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L’universo degli investimenti è vasto e complesso, popolato da strumenti finanziari che possono apparire ostici ai non addetti ai lavori. Tra questi, i contratti futures rappresentano una categoria affascinante, un ponte tra l’economia reale, legata a beni tangibili come il grano o il petrolio, e l’alta finanza. Comprendere come funzionano significa non solo acquisire una nuova competenza, ma anche ottenere una chiave di lettura diversa per interpretare i mercati globali, dove tradizione e innovazione si incontrano costantemente.
Questo articolo si propone come una guida chiara e accessibile per chiunque desideri avvicinarsi al mondo dei futures. Spiegheremo la loro natura, il funzionamento e le finalità, analizzando come vengono utilizzati per investire su materie prime e indici di borsa. Affronteremo concetti chiave come la leva finanziaria e il margine, senza tralasciare i rischi. L’obiettivo è fornire al lettore, indipendentemente dalla sua esperienza, gli strumenti per comprendere se e come questi derivati possano trovare spazio in una strategia di investimento consapevole.
Un contratto future è un accordo vincolante tra due parti per acquistare o vendere una determinata quantità di un’attività sottostante a un prezzo prestabilito e a una data futura specifica. Questa attività, chiamata sottostante, può essere una materia prima fisica (commodity) o uno strumento finanziario. L’acquirente del contratto assume una posizione “lunga” (long), scommettendo su un aumento del prezzo, mentre il venditore assume una posizione “corta” (short), puntando su un ribasso. Alla scadenza, il contratto viene regolato, solitamente tramite un pagamento in denaro (cash settlement) piuttosto che con la consegna fisica del bene, specialmente per i futures su indici.
Immaginiamo un produttore di pasta italiano che, per assicurarsi un prezzo stabile del grano duro nei prossimi mesi, acquista un contratto future. In questo modo, “blocca” oggi il costo della sua materia prima principale, proteggendosi da futuri rincari e conferendo stabilità alla sua filiera produttiva, un perfetto esempio di come la finanza innovativa possa servire la tradizione.
Questi contratti sono standardizzati e negoziati su mercati regolamentati, come l’Euronext Derivatives Milan (ex IDEM) gestito da Borsa Italiana, che garantisce trasparenza e solvibilità. La presenza di una Cassa di Compensazione e Garanzia (Clearing House) agisce come controparte per ogni transazione, annullando il rischio di inadempienza tra compratore e venditore.
Il valore di un contratto future è intrinsecamente legato a quello della sua attività sottostante. Le due macro-categorie principali sono le materie prime e gli strumenti finanziari, che includono gli indici di borsa. Questa distinzione riflette due modi diversi di interagire con l’economia globale: uno legato al mondo fisico dei beni e l’altro all’andamento aggregato dei mercati finanziari.
I commodity futures rappresentano l’anima storica di questo mercato. Permettono di negoziare il valore futuro di beni fisici, che spaziano dai prodotti energetici come petrolio e gas naturale, ai metalli preziosi come oro e rame, fino alle materie prime agricole. In un contesto mediterraneo e italiano, assumono particolare rilevanza i futures su prodotti come il grano, il mais e l’olio d’oliva. Questi strumenti non sono solo appannaggio degli speculatori, ma nascono come esigenza concreta per gli operatori del settore, come agricoltori o aziende alimentari, che li usano per proteggersi dalle fluttuazioni di prezzo e pianificare i costi di produzione.
I financial futures, e in particolare quelli su indici (stock index futures), consentono agli investitori di prendere posizione sull’andamento generale di un intero mercato azionario, senza dover acquistare ogni singolo titolo. Un future sul FTSE MIB, ad esempio, permette di scommettere sulla performance aggregata delle principali aziende quotate su Borsa Italiana. Questo tipo di contratto è particolarmente apprezzato per la sua liquidità e per la capacità di offrire una visione macroeconomica. È uno strumento potente per diversificare il portafoglio o per implementare strategie complesse, riflettendo le aspettative degli operatori sulla salute economica di un paese o di un settore.
