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CARACAS – Si apre uno spiraglio di luce nella complessa crisi diplomatica e umanitaria che avvolge il Venezuela. Nella giornata di ieri, 8 gennaio 2026, le autorità di Caracas hanno annunciato e avviato la liberazione di un "numero significativo" di prigionieri politici, tra cui figurano cittadini stranieri. La notizia più attesa per l’Italia è arrivata nella notte: Luigi Gasperin, l’imprenditore settantasettenne detenuto dallo scorso agosto, è tornato in libertà. Ma le novità non si fermano qui: secondo quanto riportato da fonti locali e confermato dall’agenzia AGI, anche il giornalista e politico italo-venezuelano Biagio Pilieri ha potuto riabbracciare i suoi familiari dopo oltre 16 mesi di reclusione.
L’operazione, definita dal presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez come un "gesto unilaterale per consolidare la pace", avviene in un contesto geopolitico incandescente, segnato dal recente blitz statunitense che ha portato all’arresto dell’ex presidente Nicolás Maduro. Mentre la Farnesina, guidata dal ministro Antonio Tajani, lavora incessantemente per confermare ogni dettaglio e accelerare le procedure per gli altri connazionali, l’attenzione resta altissima sulla sorte di Alberto Trentini e Mario Burlò, per i quali queste sono ore di snervante attesa.
La liberazione di Luigi Gasperin segna l’epilogo di una vicenda iniziata il 7 agosto 2025. L’imprenditore, residente da anni nel Paese sudamericano e titolare della sola cittadinanza italiana, era stato arrestato a Maturín, nello stato di Monagas. Le accuse mosse contro di lui riguardavano una presunta detenzione e trasporto di materiale esplosivo, rinvenuto – secondo la versione delle autorità locali – negli uffici della sua società. Una ricostruzione che diverse fonti indipendenti e osservatori internazionali avevano fin da subito bollato come pretestuosa, inserendola nel quadro delle tensioni crescenti tra il governo chavista e i cittadini occidentali.
Gasperin, 77 anni, ha vissuto mesi di detenzione in condizioni difficili, aggravate da un quadro clinico precario: l’uomo soffre infatti di patologie cardiache, ipertensione e problemi respiratori. Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, l’imprenditore si trova ora in una condizione di sicurezza, assistito dal suo legale e in contatto con la famiglia, in attesa di poter ricevere le cure mediche necessarie e, presumibilmente, organizzare il rientro.
Parallelamente al caso Gasperin, giungono notizie positive anche per Biagio Pilieri. Arrestato il 28 agosto 2024, Pilieri è una figura nota nel panorama politico venezuelano: giornalista, politico e leader del partito Convergencia, era stato prelevato dalle forze di sicurezza dopo aver partecipato a una manifestazione dell’opposizione a sostegno di Edmundo González Urrutia. Detenuto nel famigerato carcere di El Helicoide, simbolo della repressione politica a Caracas, Pilieri era accusato di terrorismo e tradimento della patria.
Secondo quanto riferito dai media locali e ripreso dalle agenzie italiane, la sua scarcerazione rientra nel pacchetto di misure di distensione avviate nelle ultime ore. Pilieri, che possiede il doppio passaporto italo-venezuelano, si è sempre battuto per la libertà di stampa e contro la censura, diventando uno dei volti simbolo della resistenza democratica nel Paese.
Se per Gasperin e Pilieri l’incubo sembra finito, l’angoscia prosegue per le famiglie di Alberto Trentini e Mario Burlò. Trentini, cooperante quarantaseienne originario del Veneto, è detenuto dal 15 novembre 2024. Arrestato nello stato di Apure mentre lavorava per una ONG internazionale, si trova recluso nel carcere di Rodeo I, una struttura di massima sicurezza a trenta chilometri dalla capitale. Nonostante siano passati oltre 400 giorni dal suo fermo, non sono mai state formalizzate accuse precise a suo carico, lasciando la sua vicenda in un limbo giuridico che preoccupa profondamente la diplomazia italiana.
Situazione analoga per Mario Burlò, imprenditore torinese arrestato nel 2024. Partito per il Venezuela con l’obiettivo di esplorare nuove opportunità commerciali, Burlò è sparito nei meandri del sistema giudiziario venezuelano senza che ai familiari venissero fornite motivazioni chiare sul suo arresto. Per entrambi, la speranza è che il "gesto di pace" annunciato da Rodríguez si estenda a tutti i detenuti stranieri ancora in cella.
