In Breve (TL;DR)
Il Policlinico Umberto I non trasloca ma si rigenera totalmente grazie a un investimento record di un miliardo di euro.
Le attività ospedaliere principali confluiranno in un nuovo monoblocco tecnologico, abbandonando la vecchia logica a padiglioni per ottimizzare le cure.
Gli spazi storici diventeranno un campus universitario verde con aule e laboratori, integrando perfettamente assistenza sanitaria, didattica e ricerca scientifica.
Il diavolo è nei dettagli. 👇 Continua a leggere per scoprire i passaggi critici e i consigli pratici per non sbagliare.
È una svolta storica quella annunciata ieri mattina nell’Aula Magna della Sapienza Università di Roma, un passaggio che promette di ridefinire non solo l’assetto della sanità laziale, ma anche l’urbanistica di un intero quadrante della Capitale. Dopo anni di dibattiti, ipotesi di trasloco e polemiche politiche, è stato finalmente svelato il progetto definitivo per il nuovo Policlinico Umberto I. La notizia principale, che chiude definitivamente la stagione delle incertezze, è che il nosocomio non lascerà la sua sede storica: resterà nel cuore di Roma, ma cambierà radicalmente volto grazie a un investimento monstre di un miliardo di euro.
Il piano di riqualificazione, illustrato dai vertici della Regione Lazio e dell’ateneo romano, prevede una trasformazione profonda della struttura inaugurata nel 1888. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione — che vede le attività sanitarie disperse in oltre 50 padiglioni ormai vetusti — per concentrare le funzioni ospedaliere ad alta intensità in un nuovo, avveniristico "monoblocco". Secondo quanto emerso durante la conferenza stampa, i fondi proverranno dall’Inail, nell’ambito degli investimenti di elevata utilità sociale, segnando un punto a favore per la collaborazione tra governo, enti locali e istituzioni universitarie.
La presentazione del progetto ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali, tra cui il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni, con la consapevolezza che l’operazione presentata non è solo un intervento di edilizia sanitaria, ma un tassello fondamentale per la cronaca e la politica italiana dei prossimi anni. La scommessa è quella di trasformare il più antico policlinico d’Italia nel "più bel campus universitario d’Europa", mantenendo l’eccellenza medica al centro della città.

Il progetto: un monoblocco su Viale dell’Università
Il cuore pulsante del nuovo Umberto I sorgerà lungo Viale dell’Università. Secondo i dettagli tecnici illustrati durante l’evento, il progetto prevede la demolizione di alcune strutture esistenti in quell’area per fare spazio a un edificio moderno, un "monoblocco articolato" in vetro e acciaio che dialogherà con le preesistenze storiche. Questa nuova struttura concentrerà tutte le attività "core" dell’ospedale: le degenze mediche e chirurgiche, il blocco operatorio, la terapia intensiva e un Pronto Soccorso completamente ripensato per gestire i flussi in maniera efficiente, superando le criticità logistiche che oggi affliggono il policlinico.
La scelta di costruire in verticale e di accorpare le funzioni risponde a un’esigenza di razionalizzazione non più rinviabile. Come sottolineato dal direttore generale del Policlinico, Fabrizio D’Alba, l’attuale configurazione a padiglioni separati, concepita a fine Ottocento secondo i criteri igienisti dell’epoca, è diventata "una macchina non adatta" alla medicina moderna. Il nuovo edificio permetterà di ottimizzare i percorsi di cura, ridurre i tempi di spostamento per pazienti e operatori e garantire standard tecnologici d’avanguardia. Le degenze saranno organizzate in camere a due posti letto con servizi igienici dedicati, un salto di qualità netto rispetto alle camerate ancora presenti in alcuni reparti storici.
Un’attenzione particolare sarà riservata alla pediatria, che verrà organizzata come un polo dedicato, separato ma funzionalmente integrato nel sistema complessivo. Inoltre, il progetto include un sistema innovativo di accettazione e accoglienza, oltre a un poliambulatorio che centralizzerà le visite specialistiche, oggi disperse in vari edifici del complesso. Questa riorganizzazione permetterà di liberare gran parte dei padiglioni storici, aprendo la strada alla seconda grande anima del progetto: la rigenerazione urbana.
La nascita del Campus e la "Città Giardino"

