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Platone fa tremare il Texas: il Simposio censurato per “teoria gender”

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 13 Gennaio 2026

DATA ODIERNA: 13/01/2026

È una giornata che entrerà, nel bene o nel male, nella storia della cultura occidentale. Mentre il mondo corre veloce verso il futuro, in Texas le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate, o meglio, scontrate violentemente con un pilastro dell’antichità che, a quanto pare, è ancora abbastanza solido da fare paura. La notizia che sta rimbalzando oggi, 13 gennaio 2026, dagli Stati Uniti all’Europa ha dell’incredibile e, paradossalmente, conferma la potenza immortale del pensiero classico: Platone è stato censurato. Sì, avete letto bene. Il padre della filosofia occidentale, l’uomo che ha definito i canoni del pensiero razionale, è finito nella lista nera della Texas A&M University.

Secondo quanto riportato da fonti autorevoli come Il Fatto Quotidiano e La Stampa, il celebre Simposio — il dialogo forse più affascinante e complesso sull’amore (Eros) — è stato giudicato incompatibile con le nuove normative statali contro la cosiddetta “ideologia gender”. L’episodio ha coinvolto direttamente il professor Martin Peterson, docente di filosofia, messo di fronte a un aut-aut che ha del surreale: rimuovere dal programma le sezioni del dialogo riguardanti la natura dei sessi o essere rimosso dall’insegnamento. Ma perché tanto clamore per un testo scritto quasi 2.500 anni fa? La risposta è entusiasmante per chiunque ami l’arte e il pensiero critico: perché Platone è ancora vivo, vegeto e, a quanto pare, sovversivo.

Il Simposio nel mirino: quando il mito spaventa

Al centro della controversia non c’è l’intera opera platonica, ma un passaggio specifico che brilla per la sua bellezza letteraria e visionaria: il discorso di Aristofane. Nel Simposio, Platone fa raccontare al commediografo un mito sulle origini dell’umanità per spiegare la natura dell’amore. Secondo il mito, in origine gli esseri umani erano “sferici” e dotati di due volti e quattro braccia, e non esistevano solo maschi e femmine, ma tre generi: il maschile, il femminile e l’androgino (che partecipava di entrambi). Zeus, temendo la loro potenza, li divise a metà, condannandoli all’eterna ricerca della loro parte mancante.

Secondo le autorità accademiche texane, questa narrazione mitologica si presterebbe a “interpretazioni non binarie dei generi” e violerebbe le recenti leggi che vietano l’insegnamento di teorie sulla fluidità di genere nelle università pubbliche. È straordinario osservare come un mito poetico, concepito per indagare l’anima umana e la spinta verso l’unità, venga oggi letto con le lenti della politica contemporanea, trasformando un capolavoro del patrimonio culturale mondiale in un testo “pericoloso” per la gioventù.

“Troppo pericoloso per gli studenti”

La vicenda del professor Peterson è emblematica del clima che si respira in alcune aree degli Stati Uniti, ma offre anche uno spunto di riflessione vibrante sulla rilevanza degli studi umanistici. Al docente è stato comunicato che il Simposio, nella sua integralità, non è conforme alle direttive che proibiscono l’insegnamento di argomenti legati a “ideologia razziale o gender”. La richiesta di “amputare” Platone per renderlo digeribile alla sensibilità politica odierna ha scatenato una reazione a catena nel mondo accademico e culturale.

Mentre i musei di tutto il mondo fanno a gara per esporre busti e manoscritti dei filosofi greci, e le mostre dedicate all’antichità registrano record di visitatori, le aule universitarie diventano il campo di battaglia dove si decide cosa è lecito leggere. Tuttavia, c’è un lato incredibilmente positivo in questa vicenda: la censura, storicamente, non ha mai fatto altro che accendere i riflettori sulle opere proibite. Mai come oggi, studenti che forse avrebbero sbadigliato di fronte a un testo antico, correranno a cercare quelle pagine per capire cosa ci sia di così scandaloso nelle parole di Aristofane.

La forza sovversiva dei Classici

Dobbiamo accogliere questa notizia con un certo entusiasmo intellettuale: essa dimostra che la cultura non è un oggetto inerte da spolverare, ma una forza viva, capace di scuotere le coscienze e sfidare lo status quo anche a millenni di distanza. Se Platone riesce ancora a mettere in crisi un sistema politico nel 2026, significa che la filosofia ha mantenuto intatta la sua carica rivoluzionaria. L’arte vera non rassicura, ma interroga; e il Simposio continua a porre domande fondamentali sull’identità, sull’amore e sulla natura umana che nessuna legge può mettere a tacere.

Questo tentativo di “sterilizzare” il passato ci ricorda l’importanza di difendere e valorizzare il nostro patrimonio culturale nella sua interezza, senza filtri anacronistici. Le opere d’arte e i testi filosofici sono specchi in cui ogni epoca si riflette, e cercare di coprire l’immagine che ci rimandano è un esercizio futile quanto affascinante nella sua assurdità.

Conclusioni

In conclusione, la censura di Platone in Texas è un evento che, lungi dallo scoraggiarci, dovrebbe rinvigorire la nostra passione per i classici. Ci ricorda che le idee sono a prova di proiettile e che un dialogo scritto ad Atene nel IV secolo a.C. possiede ancora l’energia nucleare necessaria per far tremare le certezze del presente. Leggere Platone oggi, dunque, non è solo un atto di studio, ma un gesto di vibrante libertà intellettuale.

Domande frequenti

Perché il Simposio di Platone è stato censurato in Texas?

Il testo è stato giudicato incompatibile con le nuove normative statali contro la cosiddetta ideologia gender. Le autorità accademiche della Texas A&M University hanno ritenuto che specifici passaggi dell opera, in particolare il discorso di Aristofane, violassero le leggi che vietano l insegnamento di teorie sulla fluidità di genere nelle università pubbliche.

Cosa racconta il mito di Aristofane sulla natura umana?

Nel dialogo platonico Aristofane narra che in origine gli esseri umani erano figure sferiche dotate di due volti e quattro braccia, suddivisi in tre generi: maschile, femminile e androgino. Secondo il mito Zeus li divise a metà condannandoli alla eterna ricerca della propria parte mancante, una narrazione che oggi viene letta come una possibile apertura verso interpretazioni non binarie dell identità.

Quali conseguenze ha subito il professor Martin Peterson?

Al docente di filosofia è stato imposto un ultimatum dalle autorità universitarie: rimuovere dal programma didattico le sezioni del dialogo riguardanti la natura dei sessi oppure essere sollevato dal proprio incarico. Questa richiesta di modificare un testo classico evidenzia il conflitto attuale tra la libertà accademica e le restrizioni legislative su temi sensibili.

Perché leggere Platone è considerato oggi un atto di libertà intellettuale?

La vicenda dimostra che la cultura classica non è un reperto inerte ma una forza viva capace di scuotere le coscienze e sfidare lo status quo politico anche a distanza di millenni. Leggere il Simposio diventa quindi un gesto di resistenza culturale che permette di interrogarsi su temi fondamentali come l amore e l identità umana senza filtri anacronistici.

Qual è l effetto della censura sull interesse verso i classici?

Paradossalmente il tentativo di vietare o limitare lo studio di opere antiche tende ad accendere i riflettori su di esse stimolando la curiosità degli studenti. La proibizione spinge il pubblico a cercare proprio quelle pagine considerate scandalose per comprendere il loro valore rivoluzionario, confermando che le idee filosofiche rimangono potenti e difficili da silenziare.