In Breve (TL;DR)
La Malaysia ha ufficialmente bloccato l’accesso a Grok su X per arginare la diffusione di deepfake pornografici non consensuali.
La tecnologia di Musk è sotto accusa per la creazione di nudi realistici, scatenando una crisi globale sulla sicurezza digitale.
Le autorità europee e britanniche avviano indagini formali contro la piattaforma, minacciando sanzioni per la violazione dei diritti degli utenti.
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KUALA LUMPUR – Un nuovo, drastico capitolo si apre nella controversa storia della regolamentazione dell’intelligenza artificiale generativa. Nella giornata di oggi, 12 gennaio 2026, la Malaysia ha ufficialmente bloccato l’accesso a Grok, il chatbot sviluppato dalla xAI di Elon Musk e integrato nella piattaforma social X. La decisione, comunicata dalla Malaysian Communications and Multimedia Commission (MCMC), arriva in risposta alla “ripetuta diffusione” di contenuti pornografici generati artificialmente e senza il consenso dei soggetti ritratti, inclusi minori.
Il provvedimento di Kuala Lumpur non è isolato, ma rappresenta la punta dell’iceberg di una crisi globale che sta investendo la tecnologia di Musk. Mentre il sud-est asiatico erige barriere digitali, in Europa e nel Regno Unito le autorità di vigilanza stanno intensificando le pressioni, trasformando il caso Grok in un banco di prova cruciale per la cybersecurity e la tutela dei diritti digitali. Al centro della tempesta c’è la capacità del software di creare immagini di nudo iper-realistiche partendo da semplici foto di profili social, un fenomeno noto come “nudification”.

Il blocco nel Sud-est asiatico: tolleranza zero
Secondo quanto riferito dalla MCMC, il blocco è stato imposto come “misura preventiva e proporzionata” ai sensi della Sezione 233 del Communications and Multimedia Act del 1998. L’autorità malese ha sottolineato che, nonostante i ripetuti avvisi inviati a X Corp e xAI all’inizio di gennaio, le risposte della compagnia sono state giudicate “insufficienti”. La piattaforma si era limitata a promettere meccanismi di segnalazione gestiti dagli utenti, senza implementare filtri preventivi efficaci alla fonte.
La mossa della Malaysia segue di poche ore una decisione analoga presa dall’Indonesia, creando un fronte comune nel sud-est asiatico contro la diffusione di materiale osceno generato da AI. Le autorità locali hanno definito la creazione di deepfake sessuali non consensuali come una “grave violazione della dignità umana”. In questo contesto, la difesa della libertà di espressione assoluta, spesso invocata da Musk, si è scontrata frontalmente con le rigide normative locali sulla decenza e la protezione dei minori.
La tecnologia sotto accusa: “nudification” e deepfake

Il cuore del problema risiede nell’aggiornamento rilasciato da xAI alla fine del 2025, che ha potenziato le capacità di generazione immagini di Grok. A differenza di concorrenti come ChatGPT o Gemini, che impongono rigide “guardrails” (barriere di sicurezza) per impedire la creazione di contenuti sessualmente espliciti (NSFW), Grok è stato promosso come un’alternativa “senza censure”. Tuttavia, questa libertà ha permesso agli utenti di generare immagini pornografiche utilizzando i volti di persone reali, incluse celebrità e utenti comuni, senza il loro permesso.
Nel tentativo di arginare le critiche, X ha recentemente limitato l’uso del generatore di immagini ai soli abbonati paganti. Una mossa che, paradossalmente, ha inasprito le polemiche: secondo i critici e le autorità di regolamentazione, trasformare la generazione di materiale illegale in un “servizio premium” non risolve il problema di fondo della cybersecurity e della moderazione, ma anzi monetizza l’abuso.
La reazione internazionale: dal Regno Unito all’Europa

