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Oro verso i 5.000$, Argento a 80$: il Dollaro perde il dominio

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 14 Gennaio 2026

Milano, 14 gennaio 2026 – I mercati finanziari globali stanno assistendo a un evento che molti analisti definiscono epocale, un vero e proprio cambio di paradigma che potrebbe riscrivere le regole dell’economia moderna. Nelle ultime 48 ore, le quotazioni dei metalli preziosi hanno registrato movimenti verticali senza precedenti, con l’oro che ha infranto barriere storiche avvicinandosi alla soglia psicologica dei 5.000 dollari l’oncia e l’argento che ha superato di slancio gli 80 dollari. Parallelamente, e forse ancor più significativamente, il dollaro statunitense sta mostrando segni di cedimento strutturale, perdendo il suo tradizionale status di bene rifugio per eccellenza.

Secondo quanto riportato da BeInCrypto e confermato dai dati di trading in tempo reale, la giornata di lunedì 12 gennaio ha segnato un punto di svolta. Mentre le tensioni geopolitiche si intensificano su scala globale, la reazione degli investitori si è discostata dai manuali di finanza classica: invece di rifugiarsi nella valuta americana, i capitali si sono riversati massicciamente su asset tangibili, innescando quelle che i trader chiamano "God Candles" (candele di prezzo verticali) sui grafici dei metalli preziosi.

I numeri del record: Oro e Argento senza freni

I dati sono inequivocabili e descrivono una corsa agli acquisti frenetica. L’oro ha superato quota 4.560 dollari per la prima volta nella storia, posizionandosi ormai più vicino ai 5.000 che ai 4.000 dollari. Si tratta di una rivalutazione che va ben oltre la semplice protezione dall’inflazione; è una fuga verso la sicurezza.

Ancor più sorprendente è la performance dell’argento. Spesso considerato il "cugino povero" dell’oro, il metallo grigio ha registrato una delle sue migliori performance relative degli ultimi decenni, sfondando il muro degli 80 dollari e toccando picchi superiori agli 84 dollari in alcune piazze di scambio. Secondo l’autore di best-seller finanziari Robert Kiyosaki, che aveva previsto il superamento di questa soglia entro la fine del 2026, il movimento è stato anticipato dalla sfiducia sistemica nelle valute fiat. Kiyosaki ha ribadito la sua intenzione di continuare ad accumulare fino a quota 100 dollari, avvertendo però i piccoli investitori sui rischi della leva finanziaria in fasi così volatili.

Il Dollaro in crisi d’identità

Il vero protagonista in negativo di questa settimana è il biglietto verde. L’indice del dollaro (DXY), che misura la forza della valuta USA contro un paniere di valute estere, è crollato drasticamente, toccando quota 98,53. Questo calo avviene in un contesto in cui, storicamente, il dollaro avrebbe dovuto rafforzarsi.

L’analista finanziario Garrett Goggin ha sottolineato questa anomalia, evidenziando come durante le passate escalation militari o crisi internazionali, il dollaro fungesse da calamita per i capitali globali. "Il dollaro era solito salire quando cadevano le bombe. Non è più così", ha osservato Goggin. La divergenza attuale – oro su, dollaro giù durante una crisi – suggerisce che gli investitori istituzionali stanno iniziando a dubitare della capacità del debito sovrano statunitense di fungere da riserva di valore priva di rischio.

Le opinioni degli esperti: Schiff e Herriage

Il noto economista e storico sostenitore dell’oro, Peter Schiff, ha commentato i dati odierni con toni trionfalistici ma preoccupati per la salute dell’economia generale. Schiff ha fatto notare come il superamento dei 4.560 dollari confermi la tesi secondo cui le banche centrali stanno perdendo il controllo sulla svalutazione monetaria. La corsa verso i 5.000 dollari non sarebbe quindi solo merito della forza dell’oro, ma demerito della debolezza intrinseca del dollaro.

