In Breve (TL;DR)
Il Policlinico Umberto I rinascerà nella sua sede storica grazie a un investimento di un miliardo di euro stanziato dall’INAIL.
Il progetto prevede un moderno monoblocco su Viale dell’Università per superare la frammentazione a padiglioni e garantire la massima efficienza sanitaria.
I cantieri apriranno nel 2027 senza interrompere l’assistenza, trasformando la struttura in un polo ospedaliero e universitario all’avanguardia in Europa.
Il diavolo è nei dettagli. 👇 Continua a leggere per scoprire i passaggi critici e i consigli pratici per non sbagliare.
ROMA – È una giornata che potrebbe segnare la storia della sanità pubblica romana e nazionale. Oggi, 8 gennaio 2026, nell’Aula Magna della Sapienza Università di Roma, è stato finalmente svelato il progetto definitivo per il nuovo Policlinico Umberto I. Dopo anni di dibattiti, ipotesi di delocalizzazione e polemiche politiche, la decisione è tratta: il più antico policlinico d’Italia non lascerà la sua sede storica, ma rinascerà esattamente dov’è, trasformandosi in un polo ospedaliero all’avanguardia grazie a un investimento monstre di un miliardo di euro.
La conferenza stampa di presentazione ha visto la partecipazione dei vertici delle istituzioni coinvolte: il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, la Rettrice dell’Università La Sapienza Antonella Polimeni e il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni, a sottolineare l’importanza strategica di un’opera attesa da decenni. Il piano prevede una radicale riqualificazione dell’area attuale, abbandonando definitivamente l’ipotesi del trasferimento a Pietralata, che per lungo tempo era rimasta sul tavolo come alternativa principale.
Secondo quanto emerso durante la presentazione, l’intervento sarà finanziato interamente con fondi INAIL, nell’ambito delle iniziative di elevata utilità sociale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: coniugare l’eccellenza assistenziale con la rigenerazione urbana, creando quello che le istituzioni non hanno esitato a definire "il campus universitario più bello d’Europa". Ma la strada per vedere l’opera completata richiederà ancora pazienza: se la tabella di marcia sarà rispettata, i cantieri apriranno nel 2027.

Il progetto: un monoblocco su Viale dell’Università
Il cuore pulsante del nuovo Umberto I sarà un moderno monoblocco che sorgerà lungo Viale dell’Università. Il progetto architettonico, illustrato nei dettagli tecnici dalla Rettrice Polimeni, prevede una strategia di "demolizione e ricostruzione" selettiva. Non tutto il complesso storico verrà abbattuto, ovviamente, ma si interverrà chirurgicamente sulle strutture prive di valore storico-artistico o ormai inadeguate agli standard sanitari moderni.
La nuova struttura sarà caratterizzata da un design contemporaneo, con un ampio utilizzo di vetro e acciaio, progettata per garantire la massima efficienza energetica e logistica. L’idea di fondo è superare l’attuale frammentazione a padiglioni – un modello ottocentesco ormai obsoleto per la medicina d’urgenza e l’alta complessità – concentrando le attività sanitarie core in un unico edificio interconnesso e tecnologicamente avanzato. Questo permetterà di ottimizzare i percorsi dei pazienti, del personale e delle merci, riducendo i tempi morti e migliorando la qualità dell’assistenza.
Secondo i progettisti, il nuovo assetto permetterà di mantenere in loco tutte le specialità mediche, potenziando al contempo le capacità ricettive e tecnologiche. La sfida ingegneristica sarà notevole: costruire un ospedale del futuro all’interno di un tessuto urbano consolidato e vincolato, senza interrompere le attività assistenziali del policlinico attuale, che continuerà a funzionare durante le fasi di cantiere.
Tempi e costi: gara in primavera, lavori nel 2027

