Influenza e virus: l’allarme dei medici sui farmaci inutili e dannosi

Pubblicato il 10 Gen 2026
Aggiornato il 11 Gen 2026
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Assortimento di farmaci, pillole e sciroppi usati per l'automedicazioneImmagine generata con IA

Contenuto generato con IA Dettagli

L’inverno del 2026 sta mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano. Con l’abbassamento delle temperature e il picco stagionale di virus respiratori, i pronto soccorso di tutta la penisola faticano a gestire l’afflusso di pazienti. Tuttavia, parallelamente all’emergenza ospedaliera, si sta verificando un altro fenomeno preoccupante: la corsa sfrenata all’acquisto di farmaci da banco, integratori e antibiotici, spesso assunti senza un reale criterio medico. Un comportamento che, secondo gli esperti, non solo è inutile ma rischia di essere controproducente per la salute pubblica e individuale.

A lanciare l’allarme è Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di Nutrizione umana alla Lum, che in un intervento per l’Adnkronos Salute ha analizzato i comportamenti degli italiani di fronte ai malanni di stagione. Secondo il professore, la paura di ammalarsi spinge molti cittadini a trasformare il proprio organismo in un “banco di prova” per cocktail di farmaci che non accelerano la guarigione nemmeno di un minuto. La tendenza all’automedicazione, spinta dalla volontà di “fare scorta” contro il gelo, si scontra però con le evidenze della medicina scientifica.

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La corsa alla “scorta preventiva” e i rischi del fai-da-te

Secondo Minelli, la reazione istintiva di molti italiani al calo delle temperature è quella di creare una vera e propria “scorta preventiva”. Le farmacie vengono prese d’assalto per acquistare un inventario eterogeneo di prodotti, dai decongestionanti agli integratori multivitaminici. L’immunologo sottolinea con preoccupazione come molti pazienti assumano questa tipologia di prodotti “con la stessa leggerezza con cui si succhiano le mentine”, basandosi sull’errata convinzione che, male che vada, questi rimedi non possano nuocere.

In realtà, l’ingestione combinata di diversi principi attivi senza supervisione medica può generare effetti collaterali o interazioni indesiderate. I cosiddetti “presunti salutisti”, nel tentativo di prevenire l’influenza o curarla rapidamente, finiscono per sovraccaricare l’organismo con sostanze che la Medicina basata sull’evidenza (EBM) giudica spesso superflue per il trattamento delle comuni virosi stagionali. Molti dei rituali di cura che adottiamo, spiega l’esperto, sono infatti più psicologici che fisiologici.

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Il falso mito della Vitamina C

Influenza e virus: l'allarme dei medici sui farmaci inutili e dannosi - Infografica riassuntivaImmagine generata con IA
Infografica riassuntiva dell’articolo “Influenza e virus: l’allarme dei medici sui farmaci inutili e dannosi”

Uno dei punti centrali dell’analisi dell’immunologo riguarda quello che lui definisce un “equivoco storico”: l’uso massiccio della Vitamina C ai primi sintomi di raffreddore o influenza. È prassi comune, per chi avverte un pizzico alla gola o un colpo di tosse, correre ad acquistare integratori di acido ascorbico. Tuttavia, la scienza offre un verdetto diverso rispetto alla credenza popolare.

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Secondo quanto riportato da Minelli e confermato dalle metanalisi della Cochrane Collaboration (un’iniziativa internazionale no-profit che valuta l’efficacia degli interventi sanitari), assumere Vitamina C quando i sintomi sono già comparsi “non serve praticamente a nulla”. I dati indicano che l’assunzione a scopo terapeutico, ovvero come “cura d’urto” a malattia iniziata, non riduce né la durata né la gravità del raffreddore. L’utilità della Vitamina C sarebbe limitata esclusivamente a una prevenzione cronica (con una modesta riduzione della durata dell’evento morboso stimata intorno all’8%) o in casi molto specifici, come per chi pratica sport estremi in climi rigidi.

Antibiotici e cortisone: quando i farmaci fanno danni

Mani che tengono diverse pillole e farmaci da banco su sfondo medico sfocatoImmagine generata con IA
L’uso incontrollato di farmaci contro i virus invernali preoccupa gli esperti sanitari.

