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Svolta OpenAI: al via le pubblicità su ChatGPT per gli utenti free

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 10 Febbraio 2026

È una data che segnerà probabilmente uno spartiacque nella storia dell’intelligenza artificiale generativa. OpenAI, l’organizzazione che ha rivoluzionato il settore tecnologico con il lancio di ChatGPT, ha ufficialmente avviato i test per l’inserimento di annunci pubblicitari all’interno della sua piattaforma. La notizia, confermata oggi 10 febbraio 2026 dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, rappresenta un cambiamento radicale nel modello di business della compagnia guidata da Sam Altman, che fino a poco tempo fa considerava l’advertising una soluzione di "ultima istanza".

Questa mossa strategica arriva in un momento di forte pressione finanziaria per l’azienda e segue un acceso dibattito pubblico, culminato proprio durante il recente Super Bowl, dove i concorrenti hanno attaccato apertamente la scelta di OpenAI. L’introduzione delle pubblicità, sebbene per ora limitata a specifiche fasce di utenza, solleva interrogativi cruciali sul futuro dell’accesso alle informazioni tramite Large Language Models (LLM) e sulla sostenibilità economica dei giganti dell’AI.

I dettagli del test: chi vedrà le pubblicità

Secondo quanto riportato da diverse testate tecnologiche, tra cui Engadget e CBS News, il test è attivo da ieri, 9 febbraio 2026, ed è limitato agli utenti situati negli Stati Uniti. Le inserzioni non appariranno per tutti: sono coinvolti esclusivamente gli utenti del piano gratuito e quelli abbonati al nuovo piano "ChatGPT Go" (introdotto recentemente al costo di 8 dollari al mese). Gli abbonati ai livelli superiori, come Plus, Pro, Team ed Enterprise, continueranno a godere di un’esperienza totalmente priva di interruzioni pubblicitarie.

Il formato scelto da OpenAI appare, almeno in questa fase iniziale, poco invasivo. Gli annunci vengono visualizzati nella parte inferiore dell’interfaccia di chat, chiaramente etichettati come "Sponsorizzati" e visivamente distinti dalle risposte generate dall’algoritmo. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere la fiducia dell’utente: le pubblicità saranno contestuali alla conversazione in corso ma, come sottolineato dall’azienda, non influenzeranno in alcun modo il contenuto o la neutralità delle risposte fornite dall’intelligenza artificiale.

Le motivazioni economiche: i costi dell’infrastruttura

La decisione di aprire all’advertising non è casuale, ma risponde a una precisa necessità economica. Nonostante la crescita esponenziale degli utenti, i costi operativi per mantenere e addestrare modelli di deep learning sempre più sofisticati sono diventati insostenibili con le sole entrate degli abbonamenti premium. Secondo documenti finanziari citati da European Business Magazine, OpenAI ha registrato perdite significative nel 2025, con una proiezione di "cash burn" (consumo di cassa) che ha reso indispensabile la diversificazione delle entrate.

La CFO di OpenAI, Sarah Friar, ha difeso la scelta affermando che l’obiettivo principale è "supportare un accesso più ampio alle funzionalità più potenti di ChatGPT". In sostanza, i ricavi pubblicitari dovrebbero sussidiare l’accesso gratuito o a basso costo per milioni di utenti che non possono permettersi i piani professionali, garantendo al contempo le risorse necessarie per l’espansione dell’infrastruttura di calcolo.

La rivalità con Anthropic e lo scontro al Super Bowl

Il lancio dei test pubblicitari è avvenuto in un clima di accesa competizione. Solo poche ore prima dell’attivazione degli annunci, durante il Super Bowl, il rivale Anthropic ha trasmesso uno spot che prendeva di mira proprio la strategia di OpenAI. Nello spot, Anthropic sottolineava come il proprio chatbot, Claude, rimanga privo di pubblicità, posizionandosi come l’alternativa "pulita" e focalizzata sull’utente professionale.

