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Lavoro Usa: 50.000 nuovi posti e disoccupazione al 4,4%. I messaggi per la Fed

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 11 Gennaio 2026

Il mercato del lavoro statunitense continua a inviare segnali complessi e apparentemente contraddittori, lasciando la Federal Reserve e il suo presidente Jerome Powell di fronte a un rebus di difficile soluzione. I dati sui Nonfarm Payrolls relativi al mese di dicembre, rilasciati venerdì dal Bureau of Labor Statistics, hanno evidenziato una creazione di posti di lavoro nettamente inferiore alle attese, accompagnata però da un inaspettato calo del tasso di disoccupazione. Una fotografia in chiaroscuro che agita i mercati e complica le prossime mosse di politica monetaria.

Secondo il rapporto ufficiale, l’economia a stelle e strisce ha generato appena 50.000 nuovi impieghi nel mese di dicembre, un dato che ha deluso le stime degli analisti, che puntavano a una cifra compresa tra le 60.000 e le 73.000 unità. Tuttavia, il quadro non è univocamente negativo: il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, contro il 4,5% (o 4,6% in alcune rilevazioni precedenti) del mese precedente, segnalando che, nonostante il rallentamento nelle assunzioni, il mercato rimane tecnicamente rigido.

I dati nel dettaglio: frenata nelle assunzioni

Il dato di dicembre conferma un trend di raffreddamento che dura ormai da diversi mesi. Oltre al numero principale di 50.000 nuovi occupati, a preoccupare gli esperti di finanza sono le revisioni al ribasso dei mesi precedenti. I dati di ottobre e novembre sono stati rivisti complessivamente in negativo per circa 76.000 unità, dipingendo un autunno molto più tiepido di quanto inizialmente stimato. Secondo il Bureau of Labor Statistics, la media mensile di creazione di posti nel 2025 si è attestata intorno alle 49.000 unità, un crollo verticale rispetto alla media di 168.000 registrata nel 2024.

Nonostante la frenata nella creazione di buste paga, i salari continuano a crescere. La retribuzione oraria media è aumentata dello 0,3% su base mensile e del 3,8% su base annua. Questo elemento aggiunge un ulteriore strato di complessità: le aziende assumono meno, ma pagano di più chi è già impiegato, mantenendo viva la pressione sui prezzi e sull’inflazione, nemico numero uno della banca centrale.

Settori in chiaroscuro

Analizzando i comparti, emerge una netta divergenza settoriale. La crescita dell’occupazione è stata trainata quasi esclusivamente dai servizi, in particolare sanità, assistenza sociale e il settore dell’ospitalità (food services), che continuano a mostrare resilienza. Al contrario, settori ciclici e sensibili ai tassi d’interesse come il manifatturiero e il commercio al dettaglio hanno registrato perdite di posti di lavoro o una stagnazione.

Secondo Tom Barkin, presidente della Federal Reserve di Richmond, i dati riflettono un ambiente di “crescita modesta” e un clima di “basse assunzioni”. Barkin ha sottolineato come le imprese rimangano incerte sulle prospettive economiche, preferendo investire in produttività piuttosto che espandere la forza lavoro. Questa dinamica è cruciale per gli investimenti, poiché suggerisce che le aziende stanno proteggendo i margini in previsione di un rallentamento della domanda.

I due messaggi per Powell

Il rapporto di dicembre consegna a Jerome Powell due messaggi diametralmente opposti, rendendo la prossima riunione del FOMC particolarmente delicata. Il primo messaggio è dovish (favorevole a tassi bassi): la creazione di posti di lavoro è anemica. Con soli 50.000 nuovi occupati e revisioni al ribasso, il rischio di una recessione o di un rallentamento troppo brusco del PIL è concreto. Questo spingerebbe per un taglio dei tassi più aggressivo per sostenere l’economia.

Il secondo messaggio è hawkish (favorevole a tassi alti): il tasso di disoccupazione al 4,4% e la crescita salariale al 3,8% indicano che il mercato del lavoro non è ancora crollato e che le pressioni inflazionistiche latenti persistono. Se la Fed tagliasse i tassi troppo presto o troppo velocemente con una disoccupazione così bassa, rischierebbe di riaccendere l’inflazione. La borsa americana ha reagito con volatilità, cercando di interpretare quale dei due messaggi prevarrà nella mente dei banchieri centrali.

Conclusioni

In sintesi, il rapporto sul lavoro di dicembre 2025 non offre la chiarezza che gli investitori speravano. La combinazione di debole creazione di posti e bassa disoccupazione crea uno scenario di “stagflazione light” o di “soft landing” molto precario. Per la Fed, la strada rimane stretta: sostenere la crescita senza alimentare i prezzi. Nelle prossime settimane, l’attenzione si sposterà sui dati dell’inflazione CPI, che diventeranno l’ago della bilancia definitivo per le decisioni di politica monetaria di inizio 2026.

Domande frequenti

Cosa indicano i dati sull occupazione USA per le decisioni della Fed?

I dati presentano un dilemma complesso per la Federal Reserve. Da un lato, la creazione di soli 50.000 nuovi posti suggerisce un rallentamento economico che richiederebbe un taglio dei tassi per evitare la recessione. Dall altro, il calo della disoccupazione al 4,4 per cento e l aumento dei salari indicano che le pressioni inflazionistiche persistono. Jerome Powell dovrà decidere se dare priorità al sostegno della crescita o al controllo dell inflazione.

Perché l aumento dei salari preoccupa gli economisti?

Nonostante il calo delle assunzioni, le retribuzioni orarie medie sono cresciute del 3,8 per cento su base annua. Questo fenomeno è monitorato con attenzione perché, se le aziende pagano di più i dipendenti, potrebbero essere costrette ad alzare i prezzi dei prodotti per proteggere i margini di profitto. Tale dinamica rischia di alimentare l inflazione, rendendo più difficile per la Banca Centrale abbassare i tassi di interesse senza rischi.

Quali settori stanno assumendo di più negli Stati Uniti?

Il rapporto evidenzia una netta divergenza tra i vari comparti economici. La crescita dell occupazione è sostenuta quasi esclusivamente dai servizi, in particolare sanità, assistenza sociale e il settore dell ospitalità. Al contrario, i settori ciclici e più sensibili ai tassi di interesse, come il manifatturiero e il commercio al dettaglio, mostrano una stagnazione o addirittura una perdita di posti di lavoro dovuta all incertezza economica.

Cosa significa un tasso di disoccupazione al 4,4 per cento in questo contesto?

Il tasso al 4,4 per cento rappresenta un segnale di rigidità del mercato del lavoro, nonostante la frenata nelle nuove assunzioni. Questo dato, sceso rispetto al mese precedente, indica che le aziende esitano ad assumere nuovo personale ma, allo stesso tempo, non stanno licenziando massicciamente. Per la Fed, questo è un segnale hawkish che suggerisce come il mercato del lavoro non sia ancora crollato, complicando la scelta di tagliare i tassi.

Quali sono le previsioni per i tassi di interesse nel 2026?

Le prospettive rimangono incerte e dipenderanno dai prossimi dati macroeconomici. Gli investitori sono divisi tra chi prevede un taglio aggressivo dei tassi per stimolare la debole creazione di posti di lavoro e chi teme che la Fed mantenga una politica restrittiva per contrastare l inflazione salariale. L attenzione si sposterà ora sui dati dell inflazione CPI, che saranno determinanti per le decisioni di politica monetaria di inizio 2026.