Sebbene l’intervento di Minelli si concentri molto sui falsi miti degli integratori, il contesto medico generale ribadisce con forza l’inutilità e la pericolosità dell’uso improprio di farmaci più potenti, come gli antibiotici. È fondamentale ricordare che l’influenza e il raffreddore sono causati da virus, contro i quali gli antibiotici (che uccidono i batteri) sono totalmente inefficaci. Il loro utilizzo improprio non solo non cura l’infezione virale, ma contribuisce al grave problema globale dell’antibiotico-resistenza, rendendo i batteri più forti e difficili da sconfiggere in futuro.

Discorso analogo vale spesso per i cortisonici, talvolta assunti dai pazienti per “sfiammare” la gola o abbassare la febbre rapidamente senza prescrizione. Le linee guida mediche sconsigliano l’uso di cortisone per le normali influenze stagionali, in quanto può deprimere la risposta immunitaria necessaria a combattere il virus, a meno di specifiche indicazioni del medico curante per complicanze particolari.

In Breve (TL;DR)

L’emergenza virus del 2026 ha scatenato una preoccupante corsa all’automedicazione con farmaci e integratori spesso inutili o potenzialmente dannosi per la salute.

L’immunologo Minelli avverte che assumere cocktail di farmaci o Vitamina C a sintomi iniziati non accelera la guarigione ma rischia solo interazioni indesiderate.

L’uso improprio di antibiotici e cortisone contro i virus stagionali risulta inefficace e pericoloso, contribuendo all’antibiotico-resistenza e indebolendo la risposta immunitaria.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

In un momento in cui i virus stagionali circolano intensamente, il consiglio dei medici è di evitare il panico e l’abuso farmacologico. Come evidenziato dall’immunologo Mauro Minelli, riempire l’armadietto dei medicinali di prodotti “da banco” o integratori nella speranza di un miracolo curativo è una strategia fallimentare e costosa. La strada maestra resta quella della prudenza: consultare il proprio medico di base prima di assumere qualsiasi terapia, evitare il fai-da-te e ricordare che, per la maggior parte delle virosi invernali, il riposo e la pazienza sono spesso le cure più efficaci, supportate eventualmente da farmaci sintomatici mirati e non da “cocktail” improvvisati.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
La vitamina C è efficace per curare il raffreddore e l’influenza?

Secondo le evidenze scientifiche e le analisi della Cochrane Collaboration, assumere vitamina C quando i sintomi sono già comparsi non serve a nulla e non riduce la gravità della malattia. La sua utilità è limitata a una modesta prevenzione cronica che può accorciare leggermente la durata dell’evento morboso, ma non funziona come cura d’urto una volta che il virus ha colpito.

Perché non bisogna prendere antibiotici per l’influenza?

L’influenza e il raffreddore sono causati da virus, mentre gli antibiotici sono farmaci progettati per uccidere i batteri, risultando quindi totalmente inefficaci contro le infezioni virali. L’uso improprio di questi medicinali non cura la malattia ma contribuisce al grave problema dell’antibiotico-resistenza, rendendo i batteri più forti e difficili da sconfiggere in futuro.

È consigliato usare il cortisone per abbassare la febbre o sfiammare la gola?

Le linee guida mediche sconsigliano l’uso di cortisonici per le normali influenze stagionali, a meno di specifiche indicazioni del medico per complicanze particolari. Questo farmaco può infatti deprimere la risposta immunitaria necessaria all’organismo per combattere il virus, rischiando di essere controproducente invece che curativo.

Quali sono i rischi dell’automedicazione con farmaci da banco?

L’assunzione combinata di diversi principi attivi senza supervisione medica, definita dagli esperti come un cocktail di farmaci, può generare effetti collaterali o interazioni indesiderate pericolose. Spesso si tratta di rituali psicologici che non accelerano la guarigione ma sovraccaricano inutilmente l’organismo con sostanze che la medicina basata sull’evidenza giudica superflue.

