Samsung Electronics, insieme ai giganti del settore SK Hynix e Micron, ha tracciato una linea netta per il primo trimestre del 2026: l’era dei prezzi bassi è ufficialmente terminata. Secondo le ultime rilevazioni di mercato, i principali produttori di semiconduttori hanno adottato una strategia aggressiva volta alla massimizzazione dei ricavi, eliminando qualsiasi forma di scontistica sui grandi volumi. La decisione arriva in un momento in cui la domanda globale di componenti per l’intelligenza artificiale ha saturato le linee produttive, creando un “mercato del venditore” senza precedenti negli ultimi anni.
La notizia, confermata da report di analisti come TrendForce, segna un punto di svolta per l’intera industria della tecnologia. Se fino al 2025 i grandi acquirenti potevano negoziare contratti trimestrali con margini di flessibilità, oggi la situazione è drasticamente cambiata. Le scorte di magazzino sono ai minimi storici e la priorità delle fonderie si è spostata quasi interamente verso le memorie ad alte prestazioni (HBM), lasciando il mercato consumer e quello delle memorie standard in una condizione di scarsità programmata.
La strategia: massimizzare i ricavi a ogni costo
L’obiettivo dichiarato dai board di Samsung e SK Hynix è chiaro: sfruttare il “super-ciclo” attuale per recuperare i margini persi durante la flessione del biennio 2023-2024. Secondo fonti industriali, i produttori stanno abbandonando i contratti a lungo termine a prezzo fisso in favore di accordi più flessibili, che permettono di adeguare i listini anche su base settimanale. Questa dinamica, nota come “daily pricing” in alcuni segmenti spot, impedisce ai clienti di bloccare prezzi vantaggiosi, costringendoli ad acquistare al valore di mercato corrente, che continua a salire.
Non si tratta solo di avidità aziendale, ma di una necessità strutturale. La capacità produttiva per il 2026 è già stata in gran parte prenotata dai grandi player dell’AI (come NVIDIA e i provider cloud), lasciando poco spazio di manovra per i produttori di PC e smartphone. Di conseguenza, chi necessita di forniture immediate di DRAM o NAND Flash deve essere disposto a pagare un premio significativo, senza possibilità di negoziazione.
L’effetto dell’Intelligenza Artificiale sulla produzione

Il motore immobile di questi rincari è l’esplosione della domanda legata all’AI generativa. Le memorie HBM (High Bandwidth Memory), essenziali per far funzionare i chip grafici che addestrano i modelli di intelligenza artificiale, richiedono processi produttivi molto più complessi rispetto alle RAM tradizionali. Secondo i dati di settore, produrre un wafer di HBM consuma circa tre volte la capacità produttiva necessaria per una normale memoria DDR5. Questo significa che ogni linea convertita per l’AI sottrae enormi volumi di prodotto al mercato standard.
Questa cannibalizzazione delle linee produttive ha creato un effetto domino. Con meno wafer dedicati alle memorie DDR4 e DDR5 standard, l’offerta è crollata proprio mentre il mercato dei PC mostrava segnali di ripresa. Il risultato è una tempesta perfetta che sta spingendo i prezzi verso l’alto con una velocità che non si vedeva dal boom del 2018.
Previsioni shock: rincari fino al 100%

