Bollette, stangata sul terziario: gas a +70% e costi fino a 10mila euro

Pubblicato il 01 Feb 2026
Aggiornato il 01 Feb 2026
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Dettaglio bolletta gas e luce con costi in forte aumento per le imprese del terziario

L’inizio del 2026 porta con sé una doccia fredda per il tessuto imprenditoriale italiano, in particolare per il settore del terziario. Secondo l’ultimo rapporto diffuso dall’Osservatorio Confcommercio Energia (Ocen), le imprese si trovano a fronteggiare una nuova ondata di rincari che rischia di mettere in ginocchio migliaia di attività. Nonostante la stabilizzazione dei mercati internazionali rispetto ai picchi della crisi russa-ucraina, il confronto con il periodo pre-pandemia è impietoso: le bollette di luce e gas hanno subito un’impennata vertiginosa, aggravata dal ritorno a pieno regime degli oneri di sistema.

I dati emersi il primo febbraio 2026 dipingono uno scenario critico per l’economia reale del Paese. Il combinato disposto tra prezzi della materia prima ancora elevati e la fiscalità energetica ha riportato i costi di gestione a livelli di guardia. Per un albergo di medie dimensioni o un grande negozio, la spesa mensile può ormai sfiorare i 10mila euro, una cifra che erode quasi totalmente i margini di profitto e disincentiva nuovi investimenti nel settore.

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I numeri della crisi: gas a +70% rispetto al 2019

L’analisi condotta da Confcommercio mette a confronto l’attuale situazione dei costi energetici (fine 2025 – inizio 2026) con il 2019, l’ultimo anno di “normalità” prima dello shock pandemico e geopolitico. Il risultato è allarmante: la bolletta del gas per le imprese del terziario ha registrato un incremento medio del 70,4%. Anche sul fronte dell’elettricità la situazione è pesante, con un aumento del 28,8% rispetto a sette anni fa.

A pesare in modo determinante sulla fattura finale non è solo il costo della materia prima, ma la struttura stessa della bolletta. Secondo l’Osservatorio, gli oneri generali di sistema — quelle voci parafiscali che finanziano varie attività statali, dalle rinnovabili al decommissioning nucleare — sono tornati a gravare pesantemente sui conti delle aziende. Dopo la sospensione temporanea decisa dai governi precedenti durante l’emergenza acuta, queste voci rappresentano oggi circa il 20% del totale della bolletta elettrica, trasformandosi in una tassa occulta sulla produttività.

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Quanto pagano negozi, ristoranti e hotel

Bollette, stangata sul terziario: gas a +70% e costi fino a 10mila euro - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Bollette, stangata sul terziario: gas a +70% e costi fino a 10mila euro" (Visual Hub)
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Il rapporto entra nel dettaglio delle cifre sborsate mensilmente dalle diverse tipologie di attività, svelando una realtà insostenibile per molti piccoli e medi imprenditori. Se il titolo della notizia cita i “10mila euro”, è doveroso specificare chi colpisce questa mannaia. Secondo i dati Ocen, sono gli alberghi di medie dimensioni a soffrire maggiormente, con una bolletta media mensile di 9.117 euro. Seguono i negozi di grandi dimensioni (circa 5.979 euro) e gli hotel più piccoli (5.263 euro).

Tuttavia, l’impatto è devastante anche per le attività di prossimità, spina dorsale del commercio italiano. Un negozio di alimentari si trova a pagare mediamente 2.334 euro al mese, mentre un ristorante deve mettere a budget circa 2.083 euro solo per luce e gas. Anche i bar non sono risparmiati, con costi che superano i 1.000 euro mensili. Queste cifre, moltiplicate per dodici mesi, rappresentano un costo fisso che costringe molti esercenti a ritoccare i listini al pubblico, alimentando l’inflazione e contraendo i consumi.

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Il divario competitivo con l’Europa

Imprenditore preoccupato esamina le bollette con grafici dei costi in salita
Le aziende del terziario subiscono una stangata energetica con costi record. (Visual Hub)

Un altro aspetto critico evidenziato dall’analisi riguarda la competitività del Sistema Italia sui mercati europei. Il costo dell’energia nel nostro Paese rimane strutturalmente più alto rispetto ai principali competitor. Nel 2025, il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia è risultato superiore del 79,6% rispetto alla Francia e del 78,7% rispetto alla Spagna. Anche il confronto con la Germania, seppur meno drammatico, vede l’Italia pagare un conto più salato del 27%.