Queste liberazioni non avvengono nel vuoto, ma sono la diretta conseguenza di un terremoto politico senza precedenti. Lo scenario è radicalmente mutato dopo l’operazione condotta dagli Stati Uniti all’inizio di gennaio 2026, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e al suo trasferimento a New York. In questo vuoto di potere, o fase di transizione, la figura di Jorge Rodríguez sembra aver assunto un ruolo chiave nella gestione della crisi, tentando di aprire un canale di dialogo con l’Occidente attraverso il rilascio dei prigionieri.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che l’Italia sta esercitando pressioni a ogni livello, sfruttando anche il "cambio di regime" o comunque la nuova fluidità politica per chiudere definitivamente i dossier aperti. Anche la Spagna ha registrato i primi risultati, con la liberazione di cinque suoi cittadini, confermando che il movimento in atto è ampio e potrebbe preludere a ulteriori sviluppi nelle prossime ore.
La liberazione di Luigi Gasperin e Biagio Pilieri rappresenta un primo, fondamentale successo diplomatico e umanitario, ma la partita non è chiusa. La gioia per il loro rilascio si mescola inevitabilmente con l’apprensione per Alberto Trentini, Mario Burlò e gli altri connazionali ancora privati della libertà. In un Venezuela scosso da cambiamenti epocali, la diplomazia italiana è chiamata a un ulteriore sforzo per garantire che nessuno venga lasciato indietro, trasformando questo spiraglio di apertura in una soluzione definitiva per tutti i prigionieri politici.
Le autorità venezuelane hanno rilasciato Luigi Gasperin e Biagio Pilieri l 8 gennaio 2026. Gasperin è un imprenditore italiano di 77 anni residente nel Paese sudamericano, detenuto dall agosto precedente con accuse legate al possesso di esplosivi, considerate pretestuose da molti osservatori. Biagio Pilieri è un giornalista e politico italo-venezuelano, leader del partito Convergencia, che era stato arrestato per terrorismo e tradimento della patria dopo aver partecipato a manifestazioni dell opposizione. Entrambi sono ora al sicuro e assistiti dalle rispettive famiglie e legali.
Le scarcerazioni avvengono in un contesto di profondo cambiamento geopolitico, seguito all operazione statunitense del gennaio 2026 che ha portato all arresto dell ex presidente Nicolás Maduro. In questa fase di transizione, figure chiave come Jorge Rodríguez hanno promosso questi rilasci definendoli un gesto unilaterale per consolidare la pace. Si tratta di una mossa strategica per aprire canali di dialogo con l Occidente e gestire il vuoto di potere creatosi, rispondendo anche alle pressioni diplomatiche esercitate da Paesi come l Italia e la Spagna.
Nonostante i recenti rilasci, Alberto Trentini e Mario Burlò rimangono detenuti in Venezuela, vivendo ore di snervante attesa. Trentini, cooperante veneto arrestato nel novembre 2024, è recluso nel carcere di massima sicurezza Rodeo I senza accuse formali precise da oltre 400 giorni. Mario Burlò, imprenditore torinese, è trattenuto dal 2024 senza che siano state fornite motivazioni chiare ai familiari. La diplomazia italiana sta lavorando incessantemente affinché il provvedimento di clemenza venga esteso anche a loro nel più breve tempo possibile.
Durante i mesi di prigionia a Maturín, le condizioni di Luigi Gasperin hanno destato forte preoccupazione a causa di un quadro clinico precario. L imprenditore settantasettenne soffre infatti di patologie cardiache, ipertensione e problemi respiratori, aggravati dalle difficili condizioni carcerarie. Dopo la liberazione, la priorità è garantire che riceva tutte le cure mediche necessarie mentre si organizza il suo rientro e si stabilizza la sua situazione di sicurezza.
La Farnesina, sotto la guida del ministro Antonio Tajani, è impegnata in una complessa opera di mediazione diplomatica. Sfruttando la fluidità politica derivante dal cambio di regime e dall arresto di Maduro, l Italia esercita pressioni costanti per chiudere i dossier aperti. L obiettivo non è solo confermare i dettagli delle liberazioni avvenute, come quelle di Gasperin e Pilieri, ma accelerare le procedure per garantire la libertà di tutti gli altri italiani ancora detenuti, assicurandosi che nessuno venga lasciato indietro in questo momento cruciale.