Azionario: dazi Trump, record Europei e crollo crypto, quali scenari?

Analisi dei mercati a gennaio 2026: Gabriel Debach (eToro) traccia gli scenari tra i dazi di Trump, i record delle borse europee e il crollo delle criptovalute.

Pubblicato il 22 Gen 2026
Aggiornato il 22 Gen 2026
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In Breve (TL;DR)

Il mercato finanziario del 2026 vive una profonda dissonanza, ignorando i rischi geopolitici per spingere le borse europee verso massimi storici.

Le piazze del Vecchio Continente superano Wall Street, sfidando il nuovo mercantilismo e i dazi aggressivi imposti dalla presidenza Trump.

Il crollo verticale delle criptovalute contrasta con l’euforia azionaria, segnalando un ritorno alla preponderanza della politica economica sull’innovazione tecnologica pura.

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L’apertura del 2026 ci consegna un quadro finanziario che definire complesso sarebbe riduttivo. Secondo l’analisi tracciata da Gabriel Debach, market analyst di eToro, ci troviamo di fronte a un mercato "schizofrenico", caratterizzato da una profonda dissonanza cognitiva. Mentre i titoli dei giornali sono dominati dal frastuono delle tensioni geopolitiche e dalle nuove minacce commerciali provenienti dalla Casa Bianca, i listini azionari europei sembrano muoversi in una realtà parallela, macinando record su record con una calma quasi olimpica.

In questo scenario, datato 22 gennaio 2026, gli investitori si trovano a navigare tra correnti opposte: da un lato l’euforia per la tenuta dei mercati azionari del Vecchio Continente, dall’altro il segnale d’allarme lanciato dal crollo verticale delle criptovalute. La panoramica offerta da Debach suggerisce che le vecchie narrazioni, come quella della "bolla dell’Intelligenza Artificiale" che ha dominato il biennio precedente, stanno lasciando il posto a nuove dinamiche strutturali, dove la politica economica torna a essere preponderante rispetto alla pura innovazione tecnologica.

Grafico mercati 2026: impatto dazi Trump, record borse UE e calo crypto
Analisi mercati 2026: tra dazi Trump, record delle borse europee e il crollo delle criptovalute. (Visual Hub)

Un Mercato in Dissonanza Cognitiva

Il termine chiave utilizzato dagli analisti per descrivere l’attuale fase di borsa è "dissonanza". Secondo Gabriel Debach, gli operatori si trovano a gestire una contraddizione evidente: il contesto macroeconomico è segnato da un imbarbarimento delle relazioni internazionali, eppure la volatilità sui mercati azionari tradizionali rimane sorprendentemente bassa. È come se gli investitori avessero deciso di ignorare selettivamente le notizie negative, concentrandosi esclusivamente sui fondamentali societari che, in Europa, continuano a sorprendere in positivo.

Fino a pochi mesi fa, l’ossessione collettiva era la caccia alla presunta bolla dell’AI. Oggi, i dati mostrano che le ricerche su Google relative a questo termine sono crollate, suggerendo che la vera "bolla" fosse forse la paura stessa della bolla. Il mercato ha bruscamente spostato la sua attenzione, metabolizzando il fatto che la tecnologia è ormai un fattore acquisito, mentre i veri rischi – e le vere opportunità – risiedono altrove, in particolare nella capacità delle aziende di navigare il nuovo assetto del commercio globale.

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L’Europa dei Record e il Peso del PIL

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Uno degli aspetti più sorprendenti di questo inizio 2026 è la performance dei listini europei. Mentre Wall Street mostra segnali di affaticamento e nervosismo legati alle politiche interne ed estere della nuova amministrazione Trump, le piazze europee, da Francoforte a Milano, registrano nuovi massimi. In particolare, Piazza Affari sta vivendo un momento di grazia. Secondo gli ultimi dati disponibili, la capitalizzazione della Borsa di Milano è cresciuta significativamente, arrivando a valere quasi la metà del PIL italiano, una soglia psicologica e finanziaria che testimonia la ritrovata centralità del mercato dei capitali nell’economia reale del Paese.

Questo disallineamento tra le due sponde dell’Atlantico è figlio di una rotazione settoriale: gli investitori stanno premiando i comparti "value" e industriali, ben rappresentati negli indici europei, rispetto alla tecnologia "growth" americana, che ora deve fare i conti con valutazioni stellari e un costo del denaro che non scende con la rapidità sperata. L’Europa, paradossalmente, sembra beneficiare di una stabilità percepita maggiore rispetto all’imprevedibilità politica statunitense.

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I Dazi di Trump e il Nuovo Mercantilismo

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Il fattore di rischio numero uno rimane, tuttavia, la politica commerciale degli Stati Uniti. La presidenza Trump ha inaugurato il 2026 con una strategia aggressiva, che segna il passaggio definitivo da una "globalizzazione imperfetta" a un "mercantilismo esplicito". I dazi non sono più visti solo come strumenti di protezione economica, ma come vere e proprie leve negoziali su scacchieri strategici. Le recenti tensioni, che hanno toccato persino questioni territoriali come quelle legate alla Groenlandia, dimostrano come l’economia sia diventata un’estensione della politica di potenza.

