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Nel panorama finanziario del 2026, il refactoring sistemi legacy non è più una scelta opzionale, ma una necessità di sopravvivenza operativa. Le istituzioni bancarie si trovano strette tra la necessità di innovare rapidamente (per competere con le Fintech native digitali) e il peso di codebase monolitici, spesso scritti in COBOL o vecchie versioni di Java, che gestiscono transazioni critiche da decenni. Questa guida tecnica esplora come l’integrazione tra Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) e strumenti deterministici di analisi statica del codice stia rivoluzionando il modo in cui affrontiamo la modernizzazione del software.
Il principale ostacolo nel refactoring di sistemi bancari non è la scrittura del nuovo codice, ma la comprensione di quello vecchio. Parliamo di milioni di righe di codice dove la logica di business è intrecciata con la gestione dell’infrastruttura, e dove la documentazione è spesso assente o obsoleta. In questo contesto, un approccio manuale è rischioso e insostenibilmente lento.
La soluzione moderna risiede in un approccio ibrido: utilizzare l’analisi statica per creare una mappa certa delle dipendenze e gli LLM (Large Language Models) specializzati nel code understanding per decifrare l’intento semantico delle funzioni.
Prima di toccare una singola riga di codice, è necessario illuminare le zone d’ombra del monolite. Ecco come strutturare la fase di discovery:
Gli strumenti di analisi statica (come SonarQube avanzato o strumenti proprietari di mainframe analysis) devono essere configurati per generare non solo report di qualità, ma grafi di dipendenza completi. L’obiettivo è identificare:
Una volta indicizzato il codebase, possiamo utilizzare un’architettura RAG. Invece di chiedere a un LLM generico di “spiegare questo file”, inseriamo l’intero codebase vettorializzato in un database. Questo permette di interrogare il sistema con domande di alto livello:
“Mostrami tutte le funzioni che calcolano il tasso di interesse composto e che hanno dipendenze dirette con la tabella DB_CLIENTI_STORICO.”
L’AI restituisce non solo i file, ma il flusso logico che li collega, riducendo il tempo di analisi da settimane a minuti.
Una volta mappato il territorio, l’obiettivo è il refactoring sistemi legacy verso un’architettura a microservizi o modulare. La tecnica regina rimane lo Strangler Fig Pattern, potenziato dall’AI.
Qui entra in gioco l’esperienza maturata nello sviluppo del CRM BOMA. Durante la creazione di BOMA, ci siamo trovati di fronte alla necessità di migrare logiche complesse di gestione clienti da un vecchio gestionale VB6. L’errore comune è tentare di riscrivere tutto da zero (Big Bang Rewrite). Invece, abbiamo utilizzato l’AI per estrarre le “regole pure” di business, separandole dal codice di interfaccia utente e di accesso ai dati.
Il processo applicato:
Nel settore bancario, la sicurezza non è negoziabile. L’uso di AI per generare codice introduce nuovi rischi (es. codice insicuro o allucinazioni). È imperativo integrare controlli di sicurezza nella pipeline di refactoring.
Quando si chiede a un LLM di rifattorizzare una funzione, il prompt deve includere vincoli di sicurezza espliciti. Esempio di prompt strutturato:
ROLE: Senior Security Architect TASK: Refactoring della funzione 'processTransaction' da COBOL a Java Spring Boot. CONSTRAINTS: 1. Utilizza Prepared Statements per prevenire SQL Injection (OWASP A03:2021). 2. Implementa validazione rigorosa degli input. 3. Assicura che i log non contengano PII (Personally Identifiable Information). 4. Aggiungi commenti Javadoc spiegando la logica di business preservata.
Il codice generato dall’AI non deve mai andare in produzione senza validazione. La pipeline CI/CD deve includere:
L’esperienza con il CRM BOMA è stata illuminante per definire questo protocollo. In quel progetto, la sfida non era solo tecnologica, ma semantica. Il vecchio sistema utilizzava nomenclature oscure (es. variabili come var1, x_temp). Utilizzando LLM per analizzare il flusso dei dati, siamo riusciti a rinominare e rifattorizzare le variabili con nomi parlanti basati sul contesto reale di utilizzo (es. customerLifetimeValue, lastInteractionDate).
Questo processo di “arricchimento semantico” durante il refactoring ha permesso non solo di aggiornare lo stack tecnologico, ma di rendere il codice manutenibile per i futuri sviluppatori, riducendo il debito tecnico del 60% nei primi 6 mesi post-migrazione.
Anche nel 2026, gli LLM possono “allucinare”, inventando librerie o metodi inesistenti. Per mitigare questo rischio:
Il refactoring sistemi legacy nel settore bancario è un’operazione a cuore aperto. L’adozione di strumenti di analisi statica combinati con l’intelligenza artificiale permette di ridurre i rischi operatori e accelerare il time-to-market. Tuttavia, la tecnologia è solo un acceleratore: la profonda comprensione dei domini bancari e l’architettura software, come dimostrato nel caso BOMA, rimangono le fondamenta insostituibili per il successo del progetto.
L’integrazione tra AI Generativa e analisi statica permette di decifrare rapidamente codebase obsoleti, riducendo i tempi di discovery da settimane a minuti. Grazie all’architettura RAG, è possibile interrogare il codice vettorializzato per comprendere flussi logici complessi e dipendenze nascoste, facilitando l’estrazione delle regole di business senza dover analizzare manualmente milioni di righe di codice.
La tecnica raccomandata è lo Strangler Fig Pattern potenziato dall’AI. Questo approccio evita la riscrittura totale immediata, preferendo l’isolamento graduale dei contesti limitati. Gli LLM vengono utilizzati per estrarre la logica pura dal vecchio sistema e riscriverla in linguaggi moderni, mentre si creano interfacce facade che instradano il traffico verso i nuovi microservizi in modo progressivo.
La sicurezza si ottiene imponendo vincoli espliciti nei prompt, come l’uso di Prepared Statements per prevenire SQL Injection secondo gli standard OWASP, e integrando controlli automatici nella pipeline CI/CD. È essenziale mantenere un approccio human-in-the-loop per la revisione del codice critico e utilizzare strumenti SAST per scansionare vulnerabilità prima che il software vada in produzione.
Si utilizza un approccio di arricchimento semantico tramite LLM specializzati nel code understanding. Questi modelli analizzano il flusso dei dati e suggeriscono rinominazioni delle variabili oscure con termini basati sul contesto reale, come visto nel caso studio CRM BOMA. Questo processo trasforma il codice black box in una struttura leggibile e manutenibile per i futuri sviluppatori.
Le allucinazioni si verificano quando l’AI inventa librerie o metodi inesistenti. Per mitigarle, si adottano strategie come la compilazione immediata del codice suggerito direttamente nell’IDE e l’uso di modelli multipli per confrontare le soluzioni (Mixture of Experts). Inoltre, la generazione automatica di unit test assicura che il nuovo codice rispetti rigorosamente le funzionalità del sistema originale.