Se la sanità si sposta nel nuovo monoblocco, cosa ne sarà degli storici edifici umbertini? Il progetto prevede una loro riconversione totale. I padiglioni liberati dalle funzioni ospedaliere non saranno abbandonati, ma ristrutturati per ospitare aule studio, laboratori di ricerca, biblioteche e residenze per studenti. L’idea è quella di creare un vero e proprio campus universitario integrato, sul modello delle grandi università anglosassoni, dove didattica, ricerca e vita studentesca si fondono in un unico spazio.
Secondo la rettrice Antonella Polimeni, questo intervento restituirà al Policlinico la sua vocazione originaria di "città giardino". Il piano prevede infatti un massiccio intervento sul verde e sugli spazi aperti: via l’asfalto, sostituito da pavimentazioni drenanti in pietra, e spazio a nuove aree verdi accessibili, cortili attrezzati, percorsi pedonali ombreggiati e, dove tecnicamente possibile, tetti verdi. L’obiettivo è abbattere le barriere fisiche e visive tra l’ospedale e il quartiere San Lorenzo, rendendo il complesso permeabile alla città e fruibile non solo dai pazienti, ma anche dagli studenti e dai cittadini.
La pedonalizzazione di alcune aree interne e la creazione di parcheggi interrati contribuiranno a liberare la superficie dalle auto, migliorando la qualità dell’aria e la vivibilità dell’intera zona. Si tratta di un intervento di rigenerazione urbana che va ben oltre il perimetro ospedaliero, promettendo di riqualificare uno dei quadranti più densi e complessi di Roma.
Tempi, costi e il ruolo della politica

L’aspetto finanziario è solido: un miliardo di euro è la cifra messa sul piatto, interamente coperta dai fondi Inail destinati all’edilizia sanitaria. Questo dettaglio non è secondario, in quanto sottrae l’opera alle incertezze dei bilanci regionali ordinari. Tuttavia, la vera sfida sarà il rispetto dei tempi. Secondo il cronoprogramma annunciato dal presidente Francesco Rocca, la gara per la progettazione sarà bandita entro la primavera del 2026, con l’obiettivo di aprire i cantieri nel 2027.
La durata prevista dei lavori è di circa quattro anni. "Arriverà in tempo per il mio secondo mandato", ha dichiarato Rocca, legando politicamente il successo dell’opera alla sua amministrazione. Una frase che non è passata inosservata agli osservatori di politica italiana, leggibile come una chiara intenzione di ricandidatura e come una sfida lanciata in vista delle future elezioni regionali. La realizzazione del nuovo Umberto I diventa così un banco di prova cruciale per la giunta di centrodestra, che sulla sanità ha investito gran parte del proprio capitale politico.
È necessario ricordare che il percorso per arrivare a questo punto non è stato lineare. Per mesi si è discusso dell’ipotesi di trasferire l’Umberto I nell’area di Pietralata, vicino all’ospedale Pertini, liberando l’area centrale. Un’ipotesi che aveva sollevato dubbi sia per l’impatto sul tessuto urbano di San Lorenzo (che avrebbe perso il suo motore economico e sociale), sia per la vicinanza eccessiva con un altro grande ospedale. La decisione di riqualificare in loco, supportata ora da un progetto tecnico validato, sembra aver messo d’accordo tutti gli attori in campo, compreso il Comune di Roma.
Le reazioni: asse Regione-Comune
Nonostante le diverse appartenenze politiche, la presentazione di ieri ha mostrato una certa sintonia istituzionale. Il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso soddisfazione, definendo il progetto "bellissimo" e sottolineando il valore della rigenerazione urbana per la Capitale. "È un progetto che sembra percorribile e di cui siamo soddisfatti", ha commentato il primo cittadino, evidenziando come la permanenza del Policlinico nella sua sede storica eviti il rischio di creare un "vuoto urbano" nel centro della città.
La collaborazione tra Regione Lazio (guidata dal centrodestra) e Comune di Roma (guidato dal centrosinistra) su questo dossier dimostra come, su temi strategici come la sanità e le grandi opere, la politica italiana sappia talvolta trovare convergenze pragmatiche. Tuttavia, le opposizioni in Consiglio Regionale restano vigili. Alcuni esponenti hanno ricordato come, al di là degli annunci faraonici, la sanità laziale soffra ancora di problemi quotidiani legati alle liste d’attesa e alla carenza di personale, temendo che i grandi cantieri possano distogliere l’attenzione dalle emergenze attuali.
Secondo fonti sindacali, sarà fondamentale vigilare affinché durante i lavori — che dureranno anni e conviveranno con l’attività ospedaliera — non ci siano disagi eccessivi per l’utenza. La gestione di un cantiere da un miliardo di euro all’interno di un ospedale funzionante è una sfida ingegneristica e logistica di enorme portata, che richiederà un monitoraggio costante da parte del governo regionale e delle autorità competenti.
Conclusioni

