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Warner Bros. Discovery respinge l’OPA ostile di Paramount da 108 miliardi: “Rischi eccessivi”

Autore: Francesco Zinghinì | Data: 8 Gennaio 2026

Il braccio di ferro per il controllo di uno dei più grandi imperi mediatici globali si arricchisce di un nuovo, drammatico capitolo. Nella giornata di ieri, il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery (WBD) ha respinto all’unanimità la nuova offerta d’acquisto ostile presentata da Paramount Skydance. La proposta, che valutava il colosso dell’intrattenimento circa 108,4 miliardi di dollari, è stata giudicata ancora una volta “inadeguata” e finanziariamente pericolosa per gli azionisti.

La decisione del board, guidato dal presidente Samuel Di Piazza Jr., segna un punto di svolta cruciale in quella che si sta configurando come la più grande battaglia finanziaria di Wall Street degli ultimi anni. Nonostante il tentativo di Paramount di addolcire l’offerta con una garanzia personale di oltre 40 miliardi di dollari da parte del magnate di Oracle, Larry Ellison, i vertici di WBD hanno confermato la loro fedeltà all’accordo vincolante già siglato con Netflix. Secondo il comunicato ufficiale rilasciato agli investitori, l’accettazione dell’offerta Paramount comporterebbe rischi insostenibili, trasformando l’operazione nel “più grande leveraged buyout (LBO) della storia”.

Lo scontro non riguarda solo le cifre, ma due visioni diametralmente opposte del futuro dei media. Da un lato c’è l’offerta all-cash di Paramount, che mira ad acquisire l’intera società; dall’altro, il piano strategico già approvato che prevede la vendita degli asset pregiati (gli studi cinematografici e la piattaforma HBO/Max) a Netflix per 82,7 miliardi, con il contestuale spin-off delle reti televisive lineari (come CNN e Discovery) in una nuova entità quotata, la “Discovery Global”.

I dettagli finanziari del rifiuto

Al centro del rifiuto opposto da Warner Bros. Discovery vi è la struttura del debito proposta da Paramount Skydance. Secondo l’analisi del consiglio di amministrazione, per finanziare l’acquisizione da 30 dollari per azione, Paramount dovrebbe caricarsi di un debito monstre stimato in circa 94,65 miliardi di dollari. Una cifra che, in un contesto di tassi d’interesse ancora volatili, potrebbe soffocare la nuova entità combinata, mettendo a rischio la stabilità dei mercati e la sostenibilità degli investimenti futuri nella produzione di contenuti.

In una lettera inviata agli azionisti, il board ha sottolineato che l’offerta, sebbene nominalmente superiore a quella di Netflix in termini di valore d’impresa totale, presenta incertezze di chiusura troppo elevate. Inoltre, rompere l’accordo già firmato con il gigante dello streaming comporterebbe costi immediati devastanti per le casse di WBD: si stima una penale di rottura (break-up fee) di 2,8 miliardi di dollari da versare a Netflix, oltre a costi finanziari accessori che porterebbero il conto totale della rinuncia a circa 4,7 miliardi di dollari.

Il ruolo della famiglia Ellison e la strategia di Netflix

La mossa di Paramount Skydance, guidata dal CEO David Ellison, è stata aggressiva. Il tentativo di rassicurare i mercati attraverso l’intervento diretto del padre, Larry Ellison, che ha messo sul piatto il proprio patrimonio personale come garanzia per la parte equity dell’offerta, non è bastato a convincere il board di WBD. La percezione è che l’operazione sia strutturata in modo tale da trasferire un rischio eccessivo sugli azionisti attuali, in un momento in cui l’economia globale richiede bilanci solidi.

Dall’altra parte della barricata, l’accordo con Netflix viene visto come un porto sicuro. La transazione con la società di Los Gatos, valutata 82,7 miliardi di dollari, permetterebbe agli azionisti di WBD di incassare un premio significativo per gli asset “premium” (Warner Bros. Pictures, DC Studios, HBO), liberandosi al contempo del business della TV via cavo tradizionale, che soffre da anni di un calo strutturale della raccolta pubblicitaria. Secondo gli analisti di borsa, questa separazione netta è l’unica via per sbloccare il vero valore del portafoglio Warner.

