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È il 13 gennaio 2026, una data che segna un punto di svolta fondamentale per l’industria ciclistica e per tutti gli appassionati delle due ruote. Mentre gran parte dell’Italia sportiva discute animatamente dell’ultima giornata di Serie A o si esalta per le schiacciate del basket internazionale, nel mondo del ciclismo si sta consumando una rivoluzione silenziosa ma tecnicamente fragorosa. Le novità presentate oggi da SRAM non sono semplici aggiornamenti di catalogo: sono la conferma definitiva di un cambio di paradigma biomeccanico che sta investendo il nostro sport preferito con la forza di un uragano.
L’entusiasmo è palpabile tra gli addetti ai lavori. Non stiamo parlando solo di “pezzi di metallo”, ma di strumenti che ridefiniscono l’interazione tra uomo e macchina. Secondo quanto riportato da fonti autorevoli come BiciDaStrada, SRAM ha deciso di abbattere un altro muro, portando sul mercato soluzioni che fino a pochi anni fa sembravano riservate a nicchie sperimentali o a prototipi da laboratorio. La notizia principale? Le pedivelle si accorciano drasticamente, arrivando a misure che faranno la felicità di biomeccanici e atleti alla ricerca della performance assoluta.
Ma attenzione, perché il colosso americano non si è fermato qui. Il pacchetto di novità per il 2026 include aggiornamenti che spaziano dall’aerodinamica pura all’estetica, dimostrando un’attenzione al dettaglio degna di un team di F1. Preparatevi, perché stiamo per entrare nel dettaglio di una giornata che verrà ricordata come quella in cui il “corto” è diventato ufficialmente il nuovo standard.
La notizia bomba che sta facendo il giro del web riguarda l’ampliamento della gamma di pedivelle per il gruppo di punta, lo SRAM Red AXS. Se pensavate che la misura 165mm fosse estrema, dovrete ricredervi. Secondo BiciDaStrada, SRAM ha introdotto ufficialmente le lunghezze da 150 mm e 155 mm. Queste nuove opzioni si aggiungono alle già esistenti 160, 165, 167.5, 170, 172.5 e 175 mm, creando quella che è probabilmente la gamma più completa mai offerta da un produttore mainstream.
È una mossa audace e lungimirante. Il prezzo della guarnitura (intesa come sole pedivelle, senza powermeter, movimento centrale o corone) è fissato a 450 euro. Una cifra importante, certo, ma giustificata dalla qualità costruttiva e, soprattutto, dalla possibilità di accedere a una personalizzazione biomeccanica che prima richiedeva componenti custom costosissimi. Immaginate la precisione: ora ogni ciclista, dal professionista che punta alle Olimpiadi all’amatore evoluto, può trovare la misura millimetrica perfetta per le proprie leve.
Questa espansione non è un vezzo. Risponde a una domanda crescente che arriva direttamente dal mondo delle gare, dove ogni watt risparmiato vale oro. Avere una pedivella da 150mm su un gruppo top di gamma significa che SRAM ha ascoltato i feedback dei triatleti, dei corridori di statura più contenuta e di chiunque cerchi di ottimizzare la propria efficienza di pedalata senza compromessi.
Perché tutto questo entusiasmo per delle pedivelle più corte? La risposta risiede nella biomeccanica moderna. L’utilizzo di leve ridotte permette di aprire l’angolo dell’anca al punto morto superiore della pedalata. In termini pratici, questo significa che il ginocchio sale meno verso il petto, facilitando la respirazione e riducendo la compressione addominale. È un vantaggio enorme, paragonabile a quello che si ottiene nel tennis passando da una racchetta di legno a una in grafite moderna: cambia completamente il gioco.
Inoltre, una pedivella più corta permette di alzare la sella (per compensare la minor estensione in basso) e, di conseguenza, di appiattire la schiena per una posizione più aerodinamica senza sacrificare il comfort. È la stessa ricerca del dettaglio che vediamo in MotoGP, dove la posizione del pilota viene studiata in galleria del vento per limare millesimi di secondo. Con pedivelle da 150mm o 155mm, i triatleti e i cronoman possono mantenere posizioni aggressive per ore, riducendo l’affaticamento muscolare e migliorando la transizione verso la corsa a piedi nel caso del triathlon.
Non dimentichiamo poi il vantaggio in curva: una pedivella più corta offre maggiore luce a terra, permettendo di pedalare anche in piega stretta senza rischiare di toccare l’asfalto. In un criterio o in una discesa tecnica, questo può fare la differenza tra vincere e perdere, esattamente come una traiettoria perfetta in una gara di F1.
Come anticipato, il titolo “ma non solo…” nasconde altre perle tecnologiche. SRAM ha svelato una nuova linea di freni a disco aero, specifici per manubri da cronometro e triathlon. E la notizia fantastica è che questa tecnologia non è riservata solo all’élite del Red, ma scende a cascata su Force e Rival.
