larghezza di un tubo. Il ping è il tempo che l'acqua impiega ad arrivare al rubinetto. Per giocare serve ping basso; per scaricare film serve download alto.
Usa un cavo Ethernet collegato direttamente al modem, chiudi tutte le applicazioni sul PC e disconnetti gli altri dispositivi (TV, telefoni) dal Wi-Fi. Poi usa siti affidabili come Ookla o nPerf.
Usa la 5GHz se sei nella stessa stanza del router: è molto più veloce. Usa la 2.4GHz se sei in un'altra stanza o ci sono muri spessi, perché il segnale penetra meglio gli ostacoli, anche se è più lento.