Questo differenziale di costo (spread energetico) penalizza le imprese italiane, riducendo la loro capacità di competere e di generare valore aggiunto. In un contesto di finanza globale interconnessa, avere costi di produzione così asimmetrici rispetto ai vicini europei rischia di frenare la crescita del PIL nazionale, disincentivando le multinazionali dal mantenere stabilimenti o punti vendita nella Penisola.

L’appello al Governo e le prospettive

Di fronte a questi numeri, Confcommercio ha inviato una lettera formale al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. L’associazione di categoria chiede interventi strutturali e non più solo misure tampone. La richiesta principale verte su una riforma organica degli oneri di sistema, che dovrebbero essere spostati dalla bolletta alla fiscalità generale, per alleggerire il carico sulle imprese energivore del terziario.

La preoccupazione è che, senza un intervento rapido nel prossimo decreto energia, l’onda lunga dei rincari possa portare a una serie di chiusure nel corso del 2026, con inevitabili ricadute occupazionali. La tenuta della Borsa e la fiducia degli investitori dipendono anche dalla salute del tessuto delle PMI, che oggi appare fortemente compromessa da costi fissi fuori controllo.

In Breve (TL;DR)

Le imprese del terziario affrontano una stangata energetica con aumenti del gas oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia.

I costi fissi per alberghi e negozi schizzano alle stelle raggiungendo cifre mensili prossime ai 10mila euro per attività.

Il divario di costo con l’Europa penalizza le imprese italiane spingendo Confcommercio a chiedere riforme strutturali urgenti al Governo.

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Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La stangata energetica di inizio 2026 certifica che la crisi dei prezzi non è ancora un capitolo chiuso per l’economia italiana. Con il gas a +70% e l’elettricità a quasi +30% rispetto al pre-Covid, negozi e ristoranti operano in un contesto di estrema fragilità. Il ritorno degli oneri di sistema ha annullato i benefici dei lievi cali del prezzo della materia prima, lasciando gli imprenditori soli a fronteggiare bollette da migliaia di euro. La palla passa ora al Governo, chiamato a trovare risorse per evitare che il caro-energia freni irrimediabilmente la ripresa del Paese.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Quanto sono aumentate le bollette per le imprese del terziario nel 2026?

Rispetto al 2019, considerato l ultimo anno di normalità pre-pandemia, i costi energetici hanno subito un incremento drastico. Il gas ha registrato un aumento medio superiore al 70 per cento, mentre l elettricità è cresciuta di quasi il 30 per cento, creando una situazione di estrema difficoltà per i bilanci di negozi e strutture ricettive.

Quali attività commerciali pagano di più per luce e gas?

Le strutture più colpite sono gli alberghi di medie dimensioni, con bollette mensili che possono superare i 9.000 euro, seguiti dai grandi negozi e dagli hotel minori. Anche le piccole attività di prossimità soffrono pesantemente: un negozio di alimentari spende mediamente oltre 2.300 euro al mese, mentre i ristoranti devono sostenere costi fissi intorno ai 2.000 euro mensili solo per l energia.

Perché le bollette sono aumentate nonostante la stabilizzazione dei mercati?

Il rincaro non dipende esclusivamente dal prezzo della materia prima, ma è aggravato dal ritorno a pieno regime degli oneri generali di sistema. Queste voci parafiscali, precedentemente sospese durante la fase acuta dell emergenza, oggi incidono per circa il 20 per cento sul totale della fattura elettrica, agendo come una tassa occulta sulla produttività aziendale.

Qual è la differenza di costo dell energia tra Italia ed Europa?

Il divario competitivo è molto ampio: nel 2025 il prezzo dell energia elettrica all ingrosso in Italia è risultato superiore di quasi l 80 per cento rispetto a quello pagato in Francia e Spagna. Anche nel confronto con la Germania, il sistema italiano sconta un differenziale di costo superiore al 27 per cento, penalizzando la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali.

Quali soluzioni propone Confcommercio per ridurre il caro energia?

L associazione di categoria ha richiesto al Governo interventi strutturali urgenti, in particolare una riforma che sposti gli oneri di sistema dalla bolletta alla fiscalità generale. L obiettivo è alleggerire il carico sulle imprese del terziario per evitare un ondata di chiusure e conseguenti perdite di posti di lavoro nel corso del 2026.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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