In Breve (TL;DR)
Dopo venticinque anni di attesa, è stato svelato il progetto da un miliardo di euro per riqualificare il Policlinico Umberto I nella sua sede storica.
Il piano prevede la costruzione di un monoblocco hi-tech per le cure intensive e la trasformazione dei padiglioni storici in un moderno campus universitario.
I lavori inizieranno nel 2027 senza interrompere l’attività sanitaria, puntando a inaugurare il nuovo complesso ospedaliero e la riqualificazione urbana entro il 2031.
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ROMA – È una giornata che potrebbe segnare la storia della sanità pubblica della Capitale e, forse, dell’intera politica sanitaria nazionale. Dopo venticinque anni di dibattiti, ipotesi di trasloco e polemiche, è stato finalmente svelato il progetto definitivo per il nuovo Policlinico Umberto I. Nessun trasferimento totale a Pietralata, come ipotizzato in passato: il cuore pulsante dell’ospedale più antico di Roma resterà dov’è, in viale dell’Università, ma cambierà volto radicalmente grazie a un investimento monstre di un miliardo di euro.
Il piano, presentato questa mattina nell’Aula Magna della Sapienza alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e della rettrice Antonella Polimeni, prevede una profonda riqualificazione in situ. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la cittadella ospedaliera ottocentesca in un moderno polo ad alta tecnologia, senza cancellare la sua identità storica. Secondo quanto emerso durante la conferenza stampa, i fondi provengono dal programma di investimenti immobiliari dell’Inail, sbloccati grazie a un accordo con il Ministero della Salute e il Governo.

Un monoblocco hi-tech tra le mura storiche
Il fulcro del progetto architettonico è la realizzazione di un nuovo monoblocco all’interno dell’attuale perimetro. La strategia, avallata dalla Soprintendenza speciale di Roma, prevede la demolizione di alcuni edifici privi di valore storico e logistico (le cosiddette “superfetazioni” accumulate negli anni) per fare spazio a una struttura all’avanguardia. Qui verranno concentrate le attività ad alta intensità di cura: blocco operatorio, terapie intensive, un nuovo Pronto Soccorso e la diagnostica per immagini.
Secondo i dettagli tecnici illustrati, il nuovo assetto permetterà di ottimizzare i percorsi clinici, oggi frammentati tra i viali del policlinico umbertino. La capacità ricettiva salirà a 1.170 posti letto, organizzati in stanze doppie con servizi in camera, superando le criticità delle attuali corsie spesso obsolete. «Non è solo un’idea astratta, ma un progetto concreto che attendevamo con ansia», ha dichiarato il governatore Rocca, definendo l’operazione una «svolta storica» per la città.
Il Campus universitario e la “Città Giardino”

Se il monoblocco sarà il cuore sanitario, i padiglioni storici vincolati non verranno abbandonati. Il progetto prevede la loro riconversione in un campus universitario di stampo anglosassone. Le palazzine ottocentesche ospiteranno aule, biblioteche, studentati, spazi per i visiting professor e servizi amministrativi. L’idea è quella di separare i flussi: da una parte l’urgenza e la cura acuta, dall’altra la didattica, la ricerca e le cure a bassa intensità.
L’intervento avrà un impatto significativo anche sull’urbanistica del quartiere Nomentano/San Lorenzo. È prevista la pedonalizzazione di parte di Viale del Policlinico e la creazione di un grande parcheggio interrato per liberare la superficie dalle auto. Il concetto guida è quello della “città giardino”: recuperare gli spazi verdi interni, oggi soffocati dal cemento e dalle auto, per restituirli a pazienti, studenti e cittadini.
Cronaca di un investimento politico strategico

L’operazione Umberto I si inserisce prepotentemente nella cronaca politica di questi giorni. La sanità, d’altronde, rimane uno dei temi più caldi per il governo e per il dibattito in parlamento, dove le opposizioni chiedono garanzie sui tempi e sulla continuità assistenziale durante i cantieri. L’investimento dell’Inail rappresenta una boccata d’ossigeno per le casse regionali e un segnale forte in vista delle future scadenze elettorali, confermando la centralità delle infrastrutture sanitarie nell’agenda della politica italiana.
Il direttore generale del Policlinico, Fabrizio d’Alba, ha rassicurato che i lavori, seppur invasivi, non interromperanno l’attività sanitaria. La convivenza tra cantiere e ospedale sarà la vera sfida dei prossimi anni. Secondo il cronoprogramma annunciato, la gara d’appalto dovrebbe essere bandita entro la primavera del 2026, con l’apertura dei cantieri prevista per il 2027. La durata stimata dei lavori è di circa quattro anni, con l’obiettivo di inaugurare il nuovo complesso all’alba del 2031.
Conclusioni

Il progetto svelato oggi chiude, almeno sulla carta, una stagione di incertezze durata decenni. La scelta di non delocalizzare totalmente l’ospedale, ma di rigenerarlo dall’interno, rappresenta una scommessa complessa ma affascinante: unire la tutela del patrimonio storico con l’efficienza della medicina moderna. Ora la palla passa alla burocrazia e alle imprese: il rispetto dei tempi sarà la vera cartina di tornasole per valutare il successo di questa operazione miliardaria.
Domande frequenti

Il nuovo Policlinico non verrà trasferito, ma resterà nella sua sede storica in viale dell Università a Roma. Il progetto definitivo ha escluso l ipotesi di un trasloco totale a Pietralata, optando per una profonda riqualificazione in situ. Verrà costruito un moderno monoblocco ad alta tecnologia all interno dell attuale perimetro per le cure intensive, mentre i padiglioni storici saranno preservati e riconvertiti.
L investimento, finanziato dall Inail, prevede la costruzione di un monoblocco hi-tech per concentrare le attività ad alta intensità come chirurgia, terapie intensive e Pronto Soccorso. Parallelamente, i padiglioni storici diventeranno un campus universitario con aule e biblioteche. Il piano include anche la creazione di un parcheggio interrato, la pedonalizzazione di aree circostanti e il recupero degli spazi verdi secondo il concetto di città giardino.
Secondo il cronoprogramma annunciato, la gara d appalto dovrebbe essere bandita entro la primavera del 2026. L apertura dei cantieri è prevista per il 2027, con una durata stimata dei lavori di circa quattro anni. L obiettivo è inaugurare il nuovo complesso ospedaliero e universitario all alba del 2031, rispettando una tabella di marcia che le istituzioni definiscono sfidante ma necessaria.
Sì, l attività sanitaria non verrà interrotta durante i cantieri. Il direttore generale ha assicurato che la continuità assistenziale sarà garantita, nonostante la complessità dell intervento. La gestione della convivenza tra le attività di costruzione e le funzioni ospedaliere sarà centrale per evitare disagi ai pazienti, permettendo all ospedale di continuare a operare mentre cambia volto.
La capacità ricettiva della struttura salirà a 1.170 posti letto totali. Il cambiamento più rilevante riguarderà il comfort alberghiero: le vecchie corsie saranno sostituite da moderne stanze doppie dotate di servizi igienici in camera. Questo nuovo assetto è pensato per superare l obsolescenza delle attuali strutture e ottimizzare i percorsi di cura all interno del nuovo monoblocco tecnologico.
Fonti e Approfondimenti

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