Impatto sui mercati e scenario macroeconomico

La portata di queste cifre è tale da avere ripercussioni che vanno oltre il semplice settore media. Stiamo parlando di movimenti di capitale paragonabili al PIL di una piccola nazione europea. La reazione di Wall Street non si è fatta attendere: il titolo Warner Bros. Discovery ha mostrato volatilità nelle contrattazioni after-hours, mentre gli investitori cercano di capire se Paramount rilancerà ulteriormente o se si arrenderà alla fusione WBD-Netflix.

Gli esperti di finanza osservano con attenzione anche le implicazioni antitrust. Mentre l’acquisizione da parte di Paramount creerebbe un gigante tradizionale con una concentrazione enorme di canali via cavo e studi cinematografici, l’accordo con Netflix solleva dubbi diversi, legati al dominio incontrastato nel settore dello streaming. Tuttavia, il board di WBD sembra convinto che la strada con Netflix offra maggiori certezze regolatorie rispetto all’incognita del maxi-debito di Paramount.

Conclusioni

Il secondo “no” incassato da Paramount Skydance mette l’azienda di David Ellison in una posizione critica. Con la scadenza del 21 gennaio fissata per l’adesione degli azionisti all’offerta pubblica, il tempo stringe. Il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery ha tracciato una linea netta: la sicurezza dell’accordo con Netflix e la solidità patrimoniale valgono più di una promessa di acquisto gravata da debiti record. La palla passa ora agli azionisti, chiamati a decidere se fidarsi della prudenza del board o lasciarsi tentare dall’offerta in contanti di Paramount, nonostante i rischi sistemici evidenziati. Nei prossimi giorni, l’evoluzione di questa partita a scacchi finanziaria definirà il futuro dell’industria dell’intrattenimento globale.

Domande frequenti

Perché Warner Bros Discovery ha respinto la offerta di Paramount?

Il consiglio di amministrazione ha rifiutato la proposta da 108 miliardi di dollari giudicandola inadeguata e rischiosa. Secondo il board, accettare tale offerta significherebbe caricare la società di un debito insostenibile di quasi 95 miliardi. Inoltre, rompere il vincolo contrattuale già esistente con Netflix comporterebbe costi immediati per circa 4,7 miliardi di dollari tra penali e oneri finanziari.

Cosa prevede il piano strategico tra WBD e Netflix?

La strategia approvata dal board comporta la vendita degli asset premium, inclusi gli studi cinematografici e la piattaforma HBO Max, a Netflix per 82,7 miliardi di dollari. Parallelamente, le reti televisive lineari come CNN e Discovery verranno separate tramite spin off in una nuova entità quotata denominata Discovery Global. Questo permette di separare il business dello streaming da quello della TV via cavo tradizionale.

Quali sono i rischi finanziari della proposta Paramount Skydance?

Il pericolo principale evidenziato dagli analisti riguarda la struttura del debito. Per finanziare la acquisizione, la nuova entità combinata dovrebbe sostenere un indebitamento stimato in 94,65 miliardi di dollari. In un periodo di tassi di interesse volatili, questa esposizione potrebbe compromettere la stabilità dei mercati e limitare drasticamente la capacità di investire in nuovi contenuti in futuro.

Chi finanzia il tentativo di acquisizione di Paramount?

La operazione è guidata dal CEO di Skydance, David Ellison. Per rafforzare la credibilità della offerta, è intervenuto il padre Larry Ellison, fondatore di Oracle, mettendo a disposizione una garanzia personale di oltre 40 miliardi di dollari. Nonostante questo supporto patrimoniale, il vertice di WBD ritiene che il rischio venga comunque trasferito in modo eccessivo sugli azionisti attuali.

Quali conseguenze ci saranno per gli azionisti Warner Bros Discovery?

Gli investitori si trovano davanti a un bivio con scadenza il 21 gennaio. Devono decidere se appoggiare la linea prudente del consiglio di amministrazione, che punta sulla fusione parziale con Netflix, oppure accettare la offerta all cash di Paramount nonostante i rischi di debito. La volatilità del titolo in borsa riflette la incertezza del mercato su quale delle due visioni prevarrà.