Un’altra prospettiva interessante arriva da Kip Herriage, che collega questo boom alla fine della manipolazione dei prezzi. Citando le sanzioni inflitte a grandi istituti bancari come JPMorgan negli anni passati, Herriage sostiene che il mercato stia finalmente operando in un regime di "price discovery" reale. Secondo questa visione, i prezzi attuali non rappresentano una bolla speculativa, ma una necessaria riallineazione al valore reale che oro e argento avrebbero dovuto raggiungere già un decennio fa.

Il contesto macroeconomico: Debito e PIL

Dietro i grafici di borsa si nascondono fondamentali macroeconomici preoccupanti. Il rapporto debito/PIL delle principali economie occidentali ha raggiunto livelli che molti considerano insostenibili nel lungo periodo. La scelta degli investitori di privilegiare "hard assets" (beni tangibili) rispetto ai titoli di stato indica una crisi di fiducia nel sistema fiduciario.

In questo scenario, l’argento non brilla solo come moneta, ma anche come componente industriale critica, la cui scarsità fisica si sta scontrando con una domanda in crescita esponenziale. La combinazione di domanda monetaria e industriale sta creando una "tempesta perfetta" che spinge i prezzi verso l’alto, mentre il potere d’acquisto delle valute cartacee si erode.

Conclusioni

La data del 14 gennaio 2026 potrebbe essere ricordata nei libri di storia economica come il momento in cui il mercato ha ufficialmente voltato pagina. Con l’oro a un passo dai 5.000 dollari e l’argento saldamente sopra gli 80, il messaggio inviato dagli investitori è chiaro: la fiducia nel dollaro come pilastro unico del sistema finanziario globale si sta sgretolando. Resta da vedere come reagiranno le banche centrali a questa nuova realtà, ma per ora, il mercato ha emesso il suo verdetto a favore degli asset reali.

Domande frequenti

Perché il prezzo dell oro sta salendo verso i 5.000 dollari?

L aumento vertiginoso dell oro è guidato da una fuga strutturale dalle valute fiat e da una perdita di fiducia nel debito sovrano statunitense. Gli investitori cercano protezione in asset tangibili a causa delle tensioni geopolitiche e dell elevato rapporto debito PIL delle economie occidentali, considerando i metalli preziosi come l unica vera riserva di valore sicura in questo scenario economico.

Quali sono le previsioni per il valore dell argento nel 2026?

Dopo aver superato la soglia degli 80 dollari, le prospettive per l argento rimangono fortemente rialziste. Esperti come Robert Kiyosaki prevedono un target di 100 dollari, sostenuto non solo dalla domanda monetaria ma anche dalla scarsità fisica del metallo necessaria per l industria. La combinazione di questi fattori sta creando una tempesta perfetta per una rivalutazione continua del metallo grigio.

Perché il dollaro USA sta perdendo il suo status di bene rifugio?

Si sta verificando un cambio di paradigma storico in cui il dollaro non si rafforza più durante le crisi internazionali o le guerre, come accadeva in passato. Gli investitori istituzionali stanno iniziando a dubitare della capacità degli Stati Uniti di garantire un debito privo di rischio, preferendo spostare i capitali verso beni reali piuttosto che rifugiarsi nel biglietto verde, il cui indice DXY è in forte calo.

Cosa indicano le God Candles nei grafici dei metalli preziosi?

Nel gergo dei trader, questo termine descrive candele di prezzo verticali che indicano un movimento d acquisto estremamente aggressivo e rapido. La loro comparsa sui grafici di oro e argento segnala che il mercato non sta seguendo le normali dinamiche di trading, ma sta reagendo con acquisti massicci dettati dal panico o dalla necessità impellente di uscire dalle posizioni in valuta cartacea.

Qual è la relazione tra debito pubblico e aumento dei metalli preziosi?

Esiste una correlazione diretta tra l insostenibilità del debito pubblico occidentale e la corsa all oro e all argento. Poiché il rapporto debito PIL ha raggiunto livelli critici, il mercato anticipa una svalutazione monetaria necessaria per gestire tale debito. Di conseguenza, il prezzo dei metalli sale non per una bolla speculativa, ma come riallineamento al loro valore reale rispetto a valute che perdono potere d acquisto.