Secondo i dati rilasciati oggi, i nuovi kit (che comprendono pinze e leve) sono progettati per integrarsi perfettamente con le appendici aerodinamiche, riducendo al minimo la resistenza all’aria. Ecco i prezzi indicativi riportati dalle fonti del settore per i kit (dischi esclusi):
SRAM promette una potenza elevata e un’ottima modulabilità per tutti i gruppi. Un dettaglio fondamentale è la possibilità di regolare la distanza delle leve dal manubrio, una feature che sarà apprezzatissima da chi ha mani più piccole o preferisce un punto di contatto specifico. È la democratizzazione della velocità: anche chi monta un gruppo Rival sulla propria bici da triathlon potrà godere di un cockpit pulito, aerodinamico e performante.
Nel ciclismo, come nel calcio, anche l’occhio vuole la sua parte. Le maglie delle squadre di Serie A sono studiate per essere iconiche, e lo stesso vale per i componenti della bici. SRAM ha lanciato oggi anche una versione “Silver” del suo ormai onnipresente supporto cambio UDH (Universal Derailleur Hanger). Sebbene non sia una rivoluzione tecnica (la funzionalità rimane quella, indispensabile per i gruppi Transmission), la finitura argentata per vite e rondella è quella “chicca” estetica che farà impazzire i maniaci del tuning cromatico.
Infine, un aggiornamento pratico che molti aspettavano: il caricabatterie AXS si rinnova. Le indiscrezioni confermano l’adozione dello standard USB-C, allineandosi finalmente con la maggior parte dei dispositivi elettronici moderni. Sembra un dettaglio minore, ma chi viaggia spesso per gare o training camp sa quanto sia comodo avere un unico cavo per telefono, computer e cambio della bici.
Queste novità del 2026 ci dicono una cosa chiara: l’era dell’adattamento del ciclista alla bici è finita. Ora è la bici che si adatta al ciclista. Con l’introduzione di misure come la 150mm, SRAM sta applicando al ciclismo di massa la stessa filosofia di personalizzazione estrema che vediamo negli sport d’élite. Pensate a come un giocatore di basket sceglie le scarpe in base al supporto plantare, o a come un tennista bilancia la racchetta al grammo.
SRAM sta fornendo agli appassionati gli strumenti per costruire la “bici perfetta”. Non si tratta più di accontentarsi di ciò che viene montato di serie. Si tratta di analizzare la propria biomeccanica e scegliere il componente che massimizza il proprio potenziale. È un approccio professionale, quasi scientifico, che eleva l’esperienza di guida a un livello superiore.
Il 13 gennaio 2026 sarà ricordato come il giorno in cui SRAM ha detto “basta” ai compromessi sulla lunghezza delle pedivelle. L’introduzione delle misure da 150 e 155 mm nel gruppo Red AXS, unita ai nuovi freni Aero per tutte le fasce di prezzo, dimostra una vitalità incredibile dell’azienda americana. Mentre il mondo dello sport generalista guarda altrove, noi ciclisti possiamo festeggiare un’innovazione che renderà le nostre pedalate più efficaci, più comode e più veloci. Che siate professionisti pronti per le grandi classiche o amatori che sfidano se stessi nel weekend, queste novità sono benzina pura per la vostra passione. La strada è tracciata, ed è più aerodinamica che mai.
SRAM ha ampliato la gamma Red AXS introducendo ufficialmente le lunghezze da 150 mm e 155 mm, che si aggiungono alle opzioni classiche da 160 a 175 mm. Questa novità risponde alle esigenze di biomeccanici e atleti che cercano di ottimizzare la propria efficienza di pedalata. Il prezzo di listino per le sole pedivelle è fissato a 450 euro.
L’utilizzo di leve ridotte permette di aprire l’angolo dell’anca al punto morto superiore, riducendo la compressione addominale e facilitando la respirazione. Inoltre, consente di alzare la sella e appiattire la schiena per una posizione più aerodinamica senza sacrificare il comfort, migliorando anche la luce a terra durante le curve strette.
I nuovi freni specifici per cronometro e triathlon hanno prezzi differenziati in base al gruppo: il kit Red Aero costa indicativamente 644 euro, il Force Aero 550 euro e il Rival Aero 460 euro. I prezzi si riferiscono ai kit comprensivi di pinze e leve, esclusi i dischi, rendendo la tecnologia accessibile a diverse fasce di utenza.
Questi componenti sono progettati per integrarsi perfettamente con le appendici aerodinamiche e ridurre la resistenza all’aria. Un vantaggio fondamentale è la possibilità di regolare la distanza delle leve dal manubrio, una caratteristica ideale per chi ha mani piccole o preferisce un punto di contatto specifico, garantendo potenza e modulabilità.
Il caricabatterie per il sistema AXS si rinnova adottando lo standard USB-C. Questo aggiornamento allinea il dispositivo alla maggior parte degli apparecchi elettronici moderni, offrendo una notevole comodità per chi viaggia e desidera utilizzare un unico cavo per ricaricare telefono, computer e cambio della bici.