La crisi di Grok ha varcato rapidamente i confini asiatici. Nel Regno Unito, l’Ofcom (l’autorità regolatrice per le comunicazioni) ha avviato oggi un’indagine formale contro X ai sensi dell’Online Safety Act. L’accusa è di non aver protetto gli utenti, in particolare i bambini, dall’esposizione a contenuti illegali e dannosi. Se ritenuta colpevole, la piattaforma potrebbe affrontare sanzioni fino al 10% del suo fatturato globale.
Anche l’Unione Europea sta monitorando la situazione con estrema attenzione. La Commissione Europea ha ordinato a X di conservare tutti i documenti interni relativi agli algoritmi di Grok, in vista di possibili violazioni del Digital Services Act (DSA). Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe, ha espresso una ferma condanna, sottolineando come l’innovazione non possa avvenire a scapito dei diritti fondamentali. Anche il Garante per la Privacy italiano si è mosso, lavorando in coordinamento con le autorità irlandesi per valutare le implicazioni sulla protezione dei dati biometrici.
La sfida della Cybersecurity e la regolamentazione delle Startup
Il caso Grok evidenzia il dilemma che molte startup e giganti della tecnologia devono affrontare nel 2026: la velocità di sviluppo dell’intelligenza artificiale ha superato la capacità di implementare controlli di sicurezza adeguati. Mentre xAI continua a rispondere alle richieste di commento dei media con risposte automatiche sprezzanti (“Legacy Media Lies”), il cerchio normativo si stringe.
Gli esperti di cybersecurity avvertono che senza standard globali condivisi per il “watermarking” (filigrana digitale) e la moderazione preventiva, il fenomeno dei deepfake pornografici rischia di minare la fiducia nell’ecosistema digitale. La vicenda dimostra che la conformità alle leggi locali non è più un optional per le piattaforme globali, e che la “disruption” tecnologica non può ignorare le conseguenze sociali dei propri strumenti.
Conclusioni

Il blocco imposto dalla Malaysia il 12 gennaio 2026 segna un punto di non ritorno nella gestione dei contenuti generati dall’AI. Non si tratta più solo di moderare le parole, ma di impedire la fabbricazione di una realtà visiva falsa e dannosa. Con il Regno Unito e l’Unione Europea pronti a intervenire con sanzioni pesanti, il modello di “libertà assoluta” promosso da Grok e X si trova di fronte alla sua sfida più grande: adattarsi alle regole della sicurezza globale o rischiare di essere bandito da interi mercati.
Domande frequenti

La decisione è stata presa dalla MCMC il 12 gennaio 2026 a causa della diffusione incontrollata di deepfake pornografici generati senza consenso. Le autorità hanno ritenuto insufficienti le misure di moderazione proposte da X, applicando un blocco preventivo ai sensi del Communications and Multimedia Act del 1998 per tutelare la dignità umana e i minori.
Si tratta di un fenomeno in cui l’intelligenza artificiale viene utilizzata per rimuovere digitalmente i vestiti da foto di persone reali, creando immagini di nudo iper-realistiche. Nel caso di Grok, questa funzionalità è stata sfruttata per generare contenuti illeciti partendo da semplici foto profilo, violando la privacy e i diritti dei soggetti ritratti.
Oltre al blocco nel sud-est asiatico, X affronta indagini formali nel Regno Unito da parte dell’Ofcom, rischiando sanzioni fino al 10% del fatturato globale. Parallelamente, la Commissione Europea sta valutando possibili violazioni del Digital Services Act, ordinando la conservazione dei documenti relativi agli algoritmi per verificare la tutela degli utenti.
A differenza dei concorrenti che impongono rigide barriere di sicurezza o guardrails per impedire la creazione di contenuti espliciti, Grok è stato promosso come un’alternativa senza censure. Questa libertà operativa, priva di filtri preventivi efficaci alla fonte, ha facilitato la generazione di materiale abusivo e illegale da parte degli utenti.
La piattaforma ha limitato l’accesso al generatore di immagini ai soli abbonati paganti. Tuttavia, questa mossa è stata aspramente criticata dalle autorità e dagli esperti, poiché trasforma la generazione di materiale potenzialmente illegale in un servizio premium senza risolvere il problema strutturale della moderazione e della cybersecurity.
Fonti e Approfondimenti
- MCMC – Communications and Multimedia Act 1998 (Legge malese citata)
- Commissione Europea – Panoramica sul Digital Services Act (DSA)
- Ofcom – Autorità di regolamentazione per la sicurezza online nel Regno Unito
- Garante Privacy – Scheda tematica informativa sui rischi del Deepfake
- Governo del Regno Unito – Testo e guida all’Online Safety Act 2023

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