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Il 2025 si chiude come l’anno della definitiva consacrazione del digitale nel mercato del credito italiano. Secondo quanto emerge dal nuovo Rapporto Experian 2025, pubblicato questa mattina, le abitudini finanziarie delle famiglie italiane hanno subito una trasformazione strutturale, abbandonando progressivamente gli sportelli fisici a favore di soluzioni più flessibili, immediate e gestibili via smartphone. I dati dipingono uno scenario inequivocabile: la tecnologia non è più solo un canale alternativo, ma il motore trainante dell’intero settore.
In un contesto macroeconomico che vede una graduale stabilizzazione dei tassi di interesse, la propensione al consumo degli italiani ha trovato nuova linfa grazie a strumenti innovativi. L’analisi dei volumi di richiesta evidenzia come la velocità di erogazione e la semplificazione delle procedure siano diventati i driver principali per l’accesso ai finanziamenti. Non si tratta solo di una preferenza generazionale legata ai più giovani, ma di un fenomeno trasversale che sta ridefinendo le strategie di banche e istituti finanziari.
Il dato più macroscopico rilevato dal rapporto riguarda l’utilizzo delle piattaforme online. Nel 2025, le richieste di credito veicolate attraverso il canale digitale hanno registrato un incremento del +27,25% rispetto all’anno precedente. Questo balzo in avanti testimonia come l’utente medio abbia ormai superato la diffidenza verso le procedure di identificazione a distanza e la firma digitale, preferendo la comodità di gestire le pratiche in autonomia, 24 ore su 24.
Secondo gli analisti di Experian, questa crescita è stata favorita anche dal potenziamento delle app bancarie e dall’integrazione di sistemi di open banking, che permettono valutazioni del merito creditizio quasi istantanee. La filiale fisica rimane un punto di riferimento per operazioni complesse come i mutui, ma per la liquidità immediata lo smartphone è ormai lo strumento d’elezione.
La vera stella del 2025 è senza dubbio il Buy Now Pay Later (BNPL). Questa forma di pagamento dilazionato, che permette di rateizzare acquisti di piccolo e medio importo spesso senza interessi, ha visto una crescita esplosiva del +52,24% rispetto al 2024. Il BNPL sta di fatto erodendo quote di mercato ai tradizionali prestiti finalizzati di piccolo importo, grazie alla sua integrazione nativa negli e-commerce e, sempre più spesso, anche nei negozi fisici tramite POS evoluti.
Il successo del “compra ora, paga dopo” risiede nella sua percezione: non viene vissuto dal consumatore come un indebitamento gravoso, ma come uno strumento di gestione del budget mensile (cashflow management). Tuttavia, gli esperti invitano sempre a monitorare con attenzione le scadenze per evitare di accumulare troppe micro-esposizioni che, sommate, potrebbero impattare sulla solvibilità complessiva.
Un altro segnale importante arriva dal comparto delle carte di credito e dei prodotti revolving. Le richieste per questi strumenti flessibili hanno segnato un robusto +19,84% su base annua. A differenza dei prestiti personali classici, che prevedono un piano di ammortamento rigido, le carte revolving offrono una riserva di denaro ricaricabile con il rimborso delle rate.
Questo incremento suggerisce che molte famiglie italiane stanno cercando “polmoni” di liquidità aggiuntiva per far fronte a spese impreviste o per mantenere il proprio stile di vita in presenza di un’inflazione che, seppur rallentata, ha lasciato i prezzi al consumo su livelli elevati. La flessibilità, dunque, vince sulla rigidità, anche a costo di tassi di interesse mediamente più alti rispetto ad altre forme di finanziamento.
Nonostante l’entusiasmo per la facilità di accesso al credito digitale, resta fondamentale per i consumatori prestare attenzione ai costi. Anche nel 2025, la differenza tra TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) rimane l’indicatore chiave per valutare la bontà di un’offerta. Sebbene il BNPL sia spesso pubblicizzato a “tasso zero”, le carte revolving e i prestiti personali digitali possono nascondere costi accessori che incidono sul TAEG finale.
Parallelamente, strumenti più tradizionali e tutelati come la cessione del quinto continuano a rappresentare una valida alternativa per dipendenti e pensionati che cercano tassi più contenuti e rate sostenibili, sebbene la loro natura burocratica li renda meno immediati rispetto alle soluzioni instant lending che hanno dominato l’anno appena concluso.
Il Rapporto Experian 2025 fotografa un’Italia che viaggia a due velocità, ma con una direzione chiara. Da un lato c’è il credito tradizionale, solido ma più lento; dall’altro c’è il credito digitale, che con tassi di crescita a doppia cifra (+52,24% per il BNPL e +27,25% per il canale digitale) sta riscrivendo le regole del gioco. Per il 2026 ci si attende che questa tendenza si consolidi ulteriormente, con l’Intelligenza Artificiale pronta a personalizzare ancora di più le offerte di finanziamento in tempo reale.
Secondo il Rapporto Experian 2025, il mercato italiano ha subito una trasformazione strutturale verso il digitale, con un aumento delle richieste online superiore al 27%. Gli utenti abbandonano progressivamente le filiali fisiche per affidarsi a soluzioni gestibili via smartphone, privilegiando la velocità di erogazione e la semplicità delle procedure. I driver principali di questa crescita sono il Buy Now Pay Later e le carte revolving, strumenti che offrono maggiore flessibilità nella gestione del budget familiare.
Il Buy Now Pay Later ha registrato una crescita esplosiva di oltre il 50% perché viene percepito dai consumatori non come un debito, ma come uno strumento utile per la gestione del flusso di cassa mensile. La sua integrazione nativa negli e-commerce e nei negozi fisici permette di rateizzare acquisti di piccolo importo in modo immediato. Tuttavia, è fondamentale monitorare le scadenze per evitare di accumulare troppe micro-esposizioni che potrebbero impattare negativamente sulla solvibilità complessiva.
Le carte revolving, le cui richieste sono aumentate di quasi il 20%, sono ideali per chi necessita di una riserva di liquidità flessibile e ricaricabile per affrontare spese impreviste. A differenza dei prestiti personali che hanno un piano di ammortamento rigido, le revolving permettono di riutilizzare il credito man mano che viene rimborsato. Bisogna però prestare attenzione ai tassi di interesse, che tendono a essere mediamente più alti rispetto ai finanziamenti classici o alla cessione del quinto.
La velocità e la semplicità del credito digitale possono portare a sottovalutare i costi reali dell’operazione. È essenziale non fermarsi al tasso nominale TAN ma valutare sempre il TAEG, che include tutte le spese accessorie e indica il costo effettivo del finanziamento. Inoltre, l’accumulo di diverse piccole rate, tipico dei servizi di pagamento dilazionato, richiede una gestione attenta per evitare il sovraindebitamento, anche quando le singole operazioni sembrano di importo ridotto.
Il trend di digitalizzazione è destinato a consolidarsi ulteriormente verso il 2026, con l’Intelligenza Artificiale che giocherà un ruolo chiave. Le banche e gli istituti finanziari utilizzeranno sempre più algoritmi avanzati e sistemi di open banking per offrire valutazioni del merito creditizio quasi istantanee e proposte personalizzate in tempo reale. Questo renderà l’accesso alla liquidità ancora più rapido, riducendo la burocrazia ma richiedendo al contempo una maggiore consapevolezza finanziaria da parte degli utenti.