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Polizza Freelance: le esclusioni che non ti aspetti

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 19 Ottobre 2025

Essere un libero professionista in Italia, nel cuore di una cultura mediterranea che bilancia tradizione e innovazione, significa navigare un mercato del lavoro dinamico e pieno di opportunità, ma anche denso di responsabilità. Proteggere la propria attività è una priorità e la polizza di Responsabilità Civile Professionale (RC Pro) rappresenta uno strumento fondamentale. Tuttavia, il valore di una polizza non si misura solo da ciò che copre, ma soprattutto da ciò che esclude. Conoscere le clausole di esclusione è cruciale per evitare brutte sorprese e garantire una tutela davvero efficace del proprio patrimonio.

Le polizze assicurative sono contratti complessi e il diavolo, come si suol dire, si nasconde nei dettagli. Le esclusioni sono quelle clausole che definiscono le circostanze e gli eventi per i quali la compagnia assicurativa non è tenuta a intervenire. Ignorarle significa esporsi a rischi che si pensava di aver coperto, vanificando l’investimento fatto. Questo articolo si propone di fare luce sulle esclusioni più comuni nelle polizze per freelance, offrendo una guida pratica per orientarsi in un panorama contrattuale spesso intricato, con un occhio di riguardo al contesto italiano ed europeo.

Le Esclusioni Generali: i pilastri di ogni polizza

Ogni contratto di assicurazione professionale, a prescindere dal settore di attività, presenta una serie di esclusioni standard. La più importante e universale riguarda il dolo dell’assicurato. Se un danno è causato intenzionalmente, con la volontà di commettere un illecito, nessuna compagnia assicurativa coprirà il risarcimento. La legge stessa, all’articolo 1900 del Codice Civile, stabilisce che l’assicuratore non è obbligato per i sinistri cagionati con dolo del contraente o dell’assicurato. Questo principio è fondamentale per evitare frodi ai danni delle compagnie.

Un’altra area critica è quella della colpa grave. A differenza del dolo, la colpa grave non implica l’intenzionalità, ma una negligenza talmente macroscopica e imprudente da essere quasi inescusabile. Mentre la colpa lieve è generalmente coperta, molte polizze escludono i danni derivanti da colpa grave, a meno che non sia esplicitamente inclusa, spesso con un sovrappremio. Altre esclusioni comuni riguardano multe, sanzioni e ammende, che per loro natura punitiva devono rimanere a carico del responsabile, e i danni derivanti da attività illegali o non conformi alle normative vigenti.

Leggere attentamente il set informativo precontrattuale è il primo passo per comprendere i limiti della propria copertura. L’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, raccomanda di prestare massima attenzione a esclusioni, franchigie e massimali prima di sottoscrivere qualsiasi contratto.

Esclusioni Specifiche dell’Attività Professionale

Oltre alle clausole generali, esistono esclusioni strettamente legate alla natura dell’attività svolta dal professionista. Una delle più insidiose è quella relativa a fatti e circostanze già note al momento della stipula. Se un freelance è a conoscenza di un potenziale errore o di una situazione che potrebbe generare una richiesta di risarcimento, e non lo dichiara alla compagnia, la futura richiesta di risarcimento per quel fatto non sarà coperta. La trasparenza in fase di sottoscrizione è essenziale.

Altrettanto importante è la definizione precisa dell’attività assicurata. La polizza copre esclusivamente i danni provocati nell’esercizio delle attività professionali dichiarate nel contratto. Se un consulente di marketing, ad esempio, offre anche servizi di sviluppo web senza che ciò sia specificato in polizza, eventuali errori in quest’ultimo ambito non saranno coperti. È quindi fondamentale aggiornare il contratto ogni volta che le proprie competenze e i servizi offerti si evolvono, unendo tradizione e innovazione nel proprio percorso professionale.

Franchigie, Scoperti e Massimali: i limiti economici della tutela

Franchigie e scoperti non sono vere e proprie esclusioni, ma rappresentano quella parte del danno che rimane a carico dell’assicurato. La franchigia è un importo fisso, stabilito in polizza, che viene dedotto dal risarcimento. Lo scoperto, invece, è una percentuale del danno che resta a carico del professionista. Comprendere la differenza è vitale: uno scoperto del 10% su un danno ingente può rappresentare una cifra molto più alta di una franchigia fissa. Questi elementi, insieme al massimale, ovvero l’importo massimo che la compagnia è disposta a pagare, definiscono i confini economici della tutela.

I Confini Temporali e Territoriali della Copertura

Le polizze RC professionali operano secondo il regime “claims made”, che assicura le richieste di risarcimento presentate durante il periodo di validità della polizza, anche se l’errore professionale è stato commesso in passato. Qui entrano in gioco due concetti chiave: la retroattività e la postuma.

