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Il Super Bowl LX, disputatosi l’8 febbraio 2026 al Levi’s Stadium, passerà alla storia non solo per il risultato sul campo, ma per essere stato il palcoscenico della definitiva consacrazione mediatica di una tecnologia rivoluzionaria: l’Intelligenza Artificiale. Secondo quanto riportato da The Rundown AI e altre testate di settore, l’evento di quest’anno ha segnato un punto di svolta, con le aziende tecnologiche che hanno investito cifre record per dominare gli spazi pubblicitari, trasformando il “Big Game” in una vera e propria vetrina per l’automazione e gli algoritmi generativi.
Se negli anni passati le criptovalute avevano tentato, con alterne fortune, di catturare l’attenzione del grande pubblico, il 2026 è indubbiamente l’anno dell’AI. L’Intelligenza Artificiale è stata nominata, mostrata o utilizzata in quasi un quarto di tutti gli spot trasmessi, segnalando come questa tecnologia sia ormai uscita dai laboratori di ricerca per entrare prepotentemente nella cultura pop e nella quotidianità dei consumatori. Dai colossi come Google e Amazon alle startup emergenti, la narrazione pubblicitaria si è concentrata quasi esclusivamente sulle capacità dei nuovi modelli linguistici (LLM) e degli agenti autonomi.
I numeri di questa edizione sono impressionanti. Secondo i dati analizzati da Fast Company e The Rundown AI, circa il 23% degli spot commerciali trasmessi durante il Super Bowl LX presentava elementi legati all’AI, con una spesa complessiva stimata superiore ai 150 milioni di dollari. Aziende come OpenAI, Anthropic, Google e Meta si sono date battaglia per conquistare la fiducia del pubblico generalista, cercando di posizionarsi come leader affidabili in un settore sempre più affollato.
Particolarmente accesa è stata la rivalità tra OpenAI e Anthropic. Mentre OpenAI ha puntato su uno spot intitolato “Builders”, celebrando i creatori che utilizzano la loro piattaforma, Anthropic ha scelto una strategia in controtendenza. Il loro spot per il modello Claude ha enfatizzato l’assenza di pubblicità all’interno della loro AI, lanciando una frecciata diretta ai concorrenti e innescando quello che gli analisti hanno definito una “faida virale” tra le due compagnie.
Uno degli spot più discussi e controversi della serata è stato quello del marchio di vodka Svedka. Intitolato “Shake Your Bots Off”, lo spot ha riportato in vita la mascotte robotica dell’azienda dei primi anni 2000, ma con una novità sostanziale: secondo i produttori, si è trattato del primo spot del Super Bowl generato “primariamente” tramite intelligenza artificiale. Sebbene la sceneggiatura fosse opera umana, la maggior parte delle visualizzazioni e delle animazioni dei personaggi è stata creata utilizzando strumenti di video generation avanzati.
La reazione del pubblico è stata mista. Mentre alcuni esperti di marketing hanno lodato l’innovazione tecnica, parte della critica e dei social media ha definito l’estetica “inquietante” (o “uncanny”), evidenziando come l’uso dell’AI nella produzione video creativa rimanga un terreno scivoloso, capace di generare tanto stupore quanto disagio.
Non sono mancati i volti noti di Hollywood, arruolati per rendere più “umana” la tecnologia. Amazon ha schierato l’attore Chris Hemsworth per promuovere la nuova Alexa+. Nello spot, Hemsworth interpreta un uomo ironicamente terrorizzato dalle capacità onniscienti del suo assistente vocale, un tentativo di Amazon di giocare con le paure comuni legate alla privacy e alla potenza degli algoritmi, pur promuovendo il prodotto.
Anche il mondo del software B2B ha avuto il suo momento di gloria. La piattaforma finanziaria Ramp ha utilizzato l’attore Brian Baumgartner (celebre per il ruolo di Kevin Malone in The Office) in uno spot dove l’AI clona il suo personaggio per ottimizzare la gestione delle spese d’ufficio, dimostrando come l’automazione stia diventando un tema centrale anche per i servizi aziendali.
