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Apple si trova di nuovo al centro di una tempesta mediatica e tecnologica, proprio mentre si avvicina una delle scadenze più critiche della sua storia recente. Secondo quanto riportato oggi, 11 febbraio 2026, il colosso di Cupertino starebbe affrontando seri ostacoli tecnici nel rilascio della tanto attesa "Nuova Siri", l’assistente vocale completamente ridisegnato grazie all’intelligenza artificiale generativa. Le indiscrezioni, confermate da fonti autorevoli come Bloomberg e 9to5Mac, suggeriscono che l’aggiornamento software identificato dal trend di ricerca "iOS 26.3" potrebbe non arrivare nei tempi previsti o debuttare con funzionalità limitate.
Il trend di ricerca "ios 26.3", che ha superato le 2000 interrogazioni nelle ultime ore, testimonia l’ansia degli utenti per questo aggiornamento. Tuttavia, secondo Bloomberg, il team di ingegneria software di Apple avrebbe riscontrato "intoppi dell’ultimo minuto" nell’integrazione dei nuovi algoritmi di deep learning direttamente sul dispositivo. L’obiettivo di Apple era ambizioso: trasformare Siri da un semplice esecutore di comandi in un agente intelligente capace di ragionamento complesso e gestione contestuale multi-app.
Stando a quanto riferito da Ars Technica, i problemi principali riguarderebbero la latenza e il consumo energetico dei nuovi modelli LLM (Large Language Models) eseguiti in locale. Apple, fedele alla sua filosofia sulla privacy, sta cercando di mantenere la maggior parte dell’elaborazione on-device, riducendo la dipendenza dal cloud. Tuttavia, questa scelta sta mettendo a dura prova l’hardware, causando surriscaldamenti e risposte più lente rispetto agli standard di fluidità a cui l’azienda ha abituato i suoi clienti.
La posta in gioco è altissima. La "Nuova Siri" non è solo un aggiornamento estetico, ma un ripensamento strutturale basato su machine learning avanzato. Secondo 9to5Mac, le versioni beta interne di iOS 26.3 mostrano ancora difficoltà nel distinguere tra comandi che richiedono l’intervento del cloud e quelli gestibili localmente, creando un’esperienza utente frammentata. L’automazione delle attività complesse, come "organizza le foto della vacanza e inviale a Marco", fallisce ancora in una percentuale di casi ritenuta inaccettabile dal management.
Un altro punto critico riguarda le cosiddette "allucinazioni", un problema noto dei sistemi basati su ChatGPT e simili, ma che Apple non può permettersi di integrare in un prodotto consumer di massa. Secondo fonti interne citate dalla stampa specializzata, i filtri di sicurezza applicati all’AI starebbero rendendo Siri eccessivamente cauta, portandola a rifiutare comandi legittimi per errore.
Il ritardo pesa come un macigno se confrontato con la velocità dei competitor. Mentre Apple cerca di perfezionare il suo ecosistema chiuso, i rivali continuano a correre. L’integrazione di tecnologie simili a ChatGPT in altri sistemi operativi ha alzato l’asticella delle aspettative. Gli investitori temono che un ulteriore slittamento di iOS 26.3 possa consolidare la percezione di un ritardo tecnologico di Apple nel settore dell’intelligenza artificiale.
Secondo gli analisti, se i problemi non verranno risolti entro la fine del mese, Apple potrebbe decidere di rilasciare iOS 26.3 con una versione "depotenziata" di Siri, rimandando le funzioni più avanzate di automazione a un successivo aggiornamento (probabilmente iOS 26.4 o addirittura alla prossima major release). Una mossa che, seppur prudente, rischierebbe di deludere milioni di utenti che attendono questo momento da oltre due anni.
La situazione attuale dipinge un quadro complesso per Apple. La transizione verso una Siri veramente potenziata dall’AI si sta rivelando più ardua del previsto, scontrandosi con i limiti fisici dell’hardware e le rigorose esigenze di qualità del marchio. Mentre il termine "iOS 26.3" continua a dominare le ricerche, resta da vedere se Cupertino riuscirà a trasformare questi ostacoli in un prodotto rivoluzionario o se dovrà ridimensionare le sue promesse per rispettare le scadenze.
Il rilascio sta affrontando ostacoli tecnici significativi legati all integrazione della nuova Siri basata su intelligenza artificiale. Gli ingegneri Apple hanno riscontrato problemi di latenza e consumi energetici eccessivi nell esecuzione dei modelli LLM direttamente sul dispositivo, costringendo l azienda a valutare un rinvio o un lancio con funzionalità ridotte rispetto a quanto previsto.
La nuova versione dell assistente vocale punta a trasformarsi in un agente intelligente capace di ragionamento complesso e gestione contestuale tra diverse applicazioni. Grazie all intelligenza artificiale generativa, Siri non si limita più a eseguire semplici comandi ma tenta di automatizzare attività articolate, sebbene l elaborazione locale stia causando attuali difficoltà tecniche.
L esecuzione dei Large Language Models direttamente sull hardware del dispositivo, scelta dettata dalla volontà di preservare la privacy, sta mettendo sotto stress i processori. Questo comporta un aumento del consumo energetico, surriscaldamenti evidenti e una risposta del sistema più lenta rispetto agli standard abituali di fluidità a cui Apple ha abituato i propri utenti.
La strategia di Cupertino prevede di mantenere la maggior parte dell elaborazione dei dati direttamente sul dispositivo per garantire la massima riservatezza e ridurre la dipendenza dal cloud. Tuttavia, questa architettura on-device sta generando sfide tecniche nel distinguere quali comandi possano essere gestiti localmente e quali richiedano necessariamente risorse esterne.
Secondo gli analisti, se le criticità legate a latenza e allucinazioni dell AI non saranno superate a breve, Apple potrebbe rilasciare una versione depotenziata di Siri. In questo scenario, le funzioni di automazione più avanzate verrebbero rimandate a un aggiornamento successivo, come iOS 26.4 o la prossima major release, per evitare di compromettere l esperienza utente.