Iran in fiamme: gli errori Usa secondo l’ex CIA Peter Theroux

Proteste in Iran e blackout internet: l'ex agente CIA Peter Theroux analizza gli errori storici degli USA. Trump valuta l'intervento mentre Israele è in massima allerta.

Pubblicato il 13 Gen 2026
Aggiornato il 13 Gen 2026
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In Breve (TL;DR)

Secondo l’ex CIA Theroux, la crisi attuale deriva da decenni di esitazioni americane che hanno favorito la repressione degli Ayatollah.

La Casa Bianca valuta opzioni militari drastiche, mentre Israele entra in massima allerta per il rischio di una rappresaglia immediata.

Il regime tenta di soffocare le proteste oscurando internet e bloccando i segnali GPS in una spietata guerra ibrida interna.

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TEHERAN – È un 13 gennaio di fuoco quello che si sta consumando tra le strade di Teheran e i corridoi della diplomazia internazionale. Mentre il regime degli Ayatollah tenta disperatamente di soffocare nel sangue l’ennesima ondata di proteste, oscurando internet e bloccando i segnali GPS, dagli Stati Uniti arriva un’analisi spietata sulle responsabilità occidentali nell’attuale crisi. Al centro del dibattito odierno, rilanciato dalle colonne del Corriere della Sera nella rubrica “Oriente Occidente” di Federico Rampini, c’è la testimonianza di Peter Theroux, ex analista di punta della CIA ed esperto di questioni mediorientali.

Secondo l’ex agente dell’intelligence americana, la situazione attuale – che vede l’Iran sull’orlo di una potenziale guerra civile o di un conflitto regionale – è il frutto avvelenato di decenni di esitazioni e calcoli errati da parte di Washington. Theroux punta il dito contro quella che definisce una “cronica inazione” degli Stati Uniti nei momenti cruciali, un leitmotiv che ha permesso alla Repubblica Islamica di sopravvivere alle proprie crisi interne, rafforzando il proprio apparato repressivo a discapito delle aspirazioni democratiche della popolazione persiana.

Manifestanti a Teheran durante le proteste contro il regime degli Ayatollah
L’ex CIA Peter Theroux svela gli errori USA dietro le fiamme che avvolgono l’Iran oggi.

La tesi di Theroux: le occasioni mancate

L’analisi di Peter Theroux, ripresa oggi dai principali osservatori geopolitici, si concentra su un concetto chiave: il mancato sostegno americano alle precedenti sollevazioni popolari. Secondo l’ex 007, gli Stati Uniti hanno commesso l’errore strategico di cercare accordi diplomatici con il regime proprio quando questo era più vulnerabile alla pressione interna. Il riferimento, neanche troppo velato, corre alle proteste dell’Onda Verde del 2009 e alle più recenti manifestazioni del 2022 dopo la morte di Mahsa Amini.

In quelle occasioni, argomenta Theroux, l’Occidente ha scelto la via della prudenza, temendo che un appoggio esplicito ai manifestanti potesse compromettere i negoziati sul nucleare o essere strumentalizzato dalla propaganda di regime come un tentativo di “regime change” eterodiretto. Il risultato, tuttavia, è sotto gli occhi di tutti: il regime non si è moderato, ma ha utilizzato quel tempo per perfezionare le sue tecniche di controllo sociale e repressione digitale, come dimostra l’attuale blocco totale delle comunicazioni.

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Il dilemma di Trump e l’allerta di Israele

Iran in fiamme: gli errori Usa secondo l'ex CIA Peter Theroux - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "Iran in fiamme: gli errori Usa secondo l’ex CIA Peter Theroux"
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Mentre l’analisi storica di Theroux scuote il dibattito intellettuale, la cronaca incalza con urgenza drammatica. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 ORE e confermato da fonti d’intelligence citate dal Fatto Quotidiano, il presidente Donald Trump si trova ora di fronte a un dilemma cruciale. I report sul tavolo dello Studio Ovale descrivono un Iran in “massima ebollizione”, con un bilancio delle vittime che secondo le ONG avrebbe già superato le 400 unità in meno di due settimane.