La reazione di Sam Altman non si è fatta attendere. In un lungo post pubblicato su X (ex Twitter) e ripreso da Tom’s Guide, il CEO di OpenAI ha definito la campagna di Anthropic "chiaramente disonesta", argomentando che il modello supportato dalla pubblicità è l’unico modo etico per garantire che l’intelligenza artificiale resti accessibile a miliardi di persone, e non solo a una élite in grado di pagare abbonamenti costosi. Altman ha ribadito che "più persone in Texas usano ChatGPT gratuitamente di quante usino Claude in tutti gli Stati Uniti", evidenziando la diversa scala e missione delle due aziende.

Privacy e tutela dei dati

Uno dei punti più critici riguarda la gestione della privacy. OpenAI ha assicurato che i dati delle conversazioni non verranno venduti agli inserzionisti. Il sistema di targeting funzionerà abbinando gli annunci alle parole chiave della conversazione corrente e alla cronologia delle interazioni passate, ma senza cedere l’accesso diretto ai log delle chat alle aziende terze.

Inoltre, sono state implementate rigide restrizioni sulle categorie merceologiche. Secondo le linee guida rilasciate dall’azienda, non verranno mostrati annunci relativi a argomenti sensibili come la salute, il benessere mentale o la politica. È prevista anche una tutela specifica per i minori: gli utenti identificati come minori di 18 anni non visualizzeranno alcuna pubblicità, indipendentemente dal piano utilizzato.

Conclusioni

L’avvio dei test pubblicitari su ChatGPT segna la fine dell’era dell’innocenza per l’intelligenza artificiale generativa consumer. Se da un lato questa mossa garantisce a OpenAI le risorse per competere con giganti come Google e Meta, dall’altro introduce una variabile commerciale in uno strumento che molti utenti hanno imparato a considerare come un assistente neutrale. Il successo di questa transizione dipenderà dalla capacità dell’azienda di bilanciare la necessità di fatturato con l’esperienza utente, evitando che la ricerca del profitto eroda quella fiducia che ha reso ChatGPT il fenomeno tecnologico del decennio.

Domande frequenti

Chi vedrà le pubblicità su ChatGPT e quali piani sono coinvolti?

Le inserzioni pubblicitarie sono visibili esclusivamente agli utenti che utilizzano il piano gratuito e agli abbonati al livello ChatGPT Go situati negli Stati Uniti. Chi possiede abbonamenti di fascia superiore come Plus, Pro, Team ed Enterprise continuerà a usufruire del servizio senza interruzioni. Anche gli utenti minorenni sono stati esplicitamente esclusi dal test pubblicitario per motivi di tutela.

Perché OpenAI ha deciso di inserire annunci pubblicitari?

La decisione nasce dalla necessità di coprire gli elevati costi operativi e di infrastruttura richiesti per addestrare e mantenere i modelli di intelligenza artificiale. Secondo la dirigenza, i ricavi derivanti dal settore advertising sono fondamentali per garantire la sostenibilità economica e permettere a milioni di persone di continuare ad accedere gratuitamente o a basso costo alle potenti funzionalità del chatbot.

I miei dati personali vengono venduti agli inserzionisti su ChatGPT?

OpenAI ha assicurato che i dati delle conversazioni non vengono venduti a terze parti. Il sistema utilizza parole chiave della chat e la cronologia per mostrare annunci pertinenti senza fornire accesso diretto ai log delle discussioni. Inoltre, sono state attivate restrizioni rigorose per impedire la comparsa di pubblicità su argomenti sensibili come la salute, la politica o il benessere mentale.

In che modo appaiono gli annunci e influenzano le risposte della AI?

Le pubblicità vengono visualizzate nella parte inferiore della interfaccia e sono chiaramente contrassegnate dalla etichetta Sponsorizzati per distinguerle dai contenuti generati dal sistema. La azienda ha garantito che la presenza di questi banner contestuali non altera in alcun modo la neutralità o il contenuto delle risposte fornite dalla intelligenza artificiale.

Qual è la differenza tra ChatGPT e Claude riguardo alla pubblicità?

Mentre OpenAI ha introdotto la pubblicità per sostenere i costi e democratizzare l accesso alla tecnologia, il rivale Anthropic promuove il suo chatbot Claude come una alternativa priva di annunci e focalizzata sulla utenza professionale. Questa divergenza ha creato un dibattito acceso sulla etica e sulla sostenibilità dei modelli di business nel settore della intelligenza artificiale generativa.