Il cronoprogramma annunciato oggi è serrato. Con il progetto di fattibilità ormai definito e i fondi INAIL sbloccati, la macchina amministrativa è pronta a partire. Secondo il Presidente Francesco Rocca, la gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori dovrebbe essere bandita entro la primavera del 2026. Si tratta di una tempistica ambiziosa che richiederà una perfetta sinergia tra Regione, Università e Governo per evitare i classici intoppi burocratici che spesso rallentano le opere pubbliche in Italia.
L’inizio effettivo dei lavori è previsto per il 2027. La durata stimata del cantiere è di circa quattro anni. Se non ci saranno intoppi, dunque, Roma potrebbe vedere il suo nuovo policlinico operativo all’inizio del prossimo decennio. "Quella di oggi non è soltanto la presentazione di un’idea astratta, ma un progetto concreto che attendevamo con grande aspettativa", ha dichiarato Rocca, sottolineando come l’opera rappresenti una priorità assoluta per la giunta regionale e per la politica italiana sanitaria.
L’investimento di un miliardo di euro coprirà non solo la costruzione del nuovo monoblocco, ma anche le opere accessorie e le infrastrutture necessarie per integrare il nuovo ospedale nel tessuto cittadino. Una cifra imponente che testimonia la volontà del Governo e delle istituzioni locali di puntare sul rilancio della sanità pubblica nella Capitale, spesso al centro delle cronache per le difficoltà dei pronto soccorso e le liste d’attesa.
La visione: da ospedale a Campus Universitario

Uno degli aspetti più innovativi del piano riguarda il destino degli storici padiglioni che verranno svuotati dalle funzioni ospedaliere. Non saranno abbandonati, ma riconvertiti. Il progetto prevede infatti la trasformazione delle vecchie cliniche in residenze per studenti, aule studio, laboratori di ricerca e servizi per la comunità accademica. L’obiettivo è realizzare un vero e proprio campus universitario integrato nel tessuto urbano, sul modello delle grandi università europee e americane.
Questa operazione di rigenerazione urbana ha raccolto il plauso del Sindaco Roberto Gualtieri, che ha definito il progetto "bellissimo e percorribile". La creazione di nuovi studentati risponde a una delle emergenze più sentite nella Capitale, quella abitativa per i fuori sede, e promette di rivitalizzare l’intero quartiere Nomentano-San Lorenzo. "Miriamo a rigenerare un’intera area", ha spiegato Rocca, evidenziando come la riqualificazione non sia solo sanitaria ma anche sociale e culturale.
La Rettrice Polimeni ha sottolineato come questa trasformazione permetterà alla Sapienza di rafforzare il suo ruolo di eccellenza nella formazione medica e nella ricerca, offrendo a studenti e ricercatori spazi moderni e adeguati, a pochi passi dalle corsie dove si pratica la medicina clinica. È la chiusura del cerchio tra assistenza, didattica e ricerca, i tre pilastri di un Policlinico universitario.
Il contesto politico e la fine del dibattito su Pietralata
L’annuncio odierno mette definitivamente la parola fine a un lungo dibattito che ha animato la cronaca romana negli ultimi anni: il possibile trasferimento dell’Umberto I nell’area di Pietralata, vicino all’ospedale Pertini. Quell’ipotesi, sostenuta da diverse parti politiche in passato come soluzione per decongestionare il centro, è stata accantonata in favore della valorizzazione della sede storica.
La scelta di restare in Viale dell’Università è stata dettata da diverse valutazioni, non ultime quelle legate alla centralità della struttura rispetto alla città e al legame indissolubile con l’Università La Sapienza. Inoltre, la soluzione "in house" permette di recuperare un patrimonio edilizio esistente che altrimenti avrebbe rischiato il degrado. Tuttavia, la decisione non è stata priva di sfide, in particolare per quanto riguarda la gestione della viabilità e l’impatto dei cantieri in una zona già molto trafficata.
Il Parlamento e le forze politiche di maggioranza e opposizione guardano con attenzione a questo progetto, che inevitabilmente diventerà un tema caldo anche in vista delle future elezioni amministrative e regionali. La capacità di rispettare i tempi e i costi annunciati sarà il vero banco di prova per l’amministrazione Rocca e per la credibilità delle istituzioni coinvolte.
Conclusioni