La garanzia di retroattività estende la copertura a errori commessi prima della data di stipula della polizza, purché non ancora noti. Una retroattività limitata o assente è una grave lacuna, perché lascia scoperti tutti gli anni di attività pregressa. Al contrario, la garanzia postuma copre le richieste di risarcimento che dovessero arrivare dopo la cessazione dell’attività o la scadenza della polizza. La legge sulla concorrenza (L. 124/2017) ha introdotto l’obbligo per le compagnie di offrire un’ultrattività decennale, ma le condizioni economiche sono rimesse alla libertà contrattuale, rendendo cruciale la negoziazione di questo aspetto. Infine, è bene verificare la validità territoriale: la copertura è solitamente valida nel territorio dell’Unione Europea, ma per chi lavora con clienti extra-UE potrebbe essere necessaria un’estensione specifica.

Il Caso Specifico del Settore IT e Digitale

I professionisti del settore digitale, come sviluppatori o esperti di cybersecurity, affrontano rischi peculiari. Le loro polizze spesso escludono specificamente i danni derivanti da atti criminali come l’hacking o il furto di dati in cui il professionista sia coinvolto. La copertura si limita agli errori professionali, non alla responsabilità penale. Un’altra area delicata è la violazione di licenze software o di brevetti. È importante verificare che la polizza includa una copertura per la violazione involontaria dei diritti di proprietà intellettuale, un rischio sempre più presente in un’economia basata sull’innovazione. Per i freelance che gestiscono dati sensibili, una polizza cyber risk dedicata diventa un complemento quasi indispensabile alla RC Pro tradizionale.

Conclusioni

Scegliere una polizza professionale per la propria attività di freelance è una decisione strategica che va oltre il semplice confronto dei premi. In un mercato che valorizza l’autonomia e l’intraprendenza, la vera libertà professionale deriva anche dalla consapevolezza dei rischi e dalla capacità di gestirli. Analizzare con attenzione le clausole di esclusione, comprendere il significato di dolo, colpa grave, franchigie e limiti temporali è un investimento di tempo che ripaga in sicurezza e tranquillità. Affidarsi a un consulente esperto può fare la differenza, trasformando un complesso documento assicurativo in un solido alleato per il futuro della propria professione. La tutela del proprio lavoro e del proprio patrimonio inizia da una scelta informata, unendo la prudenza della tradizione alla proattività richiesta dall’innovazione.

Domande frequenti

Cosa sono esattamente le esclusioni in una polizza professionale e perché esistono?

Le esclusioni sono clausole contrattuali che definiscono specifiche situazioni o tipologie di danno che non sono coperte dalla polizza assicurativa. Esistono per permettere alle compagnie di gestire il proprio rischio, definire con precisione l’ambito della copertura e mantenere i premi economicamente sostenibili. In pratica, delimitano il perimetro della garanzia, escludendo eventi non prevedibili, atti intenzionali o rischi che richiederebbero polizze specifiche e più costose.

Quali sono le esclusioni più comuni a cui dovrei fare attenzione come libero professionista?

Le esclusioni più frequenti e critiche per un libero professionista includono: il dolo (atti intenzionali o fraudolenti), multe e sanzioni, la violazione di brevetti e diritti d’autore, e i danni derivanti da insolvenza. Un’altra esclusione comune riguarda le attività professionali non dichiarate nel contratto: se un architetto assicurato per la progettazione offre anche consulenza finanziaria, i danni derivanti da quest’ultima attività non saranno coperti. È fondamentale leggere con attenzione la sezione “Esclusioni” del contratto.

La mia assicurazione copre anche gli errori commessi per colpa grave?

Dipende dalla polizza. Gli atti dolosi (intenzionali) sono sempre esclusi. La ‘colpa grave’, ovvero un errore macroscopico dovuto a negligenza o imperizia notevole, è un punto cruciale. Mentre in passato molte polizze la escludevano, oggi la tendenza del mercato, soprattutto per le professioni regolamentate, è quella di includerla. Tuttavia, è una delle clausole più importanti da verificare: una polizza che non copre la colpa grave offre una tutela significativamente inferiore.

Cosa significa ‘clausola di retroattività’ e perché è così importante?

La retroattività è una garanzia fondamentale nelle polizze professionali, che operano quasi sempre in regime ‘claims made’ (a richiesta fatta). Questo significa che la polizza copre le richieste di risarcimento ricevute durante il periodo di validità del contratto, anche se l’errore professionale è stato commesso prima della stipula. La retroattività estende la copertura a un determinato periodo nel passato (es. 5 anni, 10 anni o illimitata). È cruciale perché protegge il professionista da errori passati non ancora noti, garantendo continuità di copertura soprattutto quando si cambia assicurazione o si inizia una nuova attività.

Come posso proteggermi dalle clausole di esclusione e scegliere la polizza giusta per me?

Per tutelarsi, è essenziale leggere attentamente tutto il set informativo precontrattuale prima di firmare, non fermandosi solo al prezzo. Presta massima attenzione alla sezione dedicata alle esclusioni, ai massimali e alle franchigie. Se il linguaggio è troppo tecnico, non esitare a chiedere chiarimenti a un broker assicurativo indipendente o a un consulente legale. Assicurati che la polizza includa la copertura per la colpa grave e offra una retroattività adeguata alla tua storia professionale.