Questa è una versione PDF del contenuto. Per la versione completa e aggiornata, visita:
https://blog.tuttosemplice.com/poltronesofa-multa-antitrust-da-1-milione-per-sconti-ingannevoli/
Verrai reindirizzato automaticamente...
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto una sanzione di 1 milione di euro a Poltronesofà S.p.A. per pratiche commerciali scorrette. La decisione, resa nota nei primi giorni di gennaio 2026, colpisce una delle strategie promozionali più note del colosso dell’arredamento: la comunicazione relativa agli sconti e ai prezzi della cosiddetta "Collezione Promo". Secondo l’Antitrust, le campagne pubblicitarie diffuse attraverso televisione, radio e canali digitali avrebbero fornito ai consumatori informazioni ingannevoli, alterando la percezione della reale convenienza dell’offerta.
Il provvedimento arriva al termine di un’istruttoria che ha analizzato le condotte dell’azienda a partire dal gennaio 2023. Al centro delle contestazioni vi è il meccanismo del "prezzo barrato": secondo l’Autorità, Poltronesofà avrebbe promosso i propri divani indicando uno sconto rilevante rispetto a un prezzo di listino superiore che, nella realtà dei fatti, non veniva quasi mai applicato. Questa pratica, secondo quanto riportato da fonti come Milano Finanza e la Repubblica, avrebbe indotto i consumatori a credere di trovarsi di fronte a un’occasione imperdibile, basata però su un vantaggio economico insussistente.
La notizia ha immediatamente generato un forte interesse mediatico e tra i consumatori, portando il termine "antitrust poltronesofà" tra i trend di ricerca più caldi della settimana, con migliaia di query registrate. Per il mercato del retail e per il settore dell’arredamento, questa sanzione rappresenta un segnale chiaro sulla necessità di maggiore trasparenza nelle politiche di pricing, specialmente in un contesto economico dove la leva promozionale è determinante per le scelte d’acquisto delle famiglie.
Il cuore del provvedimento dell’AGCM riguarda la modalità con cui Poltronesofà ha presentato le offerte della "Collezione Promo". L’istruttoria ha evidenziato che i prezzi "pieni", indicati come base per il calcolo dello sconto, erano di fatto prezzi teorici. I prodotti in questione, infatti, erano stati immessi sul mercato con l’obiettivo strategico di essere venduti quasi esclusivamente in promozione. Di conseguenza, il prezzo barrato non rappresentava un reale valore storico di vendita, ma un parametro artificiale utile a magnificare la percentuale di sconto.
Secondo l’Autorità, questa condotta viola gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, configurandosi come una pratica ingannevole e omissiva. Il consumatore, attratto dalla prospettiva di un risparmio consistente (spesso pubblicizzato con toni di urgenza), veniva indirizzato verso una decisione commerciale che, in presenza di informazioni corrette e trasparenti, avrebbe potuto non prendere. L’AGCM ha sottolineato come la frequenza e la diffusione capillare di tali messaggi abbiano amplificato l’effetto distorsivo sul mercato.
Dalle carte dell’istruttoria emergono dati interessanti riguardo al peso specifico della linea incriminata sui conti dell’azienda. La "Collezione Promo" non è un elemento marginale dell’offerta di Poltronesofà: nel biennio 2023-2024, le vendite riconducibili a questa specifica gamma hanno inciso in misura variabile tra il 2% e il 20% del fatturato totale. Questo dato conferma quanto la strategia di marketing aggressiva su questi prodotti fosse centrale per il modello di business della società.
Nonostante l’importo della multa — 1 milione di euro — possa apparire contenuto rispetto ai volumi d’affari di un leader di mercato, il danno reputazionale potrebbe essere più significativo. In un settore dove la fiducia del cliente è fondamentale, la reiterazione di pratiche giudicate scorrette rischia di erodere il valore del brand. Gli analisti osservano che la trasparenza è diventata un asset intangibile cruciale, e sanzioni di questo tipo impongono alle aziende una revisione profonda delle proprie strategie di comunicazione commerciale.
Non è la prima volta che Poltronesofà finisce nel mirino dell’Antitrust per le sue pubblicità. Già nel 2021, l’azienda era stata sanzionata per un importo analogo (1 milione di euro) per le campagne "Doppi saldi doppi risparmi", "Supervalutiamo il tuo divano" e altre promozioni a tempo. Anche in quell’occasione, l’Autorità aveva censurato la veridicità degli sconti promessi e la reale scadenza delle offerte, spesso prorogate ben oltre i termini annunciati per creare una falsa urgenza nell’acquisto.
La nuova sanzione del 2026 evidenzia una certa continuità nelle contestazioni mosse all’azienda emiliana. La recidiva su tematiche simili — la trasparenza degli sconti e la veridicità dei prezzi di partenza — suggerisce che le modifiche apportate alle politiche di marketing negli ultimi anni non sono state ritenute sufficienti dall’Autorità di vigilanza per garantire una corretta informazione al consumatore.
La sanzione da 1 milione di euro inflitta a Poltronesofà dall’Antitrust nel gennaio 2026 riaccende il dibattito sulla correttezza delle pratiche promozionali nel settore retail. Se da un lato l’azienda dovrà ottemperare al pagamento della multa e verosimilmente rivedere le proprie campagne pubblicitarie per evitare ulteriori provvedimenti, dall’altro i consumatori ricevono una nuova conferma dell’attenzione posta dall’AGCM sulla veridicità delle offerte commerciali. In un mercato sempre più competitivo, la lezione che emerge è chiara: lo sconto deve essere un vantaggio reale e misurabile, non un artificio contabile per attirare l’attenzione.
L’azienda ha ricevuto una sanzione di 1 milione di euro per pratiche commerciali scorrette legate alla linea Collezione Promo. L’Antitrust ha accertato che gli sconti pubblicizzati erano calcolati su prezzi di listino teorici e mai realmente applicati, alterando così la percezione della convenienza dell’offerta da parte dei consumatori.
La pratica consisteva nell’indicare un prezzo iniziale molto alto, poi barrato, per evidenziare uno sconto notevole. Le indagini hanno rivelato che tale prezzo pieno era un parametro artificiale, poiché i divani venivano venduti quasi esclusivamente in promozione, rendendo il risparmio vantato del tutto illusorio e non basato su un reale storico di vendita.
Sì, esiste un precedente del 2021 in cui l’azienda fu multata per un importo simile a causa di promozioni con scadenze fittizie e sconti non veritieri. La nuova sanzione evidenzia una recidiva nelle strategie di comunicazione, giudicate ancora una volta poco trasparenti e non conformi alle richieste dell’Autorità di vigilanza.
I dati dell’istruttoria mostrano che questa specifica gamma di prodotti ha avuto un peso rilevante, incidendo tra il 2 e il 20 per cento del fatturato totale nel biennio 2023-2024. Questo conferma la centralità di una strategia di marketing aggressiva che l’Antitrust ha ritenuto lesiva per la corretta informazione al consumatore.
Secondo il provvedimento dell’Autorità, la condotta dell’azienda ha violato gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. Queste norme regolano le pratiche commerciali sleali, ingannevoli e omissive, sanzionando le aziende che forniscono informazioni non veritiere capaci di falsare le scelte economiche degli acquirenti.