Le opzioni al vaglio della Casa Bianca sono drastiche. Si parla di possibili raid mirati non solo contro le infrastrutture nucleari, ma anche contro i centri di comando dei Pasdaran responsabili della repressione. Questa prospettiva ha fatto scattare la massima allerta in Israele: Tel Aviv teme che un’eventuale mossa americana possa scatenare una rappresaglia immediata di Teheran tramite i suoi proxy regionali, Hezbollah in testa. Il premier israeliano Netanyahu, in costante contatto con Washington, avrebbe già ordinato la mobilitazione di alcune riserve, preparandosi allo scenario peggiore.

Blackout digitale: dopo internet, via anche il GPS

Folla di manifestanti a Teheran durante le proteste contro il regime degli Ayatollah
Peter Theroux accusa gli Stati Uniti di inazione cronica di fronte alla repressione del regime iraniano.
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Sul terreno, la strategia del regime iraniano si è evoluta in una forma di “guerra ibrida” contro la sua stessa popolazione. Non si tratta più solo di oscurare i social media o rallentare la banda larga. Secondo le ultime notizie battute dalle agenzie, le autorità di Teheran hanno iniziato a interferire massicciamente con i segnali GPS nelle grandi aree urbane. L’obiettivo è duplice: impedire ai manifestanti di coordinarsi e localizzarsi tramite app di messaggistica sicura, e disorientare eventuali droni o sistemi di guida esterni in caso di attacco.

Questa mossa, definita da molti analisti come un segnale di estrema debolezza e paranoia, sta paralizzando la vita civile del Paese, bloccando trasporti e servizi essenziali, ma non sembra fermare la rabbia delle piazze. Le testimonianze che riescono a filtrare, spesso tramite vecchie linee telefoniche o reti satellitari clandestine, raccontano di una determinazione senza precedenti, alimentata proprio dalla consapevolezza che questa potrebbe essere l’ultima occasione per un cambiamento reale.

Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

L’analisi di Peter Theroux getta una luce sinistra sugli eventi di queste ore. Gli “errori dell’America” non sono solo materia per libri di storia, ma variabili attive che influenzano le decisioni di oggi nello Studio Ovale. Se in passato l’inazione è stata la colpa imputata alle amministrazioni precedenti, il rischio odierno è che la reazione, forse tardiva, possa innescare una deflagrazione incontrollabile. In questo 13 gennaio 2026, il destino dell’Iran sembra essere sospeso tra la speranza di una piazza che non si arrende e il timore di un conflitto che nessuno, forse, è davvero in grado di gestire.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Quali errori hanno commesso gli Stati Uniti in Iran secondo Peter Theroux?

Secondo Peter Theroux, ex analista della CIA, il principale errore di Washington consiste nella cronica inazione durante le crisi passate. Invece di sostenere le sollevazioni popolari, come la Onda Verde del 2009 o le proteste del 2022, gli USA hanno cercato accordi diplomatici. Questa strategia ha permesso alla Repubblica Islamica di sopravvivere e rafforzare il proprio apparato repressivo.

Perché il regime iraniano sta bloccando i segnali GPS e internet?

Le autorità di Teheran hanno attuato un blocco digitale che include interferenze ai segnali GPS per due motivi strategici. Il primo obiettivo è impedire ai manifestanti di coordinarsi tramite applicazioni di messaggistica. Il secondo scopo è disorientare eventuali droni o sistemi di guida esterni, nel timore di attacchi aerei mirati.

Quali opzioni militari sta valutando Donald Trump contro l Iran?

L amministrazione Trump sta esaminando opzioni drastiche in risposta alla repressione interna in Iran. I report indicano possibili raid mirati che non colpirebbero soltanto le infrastrutture nucleari, ma anche i centri di comando dei Pasdaran, considerati i responsabili diretti delle violenze contro la popolazione civile.

Perché Israele è in stato di massima allerta per la crisi in Iran?

Israele teme che una eventuale azione militare americana possa scatenare una rappresaglia immediata da parte di Teheran. La preoccupazione principale di Tel Aviv riguarda l attivazione dei proxy regionali iraniani, in particolare Hezbollah, che potrebbero lanciare attacchi contro il territorio israeliano come risposta alle mosse statunitensi.

Cosa rivela la testimonianza dell ex agente CIA sulla situazione attuale?

La testimonianza di Theroux evidenzia come la situazione attuale, con l Iran sull orlo di una guerra civile, sia il frutto avvelenato di calcoli errati dell Occidente. Egli sostiene che il mancato appoggio alle aspirazioni democratiche persiane in passato ha portato a un regime che oggi utilizza tattiche di guerra ibrida contro i suoi stessi cittadini.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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