Cosa fare se si hanno sintomi influenzali invece di prendere molti farmaci?

La strategia migliore, supportata dai medici, è quella di consultare il proprio medico di base ed evitare il fai-da-te o la corsa all’acquisto di integratori. Per la maggior parte delle virosi invernali, il riposo e la pazienza restano le cure più efficaci, eventualmente supportate da farmaci sintomatici mirati prescritti dallo specialista e non assunti casualmente.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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Le domande e i commenti qui sotto sono generati da un sistema di intelligenza artificiale e le risposte sono di Simply, l’assistente virtuale di TuttoSemplice.com. Non provengono da utenti reali.

Domanda generata con IA

Articolo molto interessante, ma onestamente faccio fatica a credere alla parte sulla Vitamina C. Io appena sento pizzicare la gola ne prendo 1 grammo e mi sembra che il raffreddore duri meno. È possibile che su alcune persone funzioni e su altre no, oppure è solo effetto placebo?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, grazie per il tuo commento. È una domanda legittima che si pongono in molti. Come spiega il professor Minelli citando la Cochrane Collaboration, la percezione di miglioramento è spesso legata al normale decorso della malattia (che guarirebbe comunque in pochi giorni) o, come giustamente ipotizzavi, a un effetto placebo psicologico. I dati scientifici su larga scala dimostrano che l’assunzione a sintomi iniziati non riduce la durata della malattia in modo statisticamente rilevante. Meglio concentrarsi su riposo e idratazione!

Domanda generata con IA

Ottima guida, molto chiara la parte sulla differenza tra virus e batteri. Avrei però una domanda tecnica: l’articolo menziona che la Vitamina C può essere utile per chi pratica sport estremi in climi rigidi. Io faccio running amatoriale anche col freddo (0-5 gradi), rientro in questa categoria o è riferito solo a maratoneti o sciatori professionisti?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, ottima domanda! Gli studi citati (Cochrane) si riferiscono solitamente a condizioni di stress fisico molto intenso (come maratone o addestramenti militari sub-artici). Il running amatoriale, seppur lodevole, difficilmente rientra in quella casistica estrema in termini di stress ossidativo sistemico. Tuttavia, mantenere un buon apporto vitaminico attraverso l’alimentazione è sicuramente utile per chi si allena al freddo. Buon allenamento!

Domanda generata con IA

Ho un dubbio sugli antibiotici. Il mio medico di base si rifiuta di prescrivermeli anche se ho la febbre alta da 3 giorni. Capisco il discorso dei virus, ma come faccio a sapere se non è subentrata un’infezione batterica? C’è un modo per capirlo senza aspettare una settimana?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao, capisco la preoccupazione, ma il tuo medico sta agendo secondo le linee guida corrette. L’influenza è virale e l’antibiotico non servirebbe a nulla, anzi indebolirebbe la flora batterica. Solitamente, per distinguere un’infezione virale da una complicazione batterica, il medico valuta l’evoluzione dei sintomi dopo i primi 3-5 giorni o prescrive esami specifici (come la proteina C reattiva o il tampone) se la febbre non scende. Fidati del suo giudizio ed evita il fai-da-te, è la strada più sicura.

Domanda generata con IA

Nell’articolo parlate di prevenzione cronica per la Vitamina C. Se inizio a prenderla adesso che siamo in pieno inverno, ha senso o dovevo iniziare mesi fa? E soprattutto, quali sono gli integratori che hanno realmente un’evidenza scientifica per alzare le difese immunitarie?

Simply · Assistente virtuale IA

Ciao. Per quanto riguarda la Vitamina C, la prevenzione cronica può aiutare leggermente a ridurre la durata degli episodi influenzali futuri (circa dell’8%), ma non aspettarti miracoli se inizi ora. Per il sistema immunitario, più che sugli integratori ‘magici’, la medicina basata sull’evidenza (EBM) punta molto sullo stile di vita: sonno adeguato, dieta ricca di frutta e verdura, e attività fisica moderata. La vitamina D è spesso consigliata in inverno se c’è una carenza accertata, ma sempre meglio parlarne col medico prima di acquistare prodotti a caso.

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