Secondo l’analisi di eToro, in questo nuovo contesto la politica economica entra "a gamba tesa" su ambiti precedentemente tecnici come il credito, i mutui e le decisioni delle banche centrali. Per gli investimenti, questo significa che l’analisi fondamentale delle aziende non può più prescindere dall’analisi geopolitica: un’azienda solida può vedere i suoi margini erosi in una notte da un tweet presidenziale o da una nuova tariffa doganale.

Crollo Crypto: Il Canarino nella Miniera?

Se l’azionario brinda, il mondo delle criptovalute piange. Il crollo registrato in queste settimane nel settore crypto è, secondo Debach, il segnale da monitorare con maggiore attenzione. Chi non ha il lusso di poter ignorare la realtà della liquidità globale è proprio il mercato degli asset digitali, che sta fungendo da "canarino nella miniera".

La correzione violenta di Bitcoin e delle altcoin suggerisce che, sotto la superficie placida dell’azionario, le condizioni di liquidità si stanno restringendo. Le criptovalute, essendo l’asset class più speculativa e sensibile ai tassi reali, sono le prime a reagire quando il rubinetto della liquidità si chiude o quando l’avversione al rischio sale improvvisamente. Questo crollo potrebbe essere l’anticipazione di una correzione più ampia che potrebbe presto contagiare anche gli asset tradizionali, se le tensioni sui dazi dovessero concretizzarsi in una guerra commerciale su vasta scala.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

In conclusione, lo scenario tracciato per questo inizio 2026 è caratterizzato da una profonda dicotomia. Da un lato, l’economia reale europea e i mercati azionari mostrano una resilienza inaspettata, sostenuti da valutazioni attraenti e da una rotazione dei portafogli. Dall’altro, i segnali di stress provenienti dal mondo crypto e l’aggressività della politica commerciale americana, con lo spettro dei dazi sempre presente, impongono cautela.

Per gli investitori, la sfida dei prossimi mesi sarà quella di distinguere tra il rumore di fondo e i segnali strutturali. Se l’Europa continuerà a sovraperformare, potremmo assistere a un anno storico per le borse del vecchio continente; tuttavia, ignorare il "canarino" delle criptovalute potrebbe rivelarsi un errore costoso. La finanza del 2026 richiede nervi saldi e una capacità di lettura che vada oltre i semplici multipli di borsa, abbracciando la complessità di un mondo sempre più frammentato.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Perché le borse europee salgono nonostante le tensioni geopolitiche?

Gli analisti descrivono l attuale situazione come una fase di dissonanza cognitiva, in cui gli investitori scelgono di focalizzarsi sui fondamentali societari positivi ignorando i rischi esterni. I listini europei stanno beneficiando di una rotazione dei portafogli verso i titoli value e industriali, percepiti come più stabili e convenienti rispetto al settore tecnologico americano, che affronta valutazioni elevate e tassi di interesse persistenti.

Quali sono le conseguenze dei dazi di Trump sui mercati finanziari?

La politica commerciale aggressiva della nuova amministrazione USA ha trasformato i dazi in vere e proprie leve negoziali, segnando un passaggio verso un mercantilismo esplicito. Per gli investitori questo comporta la necessità di integrare l analisi geopolitica nelle valutazioni aziendali, poiché i margini di profitto possono essere compromessi rapidamente da nuove tariffe o decisioni politiche improvvise, rendendo i mercati più sensibili alle notizie provenienti dalla Casa Bianca.

Cosa indica il crollo delle criptovalute per l economia globale?

Il forte ribasso del settore crypto viene interpretato dagli esperti come un segnale di allarme precoce, simile a un canarino nella miniera, che evidenzia un restringimento della liquidità globale. Essendo asset altamente speculativi, le valute digitali reagiscono per prime all avversione al rischio; il loro crollo potrebbe quindi anticipare una correzione più ampia anche sui mercati azionari tradizionali se le condizioni macroeconomiche dovessero peggiorare.

Come sta performando la Borsa di Milano nel 2026?

Piazza Affari sta vivendo un momento particolarmente positivo, con una capitalizzazione che è cresciuta fino a valere quasi la metà del PIL italiano. Questo risultato testimonia la ritrovata centralità del mercato dei capitali per l economia reale del Paese e conferma il trend di sovraperformance delle piazze europee rispetto a Wall Street, grazie alla presenza di titoli solidi e valutazioni attraenti.

La bolla dell Intelligenza Artificiale è scoppiata?

I dati mostrano un crollo delle ricerche online e dell ossessione mediatica legata al termine AI, suggerendo che il mercato ha ormai metabolizzato questa tecnologia come un fattore strutturale e non più come una novità speculativa. L attenzione degli investitori si è spostata dalla paura di una bolla tecnologica alla valutazione dei rischi concreti legati al nuovo assetto del commercio globale e alle politiche economiche.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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