Un altro sviluppo significativo emerso a margine dell’evento riguarda l’infrastruttura stessa del web. È stato rivelato che Kris Marszalek, co-fondatore di Crypto.com, ha acquistato il dominio AI.com per la cifra record di 70 milioni di dollari. Il sito è stato lanciato durante il Super Bowl come una piattaforma per agenti AI autonomi destinati ai consumatori, promettendo di eseguire compiti complessi come il trading azionario e la gestione dell’agenda senza configurazioni tecniche. Secondo le analisi di EDO, lo spot di AI.com è risultato essere l’inserzionista più efficace della serata in termini di coinvolgimento del consumatore, superando marchi storici di birra e auto.
Il Super Bowl LX ha certificato che l’Intelligenza Artificiale non è più una nicchia per appassionati di tecnologia, ma il nuovo motore trainante dell’economia pubblicitaria globale. Se da un lato l’entusiasmo delle aziende è palpabile, la ricezione mista di alcuni spot suggerisce che il pubblico sta ancora elaborando l’impatto di questa rivoluzione. Tra promesse di efficienza sovrumana e timori di un futuro sintetico, il “Big Game” del 2026 ha offerto un’anteprima fedele delle sfide che attendono la società nell’era dell’AI pervasiva.
Durante il Super Bowl LX del 2026, le aziende tecnologiche hanno investito una cifra record superiore ai 150 milioni di dollari per spot legati all intelligenza artificiale. Secondo le analisi di settore, circa il 23% di tutte le pubblicità trasmesse conteneva riferimenti, utilizzi o menzioni di tecnologie AI, segnando il definitivo passaggio di questa innovazione dai laboratori alla cultura di massa e superando i trend passati legati alle criptovalute.
Il marchio di vodka Svedka ha lanciato lo spot intitolato Shake Your Bots Off, considerato il primo commercial del Super Bowl realizzato primariamente tramite strumenti di video generation AI. Sebbene la sceneggiatura fosse umana, le animazioni e la visualizzazione della mascotte robotica sono state create sinteticamente. Questa innovazione ha suscitato reazioni contrastanti, con parte del pubblico che ha definito l estetica inquietante o uncanny, evidenziando le sfide creative di questa tecnologia.
Le due aziende hanno scelto approcci opposti, scatenando una rivalità mediatica. OpenAI ha puntato sullo spot Builders per celebrare i creatori che usano la loro piattaforma, focalizzandosi sull empowerment dell utente. Al contrario, Anthropic ha promosso il modello Claude enfatizzando l assenza di pubblicità all interno del proprio sistema, lanciando una frecciata diretta ai concorrenti e posizionandosi come alternativa focalizzata sulla privacy e sull affidabilità.
Per umanizzare la tecnologia e renderla più accessibile, diverse aziende hanno ingaggiato star di Hollywood. Amazon ha collaborato con Chris Hemsworth per promuovere la nuova Alexa+, giocando ironicamente sui timori legati all onniscienza degli assistenti vocali. Nel settore B2B, la piattaforma Ramp ha utilizzato l attore Brian Baumgartner, noto per The Office, in uno spot dove l AI clona il suo personaggio per ottimizzare la gestione delle spese aziendali.
Il dominio AI.com è stato acquistato per la cifra record di 70 milioni di dollari da Kris Marszalek, co-fondatore di Crypto.com. Il sito è stato lanciato durante l evento come una piattaforma dedicata agli agenti AI autonomi per i consumatori, promettendo di svolgere compiti complessi come il trading o la gestione dell agenda. Secondo i dati di EDO, lo spot relativo a questo lancio è risultato essere l inserzionista più efficace della serata in termini di coinvolgimento.