Il progetto svelato per il nuovo Policlinico Umberto I rappresenta senza dubbio una delle più grandi operazioni di edilizia pubblica previste a Roma per il prossimo decennio. Con un miliardo di euro di investimenti, la promessa è quella di consegnare alla città un ospedale moderno ed efficiente entro il 2031, salvaguardando al contempo il patrimonio storico e architettonico dell’ateneo. Se da un lato l’entusiasmo delle istituzioni è palpabile, dall’altro inizia ora la fase più complessa: quella della messa a terra, delle gare d’appalto e dei cantieri. La cittadinanza e il mondo accademico attendono ora che alle slide proiettate nell’Aula Magna seguano le gru e le betoniere, in una corsa contro il tempo che misurerà l’efficienza della macchina amministrativa regionale e nazionale.
Domande frequenti

Il progetto definitivo conferma che l’ospedale non verrà trasferito altrove ma resterà nella sua sede storica nel centro di Roma. Il cuore della nuova struttura sanitaria sarà un moderno edificio monoblocco in vetro e acciaio che sorgerà lungo Viale dell’Università, sostituendo alcune delle strutture attuali per accentrare le funzioni mediche principali.
L’investimento, finanziato con fondi Inail, prevede una doppia trasformazione: la costruzione di un monoblocco verticale per le attività ospedaliere ad alta intensità (come chirurgia e pronto soccorso) e la riconversione dei vecchi padiglioni storici. Questi ultimi diventeranno parte di un campus universitario integrato con aule, biblioteche e residenze, seguendo il modello della città giardino.
Secondo il cronoprogramma annunciato dalla Regione Lazio, il bando di gara per la progettazione sarà pubblicato entro la primavera del 2026. L’apertura dei cantieri è prevista per il 2027, con una durata stimata dei lavori di circa quattro anni. L’obiettivo è consegnare la struttura completa e operativa indicativamente entro il 2031.
La nuova struttura garantirà standard moderni e maggiore comfort, eliminando le vecchie camerate a favore di stanze a due posti letto con servizi dedicati. L’accentramento delle funzioni nel monoblocco permetterà di ottimizzare i percorsi di cura, riducendo i tempi di spostamento tra i reparti e migliorando l’efficienza del Pronto Soccorso e delle terapie intensive.
Le strutture ottocentesche liberate dalle funzioni sanitarie non saranno abbandonate ma ristrutturate per scopi accademici e residenziali. Il progetto prevede la creazione di laboratori di ricerca, spazi studio e alloggi per studenti, immersi in nuove aree verdi pedonali che renderanno il complesso permeabile e aperto al quartiere San Lorenzo.
Fonti e Approfondimenti
- Sito ufficiale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I
- Sito istituzionale della Regione Lazio
- Pagina dedicata al Policlinico sul sito di Sapienza Università di Roma
- Approfondimento storico sul Policlinico Umberto I (Wikipedia)
- Sito istituzionale INAIL – Ente finanziatore del progetto

Hai trovato utile questo articolo? C'è un altro argomento che vorresti vedermi affrontare?
Scrivilo nei commenti qui sotto! Prendo ispirazione direttamente dai vostri suggerimenti.