Le stime per i prossimi mesi sono allarmanti per i consumatori e le aziende. Secondo l’ultimo report di TrendForce, i prezzi contrattuali delle DRAM potrebbero subire un’impennata tra il 90% e il 95% nel primo trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente. Anche il settore dello storage non è immune: per le memorie NAND Flash, utilizzate negli SSD, si prevedono aumenti tra il 55% e il 60%. In alcuni casi specifici, come per le memorie DRAM per PC, gli analisti non escludono raddoppi di prezzo (oltre il 100%) nel breve periodo.
Kioxia, uno dei principali produttori di memorie Flash, avrebbe già comunicato che la sua intera produzione per il 2026 è virtualmente “sold out”, venduta in anticipo ai grandi data center. Questo lascia i produttori di laptop e le aziende di assemblaggio in una posizione critica, costretti a riversare i maggiori costi sui consumatori finali o a ridurre i margini di profitto.
Cybersecurity e Startup: l’impatto nascosto
L’aumento dei costi dell’hardware ha ripercussioni dirette anche su settori apparentemente distanti come la cybersecurity. Le moderne infrastrutture di sicurezza richiedono l’archiviazione di enormi quantità di log e dati per l’analisi delle minacce in tempo reale. Con il costo degli SSD enterprise in ascesa verticale (previsto un +53-58%), il budget necessario per mantenere i data lake di sicurezza sta esplodendo, costringendo i CISO (Chief Information Security Officer) a rivedere le proprie strategie di retention dei dati.
Ancora più critica è la situazione per il mondo startup. Le giovani aziende che sviluppano soluzioni basate sull’AI si trovano a fronteggiare una barriera all’ingresso sempre più alta. L’acquisto di server dedicati o l’affitto di potenza di calcolo in cloud sta diventando proibitivo, poiché i provider cloud stanno trasferendo i costi delle memorie sui clienti finali. Questo aumento del CAPEX (spese in conto capitale) rischia di soffocare l’innovazione, favorendo solo le aziende già capitalizzate che possono permettersi di assorbire i rincari.
In Breve (TL;DR)
I principali produttori di semiconduttori hanno annunciato lo stop agli sconti e un aumento dei prezzi per massimizzare i ricavi nel 2026.
L’esplosione dell’intelligenza artificiale assorbe gran parte della capacità produttiva, creando una scarsità di componenti standard che fa lievitare i costi globali.
Le previsioni indicano rincari fino al 100% su RAM e SSD, con impatti pesanti su consumatori, data center e infrastrutture di sicurezza.
Conclusioni

Il 2026 si preannuncia come un anno difficile per chiunque debba acquistare hardware. La decisione di produttori come Samsung di non concedere sconti e di massimizzare i ricavi è una risposta razionale a una domanda di mercato senza precedenti, trainata dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, le conseguenze di questa strategia si faranno sentire su tutta la filiera, dal costo dei computer portatili nei negozi fino ai bilanci delle startup innovative. Fino a quando non entreranno in funzione le nuove fabbriche previste per il 2027-2028, è improbabile che si assista a una normalizzazione dei prezzi.
Domande frequenti

L aumento dei prezzi è dovuto alla decisione strategica di giganti come Samsung, SK Hynix e Micron di eliminare ogni forma di sconto per massimizzare i ricavi dopo le perdite del biennio precedente. A questo si aggiunge una saturazione delle linee produttive causata dalla domanda esplosiva di componenti per l Intelligenza Artificiale, che ha ridotto la disponibilità di memorie standard per il mercato consumer.
Le stime degli analisti, come quelle riportate da TrendForce, sono allarmanti: si prevedono rincari tra il 90 e il 95 per cento per le memorie DRAM e tra il 55 e il 60 per cento per le memorie NAND Flash utilizzate negli SSD. In alcuni casi specifici, come per le RAM destinate ai PC, il prezzo potrebbe addirittura raddoppiare rispetto ai valori precedenti.
L AI generativa richiede memorie HBM ad alte prestazioni, la cui fabbricazione è complessa e consuma circa tre volte la capacità produttiva necessaria per le normali memorie DDR5. Questo processo sottrae risorse alle linee standard, creando un effetto di cannibalizzazione che riduce l offerta di componenti per computer e smartphone, facendone lievitare il prezzo.
I consumatori affronteranno prezzi più alti per l acquisto di laptop e dispositivi elettronici, poiché i produttori scaricheranno i maggiori costi dei componenti sul prezzo finale. Le startup e le aziende subiranno un impatto ancora più forte, con costi proibitivi per l archiviazione dati, la cybersecurity e l affitto di potenza di calcolo in cloud, rischiando di rallentare l innovazione.
Non si prevede una normalizzazione dei prezzi nel breve termine, dato che la produzione per il 2026 è già in gran parte prenotata dai grandi player dell AI. Una stabilizzazione del mercato e un eventuale calo dei costi potranno verificarsi probabilmente solo tra il 2027 e il 2028, quando diventeranno operativi i nuovi impianti di produzione attualmente in costruzione.




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