In Breve (TL;DR)
Una nuova crisi delle memorie sta mettendo a rischio i margini di profitto della Nintendo Switch 2.
I costi di produzione sono aumentati drasticamente a causa della forte richiesta di componenti per l’Intelligenza Artificiale.
Il presidente Furukawa definisce ipotetico un rincaro immediato, pur ammettendo le difficoltà legate alla volatilità del mercato.
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Il mondo del gaming è in totale fermento in questo inizio di 2026! Dopo un lancio che ha definito “storico” lo scorso giugno, la Nintendo Switch 2 continua a dominare le classifiche di vendita, trainata dall’incredibile successo del bundle con Mario Kart World. Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica nel regno di Kyoto: una nuova nube minacciosa si sta addensando all’orizzonte dell’industria tecnologica, e questa volta potrebbe colpire direttamente il portafoglio dei videogiocatori. Stiamo parlando della tanto temuta crisi delle memorie, un fenomeno che sta mettendo a dura prova i colossi dell’elettronica e che ha sollevato un interrogativo cruciale: il prezzo della nuova ammiraglia Nintendo è destinato a salire?
Le voci di corridoio si sono fatte sempre più insistenti nelle ultime settimane, suggerendo che i margini di profitto della Grande N si stiano assottigliando pericolosamente a causa dei costi di produzione in ascesa. La community è in allerta, temendo che la strategia aggressiva di prezzo che ha permesso a Switch 2 di entrare in milioni di case possa subire una brusca frenata. Ma cosa c’è di vero? Per fortuna, a fare chiarezza ci ha pensato direttamente il numero uno dell’azienda, il presidente Shuntaro Furukawa, che ha deciso di affrontare la questione di petto in una recente intervista che sta già facendo il giro del web.

Il peso della crisi dei semiconduttori
Per capire la gravità della situazione, dobbiamo guardare ai numeri, e sono numeri che fanno girare la testa. Secondo i recenti report di settore analizzati da testate come Bloomberg e riportati da Tom’s Hardware, il costo dei componenti vitali per la Nintendo Switch 2 ha subito un’impennata drammatica nell’ultimo trimestre. Nello specifico, i moduli di memoria LPDDR5X da 12 GB, cuore pulsante delle prestazioni della console, hanno visto un rincaro del 41%. Anche lo storage non è stato risparmiato, con i chip NAND che hanno registrato un aumento dell’8%.
La causa principale? L’esplosione della domanda da parte dei data center per l’Intelligenza Artificiale, che sta prosciugando le scorte globali di DRAM. Secondo gli analisti, Nintendo, che ha lanciato la console con un prezzo competitivo (circa 469,99€ per la versione base e 509,99€ per i bundle), si trova ora a dover gestire costi di produzione molto più alti del previsto. Se fino a pochi mesi fa la compagnia riusciva a mantenere un margine di guadagno, seppur ridotto, ora il rischio di vendere l’hardware quasi in perdita è concreto. È una sfida titanica che coinvolge non solo Nintendo, ma anche i competitor come PlayStation e Xbox, che stanno affrontando le stesse pressioni sulla catena di approvvigionamento.
La risposta di Shuntaro Furukawa

In questo clima di incertezza, le parole di Shuntaro Furukawa arrivano come un faro nella nebbia. Intervistato dal quotidiano Kyoto Shimbun, il presidente ha offerto una visione trasparente ma cauta della situazione. Alla domanda diretta su un possibile aumento di prezzo per la Nintendo Switch 2, Furukawa ha evitato di confermare lo scenario peggiore, definendo l’ipotesi di un rincaro immediato come “ipotetica”. Tuttavia, non ha nascosto le difficoltà.
Secondo Furukawa, sebbene non ci sia un impatto immediato sugli utili grazie ai contratti di fornitura a lungo termine stipulati in precedenza, la situazione del mercato delle memorie è definita “molto volatile”. Il presidente ha sottolineato che l’azienda sta “monitorando attentamente” l’evoluzione dei prezzi dei componenti. “La nostra priorità rimane quella di offrire un’esperienza di gioco accessibile”, ha lasciato intendere, ma ha anche ammesso che se i costi dovessero rimanere così elevati a lungo, la redditività dell’hardware potrebbe risentirne seriamente. Una dichiarazione che, se da un lato tranquillizza sull’immediato futuro, dall’altro non chiude definitivamente la porta a possibili aggiustamenti futuri, magari sulle prossime revisioni hardware o sui modelli futuri.
Cosa significa per i videogiocatori?

Per noi appassionati di videogiochi, queste dinamiche industriali si traducono in una domanda semplice: dobbiamo correre a comprare la console ora? Al momento, il prezzo di listino sembra tenere. La strategia di Nintendo è sempre stata quella di proteggere la propria base installata, e un aumento di prezzo a meno di un anno dal lancio sarebbe una mossa impopolare e rischiosa, specialmente in un mercato competitivo dove il PC gaming e gli esport continuano a guadagnare terreno.
Tuttavia, gli esperti suggeriscono che le conseguenze di questa crisi potrebbero manifestarsi in modi diversi. Invece di un aumento diretto del prezzo della console sugli scaffali, potremmo vedere una minore frequenza di sconti e promozioni, o forse un ritardo nel lancio di eventuali versioni “Lite” o “OLED” economiche, che diventerebbero insostenibili da produrre con gli attuali costi delle memorie. È un momento cruciale per l’industria, e la resilienza di Nintendo sarà messa alla prova nei prossimi mesi.
Conclusioni

In definitiva, la situazione è complessa ma non disperata. La Nintendo Switch 2 resta un gioiello tecnologico che sta regalando emozioni a milioni di giocatori, e la dirigenza sembra determinata a fare da scudo contro i rincari il più a lungo possibile. Le parole di Furukawa dimostrano una gestione attenta e consapevole, tipica della casa di Kyoto. Mentre la crisi delle memorie imperversa, noi continueremo a tenere gli occhi aperti e i controller in mano, sperando che la magia dei videogiochi continui a essere accessibile a tutti senza sorprese sgradite sul cartellino del prezzo!
Domande frequenti

Al momento un aumento immediato è definito ipotetico dal presidente Furukawa, grazie ai contratti di fornitura a lungo termine già stipulati. Tuttavia, il rincaro del 41 per cento sui moduli di memoria e del 8 per cento sullo storage mette a rischio i margini di profitto futuri se la crisi dovesse perdurare nel tempo.
La causa principale è la esplosione della domanda di componenti da parte dei data center per la Intelligenza Artificiale. Questo fenomeno ha prosciugato le scorte globali di DRAM, provocando un drastico aumento dei costi per i moduli LPDDR5X e i chip NAND necessari al funzionamento del dispositivo.
Il presidente ha confermato che la compagnia sta monitorando attentamente la volatilità del mercato, pur non prevedendo cambi di prezzo immediati. La priorità resta garantire la accessibilità del prodotto, ma Furukawa ha ammesso che costi di produzione elevati per lungo tempo potrebbero intaccare la redditività della console.
Gli analisti suggeriscono che potrebbe essere il momento giusto per comprare, dato che il prezzo di listino è ancora stabile. Le conseguenze della crisi potrebbero manifestarsi non tanto con un rincaro diretto del cartellino, quanto con una minore frequenza di sconti e promozioni nei prossimi mesi.
Il corrente costo elevato delle memorie rende difficile la produzione sostenibile di varianti economiche come una versione Lite. È probabile che il lancio di revisioni hardware future subisca ritardi o rallentamenti finché la situazione dei prezzi dei componenti non si sarà stabilizzata.

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