L’utilizzo dei futures si articola principalmente attorno a due finalità opposte ma complementari: la copertura dal rischio (hedging) e la speculazione. Sebbene le motivazioni siano diverse, entrambe le attività sono essenziali per garantire la liquidità e l’efficienza del mercato. L’hedger cerca di ridurre l’incertezza, mentre lo speculatore la accetta deliberatamente nella speranza di trarne profitto.
L’hedging è una strategia difensiva. Consiste nell’utilizzare i futures per proteggere un’attività o un portafoglio esistente da movimenti di prezzo avversi. Un’azienda importatrice europea, ad esempio, potrebbe vendere futures sulla coppia EUR/USD per tutelarsi dal rischio di un deprezzamento del dollaro, che ridurrebbe il valore dei suoi ricavi. L’obiettivo non è guadagnare dal contratto future, ma neutralizzare un rischio esterno, garantendo stabilità finanziaria.
La speculazione, al contrario, è una strategia puramente offensiva. Lo speculatore non possiede l’asset sottostante, ma acquista o vende contratti futures con l’unico scopo di trarre profitto dalle variazioni di prezzo. Se un trader crede che il prezzo del petrolio aumenterà a causa di tensioni geopolitiche, acquisterà futures sul greggio per poi rivenderli a un prezzo più alto. Gli speculatori si assumono il rischio che gli hedger cercano di evitare, fornendo al mercato la liquidità necessaria per funzionare correttamente.
Uno degli aspetti più caratteristici e potenti del trading di futures è l’uso della leva finanziaria (leverage). Questo meccanismo consente di controllare un controvalore nozionale molto elevato investendo solo una piccola frazione di capitale, nota come margine. Il margine non è un acconto, ma una sorta di deposito a garanzia che il broker richiede per coprire eventuali perdite. Se un contratto future ha un margine del 5%, con 5.000 euro è possibile controllare una posizione del valore di 100.000 euro.
La leva finanziaria è un’arma a doppio taglio. Se da un lato può amplificare esponenzialmente i profitti, dall’altro può fare lo stesso con le perdite, che possono persino superare il capitale inizialmente investito.
Questo strumento richiede una gestione del rischio estremamente rigorosa. Se il mercato si muove in direzione contraria alla propria posizione, il margine potrebbe non essere più sufficiente, innescando una “margin call”: il broker richiederà fondi aggiuntivi per mantenere la posizione aperta. In caso contrario, la posizione verrà chiusa forzatamente, cristallizzando la perdita. Per questo, un approccio prudente è fondamentale, specialmente per chi è alle prime armi. Una solida comprensione di come calcolare e proteggere i propri investimenti dal rischio è un prerequisito essenziale.
Per comprendere l’applicazione pratica dei futures nella gestione di portafoglio, abbiamo raccolto il parere di Francesco Zinghinì, Ingegnere Elettronico e fondatore di tool finanziari. La sua prospettiva unisce il rigore quantitativo all’innovazione tecnologica.
“I futures non sono solo strumenti per speculatori o agricoltori. In un portafoglio moderno, possono svolgere un ruolo sofisticato di gestione del rischio e di ottimizzazione tattica. Un investitore con un portafoglio azionario ben diversificato, ad esempio, può utilizzare futures short sull’indice FTSE MIB per proteggersi da una correzione di mercato a breve termine, senza dover liquidare le proprie posizioni. È una forma di assicurazione dinamica. L’analisi quantitativa e gli algoritmi ci permettono oggi di calibrare queste coperture in modo preciso, trasformando la volatilità da minaccia a opportunità.”
Questa visione evidenzia come i derivati, se usati con competenza, diventino strumenti strategici. L’analisi quantitativa, citata dall’esperto, è fondamentale per modellare scenari e prendere decisioni basate su dati oggettivi, superando l’emotività che spesso guida le scelte di investimento. L’approccio ingegneristico alla finanza permette di integrare strumenti complessi come i futures e le opzioni per costruire portafogli più resilienti ed efficienti.
