L’IA trasforma il tuo Wi-Fi in un radar: ti vede attraverso i muri

Pubblicato il 14 Feb 2026
Aggiornato il 14 Feb 2026
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Onde radio Wi-Fi che disegnano la silhouette di una persona in una stanza

Quando pensiamo alla sorveglianza domestica o ai rischi per la nostra privacy, l’immaginazione corre immediatamente verso lenti scure, webcam hackerate o microfoni sempre in ascolto. Viviamo in un’epoca di progresso tecnologico accelerato, dove la paranoia digitale si concentra sugli occhi e le orecchie elettroniche che abbiamo volontariamente installato nelle nostre stanze. Tuttavia, la frontiera più avanzata dell’intelligenza artificiale ha reso obsoleta la necessità di una linea visiva diretta. Esiste un oggetto, pulsante di luci intermittenti e presente in quasi tutte le abitazioni moderne, che l’IA sta imparando a utilizzare come un radar sofisticato: il vostro Router Wi-Fi.

Il segreto è nelle onde: come il Wi-Fi diventa un sonar

Per comprendere come sia possibile “vedere” senza occhi, dobbiamo cambiare il modo in cui percepiamo lo spazio che ci circonda. Per noi, una stanza è vuota se non ci sono mobili o persone. Per un Router Wi-Fi, invece, la stanza è un oceano denso di segnali radio che rimbalzano ovunque. Queste onde elettromagnetiche viaggiano dal trasmettitore ai nostri dispositivi (smartphone, laptop, smart TV) e, nel farlo, inondano l’ambiente.

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Quando una persona si muove all’interno di questo campo invisibile, il suo corpo — composto in gran parte d’acqua — assorbe e riflette queste onde, creando delle interferenze. Immaginate di camminare in una piscina: anche se siete invisibili, le onde che generate muovendovi rivelano la vostra posizione e la vostra forma. Fino a pochi anni fa, queste interferenze erano considerate solo “rumore” o problemi di connessione. Oggi, grazie al machine learning e al deep learning, quel rumore è diventato un dato prezioso.

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Dalle interferenze all’immagine: il ruolo dell’Architettura Neurale

L'IA trasforma il tuo Wi-Fi in un radar: ti vede attraverso i muri - Infografica riassuntiva
Infografica riassuntiva dell’articolo "L’IA trasforma il tuo Wi-Fi in un radar: ti vede attraverso i muri" (Visual Hub)
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La magia non risiede nel router in sé, che continua a fare il suo lavoro di instradamento dei pacchetti dati, ma negli algoritmi che analizzano il segnale. Ricercatori di istituti prestigiosi, come la Carnegie Mellon University, hanno sviluppato sistemi capaci di analizzare il CSI (Channel State Information), ovvero le informazioni sullo stato del canale di comunicazione Wi-Fi.

Qui entra in gioco l’architettura neurale avanzata. Mentre il mondo discute delle capacità linguistiche di ChatGPT e degli LLM (Large Language Models), nel campo della Computer Vision sta avvenendo una rivoluzione silenziosa che non richiede nemmeno la “visione” in senso ottico. Le reti neurali vengono addestrate a mappare le distorsioni del segnale Wi-Fi su modelli tridimensionali del corpo umano.

Il processo funziona così:

  • Il router invia un segnale.
  • Il segnale colpisce il corpo umano e si disperde.
  • L’algoritmo di AI riceve il segnale distorto.
  • Attraverso un processo di inferenza, l’IA ricostruisce la posa esatta della persona (seduta, in piedi, mentre cammina o gesticola) creando una rappresentazione scheletrica o volumetrica (come il sistema DensePose).

Il risultato è sorprendente: l’IA può “vedere” attraverso i muri, al buio completo e senza bisogno di telecamere, ottenendo risultati che nei benchmark di settore si avvicinano sempre più alla precisione dei sensori ottici tradizionali.

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Perché sviluppare una tecnologia simile?

Silhouette umana rilevata attraverso onde Wi-Fi da un sistema di intelligenza artificiale
Il router domestico diventa un radar invisibile capace di tracciare i movimenti umani. (Visual Hub)

La domanda sorge spontanea: perché investire risorse in una tecnologia che sembra uscita da un film di spionaggio distopico? La risposta risiede nelle potenzialità dell’automazione e dell’assistenza sanitaria, settori dove le telecamere sono spesso invasive o indesiderate.

Monitoraggio degli anziani: Questa è forse l’applicazione più nobile. Le telecamere in bagno o in camera da letto violano la dignità della persona. Il rilevamento Wi-Fi, invece, può identificare una caduta improvvisa o un’assenza di movimento prolungata analizzando solo le onde radio, inviando un allarme senza mai trasmettere un’immagine video reale.

Domotica avanzata: Immaginate una casa che sa esattamente in quale stanza vi trovate senza bisogno di sensori di movimento a infrarossi (che spesso falliscono se restate immobili). Le luci potrebbero seguirvi, la temperatura adattarsi alla vostra posizione e la musica spostarsi con voi, tutto gestito dal router che già possedete.

Sicurezza invisibile: Un sistema di allarme basato sul Wi-Fi non ha punti ciechi. Non può essere ingannato coprendo una lente o tagliando un filo specifico, perché il campo radio permea l’intero volume dell’abitazione, attraversando porte e pareti divisorie.

I rischi: quando le pareti hanno orecchie (e occhi)

Nonostante i benefici, l’idea che il nostro modem possa trasformarsi in un dispositivo di sorveglianza biometrica solleva enormi questioni etiche. Se un algoritmo può decifrare la nostra posizione e la nostra postura, può teoricamente dedurre molto di più: abitudini, orari, e persino stati emotivi basati sul linguaggio del corpo (agitazione, pacing, immobilità depressiva).

