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L’inverno ha deciso di mostrare il suo volto più crudo proprio a ridosso dell’Epifania, portando sull’Italia una massiccia irruzione di aria artica che sta caratterizzando la giornata di oggi, mercoledì 7 gennaio 2026. Dopo un inizio anno segnato da una relativa stabilità, la Penisola si trova ora nella morsa di una saccatura gelida che sta determinando un brusco calo delle temperature e il ritorno della neve anche a quote insolitamente basse per il versante adriatico e il Meridione.
Le ricerche online per "meteo oggi" sono schizzate alle stelle, superando le 5.000 interrogazioni in poche ore, segno tangibile della preoccupazione e dell’interesse dei cittadini per questa ondata di maltempo. Dalle prime luci dell’alba, infatti, diverse regioni stanno facendo i conti con scenari prettamente invernali, tra venti forti, piogge battenti e fiocchi bianchi che si spingono fino alle porte delle pianure. Una situazione dinamica e complessa che richiede attenzione, specialmente per chi deve mettersi in viaggio.
Secondo quanto riportato dagli esperti di 3BMeteo, la configurazione sinottica vede un flusso di correnti gelide di origine artica scivolare verso il Mediterraneo centrale. Questo movimento ha generato un vortice di bassa pressione che sta pilotando il maltempo principalmente sulle regioni del Centro-Sud. Il primo effetto tangibile è il crollo verticale delle temperature, scese ben al di sotto delle medie stagionali. Al Nord, sebbene il tempo si presenti più asciutto e soleggiato (ad eccezione della Romagna), le minime notturne hanno registrato valori di ghiaccio, con estese gelate che hanno interessato la Pianura Padana.
Il focus di questa ondata di freddo riguarda la neve, che sta facendo la sua comparsa a quote collinari e, localmente, pianeggianti. Secondo Sky TG24, l’attenzione è massima sul versante adriatico. Nelle Marche, i fiocchi potrebbero spingersi fino alla costa o all’immediato entroterra, mentre in Abruzzo e Molise le nevicate sono attese a partire dai 300-400 metri. Anche l’Emilia-Romagna non è esente da fenomeni: in mattinata, residue nevicate hanno interessato la Romagna fin quasi in pianura, creando coreografie invernali anche a ridosso delle aree costiere.
Spostandoci verso il Sud, la situazione è monitorata con attenzione. FoggiaToday segnala che in Capitanata e sul Gargano la quota neve si attesta intorno ai 400-600 metri. Una situazione che ha fatto scattare l’allerta per la viabilità nelle zone interne della provincia di Foggia, dove i mezzi spargisale sono già in azione per prevenire la formazione di ghiaccio, insidia maggiore nelle ore notturne.
Non solo neve, ma anche forte instabilità atmosferica. Il vortice ciclonico sta portando rovesci e temporali diffusi su gran parte del Meridione. In Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia tirrenica sono in atto piogge che, localmente, assumono carattere di nubifragio. I venti soffiano impetuosi: la Bora sta spazzando l’alto Adriatico con raffiche che a Trieste possono toccare i 100 km/h, mentre al Sud prevalgono venti settentrionali o di Maestrale che agitano i mari, rendendo difficili i collegamenti con le isole minori.
Di fronte a questo quadro, la Protezione Civile ha emesso diversi avvisi di criticità. È stata diramata un’allerta gialla su diverse regioni, tra cui la Puglia, per rischio idrogeologico e per temporali. In particolare, come sottolinea la stampa locale di Foggia, l’avviso riguarda anche le nevicate che potrebbero creare disagi alla circolazione stradale. Si raccomanda la massima prudenza alla guida, l’uso di pneumatici invernali o catene a bordo nelle zone interessate dalle ordinanze e di evitare spostamenti non necessari durante i picchi di maltempo.
Eventi di questa intensità, caratterizzati da passaggi repentini da condizioni miti a gelo artico, riaccendono il dibattito sul cambiamento climatico. Sebbene l’inverno faccia il suo corso, la frequenza e la violenza con cui si manifestano questi scambi meridiani sono spesso oggetto di analisi da parte della comunità scientifica. L’ambiente risponde a queste sollecitazioni con fenomeni estremi che mettono a dura prova la resilienza dei territori, evidenziando la necessità di una costante manutenzione idrogeologica e di una cultura della prevenzione sempre più radicata.
In sintesi, questo 7 gennaio 2026 si conferma una giornata di pieno inverno per l’Italia. Mentre il Nord vede il sole ma batte i denti per il freddo, il Centro-Sud è alle prese con un mix di neve, pioggia e vento che richiede cautela. Le previsioni indicano che l’instabilità potrebbe persistere ancora per le prossime 24 ore, prima di lasciare spazio a un graduale miglioramento, seppur in un contesto climatico che rimarrà rigido. È fondamentale restare aggiornati consultando i bollettini ufficiali e le fonti locali per seguire l’evoluzione in tempo reale di questa irruzione artica.
Le nevicate interessano principalmente il versante adriatico e le regioni meridionali. Nelle Marche i fiocchi possono raggiungere la costa, mentre in Abruzzo e Molise la quota neve si attesta tra i 300 e i 400 metri. Anche la Romagna ha visto fenomeni nevosi quasi in pianura, e al Sud, specificamente sul Gargano e in Capitanata, la neve scende intorno ai 400 o 600 metri di altitudine.
Sì, la Protezione Civile ha diramato una allerta gialla che coinvolge diverse regioni, con particolare attenzione alla Puglia. I rischi principali riguardano il dissesto idrogeologico e i forti temporali. Inoltre, nelle zone interne della provincia di Foggia e nelle aree appenniniche, il livello di attenzione riguarda anche i disagi legati alle nevicate e alla formazione di ghiaccio sulle strade.
Il drastico calo termico è causato da una massiccia irruzione di aria artica che scivola verso il Mediterraneo centrale. Questa configurazione ha generato un vortice di bassa pressione responsabile del maltempo al Centro e al Sud. Al Nord, pur essendoci tempo più stabile e soleggiato, le temperature minime sono scese notevolmente portando estese gelate, specialmente in Pianura Padana.
Secondo le previsioni attuali, la instabilità atmosferica e i fenomeni intensi dovrebbero persistere per circa 24 ore a partire dal 7 gennaio. Successivamente si prevede un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche generali, anche se il contesto climatico rimarrà rigido con temperature che si manterranno su valori prettamente invernali ancora per qualche tempo.
Si raccomanda di mettersi in viaggio solo se strettamente necessario nelle zone colpite dal maltempo. È fondamentale avere a bordo catene da neve o montare pneumatici invernali, specialmente nelle aree interne e appenniniche soggette a ordinanze. Bisogna prestare massima attenzione al rischio ghiaccio, in particolare durante le ore notturne, e consultare costantemente i bollettini ufficiali sulla viabilità prima di partire.