Il progetto svelato oggi per il nuovo Policlinico Umberto I rappresenta senza dubbio una delle operazioni di edilizia sanitaria più rilevanti degli ultimi decenni in Italia. Con un miliardo di euro sul piatto e una visione che va oltre il semplice ospedale, puntando alla creazione di un campus universitario integrato, Roma prova a ridisegnare il suo futuro sanitario e urbanistico. Le premesse per una svolta ci sono tutte: fondi certi, accordo istituzionale e un progetto architettonico definito. Ora, però, inizia la fase più difficile: quella della realizzazione. I cittadini romani, e non solo, osserveranno con attenzione l’evolversi di un cantiere che promette di restituire alla Capitale un ospedale degno della sua storia e delle sfide del futuro.
Domande frequenti

Il progetto definitivo conferma che il Policlinico non verrà trasferito ma resterà nella sua sede storica. L’ipotesi di delocalizzazione nell’area di Pietralata è stata ufficialmente accantonata per puntare sulla riqualificazione del sito attuale. Il cuore del nuovo ospedale sarà un moderno monoblocco che sorgerà lungo Viale dell’Università, realizzato attraverso una strategia di demolizione e ricostruzione selettiva delle strutture prive di valore storico, mantenendo così il presidio sanitario nel centro della Capitale.
Secondo il cronoprogramma annunciato dalle istituzioni, la gara d’appalto dovrebbe essere bandita entro la primavera del 2026. L’apertura effettiva dei cantieri è prevista per il 2027, con una durata stimata dei lavori di circa quattro anni. Se la tabella di marcia verrà rispettata senza intoppi burocratici, il nuovo Policlinico Umberto I potrebbe essere pienamente operativo all’inizio del prossimo decennio, garantendo la continuità assistenziale durante tutte le fasi di costruzione.
Il piano di riqualificazione prevede una trasformazione radicale per gli edifici storici che verranno svuotati dalle funzioni ospedaliere. Questi spazi non saranno abbandonati ma riconvertiti in un campus universitario integrato, ospitando residenze per studenti, aule studio, laboratori di ricerca e servizi per la comunità accademica. Questa operazione mira a creare il campus più bello d’Europa e a rispondere all’emergenza abitativa per gli studenti fuori sede a Roma.
L’investimento totale per la realizzazione del nuovo Policlinico Umberto I è di un miliardo di euro. L’opera sarà finanziata interamente con fondi INAIL, nell’ambito delle iniziative di elevata utilità sociale. Questa ingente somma coprirà non solo la costruzione del nuovo monoblocco tecnologico in vetro e acciaio, ma anche le opere accessorie, le infrastrutture necessarie e la rigenerazione urbana dell’area circostante.
La nuova struttura sarà progettata secondo criteri di design contemporaneo ed efficienza energetica, con ampio uso di vetro e acciaio. L’obiettivo è superare l’obsoleto modello a padiglioni separati, concentrando le attività sanitarie ad alta complessità in un unico edificio interconnesso. Questo permetterà di ottimizzare i percorsi di pazienti e personale, riducendo i tempi morti e migliorando la qualità dell’assistenza medica e della medicina d’urgenza.
Fonti e Approfondimenti
- Sito ufficiale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I
- Regione Lazio – Portale istituzionale Salute e Sanità
- Sapienza Università di Roma – Partner accademico e istituzionale
- INAIL – Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Ente finanziatore)
- Wikipedia – Storia e architettura del Policlinico Umberto I
- Roma Capitale – Sito istituzionale del Comune di Roma

Hai trovato utile questo articolo? C'è un altro argomento che vorresti vedermi affrontare?
Scrivilo nei commenti qui sotto! Prendo ispirazione direttamente dai vostri suggerimenti.