In Breve (TL;DR)
Gedi ha avviato una trattativa esclusiva con il Gruppo Sae per la storica cessione del quotidiano La Stampa, inclusi gli asset produttivi e le rotative.
La proposta di Sae, vicina ai 22,5 milioni di euro, ha superato l’offerta concorrente grazie a una valutazione economica superiore e un piano industriale solido.
I sindacati esprimono forte preoccupazione per il futuro occupazionale, mentre l’acquirente dialoga con le fondazioni bancarie per garantire stabilità finanziaria e radicamento territoriale.
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È una svolta storica per l’editoria italiana e, in particolare, per il panorama dell’informazione piemontese. Nella giornata di ieri, Gedi ha ufficialmente informato il direttore Andrea Malaguti e il Comitato di redazione (Cdr) di aver avviato una trattativa in esclusiva con il Gruppo Sae (Sapere Aude Editori) per la cessione del quotidiano La Stampa. L’operazione, che segnerebbe un ulteriore passo indietro della famiglia Elkann dal settore editoriale diretto, riguarda non solo la storica testata torinese, ma anche gli asset collegati e le attività di printing, incluse le rotative.
La notizia, che circolava con insistenza negli ambienti della finanza e dell’editoria nelle ultime settimane, ha trovato conferma in un comunicato che delinea i contorni di un affare destinato a ridisegnare gli equilibri del settore. Secondo quanto riportato da diverse fonti, l’offerta presentata dal gruppo guidato da Alberto Leonardis sarebbe stata preferita a quella della cordata concorrente, il Gruppo Nem (Nord Est Multimedia) di Enrico Marchi, grazie a una valutazione economica superiore e a un piano industriale ritenuto più solido dall’attuale proprietà.

I dettagli economici dell’operazione
Sebbene le cifre ufficiali non siano state divulgate nel comunicato stampa diramato da Gedi, indiscrezioni autorevoli suggeriscono che la proposta di Sae si aggiri intorno ai 22,5 milioni di euro, una somma significativamente più alta rispetto ai 15 milioni messi sul piatto da Nem. Questa differenza avrebbe giocato un ruolo cruciale nella decisione di Gedi di concedere l’esclusiva a Sae. L’operazione non è ancora conclusa, ma l’avvio della fase esclusiva indica che le parti sono vicine a un’intesa definitiva, che dovrà comunque passare al vaglio delle autorità competenti e delle due diligence di rito.
Dal punto di vista dell’economia industriale, l’acquisizione includerebbe l’intero perimetro produttivo de La Stampa. Questo aspetto è fondamentale: chi compra non acquisisce solo il marchio e la redazione, ma anche la capacità industriale di stampa, un asset che in un mercato in contrazione rappresenta sia una risorsa che una sfida gestionale. Gli analisti osservano con attenzione come questa mossa possa influenzare i mercati editoriali, considerando che Sae sta costruendo un polo che aggrega testate locali e nazionali.
Chi è il potenziale acquirente: il Gruppo Sae