La differenza sostanziale rispetto alle tecnologie attuali è la mancanza di consenso visibile. Una telecamera si vede; si può coprire. Il Wi-Fi è onnipresente e invisibile. Con l’avanzare dello standard Wi-Fi (come il Wi-Fi 7 e il futuro 6G, che integrano funzionalità di sensing nativo), la capacità di rilevamento diventerà sempre più granulare, arrivando forse a rilevare il battito cardiaco o la respirazione a distanza, come già dimostrato in ambienti di laboratorio.

In Breve (TL;DR)

L’intelligenza artificiale sta trasformando i comuni router Wi-Fi in sofisticati radar capaci di rilevare movimenti e posizioni umane attraverso i muri.

Grazie a reti neurali avanzate, gli algoritmi interpretano le interferenze del segnale radio per ricostruire modelli tridimensionali del corpo senza usare telecamere.

Questa tecnologia offre rivoluzionari vantaggi per l’assistenza sanitaria e la sicurezza domestica, ma solleva inquietanti interrogativi sulla privacy e la sorveglianza invisibile.

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Conclusioni

disegno di un ragazzo seduto a gambe incrociate con un laptop sulle gambe che trae le conclusioni di tutto quello che si è scritto finora

La curiosità iniziale su come l’IA possa vedere attraverso i muri ci ha portato a scoprire che l’oggetto responsabile è quanto di più banale possediamo: il router Wi-Fi. Questa tecnologia dimostra come l’intelligenza artificiale non sia solo un software che scrive testi o genera immagini, ma uno strumento capace di reinterpretare la fisica del mondo che ci circonda, trasformando segnali radio in informazioni visive.

Siamo di fronte a un bivio fondamentale del progresso tecnologico: da un lato, la promessa di case più sicure e intelligenti che si prendono cura di noi senza invadere la nostra privacy visiva; dall’altro, il rischio di una sorveglianza pervasiva da cui è impossibile nascondersi, poiché spegnere il Wi-Fi significherebbe disconnettersi dal mondo. La sfida dei prossimi anni non sarà solo tecnologica, ma legislativa ed etica: definire chi ha il diritto di guardare attraverso le onde che attraversano le nostre vite.

Domande frequenti

disegno di un ragazzo seduto con nuvolette di testo con dentro la parola FAQ
Come fa il Wi-Fi a vedere attraverso i muri?

Il router Wi-Fi funziona in modo simile a un sonar o un radar. Le onde radio emesse dal dispositivo inondano l’ambiente e rimbalzano sulle superfici. Poiché il corpo umano è composto in gran parte d’acqua, assorbe e riflette queste onde creando specifiche interferenze nel segnale. L’intelligenza artificiale analizza queste distorsioni invisibili e le traduce in immagini o modelli tridimensionali, permettendo di localizzare persone e movimenti anche se si trovano dietro ostacoli fisici come le pareti.

Il mio router può essere usato per spiarmi?

Tecnicamente è possibile trasformare un router in uno strumento di sorveglianza, anche se richiede software specifici e algoritmi avanzati non presenti nelle configurazioni standard di fabbrica. La preoccupazione principale risiede nel fatto che, a differenza di una telecamera che può essere coperta o individuata, le onde Wi-Fi sono invisibili e onnipresenti. Un sistema compromesso o progettato per il tracciamento potrebbe dedurre abitudini, orari e posizioni degli inquilini senza che questi se ne accorgano visivamente.

Quali sono i vantaggi del rilevamento tramite Wi-Fi?

Questa tecnologia offre enormi benefici nel campo dell’assistenza sanitaria e della domotica. Per gli anziani, permette di monitorare cadute o malori in ambienti privati come il bagno senza violare la dignità con videocamere. Nella sicurezza domestica, offre un sistema di allarme senza punti ciechi che copre l’intero volume della casa. Inoltre, consente un’automazione avanzata dove luci, musica e temperatura si adattano in tempo reale alla posizione esatta della persona nelle varie stanze.

Che ruolo ha l’Intelligenza Artificiale nel Wi-Fi sensing?

L’IA è fondamentale perché trasforma quello che un tempo era considerato semplice rumore di segnale in dati utili. Utilizzando reti neurali e deep learning, gli algoritmi esaminano le informazioni sullo stato del canale di comunicazione (CSI). Attraverso un processo di inferenza, l’IA mappa le variazioni del segnale su modelli corporei umani, riuscendo a distinguere posture complesse come lo stare seduti, camminare o gesticolare, con una precisione che si avvicina ai sensori ottici.

Il Wi-Fi del futuro potrà rilevare il battito cardiaco?

Sì, gli sviluppi futuri degli standard di connessione, come il Wi-Fi 7 e il 6G, prevedono l’integrazione nativa di funzionalità di sensing sempre più granulari. Le ricerche di laboratorio hanno già dimostrato che è possibile rilevare micro-movimenti impercettibili a occhio nudo, inclusa la respirazione e il battito cardiaco, analizzando le minime alterazioni che il torace provoca nel campo elettromagnetico. Questo apre scenari avanzati per la telemedicina ma solleva nuove sfide per la privacy biometrica.

Francesco Zinghinì

Ingegnere e imprenditore digitale, fondatore del progetto TuttoSemplice. La sua visione è abbattere le barriere tra utente e informazione complessa, rendendo temi come la finanza, la tecnologia e l’attualità economica finalmente comprensibili e utili per la vita quotidiana.

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