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È uno scontro senza precedenti quello che si sta consumando in queste ore tra due delle figure più istrioniche e potenti dell’economia globale. Da una parte Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo e patron di Tesla, SpaceX e X; dall’altra Michael O’Leary, lo storico e irriverente CEO di Ryanair. Quella che era iniziata come una divergenza tecnica sull’adozione della tecnologia Starlink si è rapidamente trasformata in una faida personale, culminata oggi, 21 gennaio 2026, con una mossa di marketing geniale e provocatoria da parte della compagnia aerea irlandese: la messa in vendita di biglietti scontati "per idioti", esplicitamente dedicati al magnate sudafricano.
Il botta e risposta sta tenendo banco sui mercati finanziari e sui social media, mescolando questioni di alta finanza a insulti da bar, in un mix che sta paradossalmente beneficiando il titolo della low cost in borsa. Mentre Musk minaccia acquisizioni ostili tramite sondaggi sulla sua piattaforma X, O’Leary risponde con i numeri e con il sarcasmo che lo contraddistingue, trasformando una potenziale crisi di reputazione in un’opportunità commerciale da manuale.
Tutto ha avuto inizio la scorsa settimana, quando Ryanair ha ufficialmente chiuso la porta all’installazione dei sistemi Wi-Fi Starlink sulla propria flotta. Secondo quanto riportato da fonti interne e confermato dallo stesso O’Leary, la decisione è basata su calcoli puramente economici. Il CEO ha spiegato che l’installazione delle antenne satellitari sulla fusoliera degli aerei comporterebbe un aumento della resistenza aerodinamica (il cosiddetto drag), traducendosi in un incremento dei consumi di carburante stimato intorno al 2%. Una cifra che, proiettata sugli oltre 3.000 voli giornalieri della compagnia, genererebbe costi aggiuntivi insostenibili per il modello ultra-low-cost del vettore.
Inoltre, O’Leary ha sottolineato l’inutilità del servizio per la tipologia di tratte coperte da Ryanair. "I nostri passeggeri non sono disposti a pagare per il Wi-Fi su un volo medio di un’ora", ha dichiarato il manager irlandese, aggiungendo che il costo stimato per l’implementazione del servizio si aggirerebbe sui 250 milioni di dollari l’anno. Una cifra che andrebbe inevitabilmente a erodere i margini operativi, un indicatore chiave per gli investitori attenti alla solidità dei bilanci in un periodo di incertezza per l’economia globale.
La risposta di Elon Musk non si è fatta attendere ed è arrivata, come di consueto, tramite la sua piattaforma social X. Visibilmente irritato dal rifiuto e dalle motivazioni tecniche addotte da O’Leary — che ha messo in dubbio l’efficienza delle antenne SpaceX — Musk ha definito il CEO di Ryanair un "completo idiota" (utter idiot), suggerendo che dovrebbe essere licenziato per la sua incompetenza tecnologica. Non contento, il miliardario ha alzato la posta lanciando un sondaggio pubblico chiedendo ai suoi oltre 200 milioni di follower se dovesse procedere all’acquisto di Ryanair per "restaurare Ryan come legittimo sovrano".
Il sondaggio ha raccolto milioni di voti, con una schiacciante maggioranza (circa il 76%) favorevole all’acquisizione. Sebbene molti analisti di borsa abbiano inizialmente liquidato la mossa come una semplice provocazione, l’enorme liquidità a disposizione di Musk rende ogni sua dichiarazione un potenziale market mover, capace di influenzare l’andamento dei titoli e l’attenzione dei mercati.
La controffensiva di Michael O’Leary è stata immediata e fedele al suo stile. In una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Dublino, il CEO ha ringraziato ironicamente Musk per la pubblicità gratuita, annunciando il lancio della "Big Idiot Seat Sale" (La svendita dei posti per grandi idioti). La promozione offre 100.000 biglietti a partire da 16,99 euro, con una grafica che ritrae un razzo giocattolo e riferimenti nemmeno troppo velati al fondatore di Tesla.
"Non ascoltate l’idiota ricco, volate con noi", sembra essere il sottotesto della campagna. O’Leary ha poi sferrato il colpo di grazia sul piano legale ed economico, ricordando a Musk che le normative dell’Unione Europea vietano a cittadini extra-comunitari di possedere più del 49% di una compagnia aerea con licenza UE. "Musk non può comprare Ryanair, non importa quanti soldi abbia o quanti sondaggi faccia", ha chiosato O’Leary, smontando di fatto la minaccia di acquisizione ostile.
Secondo i dati preliminari diffusi dalla compagnia, la visibilità generata da questa disputa ha portato a un incremento delle prenotazioni del 2-3% negli ultimi giorni. Un risultato che dimostra come, nel mondo della finanza moderna, la capacità di dominare la narrazione mediatica possa avere un impatto diretto sui ricavi, talvolta superiore a quello di strategie di marketing tradizionali.
La vicenda Musk-Ryanair rappresenta un caso studio affascinante di come la comunicazione aziendale si stia evolvendo nell’era dei social media. Da un lato c’è la potenza di fuoco finanziaria e mediatica di Musk, capace di muovere i mercati con un tweet; dall’altro la scaltrezza operativa di O’Leary, che ha trasformato un potenziale danno d’immagine in un volano per le vendite. Mentre gli analisti continuano a monitorare il titolo in borsa, resta evidente che la solidità del modello di business di Ryanair non sembra temere nemmeno l’uomo più ricco del pianeta. In un contesto macroeconomico in cui ogni decimale di PIL è conteso, la capacità di generare valore anche attraverso le polemiche rimane un asset intangibile ma prezioso per gli investimenti a lungo termine.
La decisione è legata a fattori economici e tecnici. Il CEO O Leary ha spiegato che le antenne satellitari aumenterebbero la resistenza aerodinamica e il consumo di carburante del 2 per cento. Inoltre, su voli a breve raggio, i passeggeri non sarebbero disposti a pagare per il servizio, rendendo ingiustificato un costo annuo stimato di 250 milioni di dollari.
No, una acquisizione totale è legalmente impossibile. Le normative della Unione Europea vietano ai cittadini extra comunitari di possedere più del 49 per cento di una compagnia aerea con licenza UE. Pertanto, nonostante le ingenti risorse finanziarie di Musk, la legge impedisce che egli diventi il proprietario di maggioranza.
Si tratta di una geniale campagna di marketing reattivo ideata per rispondere agli insulti di Musk. La compagnia ha messo in vendita 100.000 biglietti a partire da 16,99 euro, utilizzando ironicamente la visibilità dello scontro social per incrementare le vendite e rafforzare la propria immagine irriverente.
La disputa ha avuto un impatto positivo. La enorme visibilità mediatica generata dalla lite ha portato a un incremento delle prenotazioni stimato tra il 2 e il 3 per cento. Questo dimostra la capacità del modello di business di Ryanair di trasformare anche le polemiche e le crisi di reputazione in opportunità di profitto.