In Breve (TL;DR)
Il Liceo Virgilio blinda l’istituto allontanando le telecamere per tutelare la privacy degli studenti scossi dalla tragedia di Crans-Montana.
Quattro banchi vuoti ricordano i compagni feriti nel rogo di Capodanno, mentre la scuola cerca di ricostruire una dolorosa normalità.
Un team di psicologi supporta alunni e docenti nel difficile percorso di elaborazione del trauma, trasformando il dolore in solidarietà condivisa.
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Milano, 8 gennaio 2026 – Il cancello di via Pisacane si è chiuso alle spalle degli studenti, lasciando fuori il rumore mediatico e i flash dei fotografi. È questa la prima, ferma decisione assunta dalla dirigenza del Liceo Virgilio di Milano all’indomani del rientro in classe più difficile della sua storia recente. Dopo l’ingresso degli alunni, l’istituto ha disposto l’allontanamento delle troupe televisive e delle telecamere che stazionavano davanti all’edificio, con l’obiettivo dichiarato di proteggere la privacy dei minori e tentare di ricostruire una parvenza di quotidianità scolastica.
La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, che ha coinvolto quattro studenti della classe 3ª D, ha scosso profondamente la comunità scolastica. La priorità, ora, è erigere un muro di protezione attorno ai ragazzi, permettendo loro di elaborare il trauma lontano dai riflettori. Secondo quanto filtrato dalla presidenza, la scuola deve tornare a essere un luogo sicuro, uno spazio di apprendimento e relazione, non un set per la cronaca del dolore. Una scelta che ha trovato il pieno appoggio delle famiglie e del corpo docente, uniti nel desiderio di tutelare i compagni di classe di Francesca, Sofia, Kean e Leonardo, i quattro sedicenni rimasti gravemente feriti nel rogo del locale “Le Constellation”.

Il rientro in classe e la scelta della privacy
La decisione di blindare l’istituto arriva in un momento di estrema fragilità. Il ritorno tra i banchi, avvenuto ufficialmente ieri, è stato segnato da un silenzio surreale, rotto solo dalla commozione. Nella 3ª D, i quattro banchi vuoti rappresentano un’assenza pesante, un vuoto che la comunità scolastica sta cercando di riempire con la solidarietà e il sostegno reciproco. Il dirigente scolastico, Roberto Garrone, ha sottolineato come la presenza invasiva dei media rischiasse di amplificare lo stress emotivo degli adolescenti, già provati dalla notizia.
“La nostra missione educativa impone di mettere al primo posto il benessere psicologico degli allievi”, filtra dagli ambienti dell’istituto. Non si tratta di nascondere la realtà, ma di gestirla con i tempi e i modi adeguati a un ambiente formativo. La scuola, che prepara i giovani al futuro, sia esso nel mondo del lavoro o verso l’università, ha oggi il compito primario di insegnare la resilienza e la cura dell’altro. L’allontanamento delle telecamere è stato quindi un atto dovuto, un gesto di rispetto verso il dolore delle famiglie coinvolte e verso il percorso di recupero che attende l’intera classe.
La tragedia di Capodanno e il bilancio

Il dramma si è consumato la notte di San Silvestro nella nota località sciistica svizzera di Crans-Montana. Un incendio, scaturito probabilmente dall’uso incauto di materiale pirotecnico all’interno del locale “Le Constellation”, ha trasformato la festa in un incubo. Il bilancio è drammatico: oltre ai quattro studenti del Virgilio feriti, si contano diverse vittime provenienti da altri istituti milanesi e italiani. Tra i nomi che hanno gettato nel lutto la città figurano quelli di Chiara Costanzo, studentessa del Liceo Moreschi, e Achille Barosi, delle Orsoline, le cui esequie sono state fissate in questi giorni.
Per i ragazzi del Virgilio, la prognosi resta riservata ma c’è speranza. Francesca Nota e Sofia Donadio sono ricoverate al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda, dove sono state trasferite anche le posizioni di Kean Talingdan e Leonardo Bove, inizialmente curati in Svizzera. Le loro condizioni sono monitorate costantemente da équipe mediche d’eccellenza, formate da specialisti che hanno conseguito lauree e specializzazioni specifiche per il trattamento di traumi così complessi. La comunità milanese segue con il fiato sospeso l’evolversi del quadro clinico, stringendosi attorno ai genitori che vivono ore di angoscia.
Il supporto psicologico e la solidarietà