Il Gruppo Sae non è nuovo a operazioni con Gedi. Guidato dall’imprenditore Alberto Leonardis, definito da più parti un "editore di mestiere", il gruppo ha già rilevato negli anni scorsi diverse testate locali dismesse dalla holding degli Agnelli-Elkann, tra cui Il Tirreno, La Nuova Sardegna, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. L’acquisizione de La Stampa rappresenterebbe però il salto di qualità definitivo, portando nel portafoglio di Sae un quotidiano di caratura nazionale e di prestigio internazionale.
Secondo fonti vicine alla trattativa, il piano di Leonardis prevede di mantenere La Stampa come "ammiraglia" nazionale di un network informativo fortemente radicato sul territorio. Per sostenere l’operazione, Sae starebbe dialogando con importanti soggetti istituzionali piemontesi, tra cui la Fondazione CRT e la Compagnia di San Paolo, con l’obiettivo di creare una cordata che garantisca stabilità finanziaria e ancoraggio territoriale. Questo modello misto, che vede la partecipazione di fondazioni bancarie, è sempre più diffuso per sostenere progetti editoriali che hanno un impatto diretto sul tessuto sociale e sul PIL locale.
Le reazioni: timori sindacali e politica
L’annuncio ha scatenato reazioni immediate, in particolare da parte dei rappresentanti dei lavoratori. Il Cdr de La Stampa ha espresso forte preoccupazione, sottolineando come Sae sia un gruppo di dimensioni molto inferiori rispetto a Gedi. In un comunicato sindacale, i giornalisti hanno chiesto garanzie precise sul mantenimento dei livelli occupazionali e sull’autonomia editoriale della testata. "Abbiamo dubbi non solo sulle capacità economiche, ma anche organizzative di reggere una struttura complessa come quella de La Stampa", hanno dichiarato i rappresentanti sindacali durante un’audizione, temendo che l’operazione possa nascondere future razionalizzazioni.
Sul fronte politico, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Alberto Barachini, ha commentato la notizia definendo l’apertura della trattativa come un’iniziativa strategica, a patto che venga tutelata l’identità del giornale. Tuttavia, l’attenzione del governo resta alta, dato che il settore dell’editoria è sensibile e strategico per il Paese. Anche se Sae non è quotata in Borsa, la sostenibilità del suo debito e la capacità di attrarre investimenti a lungo termine saranno monitorate attentamente dagli osservatori finanziari.
Conclusioni

La trattativa esclusiva tra Gedi e Sae segna un momento di passaggio cruciale per La Stampa, che potrebbe presto lasciare l’orbita della famiglia Agnelli-Elkann dopo decenni di storia comune. Se l’operazione andrà in porto, nascerà un nuovo polo editoriale con ambizioni nazionali, guidato da Alberto Leonardis. Restano però da sciogliere i nodi legati alle garanzie occupazionali e alla sostenibilità industriale del progetto, temi su cui i sindacati promettono battaglia. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se le promesse di rilancio si tradurranno in un piano concreto capace di rassicurare redazione e lettori.
Domande frequenti

Al momento Gedi ha avviato una trattativa in esclusiva con il Gruppo Sae guidato da Alberto Leonardis. Questa società è stata preferita alla cordata concorrente Nem grazie a una offerta economica superiore e a un piano industriale giudicato più solido. Se la operazione andrà in porto Sae acquisirà non solo la testata storica torinese ma anche le attività di stampa e le rotative segnando un ulteriore passo indietro della famiglia Elkann dal settore editoriale.
Secondo indiscrezioni autorevoli la proposta del Gruppo Sae si aggira intorno ai 22,5 milioni di euro. Questa somma supera significativamente i 15 milioni messi sul piatto dal concorrente Gruppo Nem. La valutazione economica più alta è stata determinante per la decisione di Gedi. L accordo prevede l acquisizione dell intero perimetro produttivo includendo asset strategici come gli impianti di stampa.
Il Gruppo Sae ovvero Sapere Aude Editori è una realtà guidata dall imprenditore Alberto Leonardis. La società ha già rilevato in passato diverse testate locali da Gedi tra cui Il Tirreno La Nuova Sardegna e la Gazzetta di Modena. L obiettivo è creare un polo informativo che unisca testate locali a una ammiraglia nazionale come La Stampa supportato potenzialmente da fondazioni bancarie piemontesi per garantire stabilità.
Il Comitato di redazione ha espresso forti timori riguardo alla sostenibilità della operazione. La preoccupazione principale riguarda le dimensioni ridotte del Gruppo Sae rispetto a Gedi sollevando dubbi sulla capacità finanziaria e organizzativa di gestire una struttura complessa come quella del quotidiano torinese. I giornalisti chiedono garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro e sulla autonomia editoriale temendo futuri tagli.
L operazione non riguarda soltanto il marchio e la redazione del giornale ma comprende l intero perimetro produttivo. Chi compra acquisisce anche la capacità industriale di stampa incluse le rotative. Questo aspetto rappresenta un asset fondamentale ma anche una sfida gestionale in un mercato in contrazione rendendo la trattativa rilevante sia sul piano editoriale che su quello industriale.
Fonti e Approfondimenti



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