Come ogni strumento finanziario, anche i futures presentano un bilancio di pro e contro che ogni investitore deve attentamente ponderare. La loro efficacia dipende in larga misura dagli obiettivi, dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio di chi li utilizza. Una valutazione onesta di questi aspetti è il primo passo per un investimento consapevole.
Tra i vantaggi principali troviamo:
Tuttavia, i rischi e gli svantaggi sono altrettanto significativi:
Investire in futures significa entrare in un’arena finanziaria dinamica e sofisticata, dove si incontrano produttori di materie prime, grandi investitori istituzionali e trader speculativi. Questi strumenti derivati offrono opportunità uniche di copertura dal rischio e di speculazione, consentendo di operare sull’andamento futuro di materie prime radicate nella nostra cultura, come il grano, e di indici che misurano la febbre dell’economia moderna. La loro natura standardizzata e la negoziazione su mercati regolamentati come quello di Borsa Italiana offrono un quadro di trasparenza e sicurezza.
Tuttavia, la loro caratteristica più potente, la leva finanziaria, è anche la più rischiosa, capace di generare profitti importanti ma anche perdite devastanti. Per questo, i futures non sono adatti a tutti. Richiedono studio, disciplina e una solida strategia di gestione del rischio. Approcciarsi a questo mondo senza un’adeguata preparazione è un azzardo sconsigliabile. Per chi invece è disposto a dedicare tempo e risorse alla propria formazione, i futures possono diventare un tassello prezioso per una gestione di portafoglio evoluta e consapevole.
Sì, è possibile iniziare anche con capitali non elevati. L'accesso al mercato dei futures è facilitato dai contratti 'mini' o 'micro', che rappresentano una frazione del valore dei contratti standard. Questo permette anche ai piccoli investitori di operare, pur ricordando che la leva finanziaria, sebbene amplifichi i potenziali guadagni, aumenta in modo proporzionale anche il rischio di perdite. È fondamentale iniziare con un capitale che ci si può permettere di perdere e comprendere a fondo i meccanismi del margine.
Il rischio principale è legato all'uso della leva finanziaria. Questo strumento permette di controllare un controvalore molto alto con un capitale relativamente piccolo, il margine. Se da un lato può moltiplicare i profitti, dall'altro può causare perdite ingenti che possono addirittura superare il capitale investito inizialmente, portando a una richiesta di integrazione del margine (margin call) da parte dell'intermediario. Per questo, una solida gestione del rischio è essenziale.
No, nella maggior parte dei casi non è necessario. Sebbene alcuni contratti, come quelli su materie prime, prevedano la consegna fisica del bene, la maggior parte degli investitori e speculatori chiude la propria posizione prima della data di scadenza. Questo avviene effettuando un'operazione di segno opposto. Molti contratti, specialmente quelli su indici finanziari, sono regolati per contanti ('cash settlement'), basandosi sulla differenza di prezzo tra l'apertura e la chiusura della posizione.
Comprare un'azione significa acquistare una quota di proprietà di un'azienda, diventandone socio. Investire in un future, invece, significa stipulare un contratto che obbliga a comprare o vendere un'attività sottostante (che può essere un indice, una materia prima o anche un'azione) a una data e a un prezzo futuri. I futures sono strumenti a termine, con una scadenza, e sono caratterizzati dalla leva finanziaria, a differenza dell'acquisto diretto di azioni.
In Italia, il mercato regolamentato per la negoziazione dei futures e degli altri strumenti derivati è l'Euronext Derivatives Milan, gestito da Borsa Italiana. Su questo mercato è possibile negoziare, tramite un intermediario autorizzato come una banca o un broker, diversi tipi di futures, tra cui quelli sull'indice principale FTSE MIB e su singole azioni italiane.