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È la fine di un sogno durato decenni, o quantomeno un risveglio molto brusco per la comunità scientifica internazionale. Oggi, 10 gennaio 2026, si delinea con chiarezza il destino della missione più ambiziosa mai concepita per l’esplorazione robotica: la Mars Sample Return (MSR) non s’ha da fare. Quello che doveva essere il fiore all’occhiello della collaborazione tra NASA ed ESA, il primo viaggio di andata e ritorno per portare sulla Terra rocce marziane potenzialmente custodi di tracce di vita passata, è stato ufficialmente stralciato dalle priorità di bilancio degli Stati Uniti.
La notizia arriva in un clima di forte tensione per l’agenzia spaziale americana. Se da un lato il Congresso è riuscito a mitigare i tagli draconiani proposti dall’amministrazione Trump, salvando l’agenzia da un ridimensionamento che molti analisti definivano "catastrofico", il prezzo politico da pagare è stato il sacrificio della sua missione scientifica di punta. Mentre il rover Perseverance continua a vagare nel cratere Jezero, i campioni che ha meticolosamente raccolto e sigillato rischiano ora di rimanere per sempre polvere rossa su un pianeta deserto, orfani del passaggio che avrebbe dovuto riportarli a casa.
Secondo quanto riportato dalle ultime analisi sul bilancio federale approvato a Washington, il programma Mars Sample Return è stato svuotato della sua linfa vitale. Il Congresso ha respinto la richiesta di fondi necessari per proseguire lo sviluppo del Sample Retrieval Lander e del Earth Return Orbiter. Al loro posto, nel budget per l’anno fiscale corrente, compare una voce quasi simbolica: circa 110 milioni di dollari destinati a generiche "Future Mars Missions". Una cifra che, secondo gli esperti di politica spaziale, serve a mantenere in vita lo sviluppo tecnologico di base (come i sistemi di atterraggio), ma che decreta la morte operativa del programma MSR nella sua forma attuale.
La decisione è figlia di una logica puramente economica. I costi stimati della missione erano lievitati in modo incontrollabile, passando dai 5-7 miliardi iniziali a una proiezione spaventosa di 11 miliardi di dollari. Una cifra che l’attuale amministrazione, focalizzata sul contenimento della spesa pubblica e sul potenziamento delle missioni umane Artemis verso la Luna, ha giudicato insostenibile. Secondo fonti interne al Campidoglio, la scelta è stata brutale ma necessaria: sacrificare MSR per salvare il resto del portafoglio scientifico della NASA.
Ma i tagli non colpiscono solo il futuro dell’esplorazione; stanno erodendo anche la memoria del passato. In una mossa che ha suscitato indignazione nel mondo accademico, la NASA ha confermato la chiusura della sua biblioteca storica presso il Goddard Space Flight Center. La struttura, che ha cessato le operazioni al pubblico proprio all’inizio di gennaio 2026, custodiva un patrimonio inestimabile di documenti tecnici, libri rari e rapporti originali risalenti all’epoca d’oro della corsa allo spazio.
Secondo Scienza in rete e altre testate di settore, la decisione è una diretta conseguenza della necessità di ridurre le spese operative imposta dai nuovi diktat governativi. Migliaia di volumi scientifici, alcuni dei quali non ancora digitalizzati, rischiano ora di finire in magazzini inaccessibili o, nel peggiore dei casi, di andare dispersi. "Senza una casa, il passato della NASA rischia di scomparire", hanno commentato amaramente alcuni ex ricercatori dell’agenzia, sottolineando come la perdita di accesso a questi dati possa rallentare la ricerca attuale, costringendo gli ingegneri a "reinventare la ruota" per mancanza di documentazione storica.
La cancellazione di MSR lascia aperto un interrogativo scientifico ed etico enorme: che ne sarà delle 33 provette di titanio già riempite dal rover Perseverance? Il rover ha passato gli ultimi anni a selezionare con cura rocce sedimentarie e campioni di atmosfera, depositandone alcuni in un deposito al suolo a "Three Forks" come backup. Questi campioni erano stati scelti specificamente per cercare biofirme, tracce di vita microbica antica.
Senza una missione di recupero all’orizzonte, Perseverance diventa, secondo la definizione di alcuni planetologi, "il geologo più frustrato del sistema solare". Sebbene la NASA affermi che le tecnologie sviluppate con i fondi residui potrebbero servire per una missione futura, forse negli anni ’30 o ’40, la realtà è che la finestra di opportunità si è chiusa. L’Europa, attraverso l’ESA, che doveva fornire il braccio robotico e l’orbiter di ritorno, si trova ora spiazzata, costretta a rivedere le proprie strategie spaziali senza il partner americano.
Il 10 gennaio 2026 segna una data spartiacque per l’esplorazione spaziale. La cancellazione di fatto della Mars Sample Return e la chiusura della biblioteca del Goddard sono sintomi di un cambio di paradigma: lo spazio non è più solo un terreno di scoperta scientifica illimitata, ma un settore industriale soggetto a rigidi vincoli di bilancio e a precise agende politiche. Mentre l’attenzione si sposta verso il ritorno degli astronauti sulla Luna con il programma Artemis, la scienza robotica pura subisce una battuta d’arresto storica. I segreti di Marte, sigillati in tubi di metallo sulla superficie rossa, dovranno attendere ancora molto tempo prima di essere svelati.
La decisione è stata dettata principalmente da ragioni economiche e di bilancio. I costi stimati del programma erano lievitati in modo insostenibile, passando da una previsione iniziale di circa 5 miliardi a oltre 11 miliardi di dollari. Il Congresso degli Stati Uniti ha quindi scelto di tagliare i fondi specifici per il recupero dei campioni per salvaguardare altre priorità, come il programma Artemis per il ritorno umano sulla Luna.
Al momento, le 33 provette di titanio contenenti rocce e atmosfera marziana rimarranno sulla superficie del Pianeta Rosso. Senza il lander di recupero e il veicolo orbitale di ritorno previsti dalla missione cancellata, non esiste un mezzo in grado di riportarli sulla Terra. I campioni restano in attesa di una ipotetica missione futura, che potrebbe non concretizzarsi prima degli anni Trenta o Quaranta.
La chiusura della biblioteca presso il Goddard Space Flight Center rappresenta una grave perdita per la memoria storica della esplorazione spaziale. Migliaia di documenti tecnici, rapporti originali e volumi rari rischiano di diventare inaccessibili o di andare dispersi. Questo taglio alle spese operative potrebbe rallentare la ricerca attuale, costringendo gli ingegneri a lavorare senza poter consultare dati preziosi delle missioni passate.
Lo stop alla missione rappresenta un duro colpo per la partnership transatlantica, dato che la Agenzia Spaziale Europea doveva fornire componenti cruciali come il braccio robotico e il veicolo orbitale di ritorno. La Europa si trova ora costretta a rivedere le proprie strategie spaziali e i propri investimenti tecnologici, avendo perso il partner americano per questo specifico e ambizioso progetto di esplorazione robotica.
Nonostante la cancellazione del programma principale, il budget federale ha stanziato circa 110 milioni di dollari per generiche Future Mars Missions. Questa cifra serve a mantenere attivo lo sviluppo tecnologico di base, come i sistemi di atterraggio, ma non consente operazioni immediate. La attenzione della agenzia si sta spostando maggiormente verso le missioni con equipaggio umano, lasciando la esplorazione robotica complessa in una fase di stallo.