Per affrontare lo shock, il Liceo Virgilio ha attivato immediatamente un protocollo di emergenza. Una task force di psicologi, coordinata dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia e dall’associazione Sipem SOS, è entrata nelle classi per supportare studenti e docenti. Gli esperti, professionisti con anni di esperienza e specifici corsi di formazione nella gestione dei traumi collettivi, stanno lavorando per trasformare il dolore in parola, evitando che il silenzio si trasformi in isolamento.
“È fondamentale non lasciare i banchi vuoti solo come simbolo di perdita, ma riempirli di significato e attesa”, ha spiegato uno degli psicologi intervenuti. Parallelamente, la solidarietà ha superato i cancelli della scuola superiore. I bambini della vicina scuola primaria Pisacane Poerio hanno appeso decine di biglietti e disegni sulla cancellata del liceo: cuori colorati e messaggi di speranza che invitano i “fratelli maggiori” a non mollare. Un gesto semplice che ha commosso il quartiere e ha ricordato a tutti come la scuola sia il cuore pulsante di una comunità che, anche di fronte alla tragedia, sa ritrovarsi unita.
Conclusioni

Mentre le indagini della magistratura elvetica proseguono per accertare le responsabilità del rogo, Milano cerca di ripartire. La scelta del Liceo Virgilio di spegnere i riflettori mediatici per accendere quelli dell’ascolto e della cura segna un passo importante. In un mondo iperconnesso, la protezione di uno spazio intimo per il dolore diventa un atto educativo potente. La speranza è che i quattro banchi della 3ª D possano presto tornare ad essere occupati, e che il percorso verso il diploma e le future lauree di questi ragazzi possa riprendere da dove si è tragicamente interrotto.
Domande frequenti

La dirigenza scolastica, guidata dal preside Roberto Garrone, ha deciso di allontanare troupe televisive e fotografi per tutelare rigorosamente la privacy degli studenti minorenni. L obiettivo primario è proteggere il benessere psicologico dei ragazzi, in particolare quelli della classe 3ª D, permettendo loro di elaborare il trauma lontano dalla pressione mediatica. La scuola intende ristabilire un ambiente sicuro e di apprendimento, evitando che l istituto diventi un set per la cronaca del dolore.
L incidente avvenuto nel locale Le Constellation ha coinvolto quattro studenti sedicenni della classe 3ª D del Liceo Virgilio: Francesca, Sofia, Kean e Leonardo. I ragazzi sono rimasti gravemente feriti e sono attualmente ricoverati presso il Centro Grandi Ustionati dell Ospedale Niguarda di Milano. Purtroppo, la tragedia ha colpito anche altri istituti milanesi, causando vittime tra gli studenti del Liceo Moreschi e delle Orsoline.
Per gestire lo shock emotivo del rientro in classe, il Liceo Virgilio ha attivato un protocollo di emergenza immediato. Una task force di psicologi esperti, coordinata dall Ordine degli Psicologi della Lombardia e dall associazione Sipem SOS, è intervenuta nelle aule per supportare sia gli alunni che i docenti. Questo percorso mira a trasformare il dolore in dialogo, evitando l isolamento e fornendo gli strumenti necessari per affrontare l assenza dei compagni feriti.
La reazione è stata di grande solidarietà e coesione. Oltre all unione tra famiglie e corpo docente, si è registrato un gesto toccante da parte dei bambini della vicina scuola primaria Pisacane Poerio, che hanno affisso disegni e messaggi di incoraggiamento sulla cancellata del liceo. Questo supporto emotivo testimonia come la scuola sia rimasta il cuore pulsante della comunità, pronta a stringersi attorno ai ragazzi e alle famiglie colpite dalla tragedia in Svizzera.
Fonti e Approfondimenti

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